Biografia

Inizialmente studiò con il padre, Eiji, un esponente della scuola Kanō, e successivamente con Suzuki Nanrei (1775–1844) della scuola Shijō. Probabilmente studiò anche con Totoya Hokkei (1790–1850). Nacque nel 1787 come Toshinobu Ōmiya; il padre Eiji, oltre a essere un pittore minore della scuola Kanō, era anche un creatore di ventagli. Fu inoltre tra i maestri di Keisai Eisen, che secondo alcune fonti fu anche inquilino presso la famiglia Kikugawa e che in questo periodo studiò pittura con lo stesso Eiji, padre di Eizan. Negli anni '30 del 1800 si dedico alla produzione di stampe che ritraevano donne e fanciulle (bijin-ga), ma poi abbandonò la xilografia in favore della pittura.

Questo artista è spesso confuso con Harukawa Eizan, un altro xilografo ukiyo-e, che fu però attivo negli anni '90 del 1700.

Eizan fu il migliore fra i seguaci di Utamaro che cercarono di far rimanere in vita lo stile bijin dopo la morte del loro maestro nel 1806.

Insieme a Tsukimaro e Utamaro II, Eizan è stato considerato dagli esperti come un imitatore di Utamaro, anche se dai suoi lavori si evince come egli abbia sviluppato un proprio stile partendo dallo studio delle opere del suo maestro.

Anche dopo aver sviluppato uno stile indipendente, Eizan si concentrò sulle figure femminile. Le sue opere mantengono infatti la sensibilità e la raffinatezza che contraddistinguono Utamaro, in contrapposizione al realismo e alla sensualità di Kunisada e Keisai Eisen. A differenza di Utamaro, che nei titoli delle proprie serie utilizzò il concetto di furyu (alla moda) in appena tredici serie per un totale di circa ottantadue fogli (meno del 4% della sua produzione), Eizan lo impiegò in almeno centoventitré serie di formato ōban, per un totale di almeno cinquecento fogli, circa il 37% della sua produzione ōban censita: un'indicazione della sua enfasi sulla moda e lo svago piuttosto che sull'introspezione psicologica delle figure femminili.

Eizan fu l'ultimo esponente dell'ukiyo-e nell'arte bijin: egli, infatti, utilizzava armonie cromatiche e soggetti eleganti. La maggior parte degli autori a lui posteriori, infatti, utilizzavano colori più forti e tratti spigolosi, e si concentravano principalmente sul peso materiale della vita terrena, piuttosto che sulla bellezza di una realtà eterea.

Nelle opere di Eizan si può ancora notare una certa raffinatezza, e nei suoi migliori egli dipingeva il mondo con scenari eleganti e giochi di luci.

Era mancino.

Lo stile fisiognomico delle sue bijin attraversò diverse fasi: tra il 1806 e il 1808 privilegiò un volto ovale dal mento affusolato, naso lungo e dritto e sopracciglia arcuate; tra il 1808 e il 1813 il viso divenne più pieno, con naso talvolta aquilino; nel periodo 1814-1817, considerato il suo migliore, i volti si fecero più sottili ed eleganti, tanto da essere soprannominati "faccia di bambola"; dal 1818 in poi le figure femminili acquisirono invece un volume maggiore, con colli più spessi e forme più pesanti, riflettendo le mode popolari dell'epoca. Negli anni trenta dell'Ottocento abbandonò il design di stampe per dedicarsi alla pittura, attività che proseguì per circa tre decenni; la sua ultima opera registrata fu un paravento a sei pannelli dipinto nel 1863.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia

Lane, Richard, Images from the Floating World, The Japanese Print (Oxford University Press, 1978). ; OCLC 5246796 . Newland, Amy Reigle, Hotei Encyclopedia of Japanese Woodblock Prints (Hotei). ; OCLC 61666175.

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