Biografia
Tra i jazzisti italiani più prolifici, vanta circa quattromila concerti in tutto il mondo. Ha suonato in Cina, India, Pakistan, Iraq, Turchia, Mozambico, Etiopia, Kenya, Birmania, Malesia e Vietnam. Ha inciso più di 90 album con collaboratori italiani e stranieri. Ha registrato per diverse case discografiche, tra le quali La voce del padrone, la Durium, la PDU (etichetta discografica fondata da Mina), la Cinevox, i Dischi del Sole, i Dischi della Quercia (fondata dallo stesso Gaslini negli anni settanta), la Soul Note e l'Editions of Contemporary Music (ECM). Fu autore anche di colonne sonore, collaborando, tra i tanti, con Michelangelo Antonioni, Dario Argento e Miklós Jancsó.
Figlio dell'africanista e scrittore Mario Dei Gaslini, cresce nella scena musicale milanese degli anni quaranta. Gaslini ha un primo approccio con la musica ascoltando alla radio le sonate di Domenico Scarlatti, interpretate da Carlo Zecchi, e acquistando, ancora giovanissimo, un disco di Earl Hines, pianista di Louis Armstrong. Inizia a suonare il pianoforte a sette anni, sviluppando ben presto la sua inclinazione per il jazz, genere all'epoca relativamente sconosciuto in Italia, in quanto appannaggio di pochi cultori e scoraggiato dalle politiche autarchiche del regime fascista.
L'adolescente Gaslini si esibisce in vari club milanesi; tra questi vi è il Circolo Jazz Hot di Milano, locale gestito da Gian Carlo Testoni, paroliere e futuro fondatore della rivista Musica Jazz dove Gaslini si esibisce in infuocate jam sessions al fianco di musicisti come Franco Cerri e Gorni Kramer; un altro locale dove suona è la Taverna Ferrario di Milano, nella quale, dal 1947, si esibisce con l'Orchestra del Momento diretta dal sassofonista Aldo Rossi, che raggruppa venti musicisti tra i migliori solisti dell’epoca. Con questa orchestra Gaslini vive una delle esperienze più importanti e formative della prima fase della sua vita musicale. L'orchestra propone un vastissimo repertorio che comprende più di trecento brani, tutte partiture che Rossi era riuscito a farsi mandare direttamente da New York, scritte dai maggiori band leader del jazz come Duke Ellington, Count Basie, Woody Herman, Dizzy Gillespie, Benny Goodman, Glenn Miller e in particolare Stan Kenton. Era soprattutto quest'ultimo a interessare particolarmente: "Ascoltare Stan Kenton è stata una delle esperienze più affascinanti della mia vita, perché le sue orchestrazioni erano diverse dalle altre. Erano stereofoniche. Le sue sezioni era utilizzate stereofonicamente, grazie a suona scrittura musicale verticale. Ne rimasi affascinato, mi informai e scoprii che era stato allievo di Edgard Varèse che scriveva in questo modo. Varèse diversamente dai compositori classici scriveva il suo racconto musicale cercando di fermare il tempo, di rarefarlo, attraverso piramidi di suoni diversi, creando delle macchie di colore statiche, soprattutto con la sezione degli ottoni. In questo modo il flusso orizzontale, tipico dei compositori romantici, veniva in qualche modo travolto. Attraverso la musica di Varèse sono tornato ad ascoltare la musica contemporanea approfondendo il composito della Scuola di Vienna e Igor Stravinskij".
Gaslini nel 1948 approda in radio, alla RAI di Torino, chiamato dal direttore d'orchestra, compositore e arrangiatore Pippo Barzizza per esibirsi il sabato pomeriggio all'interno del programma Rosso e Nero, uno dei più seguiti dell'epoca, condotto dal celebre Nunzio Filogamo. All'interno del programma il giovane musicista si esibisce con il suo gruppo in un segmento di venti minuti interamente dedicato al jazz, nel quale in ogni puntata vengono invitati a suonare dal vivo i più illustri esponenti di questa musica. Gaslini ricorderà: "Suonavamo a cavallo tra lo swing e il bebop. Il trio, a volte, si trasformava in quartetto con l'aggiunta di un clarinettista giovane, che aveva un talento enorme, un sentimento tremendo: Henghel Gualdi, il quale nella vita poi si dedicò alla musica leggera".
In quel periodo Gaslini prende anche parte al programma di Gorni Kramer Kramer e la sua orchestra, questa volta trasmesso dagli studi della RAI di Milano. Nello stesso anno dà vita insieme a Gil Cuppini alla batteria e Eraldo Volontè al sassofono, al suo primo gruppo importante con il quale si esibisce a Firenze nel teatro Ai Lerici in uno dei primissimi festival jazz italiani, il Convegno Nazionale del Jazz, svoltosi all'interno della Mostra Mercato dell'Artigianato di Firenze. Tale festival è organizzato da Arrigo Polillo e Giancarlo Testoni, fondatori e direttori della rivista Musica Jazz, coadiuvati dagli Hot club jazz italiani. In questa occasione Gaslini viene elogiato da uno dei più grandi critici e giornalisti musicali jazz a livello mondiale dell'epoca, il francese Charles Delaunay, il quale è così colpito dalla sua esibizione da ritenerla una delle migliori e più innovative dell'intero festival.
Sempre nel 1948, forma il suo primo gruppo importante, insieme a due valenti musici, Gilberto "Gil" Cuppini alla batteria, considerato uno dei migliori batteristi jazz dell'epoca, ed Eraldo Volontè al sax tenore. Con loro incide il suo primo 78 giri come leader il quale conteneva OW! e Concerto-Riff. In occasione del primo volume della raccolta contenente le ripubblicazioni integrali delle opere di Gaslini, che ormai da anni erano divenute rarissime o fuori catalogo, nelle note di copertina del doppio CD, dal titolo: L'integrale - Antologia discografica (soul Note, 1997) Gaslini commentava questo suo importante esordio discografico in questo modo: "Ow! e Concerto Riff sono brani originali del mio trio [...] creati nel 1947 e registrati il del 1948 a Milano per la Voce del Padrone. Con tutta probabilità questo 78 giri è stato il primo disco della storia del jazz moderno. Con il suo ludico e sincretico Concerto Riff suona come una vera e propria anticipazione delle mie successive opere".L'integrala - antologia discografica n.1, (!948 - 63) e N.2 (1964), soul Note, 121350-2. Il 10 giugno del 1948 Gaslini tornò in studio per registrare un nuovo disco, questa volta come sideman del sestetto be bop di Cuppini. Gaslini in questo caso suonò solo una sua composizione dal titolo Drums be Bop, mentre gli altri due brani scritti da Dizzy Gillespie, A Night in Tunisia e Bop Bop, erano dei classici molto noti di questo stile di jazz.
L'anno successivo, ormai considerato dagli addetti ai lavori come uno dei più promettenti e validi pianisti jazz dell'epoca, viene chiamato dal Circolo Hot Jazz di Firenze per partecipare a una importante jam session che si svolge all'interno della Mostra Mercato dell'Artigianato: "Quando le Jam Session riescono bene, sono insieme arte, vita e festa. Questa è riuscita abbastanza bene, e per noi è stata certamente una festa. [....] [Nella] jam session troviamo un pianista, Giorgio Gaslini, che è stato accompagnato da Tagliaferri e Loffredo. Già l'anno passato al convegno Nazionale del Jazz, ascoltammo questo pianista che ci impressionò molto. Dopo un anno Gaslini ha proseguito per la sua strada. È un musicista completo e colto, malgrado la sua giovane età, ed è un pianista esperto e coltissimo. Sembra che egli non abbia più bisogno della falsariga e degli schemi consueti, e abbia spiccato il volo verso una sua avventura, di cui ora è prematuro anticipare i movimenti, ma che lo porterà lontano dal jazz che ci è tanto caro. Infatti abbiamo potuto notare come per Gaslini il tema di jazz sia un pretesto per continuare un laborioso dialogo con se stesso, la cui particolare ossessività lirica è la nota più saliente, e che si snoda in una atmosfera che è solamente sua. Nei momenti più distesi Gaslini torna a un jazz piacevolissimo, nel quale giuoca con fare sicuro, padrone com'è di uno stile inconfondibile." Da questo momento, a soli ventiquattro anni, Gaslini intraprenderà una prodigiosa carriera, diventando col tempo, a livello mondiale, uno dei maggiori esponenti della musica jazz e non solo. Fresco di diploma di Conservatorio intraprende una tournée di quasi un anno come musicista di scena della compagnia del Teatro Eliseo di Roma, che in quegli anni ha tra i suoi registi Guido Salvini e Lina Wertmüller e tra gli attori Aroldo Tieri, Andreina Pagnani, Carlo Ninchi: "Erano quattro i lavori che si presentavano in tournée; di uno avevo fatto le musiche ed era Il profondo mare azzurro di Terence Rattigan e per gli altri tre spettacoli le musiche le aveva scritte il maestro Fiorenzo Carpi. Giravo con la compagnia, perché queste musiche di scena le eseguivo personalmente dietro il palcoscenico con un organo Hammond".
Dalla seconda metà degli anni cinquanta Gaslini affianca all'impegno nella musica jazz anche la sintesi con il mondo della musica classica-contemporanea. Nella sua carriera non disdegna neppure le commistioni con la musica popolare e con la canzone, rivisitate in chiave jazz, spesso producendo elaborazioni che lo hanno reso uno degli sperimentatori musicali più prolifici dell'ultimo mezzo secolo. Un primo esempio di unione tra jazz e musica classico-contemporanea è la scrittura, subito dopo aver finito gli studi di conservatorio, della suite per ottetto Tempo e relazione op. 12 del 1957, presentata nello stesso anno al primo Festival Internazionale di Jazz di Sanremo. Tale composizione è considerata una delle opere più significative di Gaslini tanto da divenire il manifesto musicale che il Maestro porterà avanti da quel momento in poi.
I fondamenti di questo approccio estetico originale, denominato Musica Totale, saranno presentati teoricamente sette anni dopo la realizzazione della composizione di Tempo e relazione op. 12 in un omonimo manifesto programmatico, nel quale Gaslini fa il punto della situazione di una precedente ricerca non pensata a tavolino, ma bensì sperimentata dal vivo, fissando quelle idee di sintesi maturate a partire da Tempo e Relazione op.12 e poi riprese, ampliate e sistematizzate diciassette anni dopo nel saggio del 1975 denominato Musica Totale. Intuizioni, vita ed esperienze musicali nello spirito del '68.
Con Musica Totale si prefigura "un nuovo umanesimo", che si avvale della sintesi di stili, generi e linguaggi di ogni epoca. Gaslini infatti ritiene indispensabile prendere in esame il passato, il presente e il futuro senza che l'uno in qualche modo prevalga sull'altro. Questa concezione non vuole essere un metodo né una tecnica, ma una scelta programmatica di fondo, un movimento musicale che preannuncia una nuova civiltà, quella " dell'Uomo Totale".
La composizione Tempo e relazione op. 12 è un pezzo cameristico in cinque parti (primo lento-veloce, giusto; secondo molto lento; terzo lento-vivo; quarto tempo primo; quinto tempo primo) della durata di nove minuti e quattordici secondi composto per un ottetto che unisce musicisti di area accademica e altri di ambito jazzistico. Il titolo esemplifica lo spirito comunicativo, ispirandosi in questa scelta a uno dei più famosi lavori del filosofo Enzo Paci, Tempo e relazione del 1954, e operando un collegamento tra discipline almeno in apparenza così diverse come la filosofia e la musica.