Nella mitologia greca, le arpie (lett. "le rapitrici", dal verbo greco , harpázein, "rapire") sono creature mostruose, con viso di donna e corpo d'uccello. L'origine del loro mito deve forse ricondursi a una personificazione della tempesta.
Citazioni Le arpie, Celeno, Ocipete ed Aello, figlie di Taumante ed Elettra e sorelle di Iride sono citate nell'Odissea di Omero (libro XX): in una preghiera ad Artemide Penelope ne parla come di procelle e ricorda che rapirono le figlie di Pandareo per asservirle alle Erinni. Esiodo parla di due arpie, Aello e Ocipete; di esse dice che avessero una magnifica capigliatura e che fossero potenti nel volo.
Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio (libro III) le arpie, per ordine di Hera, perseguitano il re e indovino cieco Fineo, portandogli via le pietanze dalla tavola e sporcandogliela.
Virgilio cita le arpie nellEneide, facendo il nome di una terza sorella, Celeno.
Dante Alighieri cita le arpie nel Canto XIII dellInferno: esse rompono i rami e mangiano le foglie degli alberi al cui interno si trovano le anime dei suicidi, che, in questo modo, provano dolore e hanno dei pertugi attraverso i quali lamentarsi.
NellOrlando furioso (canto XXXIII) Ludovico Ariosto riprende la storia di Fineo, e le Arpie insozzano la tavola del cieco re di Etiopia, identificato col Prete Gianni, e vengono scacciate da Astolfo.
Nella cultura di massa Una famosa opera di Andrea del Sarto è la Madonna delle Arpie, conservata agli Uffizi, risalente al 1517. Giovanni della Robbia e Santi Buglioni realizzarono due arpie sugli spigoli del fregio dell'Ospedale del Ceppo di Pistoia nel 1525. Nel linguaggio comune si usa il termine "arpia" per indicare una persona che ricorrendo ad artifici e sotterfugi si intromette nelle vicende altrui per influenzarle negativamente, facendo sentire il destinatario sottoposto come all'attacco di un uccello predatore. Anche di persona dall'apparenza innocua che nasconde invece comportamenti predatori o intromissori. Nel manga Monster musume no iru nichijō una delle protagoniste femminili è un'Arpia di nome Papi. Nel manga e anime Devilman di Gō Nagai, uno dei nemici principali del protagonista è proprio l'arpia Silen. Elzie Crisler Segar disegnò le arpie come nemiche di Braccio di Ferro in una serie di strisce quotidiane del 1938. Anche il cartoonist Carl Barks disegnò le arpie come antagoniste di Paperino e zio Paperone nella storia a fumetti del 1956 dal titolo Zio Paperone e il vello d'oro. Nel gioco di ruolo cartaceo Vampiri: la masquerade e nelle sue espansioni l'Arpia è un rango della comunità vampirica. Ne I Cavalieri dello zodiaco lo Specter Valentine ha un'armatura ispirata alle Arpie. In She-Ra, la principessa del potere viene mostrata una tribù di Arpie. Nel videogioco The King of Dragons le Arpie figurano tra i nemici comuni. Haunted Castle è un altro videogioco arcade dove sono presenti le Arpie, anche qui come nemici comuni. Arpia è il gruppo musicale italiano ispirato al mito delle Arpie fondato nel 1984 da Leonardo Bonetti, Fabio Brait e Aldo Maria Orazi.
Bibliografia Vittorio Sermonti, Inferno, Rizzoli 2001. Umberto Bosco e Giovanni Reggio, La Divina Commedia - Inferno, Le Monnier 1988.
Voci correlate Sirena Erinni Aellopoda Ocipete Arpiria Iris (dea) Ba
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