La nazionale maschile di calcio del Qatar () è la squadra maschile maggiore di calcio che rappresenta la Qatar Football Association (la Federazione calcistica del Qatar affiliata alla FIFA, all'AFC e alla WAFF).

Attiva ufficialmente dal 1970, la nazionale qatariota ha partecipato per la prima volta alla fase finale di un campionato del mondo in occasione dell'edizione del 2022, di cui è stata nazione ospitante, mentre la sua selezione Under-20 ha ottenuto il secondo posto al campionato mondiale di categoria del 1981, dove fu battuta in finale dalla .

Ha vinto due Coppe d'Asia (nel 2019 e nel 2023) e 3 Coppe delle nazioni del Golfo (nel 1992, nel 2004 e nel 2014). In Coppa d'Asia ha raggiunto inoltre per due volte i quarti di finale: la prima volta nel 2000 (eliminata dalla ) e la seconda nel 2011 da rappresentativa del paese ospitante (eliminata dal ).

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, il miglior piazzamento è la 42ª posizione raggiunta nell'agosto 2021, il peggiore è il 113º posto del novembre 2010. Attualmente occupa la 34ª posizione della graduatoria.

Storia 1940-1970: gli albori del calcio qatariota Il calcio in Qatar si diffuse in seguito all'insediamento europeo nella zona di Dukhan, dove nel 1939 fu scoperto un giacimento di petrolio che iniziò ad essere sfruttato nel 1950.

Fu proprio dagli anni '40 che il calcio iniziò ad essere praticato con sempre maggiore diffusione. Nel 1948 si tenne nel paese la prima partita di calcio tra lavoratori europei insediatisi in Qatar.

Nel 1960, con la fondazione della federcalcio locale, fu dato impulso alla pratica calcistica in tutto il paese e nel 1970 la federazione si affiliò alla AFC.

Il Qatar fu invitato dalla Federazione calcistica del Bahrein a partecipare al dibattito intorno al varo di una competizione calcistica aperta alle nazionali degli stati del golfo Persico e organizzata dal Consiglio di cooperazione del Golfo. Il disegno si concretizzò con l'istituzione della Coppa delle nazioni del Golfo, la cui prima edizione si tenne nel 1970.

1970-1980: gli esordi della nazionale del Qatar Il 27 marzo 1970 il Qatar esordì ufficialmente, giocando la sua prima partita contro il padrone di casa della prima edizione della Coppa del Golfo. Il gol qatariota di Mubarak Faraj non bastò ad evitare la sconfitta (2-1). La squadra ottenne solo un pari (1-1) nell'ultimo match contro l', uscendo dal torneo al primo turno.

Nella Coppa del Golfo 1972 il Qatar uscì di nuovo al primo turno, dopo tre sconfitte. Alla Coppa del Golfo 1974 le cose andarono meglio per il Qatar, capace di vincere per 4-0 contro l' e di giungere in semifinale, dove fu sconfitto dall' prima di cogliere il terzo posto, vincendo ai tiri di rigore contro gli .

La prima partecipazione del Qatar alle qualificazioni alla Coppa d'Asia risale al 1975, in vista dell'edizione del 1976. Nel girone del Qatar furono Iraq e Arabia Saudita ad aggiudicarsi i due posti disponibili, ma la nazionale qatariota riuscì poi a classificarsi terza alla Coppa del Golfo 1976, disputata come nazionale del paese ospitante.

L'esordio del Qatar nelle qualificazioni al campionato del mondo risale, invece, al 1977. L'11 marzo di quell'anno avrebbe dovuto giocare contro gli Emirati Arabi Uniti, che tuttavia si ritirarono all'ultimo momento dalle eliminatorie, posticipando di fatto il debutto del Qatar a due giorni più tardi, quando l'incontro con il Bahrein si concluse con una sconfitta per 2-0 a Doha.

1980-1990: crescita in ambito continentale Qualificatasi alla Coppa d'Asia 1980 sotto la guida del CT Evaristo de Macedo dopo aver vinto il girone con e , la nazionale qatariota uscì subito dalla fase finale, con due sconfitte, un pareggio e una vittoria nel girone.

Il Qatar perse contro l'Iraq nella fase finale della Coppa del Golfo 1984, ma si piazzò secondo nel torneo, miglior risultato della nazionale fino al 1992.

Fallito l'accesso all'ultima fase delle qualificazioni AFC al e al , il Qatar si qualificò sia alla Coppa d'Asia 1984 che alla Coppa d'Asia 1988. Nel 1984 sfiorò l'accesso alla semifinale, sfumato a causa di un gol segnato all'88º minuto dal saudita Mohaisen Al-Jam'an contro il Kuwait. Anche nel 1988 fu sfiorato l'accesso alla semifinale, in un'edizione della Coppa d'Asia in cui il Qatar fu comunque in grado di sconfiggere per 3-0 il .

1990-2000: anni proficui Il Qatar visse una proficua fase negli anni '90. Al momento dell'istituzione della classifica mondiale della FIFA, nell'agosto 1993, la squadra ottenne il proprio piazzamento più alto di sempre nella graduatoria (51º posto). Il Qatar disputò un'ottima prima parte di qualificazioni al , vincendo il proprio girone, ma non riuscì a qualificarsi al campionato mondiale, piazzandosi dietro a Emirati Arabi Uniti e nel turno finale delle qualificazioni.

Nella Coppa del Golfo 1990 la nazionale qatariota raggiunse il secondo posto, avendo il Kuwait vinto le due partite conclusive del torneo. Due anni dopo vinse la competizione in casa per la prima volta, sotto la guida del CT Sebastião Lapola, malgrado una sconfitta per 1-0 contro l'Arabia Saudita subita nell'ultima partita. A questa vittoria si aggiunse il secondo posto ottenuto nella Coppa del Golfo 1996.

Nelle eliminatorie del il Qatar riuscì a raggiungere il turno finale e andò vicino all'accesso alla rassegna in programma in Francia. Dopo aver vinto contro e , disputò l'ultimo match contro l'Arabia Saudita. Malgrado alla nazionale qatariota bastasse un punto per qualificarsi, furono i sauditi a qualificarsi al mondiale grazie alla vittoria per 1-0.

Alla Coppa araba 1998, organizzata in casa, il Qatar si piazzò secondo dietro l'Arabia Saudita, vittoriosa per 3-1 in finale.

2000-2010: la crisi Il Qatar si qualificò poi alla Coppa d'Asia 2000, che si disputò in Libano. Qui superò la fase a gironi grazie al terzo posto nel proprio raggruppamento, poi uscì ai quarti di finale contro la .

Nel 2001 raggiunse nuovamente la fase finale di qualificazione al Mondiale, ma a qualificarsi al fu la Cina di Bora Milutinović. Sulla panchina qatariota arrivò dunque il francese Philippe Troussier, che fallì nella Coppa d'Asia 2004 e non riuscì a qualificare il Qatar al Mondiale di .

Il bosniaco Džemaludin Mušović guidò i qatarioti alla vittoria della Coppa del Golfo 2004 e alla medaglia d'oro ai Giochi Asiatici 2006. Si dimise dopo aver raccolto solo due punti in tre partite di Coppa d'Asia 2007.

Toccò a Jorge Fossati tentare di qualificare il Qatar per . La squadra superò il primo e il secondo turno e vinse i primi due match del terzo turno, ma l'uruguaiano dovette rinunciare all'attività per un intervento chirurgico allo stomaco. Nel settembre 2008 la federcalcio decise quindi di interrompere la collaborazione con il tecnico, asserendo che i tempi di recupero dall'operazione fossero troppo lunghi. Al suo posto subentrò Bruno Metsu, sotto la cui guida il Qatar non andò oltre il quarto posto nel girone, fallendo la qualificazione al mondiale.

2010-2019: i progressi e la prima vittoria in Coppa d'Asia Nel dicembre 2010 fu annunciato che l'edizione 2022 del campionato mondiale di calcio sarebbe stata ospitata dal Qatar.

Alla Coppa d'Asia 2011 il Qatar si presentò come squadra del paese ospitante. La formazione di casa iniziò male il torneo, facendo il suo esordio con una sconfitta contro l' (2-0). Successivamente due vittorie significarono comunque qualificazione ai quarti di finale, dove i qatarioti furono eliminati dalla competizione perdendo per 3-2 contro il di Zaccheroni, poi vincitore del torneo. Fu solo un gol di Masahiko Inoha all'89º minuto di gioco a condannare i qatarioti.

Nel 2014 la nazionale del Qatar si aggiudicò, da compagine del paese ospitante, il campionato dell'Asia Occidentale battendo in finale la per 2-0. La competizione fu giocata per lo più da giovani e riserve. Il Qatar era allenato da Djamel Belmadi, allenatore della nazionale B, che in virtù dell'ottimo risultato conseguito sostituì dopo il torneo Fahad Thani sulla panchina della nazionale A.

Dieci mesi più tardi, nella Coppa del Golfo 2014, Belmadi condusse i suoi alla vittoria finale. Dopo tre pareggi nella fase a gironi, il Qatar ebbe accesso alla fase di eliminazione diretta, dove batté per 3-1 l' in semifinale e per 2-1 contro l', che giocava in casa.

L'anno solare 2014 si concluse con una sola sconfitta, ma nella fase finale della Coppa d'Asia 2015, disputata in Australia, il Qatar del tecnico algerino Djamel Belmadi deluse e fu eliminato al primo turno. Sconfitto per 4-1 dagli all'esordio, perse anche contro (1-0) e (2-1), chiudendo il girone all'ultimo posto. Quella nazionale annoverava vari calciatori cresciuti in Qatar (ma nati in paesi del Nord Africa, dell'Africa subsahariana o del Medio Oriente) e naturalizzati, come Boualem Khoukhi (nato in Algeria), Trsor Kangambu (Repubblica Democratica del Congo), Karim Boudiaf (Francia) e Mohammed Muntari (Ghana).

Il Qatar ha cercato di aumentare il valore della propria rosa sfruttando le regole della FIFA, che consentono di naturalizzare e rendere eleggibili per la nazionale calciatori che per cinque anni consecutivi hanno giocato nel paese interessato dopo il compimento dei 18 anni (prima del 2008 erano addirittura solamente due anni), e che non hanno mai preso parte a partite ufficiali con la precedente nazionale maggiore.

Nel 2015, dopo il fallimento in Coppa d'Asia e delle politiche di naturalizzazione, la federcalcio virò sulla formazione di una nazionale più autoctona, composta cioè da calciatori che, anche se naturalizzati, si erano trasferiti in Qatar da giovanissimi grazie alle opportunità offerte dalla futuristica accademia calcistica Aspire Academy, fondata nel 2004 a Doha, come ad esempio il programma di scouting in Africa, Asia e America Latina denominato Football Dreams. A tale opera di reclutamento era affiancato l'inserimento dei migliori giocatori naturalizzati, che inizialmente continuavano a formare la parte più importante dell'intelaiatura della squadra.

Il tecnico uruguaiano José Daniel Carreño, subentrato nel giugno 2015, per le qualificazioni al mondiale di richiamò nel ruolo di prima punta il connazionale Sebastián Soria, oltre ai brasiliani Rodrigo Tabata e Luiz Júnior, il portiere francese Claude Lecomte e il difensore portoghese Ró-Ró. Tutti loro, assieme ai reduci della Coppa d'Asia del 2015, Boudiaf e Muntari, andavano a formare un undici quasi totalmente "straniero", per certi versi più vicino ad una squadra di club che a una nazionale tradizionale. Nel novembre 2015 la squadra si qualificò alla Coppa d'Asia 2019 vincendo il girone C delle eliminatorie.

L'inizio della campagna di qualificazione al campionato del mondo di fece ben sperare, con il raggiungimento, nel novembre 2015, del primo posto nel girone C di terzo turno davanti alla più quotata , con sette vittorie e una sola sconfitta (giunta all'ultima giornata proprio in Cina, ma a qualificazione già avvenuta). La vittoria del girone valse la qualificazione alla fase finale della Coppa d'Asia 2019 e al quarto round delle qualificazioni al mondiale di . Nel girone di quarto turno, però, il rendimento del Qatar non fu positivo: il Qatar perse all'esordio contro l' per 2-0 (entrambe le reti furono segnate nel recupero del secondo tempo) e successivamente contro l' per 1-0 con gol subito solo all'86º minuto.