Questa pagina tratta la storia della nazionale di calcio del Camerun.
Dal 1920 al 1960 Il calcio fece la propria comparsa in Camerun agli inizi degli anni 1920. Emersero in particolare due figure: Charles Lalanne, commerciante operante a Douala dopo il 1918, e George Goethe, agente i commercio e fotografo sierraleonese arrivato nel paese nel 1922. Nel 1924 quest'ultimo fondò la prima squadra di calcio camerunese, il Club athlétique du Cameroun (CAC).
Nel settembre e nell'ottobre 1950 una selezione di giocatori camerunesi giocò una serie di partite in Francia, tra cui una contro il (rimediò una sconfitta per 3-2). Alla fine degli anni 1950 fecero il loro debutto nel campionato di calcio francese i primi giocatori camerunesi. Zacharie Noah, arrivato in Francia a 11 anni per compiere gli studi, debuttò a 19 anni, nel 1956, nello Stade Saint-Germain, e fece carriera nell'UA Sedan-Torcy; Samuel Edimo e Frédéric N'Doumbé arrivarono in Francia nel 1957; Gabriel Abossolo giocò nel dal 1959 al 1969.
Anni 1960 Dopo la fondazione, nel 1959, della Federazione calcistica del Camerun, la nazionale di calcio del Camerun esordì ufficialmente in campo internazionale il 13 aprile 1960, anno dell'indipendenza del paese, contro la Somalia Francese, vincendo per 9-2 e ottenendo, così, la vittoria più larga della propria storia.
Nel 1961 si tenne la prima edizione del campionato camerunese di calcio; nel 1962 la federcalcio nazionale si affiliò alla FIFA e nel 1963 divenne membro della CAF. Malgrado la vittoria, nel 1964, dell'Oryx Douala nella prima edizione della Coppa dei Campioni d'Africa, il movimento calcistico camerunese non esprimeva ancora una delle nazionali più quotate del continente.
Nel 1963 l'ex nazionale francese Dominique Colonna fu nominato commissario tecnico del Camerun. Avrebbe ricoperto l'incarico sino al 1970. Il Camerun prese parte per la prima volta alle qualificazioni alla Coppa d'Africa in vista dell'edizione del 1968. Dopo aver perso per 4-0 contro la , pareggiò per 1-1 a Yaoundé contro il , ma nel ritorno a Brazzaville fu sconfitto (2-1) ed eliminato.
Anni 1970 Il Camerun ottenne l'accesso alla dopo aver eliminato nelle qualificazioni e . L'eliminazione giunse però già al primo turno, anche se solo per differenza reti, a causa di una sconfitta contro il .
Nel 1972 la Coppa d'Africa fu disputata per la prima volta in Camerun. Per l'occasione il paese fu dotato di grandi stadi, tra cui lo stadio Ahmadou Ahidjo di Yaoundé e lo stadio della Riunificazione di Douala. Dopo le vittorie contro e e il pareggio contro il , il cammino dei padroni di casa nella competizione si interruppe in semifinale, a causa della sconfitta per 1-0 con il Congo-Brazzaville. Nella finale di consolazione contro lo il Camerun vinse per 5-2, risultato che valse il terzo posto finale.
Nell'ottobre 1972, per decreto presidenziale, i calciatori della squadra assunsero l'appellativo di leoni indomabili.
Il Camerun non riuscì a qualificarsi per le edizioni del 1974, 1976, 1978 e 1980 della Coppa d'Africa. Per quanto riguarda il campionato del mondo, invece, fino a alle squadre africane era riservato solo un posto (o nessun posto) nella fase finale della rassegna, per cui la qualificazione era molto complicata e molte nazionali africane si ritirarono per protesta. Da alle nazionali africane fu garantito un posto nella fase finale del mondiale, ma il Camerun non riuscì a ottenere la qualificazione prima del decennio successivo.
Anni 1980 Nel 1982 il Camerun tornò a qualificarsi alla fase finale della Coppa d'Africa dopo otto anni, ma fu eliminato già nella fase a gironi.
Il primo mondiale del Camerun Il primo mondiale giocato dal Camerun fu quello di . Nel girone le avversarie del Camerun di Jean Vincent furono , e . Con le ultime due arrivano due pareggi per 0-0, poi venne la sfida decisiva per il passaggio del turno contro l'Italia di Bearzot. Graziani portò in vantaggio gli azzurri, poi M'Bida segnò la rete dell'1-1 finale, la prima rete camerunese nella storia dei mondiali. Italia e Camerun erano appaiate in classifica a 3 punti, con differenza reti identica, ma a passare il turno furono gli azzurri, che avevano segnato (e anche subito) una rete in più dei giocatori camerunesi. L'Italia si guadagnò così una soffertissima qualificazione alla fase a eliminazione diretta, che culminò poi nel trionfo finale.
Il Camerun fu quindi eliminato dalla Coppa del mondo senza aver perso una sola partita e questa "invincibilità" legittimò l'appellativo (con cui tuttora la squadra è conosciuta) di leoni indomabili, proprio per aver chiuso il mondiale con un'eliminazione senza essere stati battuti da nessuno, nemmeno dai futuri campioni del mondo. Il Camerun diventò la prima squadra africana a non perdere neppure una gara ai mondiali e per otto anni restò l'unica squadra mai sconfitta nella sua storia nel torneo calcistico più importante.
Tra gli elementi di spicco di questa nazionale camerunese vi erano senz'altro N'Kono, Milla, Abega, Tokoto, Kundé. Alla fine dell'anno N'Kono, grazie alle sue parate nel mondiale spagnolo, vinse per la seconda volta il Pallone d'oro africano, dopo esserselo aggiudicato nel 1979.
I primi trionfi in Coppa d'Africa (1984-1988)
Nel 1984 arrivò la prima vittoria in Coppa d'Africa per il Camerun. Il torneo cominciò con una sconfitta per 1-0 con l', poi arrivarono due vittorie con il per 4-1 (due gol di Abega e reti di Djonkep, Aoudou) e con la per 2-0 (Djonkep, Milla). In semifinale con l' il risultato rimase sullo 0-0 fino ai tiri di rigore, dove i leoni indomabili vinsero per 5-4, ottenendo per la prima volta l'approdo in finale nella massima rassegna continentale, dove affrontarono la . Dopo l'iniziale vantaggio nigeriano con Muda Lawal, i leoni andarono a segno con Ndjeya, Abega e Ebongué, per il 3-1 finale. Il Camerun divenne così campione d'Africa per la prima volta nella storia.
Nel 1986 i campioni uscenti si aggiudicarono il primato in classifica nel proprio girone con due vittorie per 3-2 su (2 Mfédé, Milla) e (2 Kana-Biyik, Milla) e un pareggio per 1-1 con il (Milla). In semifinale batterono per 1-0 la grazie al quarto gol di Milla in quattro match. Arrivarono così alla seconda finale consecutiva, dove si trovarono di fronte l'. Dopo lo 0-0 dei tempi supplementari si andò ai rigori, che si chiusero con il successo degli egiziani per 5-4. Roger Milla ottenne il titolo di capocannoniere della manifestazione con 4 reti.
Nel 1988 il Camerun, deciso a tornare campione, superò il girone con una vittoria sull' per 1-0 (rete di Milla) e due pareggi, per 1-1 con la (Milla) e per 0-0 con il . In semifinale, battendo il per 1-0 con rete di Makanaky, i leoni indomabili si guadagnarono l'accesso alla finale di Coppa d'Africa per la terza volta consecutiva. In una riedizione della finale di quattro anni prima (Camerun-Nigeria), il trionfo arrise nuovamente alla squadra camerunense. Stavolta il punteggio finale fu di 1-0, con rete decisiva di Emmanuel Kundé. Si trattò della seconda vittoria del Camerun nella sua storia e a Milla bastarono due reti per riconfermarsi capocannoniere come due anni prima, ex aequo con altri tre giocatori.
Anni 1990 Alla il Camerun, qualificato d'ufficio in quanto campione uscente, fu eliminato nella fase a gironi, dopo due sconfitte e una vittoria sul per 2-0, con doppietta di Emmanuel Maboang, unico camerunese a segno nella coppa.
L'exploit al mondiale del 1990
Il campionato del mondo di rese la nazionale del Camerun nota a tutto il mondo, grazie a una combinazione di gioco spettacolare e velocità che fecero guadagnare ai camerunesi le simpatie di molti appassionati di calcio. I leoni ritornarono a giocare la fase finale di un mondiale dopo otto anni, qualificandosi dopo aver battuto la nello spareggio per l'accesso alla competizione iridata. Il Camerun fu poi sorteggiato in girone impegnativo, con , e . La rosa faceva affidamento su quattro reduci del mondiale spagnolo: il bomber trentottenne Milla, tornato in campo proprio per il mondiale dopo il ritiro, il portiere N'Kono, il libero e capitano Kundé e Bell, nominato Portiere africano del secolo dall'Istituto internazionale di storia e statistica del calcio. A questi si affiancano 18 giocatori semi-sconosciuti, ma di grande personalità.
All'esordio i camerunesi si trovarono di fronte l'Argentina campione del mondo di Maradona, in una sfida che sarebbe passata alla storia dei mondiali di calcio. Al Meazza di Milano l'esito dell'incontro pareva scontato, ma N'Kono fu autore di parate straordinarie, impedendo ai sudamericani di segnare. Quando il Camerun sembrò sul punto di capitolare, al 66º minuto François Omam-Biyik saltò altissimo, staccando di testa: la conclusione non fu irresistibile, ma l'estremo difensore argentino Pumpido compì un errore madornale, lasciandosi sfuggire il pallone in rete. Il Camerun, pur ridotto in 9 (espulsi prima Kana-Biyik e nel finale Massing per un fallo su Caniggia lanciato a rete), resistette e colse la più clamorosa delle vittorie, tra l'eccitazione e l'estasi del pubblico. Nel secondo match i leoni indomabili centrarono un'altra grande vittoria (2-1) contro la di Hagi, con gioco convincente e doppietta di Roger Milla, che inventò la famosa danza alla bandierina per festeggiare i gol. A 38 anni egli divenne il giocatore più anziano ad aver mai segnato in un mondiale. Nell'ultima partita del girone il Camerun, già qualificato, perse malamente per 4-0 con l', ma chiuse il girone al primo posto con 4 punti, seguito da Romania a 3 (seconda per differenza reti), Argentina a 3, URSS a 2. Malgrado la disfatta nell'ultima gara della fase a gironi, il Camerun era considerato la rivelazione del mondiale e a attirava ormai le simpatie di numerosi tifosi.
Agli ottavi, al San Paolo di Napoli, il Camerun se la vide con la e gli africani compirono un'altra impresa. Dopo lo 0-0 dei 90 minuti, si andò ai supplementari, dove il punteggio rimase invariato fino al 105° di gioco. Qui il mattatore fu Milla: con due reti in quattro minuti, la prima dopo un'azione corale conclusa con due dribbling della punta e il tiro-gol e la seconda, astuta, soffiando il pallone in velocità al portiere colombiano Higuita che voleva dribblarlo, la vittoria andò ai leoni indomabili. Alla Colombia non bastò, infatti, la rete di Redín. Con una doppia danza vicino alla bandierina e il San Paolo in delirio, il Camerun si qualificò ai quarti di finale della Coppa del mondo: una nazionale africana non aveva mai fatto tanta strada nel tabellone di un mondiale.
Ai quarti il Camerun fu di scena ancora al San Paolo, contro l'. Il bel gioco degli africani sembrò un vantaggio rispetto all'esperienza degli inglesi, che però segnarono con Platt. Nel secondo tempo entrò in campo Milla, lasciato inizialmente in panchina. Dapprima si procurò un rigore (fallo di Gaiscogne) trasformato da Emmanuel Kundé al 63° di gioco per il pareggio, poi, cinque minuti dopo, servì l'assist per il gol del vantaggio di Ekéké. I leoni indomabili sembravano già in semifinale, ma si chiusero in difesa e a sette minuti dal fischio finale Massing stese in area Lineker, che trasformò dal dischetto il proprio tiro per il pareggio (2-2). Si andò, dunque, ai supplementari, durante i quali, al 105º minuto, N'Kono commise fallo su Lineker, ancora in area, per un altro calcio di rigore. Per l'inglese fu doppietta e il 3-2 non mutò più fino al 120º minuto: il Camerun fu eliminato. L'estromissione contro gli inglesi non cancellò, in ogni caso, l'ottima prova resa dai camerunesi e fu comunque salutata dagli applausi del pubblico italiano.