Il Type 95 (o anche Scout Type 95) è stato un fuoristrada giapponese progettato nella seconda metà degli anni trenta. Unico nella sua categoria a non essere basato su modelli americani, fu d'ideazione interamente nipponica. Era fabbricato da Tōkyū Kurogane Industries, nome spesso abbreviato semplicemente come Kurogane (che può essere tradotto approssimativamente come Black Medal o meglio Black Metal). Venne soprannominato dai soldati imperiali col nome di Daruma, ovvero Bodhidharma, celebre monaco buddista, ma era chiamato anche Yonki, che significa "buona macchina".

Storia Sviluppo Le sue origini risalgono a dopo l'incidente di Mukden, quando nel 1932 la ditta Nihon Nainenki (ex Kurogane) ricevette dall'esercito le direttive per un mezzo a 4 ruote adatto ad impieghi sul campo. Nel 1935 il prototipo disegnato da Tetsushi Makita, persona già nota nell'ambiente dell'industria leggera, fu accettato e dall'anno successivo iniziò la produzione della nuova automobile Type 95 "Kurogane".

Produzione e impiego operativo In totale furono prodotti 4.755 esemplari, in entrambe le versioni con carrozzeria aperta oppure furgonata. Disarmata e sprovvista di corazze, fu utilizzata per lo più in Giappone o sul continente come auto di comando e ricognizione.

Caratteristiche Il veicolo era a trazione integrale 4 × 4 e pesava circa 1000 chili, la struttura era ottenuta mediante fogli d'acciaio stampati, esclusi i paraurti realizzati mediante tubi dello stesso materiale. Poiché avrebbe dovuto operare in condizioni davvero difficili, specie in Manciuria e Cina settentrionale caratterizzate da terreni accidentati e poveri di strade, ebbe larghi pneumatici con un pesante battistrada e sospensioni indipendenti a doppia forcella anteriori, dotate di giunti cruciformi; le sospensioni dell'assale posteriore erano rigide e con mezze molle longitudinali. Il guidatore seduto a destra pilotava tramite uno sterzo circolare; alla sua sinistra e dietro erano disponibili altri due posti: nel retro si trovava inoltre una scatola degli attrezzi.

Il motore era stato ricavato da quello di una motocicletta e dislocava 1399 cm³ (rapporto di compressione 5:1), erogava 33 CV, era raffreddato ad aria e aveva 2 cilindri con testa smontabile; l'accensione avveniva mediante un magnete e una batteria da 12 volt, posta dietro e a sinistra del guidatore, oppure con una manovella. Disponeva di un serbatoio da 35 litri con un consumo medio di quattro litri l'ora che consentiva quasi 9 ore di viaggio a velocità di crociera, aumentate di una grazie ai 4 litri della riserva. L'iniezione del carburante doveva essere regolata. La scelta di questo propulsore non era stata casuale: infatti non sarebbe stato facile trovare acqua nelle zone mancesi, tra l'altro soggette anche a basse temperature, ed era inoltre di semplice manutenzione.

Note

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