Si è occupato soprattutto di estetica. Ha approfondito lo studio dell'architettura cristiana, dedicando una gran parte delle sue opere all'architettura sacra cristiana dopo il Concilio Vaticano II.

Biografia Infanzia e gioventù Juan Plazaola Artola nacque a San Sebastián il 21 gennaio 1919. Il padre, Juan José Plazaola Ugalde, era nato a Legazpia ed era un operaio edile. La madre, María Juana Artola Jáuregui, era nata ad Astigarraga, paese molto vicino a San Sebastián. I coniugi Plazaola presero residenza a San Sebastián. Ebbero dieci figli, di cui Juan era il sesto.

La famiglia aveva forti convinzioni cristiane: dei nove fratelli, giacché la prima figlia era morta neonata, tre figlie e due figli abbracciarono la vita religiosa. Il fratello Julián entrò nell'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio e fu uno dei Martiri della guerra civile spagnola, fu beatificato il 25 ottobre 1992 da papa Giovanni Paolo II insieme ad altri 70 religiosi dei Fatebenefratelli. Nel 1931, a dodici anni, Juan decide di dedicarsi a Dio e si indirizza verso la Compagnia di Gesù. Nello stesso anno incomincia gli studi secondari a Javier e il 2 novembre 1936 entra nella Compagnia.

Formazione e attività accademica I gesuiti prevedono diverse tappe di formazione.La durata media della formazione dei gesuiti varia da 10 a 15 anni, secondo il caso individuale e la formazione ricevuta prima dell'ingresso nella Compagnia. Le tappe sono: noviziato (tre anni), giuniorato (tre anni), magistero (due o tre anni), teologia (tre anni) che conduce all'ordinazione sacerdotale e la terza prova, in cui si professano gli ultimi voti Dal 1936 al 1938 trascorse il noviziato a Tournai e a Loyola compie il giuniorato. Nel 1940 si trasferì a Salamanca, dove rimase per un anno per completare gli studi. Nei tre anni seguenti fu a Oña, vicino a Burgos, dove frequentò un corso annuale di scienze e due di filosofia. Nel 1945 ottenne la licenza in filosofia. Terminato il soggiorno a Burgos, fu a Granada per i tre anni di magistero. Nel 1948 tornò a Oña per studiare teologia e, prima di conseguire la licenza, il 30 luglio 1951, fu ordinato sacerdote a Loyola da mons. Jaime Font y Andreu. L'anno seguente ottenne la licenza in teologia.

Terminò la sua formazione a Gandía, vicino a Valencia, dove emise gli ultimi voti. Nel 1953 si trasferì a Parigi e nel 1956 ottenne la laurea in lettere alla Sorbona con la tesi Il barone Taylor e gli esordi del teatro romanticoIn francese: Le baron Taylor et les débuts du théâtre romantique. La tesi è uno studio di oltre 500 pagine su Isidore Taylor, uomo di grande importanza per la cultura francese del XIX secolo. Oltre a studiare l'autore, Plazaola compie un'analisi dettagliata del teatro francese del periodo romantico.

Dal 1957 al 1963 fu professore di lettere classiche al Monastero reale di Santa Maria de Veruela, vicino a Saragozza, dove gli sono affidate la prefettura della chiesa, il ministero di confessore e l'incarico di ministro dei giuniori. Durante questo periodo partecipa a commissioni di liturgia ed è nominato consultore del dipartimento di arte sacra del Segretariato nazionale di liturgia. Diviene anche assessore della Conferenza episcopale spagnola per il patrimonio culturale.

Gli anni sessanta sono per Plazaola un decennio di intensa attività accademica. Plazaola, preoccupato dalle reticenze del clero verso l'arte moderna scrisse nel 1961 alcuni articoli sull'architettura, la comprensione dell'arte moderna, la libertà dell'artista e l'autorità della Chiesa. Sono punti di interesse e di dibattito dentro la Chiesa.

Nel 1963 fu docente a Salamanca. La sua presenza si fece più visibile; tra gli articoli che scrisse in quell'anno spiccano quello che scrive per la "Revista de ideas estéticas": «La categoría de lo sacro y su expresión plástica». Collaborò all'avvio della rivista madrilena Reseña nel 1964, che si pone come obiettivo la critica culturale in senso largo (arte, cinema, letteratura, musica, danza, teatro).Il nome completo della testata è Reseña de literatura, arte y espectáculos.

Nel 1965, anno di chiusura del Concilio Vaticano II, sulla rivista Sal terrae pubblicò un articolo intitolato «Distribución espacial del santuario». Nello stesso anno, Plazaola, scrisse la sua opera più nota: «El arte sacro actual: estudio, panorama, documentos».

Fu rettore del centro di scienze umane della Compagnia di Gesù a Salamanca dal 1966 al 1968. Dal 1969 al 1974 fu professore di estetica alla facoltà di filosofia dell'Università di Deusto nel campus di Bilbao. Durante questi anni, Plazaola continuò ad approfondire i suoi studi di estetica e di storia dell'arte. Nel 1973 scrisse un libro intitolato El futuro del arte sacro, e uno dei suoi manuali di estetica, Introducción a la estética. Historia, teoría y textos, che ebbe una riedizione negli anni 1990. Un anno dopo si trasferì al campus di San Sebastián dell'Università di Deusto come titolare della cattedra di storia dell'arte e decano della facoltà di lettere e filosofia degli Estudios Universitarios y Técnicos de Gipuzkoa. Ebbe questo incarico fino al 1977.

Durante questo periodo Plazaola fondò la rivista Mundaiz, dedicata all'analisi e critica letteraria, organo della facoltà di lettere e filosofia. Però continuò la sua formazione accademica e nello stesso anno ottenne il dottorato in filosofia all'Università Complutense di Madrid, con la tesi La experiencia religiosa y la experiencia estética. Plazaola fu rettore del campus di San Sebastián per due mandati, dal 1977 al 1979 e dal 1985 al 1989). Oltre agli incarichi accademici assume incarichi all'interno della Compagnia di Gesù, di cui fu superiore provinciale della provincia di Loyola dal 1979 al 1985 e fu anche vicerettore dell'Università di Deusto.

Durante il periodo di docenza scrisse numerosi articoli su diverse riviste di arte e letteratura, come Razón y fe, Hechos y dichos, Ars sacra, Ondare, Arquitectura religiosa actual (ARA) e Revista nacional de arquitectura.

Riconoscimenti accademici Fu professore invitato all'Università Andrés Bello di Caracas, all'Università Iberoamericana di Città del Messico e all'Università di Alcalá de Henares. Inoltre fu accademico corrispondente della Real Academia de Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría di Siviglia. Nel 1992 fu nominato cattedratico emerito dell'Università di Deusto e un anno dopo fondò l'Istituto Ignacio de Loyola, un centro di carattere interdisciplinare (storia di sant'Ignazio di Loyola e della Compagnia di Gesù, teologia spirituale, psicologia e pedagogia, lingua e letteratura, arte e iconografia) dipendente dall'Università di Deusto. Anuario del Instituto Ignacio de Loyola, San Sebastián, Instituto Ignacio de Loyola, 1994, pp. 9-10.. Nel 1998 ricevette il premio Scienze umane e sociali della Società di studi baschi.

Opere In una visione generale delle opere di Plazaola, si possono distinguere tre tipi di pubblicazioni in relazione al pubblico di riferimento: libri specialistici, libri di divulgazione e articoli accademici che affrontano vari argomenti, ma che per lo più riprendono temi trattati nei libri specialistici già pubblicati. Plazaola operò in settori ben determinati, per cui si possono suddividere le sue opere in due gruppi tematici: storia dell'arte sacra e studi di estetica. Si possono considerare un gruppo a parte i suoi studi sull'arte basca.

Arte sacro actual (1965-2006) In una presentazione cronologica dei suoi libri, la sua opera più nota è El arte sacro actual. Teoría, Panorama, Documentos, pubblicata nel 1965. L'autore all'inizio del prologo manifesta l'intenzione e lo scopo del libro:

Questa opera ebbe una riedizione postuma nel 2006. La nuova edizione non ha mutato il suo scopo, che torna a ratificare nel prologo: «collaborare alla restaurazione dell'arte sacra nel nostro tempo, mirando a un avvicinamento delle posizioni dei tre fronti che normalmente sono coinvolti nella situazione: gli artisti, il clero e la società cristiana»Ibid. XVII. Entrambe le edizioni trattano in primo luogo temi relativi alla teoria dell'arte (l'artista, l'arte sacra, la storia del tempio cristiano, etc.) per arrivare al dettaglio di temi più tecnici (luce, acustica, suono, ecc.) Plazaola sostiene in questo libro che per costruire una nuova chiesa non si può ignorare la storia del tempio cristiano, il suo simbolismo e il suo significato. Affronta anche il tema controverso dell'arte astratta che si trova tra l'immagine rappresentativa e il segno di carattere simbolico. Entrambe le edizioni terminano con una raccolta di numerosi documenti dei Padri e del Magistero scritti lungo i secoli della storia cristiana.

In questa prima opera si osserva una caratteristica che accompagnerà tutta la produzione dell'autore: un chiaro fine pedagogico, rivolto sia a specialisti o a un pubblico più vasto.

Altre opere L'opera successiva di Plazaola è El futuro del arte sacro (1973), libro di carattere divulgativo in cui, dopo un'introduzione teorica sul concetto di spazio sacro, passa a valutare vari progetti delle chiese più significative dell'arte moderna.

Nel 1978 pubblica un saggio intitolato: El arte y el hombre de hoy. Apuntes para una filosofía del arte contemporáneo. Questo scritto è rivolto a un pubblico specializzato e il suo scopo è di «suggerire concomitanze e relazioni funzionali tra l'arte e gli altri distretti della cultura contemporanea»Ibid. 10. Svolge in quest'opera una spiegazione della situazione dell'arte per poi fare una diagnosi e terminare con un pronostico sul futuro dell'arte: «attorno a noi vediamo solo una bellezza e un'arte in stato di ibernazione. Questa agonia culturale, in questa fine del XX secolo, è anche il marcimento di una bellezza che si è creduto potesse fiorire sopra la tomba di Dio».Ibid. 144 La relazione tra l'arte e Dio è una costante della sua produzione lungo tutta la vita.

Altra opera importante è il manuale intitolato Introducción a la estética. Historia, teoría, textos. Fu pubblicato per la prima volta nel 1973, ma ebbe un'edizione rivista e aggiornata nel 1991. Il libro si propone di essere un'introduzione generale alle questioni estetiche. È considerato un manuale classico di estetica. Si divide in due parti: la prima di carattere storico, la seconda un'esposizione sistematica in dodici capitoli che combina la teoria dell'estetica accompagnata da un'antologia di vari autori al fine di illustrare la teoria.

Nel 1996 pubblica Historia y sentido del arte cristiano. È un compendio che analizza le principali opere e autori cristiani di ciascun'epoca, investigando la ragione di essere dell'arte nel cristianesimo. L'autore afferma che questo è un libro di storia e vuole contribuire «alla conoscenza del significato che ha avuto l'arte cristiana nel corso di venti secoli».Ibid. XXI

Vi sono altri due libri con un contenuto molto simile all'opera del 1996 testé citata. Historia del arte cristiano sunteggia il contenuto del libro precedente in forma di manuale. Il libro, molto più breve, sviluppa la storia dell'arte senza allegare tutti i testi antologici e con un approccio più pedagogico nell'esposizione. Razón y sentido del arte cristiano, pubblicato nel 1998, appartiene alla collana Cuadernos de Teología Deusto che mira a esporre con rigore e in forma accessibile a un ampio pubblico temi della teologia attuale. In questo breve libro Plazaola compie una riflessione sul patrimonio storico-artistico della Chiesa.

Un libro che ha avuto una certa diffusione è Arte e Iglesia. Appartiene ai libri di carattere divulgativo. Il libro è strutturato in quattro parti: teoria sulla sacralità cristiana e significato dell'arte sacra per i cristiani (culto e iconografia); sull'architettura cristiana; l'iconografia; e l'incontro della Chiesa con gli artisti. Questo libro tratta della relazione, a volte conflittuale, fra l'artista e la Chiesa. Non è un libro di una grande profondità, però espone le linee generali del pensiero di Plazaola su questi temi.