Lindizione è un computo del tempo basato su un ciclo temporale di 15 anni, che caratterizza l'anno così come la suddivisione della settimana caratterizza il giorno: si partiva dallindizione prima (o anno indizionale primo) per arrivare allindizione quindicesima (o anno indizionale quindicesimo) e tornare allindizione prima nell'anno successivo.
Questo computo non nasce dal movimento degli astri bensì da cadenze fiscali. È utilizzato nella data di documenti della tarda antichità, medievali e talvolta moderni.
L'indizione è in ambito religioso anche l'inizio dell'anno ecclesiastico (Indiktos, il 1º settembre, per i calendari liturgici ortodosso e greco-cattolico) oppure l'inizio dell'anno santo (per la Chiesa cattolica).
Aspetti storici In italiano, il termine indizione deriva dal latino indictio, indictionis ed è rafforzato etimologicamente dal greco ἰνδικτιών, indiktiṑn. Il termine latino è un composto di in e dicere, come "indire", con il senso di "intimare". Questo computo, infatti, deriva esplicitamente dall'indizione di censimenti periodici. L'Indizione nell'Età antica Probabilmente tale computo ebbe origine in Egitto dove ogni cinque anni, a causa delle piene del Nilo, si "indiceva" un censimento fiscale, come testimoniato anche da un papiro probabilmente risalente al 207 a.C.
È invece certo che con tale denominazione si indicasse un tributo fiscale imposto ai cittadini dell'Impero Romano che, secondo alcune fonti, fu introdotto con carattere straordinarioPare che l'introduzione dell'indizione nella repubblica romana risalga al 46 a.C. e si debba a Giulio Cesare. e che in seguito divenne ordinario e, secondo altre fonti, a cadenza quinquennale. Ulteriori fonti sostengono che tale tributo fosse divenuto ordinario o, almeno, ne fosse stata riconosciuta ufficialmente l'ordinarietà, con DioclezianoÈ certo che Diocleziano nel 297-298 d.C. attribuì all'indizione anche un carattere fondiario in quanto, oltre a mantenerla per i singoli cittadini, la fissò anche per ogni paio di animali sotto il giogo, cioè capita et iuga: pare, altresì, che Diocleziano avesse stabilito che il tributo fosse anche pagabile solo in natura. il quale, secondo altre fonti, pare avesse stabilito l'annualità della cadenza del tributo o, almeno, l'annualità del versamento del tributo.Alla cadenza annuale dell'indizione si oppone una serie di considerazioni circa la successiva cadenza quindicennale del tributo: del resto, non vi è traccia dell'osservanza della cadenza annuale del tributo anche se ciò, in linea generale, non esclude l'annualità del versamento del tributo. Secondo alcune fonti, con il IV secolo d.C. il tributo fiscale sarebbe stato esteso a tutto l'Impero Romano, mentre altre fonti sostengono che ciò avvenne molto prima: è invece certo che con il IV secolo il computo di tale tributo diventa quindicennale.Secondo alcune fonti, il computo quindicennale dell'indizione inizia nella seconda metà del IV secolo in quanto collegato al tempo di 15 anni che sarebbe trascorso tra due revisioni catastali, immediatamente consecutive, eseguite per regolare le imposizioni fiscali; per altre fonti, il computo quindicennale risalirebbe direttamente a Costantino I, in quanto quest'ultimo avrebbe fissato tale periodo in conformità al tempo de facto trascorso tra l'indizione decretata da Diocleziano nel 297-298 d.C. e quella decretata da lui stesso nel 312-313.
Lindizione originariamente era segnata solo in documenti di natura fiscale; è indubbio che dal computo quindicennale e, pare anche, dalla denominazione dell'imposta fiscale, cominciò a formarsi un computo cronologico basato su un identico numero di anni che si diffuse rapidamente nell'impero per regolare il tempoLa diffusione repentina nell'Impero Romano è dovuta a considerazioni di carattere pratico in quanto tale computo era ritenuto più affidabile rispetto al computo basato sugli anni di sovranità imperiale a seguito della complessità venutasi a creare con l'istituzione della tetrarchia dioclezianea. e che rimarrà in uso nella tarda antichità e anche oltre. Per volontà di Costantino I, dopo la vittoria su Massenzio l'indizione fu adottata nel 312 d.C. ma per essere applicata dal 313, certamente come elemento cronologico di tutti i documenti, poiché non tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere ciò come un'adozione ufficiale dell'indizione quale sistema di datazione, ma semplicemente come una sorta di riorganizzazione burocratica che prevede una metodologia di allineamento della datazione degli altri documenti rispetto ai documenti fiscali. Nel VI secolo d.C. è Giustiniano che fissa l'indicazione dell'anno indizionale nelle norme del Corpus iuris civilis relative alla confezione dei documenti adottando ufficialmente ed inequivocabilmente l'indizione quale sistema di datazione.Constitutiones 4.21: De fide instrumentorum et amissione eorum et antapochis faciendis et de his quae sine scriptura fieri possunt; e Novellae 73, relativa all'efficacia del documento, e 47, relativa alla composizione della data nei documenti.L'opinione che ritiene che la disposizione costantiniana non sia un'adozione ufficiale dell'indizione quale sistema di datazione, si basa sulla considerazione che tale adozione ufficiale avviene con la legislazione giustinianea; l'opinione opposta che la disposizione costantiniana sia da intendersi quale adozione ufficiale dell'indizione quale sistema di datazione, si basa sulla considerazione che le disposizioni giustinianee fanno riferimento al 313 d.C. quale anno d'inizio dell'uso di computare il tempo secondo il detto sistema di datazione.
L'indizione nel Medioevo e nell'Età moderna e contemporanea L'uso dell'indizione resta in tutto il Medioevo e per buona parte della modernità, anzi, per l'Alto Medioevo, risulta essere uno dei criteri di datazione più certi in rapporto alla progressiva perdita di funzionalità di altri computi come gli anni del consolato. Tale uso comincia a diffondersi nella maggior parte delle cancellerie occidentali, cioè fuori dal dominio bizantino, addirittura nel V secolo, ossia prima della legislazione giustinianea, e nel IX secolo viene adottato anche dai Franchi. Fu utilizzato, anche se sporadicamente, fino all'età napoleonica e sussiste ancora per alcuni computi dell'anno ecclesiastico, fra cui quelli inerenti alla determinazione della data della Pasqua.
Calcolo dell'indizione Nelle scienze ausiliarie della storia, specialmente in diplomatica, è utile ottenere l'indizione in rapporto all'anno dell'era cristiana, perché il risultato permette di avere un ulteriore termine di confronto al fine di stabilire l'esatta data di emissione di un documento, nonché per stabilirne l'eventuale autenticitàNei documenti normalmente si trova indicata solo la denominazione dell'anno e raramente è espressamente indicata la distanza rispetto all'anno indizionale: non vi è mai alcuna indicazione circa la serie dei cicli indizionali, anche se, secondo alcuni studiosi, tali cicli avrebbero avuto una qualche denominazione nella media antichità romana. Nell'ambito dell'indizione quindicennale di cui si conosce l'inizio del primo ciclo, è evidente che il calcolo per stabilire di quale ciclo indizionale si tratti può essere effettuato, mentre, nell'ambito sia di indizioni quindicennali di cui non si conosce l'inizio del primo ciclo sia di indizioni non quindicennali, il calcolo diventa più difficile e, se la teoria delle denominazioni dei cicli indizionali non fosse provata e che comunque sarebbe limitata alla media antichità romana, continuerà a risultare impossibile stabilire sulla sola base del computo indizionale la cronologia degli avvenimenti se gli stessi non sono posti in relazione ad altre coordinate cronologiche, per cui il computo indizionale continuerà a rimanere un elemento cronologico di controllo..
Nella seguente tabella si ottiene l'indizione incrociando la colonna del secolo con la riga corrispondente all'anno.Tabella tratta da A titolo di esempio, in verde è evidenziata la corrispondenza per l'anno 1392 (indizione quindicesima).
Calcolo dell'indizione300 400 500600 700 800 900 1000 11001200 1300 14001500 1600 1700180019002000 00 15 30 45 60 75 90 III XIII VIII 01 16 31 46 61 76 91 IV XIV IX 02 17 32 47 62 77 92 V XV X 03 18 33 48 63 78 93 VI I XI 04 19 34 49 64 79 94 VII II XII 05 20 35 50 65 80 95 VIII III XIII 06 21 36 51 66 81 96 IX IV XIV 07 22 37 52 67 82 97 X V XV 08 23 38 53 68 83 98 XI VI I 09 24 39 54 69 84 99 XII VII II 10 25 40 55 70 85 — XIII VIII III 11 26 41 56 71 86 — XIV IX IV 12 27 42 57 72 87 — XV X V 13 28 43 58 73 88 — I XI VI 14 29 44 59 74 89 — II XII VII
L'espressione matematica che descrive l'operazione da fare per ottenere l'indizione è la seguente:
Il calcolo dunque si fa sommando 3 all'anno dell'era cristiana di cui si vuole sapere l'indizione, dividendo poi il tutto per 15: il resto della divisione intera (ovvero il risultato dell'operazione modulo) sarà l'indizione; se il resto è 0 l'indizione sarà la XV.
Si può utilizzare la formula seguente in LibreOffice Calc in italiano, dove A1 rappresenta l'anno: =ROMANO(SE(RESTO(A1+3;15)>0;RESTO(A1+3;15);15))
La necessità di sommare 3 all'anno è data dal fatto che se ripercorressimo i cicli indizionali dal 313 d.C. all'inizio dell'era volgare, il primo ciclo più prossimo all'anno 0 cadrebbe tra il 3 a.C. ed il 12 d.C., esiste quindi uno sfasamento di tre anni tra le due forme di datazioneL'origine del primo ciclo quindicennale non sempre però viene fatta risalire al 3 a.C. in quanto da Gregorio VII in poi diversi papi fissarono la detta origine nel 1º gennaio del 313 d.C. ..
A titolo esemplificativo, di seguito si presentano due casi:
Per l'anno 1969 l'indizione era la settima: Prima operazione Seconda operazione ovvero con resto Per l'anno 1932 l'indizione era la quindicesima: Prima operazione Seconda operazione ovvero con resto (per resto 0 l'indizione è la XV)
Diverse tipologie d'indizione Per verificare effettivamente un'indizione è necessario tener conto di eventuali correzioni sia per l'inizio dell'anno sia per l'inizio dell'indizione, corrispondenti a diversi stili, che si potrebbero dover riportare allo stile moderno. Infatti, l'indizione non principia mai il 1º gennaio, quindi la semplice procedura di calcolo descritta sopra non basta, ma è necessario considerare se questa è cominciata prima della data considerata o dopo. Inoltre, fino ad alcuni secoli fa l'usanza di far cominciare l'anno dell'era cristiana il 1º gennaio non era universale nemmeno per tutta la cristianità, quindi prima di valutare la corrispondenza tra il numero dell'indizione e l'anno è necessario anche considerare in che giorno in quel luogo si era soliti far cominciare l'anno nuovo.
Nella data riportata come esempio, sapendo il documento scritto in Valtellina, si può presumere usato per l'anno lo stile della Natività, com'era comune a Como e Milano in quei tempi. Riguardo all'indizione, invece, è più difficile fare considerazioni, non conoscendo gli usi del notaio.
Stili per l'indizione Indizione greca o bizantina o costantinopolitana, in uso a Bisanzio per moltissimo tempo, nell'Italia meridionale fino al XVI secolo, nella zona di Milano dal X sec., nella zona di Siena e nella Cancelleria pontificia sino IX secolo anche se si trova qualche documento curiale che la continua ad utilizzare fino al 1197 d.C. Essa si basa sullo stile bizantino per cui dura dal 1º settembre, capodanno, sino 31 agosto successivo compresi, mentre a Siena dura dall'8 settembre, capodanno, sino al 7 settembre successivo compresi. Alcuni studiosi ritengono che l'indizione presente a Siena sia da considerarsi come un'indizione vera e propria e non come una versione senese dell'indizione greca in quanto i legami con quest'ultima sarebbero del tutto casuali.