Biografia Figlio di padre pakistano e madre inglese, ha conseguito la laurea in giurisprudenza e ha ottenuto un dottorato a Oxford. Specializzato in diritto internazionale penale e diritti umani, ha lavorato nei procedimenti avviati dai tribunali speciali istituiti per fare luce sui crimini commessi in Ruanda, in Cambogia, nella ex Jugoslavia e in Sierra Leone. Nel 2018, il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, lo ha nominato a capo di una commissione investigativa con il compito di accertare eventuali violazioni dei diritti umani commesse dall'ISIS, durante l'occupazione dell'Iraq. Il 12 febbraio 2021 è stato eletto procuratore capo della Corte penale internazionale.
Attività come procuratore presso la CPI Nel 2022, avvia un'indagine per verificare se siano stati commessi dei crimini rientranti nella giurisdizione del tribunale durante l'invasione russa dell'Ucraina, un'iniziativa che porterà a spiccare un mandato di arresto nei confronti di Vladimir Putin - oltre che a carico della commissaria russa per la tutela dei minori, Maria Alekseyevna Lvova-Belova, con l'accusa deportazione e trasferimento illegale di minorenni ucraini in Russia. Per tale ragione, si reca personalmente nella città ucraina di Buča, teatro di una battaglia. Nello stesso anno, ha avviato un'indagine nei confronti dei trafficanti di migranti in Libia.
Il 20 maggio 2024 ha presentato formale richiesta alla camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto per entrambe le parti coinvolte nella guerra di Gaza, ossia esponenti del governo israeliano (il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant) e tre capi di Hamas (Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh).
Nel maggio 2026 rilascia un'intervista al giornale online Zeteo nella quale dichiara che non ci sono prove sufficienti per accusare di genocidio gli esponenti del governo israeliano, affermando che "Tutto è in funzione dell'evidenza. Io non mi muoverò. Un procuratore che si muovesse (nelle accuse di genocidio) a causa del clamore mediatico sarebbe uno sconsiderato. Ci si muove solo in base all'evidenza."
Sanzioni Il 6 febbraio 2025 il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump emana un decreto in cui si dichiara che: " ... qualsiasi tentativo da parte della CPI d'indagare, arrestare, detenere o perseguire persone protette, come definite nella sezione 8(d) (leggasi qualsiasi persona statunitense o cittadino di un qualsiasi Stato alleato) del presente ordine, costituisce una minaccia insolita e straordinaria alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti, e con il presente atto dichiaro lo stato di emergenza nazionale per affrontare tale minaccia. ..."
Sulla base di tale decreto, il 13 febbraio 2025, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti d'America sanziona Khan con il blocco di tutti i beni di proprietà sua e della sua famiglia presenti negli Stati Uniti e il divieto a ogni società americana di fornir loro servizi. A seguito di questa decisione il nome del procuratore è stato inserito nella SDN List, una lista che comprende i nomi di terroristi e organizzazioni considerati pericolosi per gli USA. Si tratta del primo magistrato colpito da sanzioni americane. Il 5 giugno il Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, Marco Rubio designa altri 4 magistrati della CPI colpiti dalle medesime sanzioni, si tratta della seconda Vicepresidente Reine Alapini-Gansou, della giudice Solomy Balungi Bossa, della giudice Luz Ibáñez e della giudice Beti Hohler.
Casi giudiziari Durante il suo mandato è stato accusato da due donne di molestie sessuali, in particolare da una donna che lavorava direttamente per lui, nell'ottobre 2024, avrebbe denunciato ripetuti abusi nel 2023-2024. Päivi Kaukoranta, presidente dell'Assemblea degli Stati Parte (ASP), ha dichiarato che "al fine di garantire un processo pienamente indipendente, imparziale ed equo" l'indagine sarebbe stata fatta esternamente alla CPI. Numerosi alti funzionari della CPI avevano consigliato a Khan di prendere un periodo di congedo per favorire un clima di lavoro più sereno.
Nell'agosto 2025 una seconda donna lo ha accusto del medesimo reato per atti avvenuti nel 2009. In occasione di questa seconda accusa Khan si è temporaneamente dimesso dal suo incarico. Un sito d'informazione on-line, Middle East Eye, ha dichiarato che un rapporto riservato all'Ufficio dell'Assemblea degli Stati Parte (ASP) è stato pubblicato il 9 marzo 2026, e in tale documento 3 giudici avrebbero assoluto il procuratore dalle accuse, tuttavia tale dichiarazione non è stata confermata dalla CPI.
Il mese successivo, l'8 giugno, viene sospeso dal suo incarico di Procuratore Capo a seguito di un'Assemblea degli Stati Parte dello Statuto di Roma, la quale ha invalidato il precedente procedimento. La sospensione dall'incarico, è stata motivata con la seguente dichiarazione :"La valutazione dell'Ufficio si è basata sul rapporto di un'indagine condotta dall'Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi interni (OIOS), sulle prove raccolte, sul parere di un gruppo ad hoc di esperti giuridici e sui documenti presentati.".
Note
Voci correlate Nicolas Guillou
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