Lo sport a Imola si articola in numerose discipline. Questa voce raccoglie le informazioni sulle principali discipline sportive, gli impianti, le società sportive e le manifestazioni che si tengono a Imola.

Gli imolesi praticano diversi sport. Gli iscritti agli enti di promozione sportiva sono ; in città ci sono 96 impianti sportivi, che ogni anno vengono utilizzati da oltre utenti. La città è sede di società di livello nazionale in diverse discipline.

Discipline sportive Sport atletici Il Parco delle Acque Minerali fu la sede delle prime gare podistiche ufficiali disputate ad Imola. Nel 1923 e nel 1924 vi si disputarono i campionati regionali di corsa campestre. Nella stessa area si tenevano le riunioni di atletica leggera, di ginnastica, di lotta greco-romana e di pugilatoGilberto Negrini, Con campi, impianti e piste lo sport diventa una cosa seria nel «Nuovo Diario-Messaggero» del 9 dicembre 2021, p. 11.. Ciclismo Nei primi anni del Novecento apparvero ad Imola i primi sodalizi ciclistici. Nel luglio 1908 fu fondato il "Club Sportivo Imolese”, che si rivelò il maggiormente attivo. Fondato da giovani appassionati, il primo presidente fu Gualtiero Alvisi. In un quinquennio organizzò varie manifestazioni sportive, di atletica leggera e di ciclismo. La gara ciclistica più importante fu la Imola-Piacenza (andata e ritorno). Se ne disputarono due edizioni: nel 1909 e nel 1910. Alla prima edizione parteciparono anche corridori francesi di caratura internazionale, tra cui Constant Ménager (vincitore di una tappa del Tour de France) e Henri Cornet, vincitore del Tour nel 1904. La gara fu vinta da Ménager su Maitron (il terzo dei francesi). Terzo fu Emilio Petiva e quarto Cesare Costa, il più forte ciclista imolese dell’epoca. Residente a Sesto Imolese, il suo risultato più prestigioso fu il sesto posto al Giro di Lombardia dello stesso anno. La seconda ed ultima edizione ebbe luogo il 4 settembre 1910. Vinse Luigi Azzini di Milano. Il miglior ciclista locale fu Fedele Dradi di Alfonsine. Nel periodo che intercorre dal 1908 al 1912, anno dello scioglimento, il "Club Sportivo Imolese” organizzò oltre trenta corse ciclistiche. Nel 1920 fu costituita la sezione Ciclismo all’interno dell’«Unione Sportiva Imolese», attiva principalmente nella ginnastica. Il 2 ottobre 1921 l’Unione Sportiva organizzò la gara dove ebbe un incidente mortale il giovane Antonio Placci di Bubano. Da quella tragica morte nacque una nuova manifestazione ciclistica, la Coppa Placci, che visse per ben 87 anniPaolo Ciotti, .

Sport motoristici

La prima competizione motociclistica competitiva organizzata a Imola si tenne il 29 maggio 1924. Il «Gran Premio Imola» fu organizzato dalla sezione locale dell'Unione Sportiva Italiana (USI)Quando i Tre Monti erano un... rombo di motori, «il Nuovo Diario-Messaggero», 30 aprile 2016, pp. 44-45. L'USI rappresentava lo sport imolese nel suo complesso. Nel 1927 aveva 600 soci.. Il percorso, com'era normale all'epoca, era costituito da strade aperte al pubblicoElenco delle vie: Croce in Campo, Cerchiari, Tre Monti, Bergullo, La Pascola e di nuovo Croce in Campo.. Partenza-arrivo erano situati nell'ampio viale Dante, non ancora asfaltato, di fronte all'Istituto Alberghetti. Le moto-biciclette dovevano percorrere un tracciato della lunghezza di 14 km (da effettuare 4 volte per complessivi km 56) che si snodava attorno ai Tre Monti, note alture che sovrastano la città (i colli Pediano, Frassineto e Bergullo).

All'inizio di aprile del 1926 fu costituita l'Associazione Motoristi Imolesi. La prima sede fu presso il Caffè Sganaplino sulla via Emilia; il primo presidente fu Lodovico RavagliaGilberto Negrini, Nel 1926 la Motoristi Imolesi arrivò in città, in «Nuovo Diario-Messaggero», 4 giugno 2026, pag. 39.. In pochi mesi si affiliò al Moto Club d'Italia e organizzò la sua prima manifestazione: il «Circuito dei Tre Monti». La competizione si disputò il 18 luglio, una domenica. Il tracciato ricalcava in gran parte quello di due anni prima, ma era leggermente più corto (12,1 km); in compenso la gara era più lunga (14 giri). Il luogo di partenza-arrivo era situato lungo il rettilineo che congiunge la chiesa di Croce in Campo (oggi non più esistente) con villa Cerchiari. Ne furono disputate altre due edizioni: il 1º maggio 1927 (la gara fu inserita nel Campionato italiano) e il 31 luglio 1932. Nel frattempo, l'Associazione Motoristi Imolesi aveva cessato di esistere e in sua vece si era costituito il Moto Club Imola (1931). Il campione faentino Francesco Lama vinse la gara in due categorie nel 1932. Altri vincitori: Luigi Arcangeli, Gino Macchi e Pietro Ghersi (1927). Il Moto Club organizzò anche gare di velocità fuoristrada (l'odierno motocross). Si tennero nell'area del parco Acque minerali, inclusa la salita del monte Castellaccio. Furono disputate tre edizioni: il 3 marzo 1935 (vince Leo Lorenzi su DKW), il 24 maggio 1936 (vittoria dell'imolese Nino Martelli) e il 18 aprile 1937 (vinta anch'essa da Martelli)Gilberto Negrini, Cross Country a Imola. La storia sul Castellaccio, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 11 novembre, pag. 45.Gilberto Negrini, Quando il motocross nacque alle Acque, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 9 luglio 2026, pag. 31..

Nel 1946 venne eletto presidente del Moto Club Francesco Costa (per tutti "Checco", 1911-1988). Costa rilanciò l'attività dell'associazione organizzando corse di velocità sulle strade cittadine, le uniche pavimentate all'epoca. Il primo circuito cittadino di Imola (km 2,700) si snodava lungo i seguenti tratti di strada: viale De Amicis (partenza/arrivo), Selice, Mentana, Andrea Costa, Marconi, Pambera e Carducci. La prima gara, denominata «GP Città di Imola», si svolse il 21 luglio 1946. Dal 1947 al 1950 le corse motociclistiche furono disputate su un diverso tracciato cittadino (km 2,400), che comprendeva: Viale Dante (partenza/arrivo), Viale Zappi (direzione Faenza), al termine del rettilineo si eseguiva una curva a 'U' e si imboccava via Guerrazzi, poi via Mazzini, poi ci si immetteva di nuovo in viale Zappi, ma in senso opposto, arrivando davanti al mercato ortofrutticolo. Lì si curvava a destra in via Boccaccio, poi via Tasso e infine viale Dante. Nel complesso, sui due circuiti cittadini furono disputate sei manifestazioni competitive. La gara, denominata «Coppa Fiera del Santerno», si disputava ad inizio settembre nell'ambito dell'omonima fiera, manifestazione che richiamava a Imola numerosi visitatori.

Agli appassionati venne in mente di realizzare un circuito permanente al di là del Santerno, ma il Comune non aveva i fondi. Il problema venne superato tramite la fondazione di un organismo privato: il 25 novembre 1947 fu fondato l'«Ente Sport e Turismo Imola» (ESTI). L'ESTI raccolse i finanziamenti per la costruzione di quello che oggi è conosciuto come Autodromo Enzo e Dino Ferrari. La prima pietra fu posta il 22 marzo 1950; l'inaugurazione avvenne il 25 aprile 1953.

Nel gennaio 1948 il Moto Club d'Imola ebbe l'onore, e l'onere, di organizzare la prima gara di motocross del dopoguerra sul territorio italiano. La competizione, svoltasi il 23 maggio 1948, fu anche il primo Gran premio internazionale di motocross mai disputato in Italia. Il tracciato misurava ben 5 km; la pista si snodava tra il Parco delle Acque minerali e il fiume Santerno, che i motociclisti guadavano in due punti. L'arrivo/partenza era posto in via Romeo Galli. Da allora Imola ospitò ogni anno un Gran Premio di motocross. L'appuntamento richiamò tutti gli anni una folla tra le 10 000 e le 30 000 persone. L'attività ebbe termine nel 1965 perché in quell'anno l'area fu convertita definitivamente a parco pubblico. Nel complesso si disputarono a Imola 24 Gran Premi, di cui 5 prove valevoli per il Campionato europeo e 9 valevoli per il Campionato mondiale (dal 1957 al 1965, anno di cessazione dell'attività)I vincitori delle gare internazionali furono tutti stranieri. Tra questi i belgi Jansen (1948), Meunier (1951), Mingels (1952-53-54); gli svedesi Lundin (1955-58-59-60), Nilsson (1956-57-61), Tiblin (1962-63-65) e Hallmann (1964). Gli stranieri erano dotati di mezzi nettamente superiori a quelli degli italiani..

A partire dal 1972 si è disputata all'Autodromo la «200 Miglia». Ideata anch'essa da Checco Costa, negli anni la manifestazione, una gara di durata, ha richiamato migliaia di appassionati da tutt'Italia e dall'estero. L'ultima edizione si è disputata nel 1985.

I bolidi di Formula 1 hanno disputato ad Imola due gare non valide per il campionato mondiale: il IV Gran Premio Città di Imola il 21 aprile 1963 e il Gran Premio Dino Ferrari il 16 settembre 1979. L'anno successivo l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari ha ospitato per la prima volta una gara iridata, il Gran Premio d'Italia 1980. Dato il successo riscontrato si è deciso di correre dall'anno successivo al 2006, nello stesso luogo, il Gran Premio di San Marino. Dopo un'assenza di 14 anni, la Formula 1 è tornata ad Imola per il Gran Premio dell'Emilia-Romagna, disputato il 1º novembre 2020.

Oggi le principali associazioni motoristiche imolesi sono: «Moto club Santerno Imola» "Checco Costa"Ha aggiunto "Santerno" al nome originale nel 1957; ha assunto il nome attuale dopo la morte del grande dirigente sportivo.; «Club romagnolo auto e moto d'epoca» (CRAME); «Moto club Imola»; «Moto club "La Stalla"», «Sport club "Il velocifero"», «Associazione "Otello Buscherini"», «Panathlon International» e «Gruppo ex-motocrossisti imolesi».

I motociclisti imolesi più titolati sono: Fausto Gresini (1961), campione del mondo di velocità 1985 e 1987 (classe 125); Andrea Bartolini, campione del mondo di motocross 1999 nella classe 500/Open; Loris Capirossi, campione del mondo Classe 125 e Classe 250; Alex Salvini, vicecampione mondiale di motocross 2010 nella categoria MX3 e campione del mondo Enduro classe E2 nel 2013; Filippo Suzzi, campione italiano nel 1983.

Pallacanestro La pallacanestro nasce a Imola negli anni trenta. Le prime partite sono disputate da squadre di studenti. Nel 1934 il prof. Caleffi, l'insegnante di ginnastica maschile delle magistrali, crea la prima squadra maschile. Il primo campionato, un torneo studentesco, si disputa nel 1936. Nello stesso anno nasce la prima società sportiva in senso proprio: la Virtus Imola Sportiva.

Il 1936 è anche l'anno d'inizio della pallacanestro femminile. In quell'anno giunge ad Imola la professoressa Torrini, insegnante di ginnastica femminile delle scuole magistrali e del liceo. È lei a trasmettere la passione per la palla a spicchi alle ragazze imolesi. Nel 1938 la squadra femminile con le ragazze allenate dalla prof.ssa Torrini disputa il campionato provinciale a Bologna, ottenendo una sorprendente vittoria. L'Imola viene ammessa di diritto a disputare il campionato regionale 1938-39. Le atlete imolesi (tutte ragazze dai 14 ai 17 anni) non sfigurano piazzandosi al terzo postoGiuliano Marzocchi, «Quando vincemmo 4-3», «Sabato Sera», 13 aprile 1996..

La Seconda guerra mondiale interrompe del tutto l'attività cestistica ad Imola. Della pallacanestro femminile non si sentirà più parlare, mentre la Virtus riprende l'attività agonistica nel 1946. Dal 1948 disputa le proprie partite casalinghe, la domenica mattina, nella palestra Savonarola. Nel 1960 la squadra imolese raggiunge la seconda serie nazionale (rimarrà il traguardo più alto da essa mai raggiunto).

Nel 1967 viene fondata una nuova società: la Andrea Costa Imola Basket. Per diversi anni milita nelle serie inferiori, finché dalla stagione 1985/86 inizia un ciclo positivo. Nella stagione seguente si trova nello stesso campionato della Virtus: le due squadre si affrontano in due infuocati derby, da quali esce vincitrice in entrambi i confronti l'Andrea Costa.