Biografia Sheen è nato a Dayton, nell'Ohio, il 3 agosto 1940 in una famiglia numerosa composta, oltre che da lui, da nove fratelli e una sorella. Il padre, Francisco Estévez Martínez, era un immigrato spagnolo originario di Salceda de Caselas in Galizia, mentre la madre, Mary-Anne Phelan, era un'immigrata irlandese originaria di Borrisokane, nella contea di Tipperary, costretta a fuggire dal suo paese ai tempi della guerra d'indipendenza a causa dei legami del padre con l'IRA. Di religione cattolica, Sheen adottò il proprio nome d'arte in onore dell'arcivescovo e teologo cattolico Fulton John Sheen e di Robert Dale Martin, il direttore dei casting della CBS che gli diede la sua prima grande occasione.
Martin Sheen avrebbe desiderato recitare fin da ragazzo, ma il padre disapprovava questa sua inclinazione. Una volta ha dichiarato di non avere deliberatamente superato l'esame di ammissione all'Università di Dayton, per poter raggiungere il suo scopo, ma ha sempre riconosciuto ai padri mariani che operavano all'interno di quell'università, il merito della sua presa di coscienza e del suo attivismo sociale.
Con i soldi presi in prestito da un sacerdote, Sheen si mise in viaggio per New York. Dopo un periodo impegnativo e faticoso, riuscì a mettere in piedi una compagnia teatrale, con la speranza di essere notato da qualche produttore. Costruì inoltre una famiglia di ben quattro figli. Al Broadway Theatre il suo primo ruolo importante fu in La signora amava le rose, ruolo che lui poté reinterpretare nel 1968, in occasione della versione cinematografica. Dovette poi aspettare fino al 1973 per un altro ruolo importante, a fianco di Sissy Spacek nel film drammatico La rabbia giovane, di Terrence Malick.
Carriera Nel 1974 Sheen ricevette una candidatura al Premio Emmy come migliore attore per la sua interpretazione di Eddie Slovik, nel film per la televisione The Execution of Private Slovik. Il film si svolgeva durante la seconda guerra mondiale e raccontava la storia dell'unico soldato americano giustiziato per diserzione, dai tempi della guerra di secessione. Fu la sua interpretazione in questo film che convinse Francis Ford Coppola a sceglierlo per il ruolo del capitano Willard di Apocalypse Now, nel 1979, che lo rese famoso in tutto il mondo e per il quale ottenne una candidatura ai BAFTA. Sul set di Apocalypse Now, Sheen ammise di aver fatto abuso di alcolici e di aver fumato fino a 3 pacchetti di sigarette fino a che, durante le riprese, non venne colpito da infarto e sostituito quindi per un breve periodo da una controfigura.
Martin Sheen ha una stella intitolata a suo nome nell'Hollywood Walk of Fame, al n. 1500 di Vine Street. Ha dichiarato di essere stato fortemente influenzato dall'attore James Dean.
Sheen ha annunciato il suo progetto di proseguire gli studi. «Mi piacerebbe studiare letteratura inglese, filosofia e teologia a Galway, in Irlanda, paese di origine di mia madre e del quale io sono cittadino onorario», ha dichiarato. Durante un discorso tenuto in occasione del conferimento di una laurea honoris causa in Arte, conferitagli dalla National University of Ireland, Sheen ha scherzosamente dichiarato che sarebbe stato «la più vecchia matricola» dell'università, quando avrebbe cominciato a frequentare le lezioni a tempo pieno nell'autunno del 2006. Pur esprimendo seria preoccupazione per la possibilità di essere una «distrazione» per gli altri universitari, ha comunque espresso la volontà di assistere regolarmente alle lezioni, come qualsiasi altro studente: «Non ho mai frequentato l'università da ragazzo e adesso, a 65 anni, non vedo l'ora di cominciare».
Ha inoltre prestato sia la voce, sia le sue sembianze, al personaggio dell'Uomo Misterioso (The Illusive Man nella versione inglese) nei videogiochi di fantascienza Mass Effect 2 e Mass Effect 3.
L'attivismo politico Appassionato di politica, sia nel campo professionale sia nella vita privata, ha interpretato il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy nella miniserie Kennedy - The Presidential Years, e suo fratello Robert Kennedy nella serie televisiva Missili d'ottobre, il capo dello staff della Casa Bianca, A.J. McInnerney ne Il Presidente, l'inquietante futuro presidente Greg Stillson ne La zona morta (The Dead Zone), e l'immaginario presidente del Partito Democratico, Josiah Bartlet, nella famosa serie televisiva West Wing - Tutti gli uomini del Presidente.
Sheen ha sempre professato apertamente la propria simpatia ed il proprio supporto alla causa liberal ed è stato arrestato 63 volte per le proteste sia contro le azioni militari del governo statunitense che per questioni ambientali, come la lotta contro l'insediamento di un inceneritore di rifiuti tossici ad East Liverpool, in Ohio. Sheen ha sempre resistito alle pressioni che lo volevano presidente affermando: «Non potrei mai diventare presidente. Non c'è posto per un pacifista alla Casa Bianca [...] sono solo un attore. Ed è questo che voglio fare per vivere».
Sheen è membro onorario del Dayton International Peace Museum. Ha sostenuto la causa antiabortista, la lotta contro la pena di morte e contro la guerra. Nel 2004 insieme al collega attore e regista Rob Reiner, Sheen ha partecipato alla campagna elettorale a favore del candidato democratico Howard Dean ed in seguito si è mobilitato per John Kerry.
Il 28 agosto 2005 ha fatto visita a Cindy Sheehan, la madre coraggio simbolo del dissenso nei confronti della guerra in Iraq, a Crawford, in Texas. Cindy Sheehan aveva ripetutamente chiesto di parlare con il presidente George W. Bush. Il 10 aprile 2006 il New York Times ha pubblicato un articolo secondo il quale alcuni membri del Partito Democratico, in Ohio, avrebbero contattato Martin Sheen per cercare di convincerlo ad accettare la candidatura per il Senato. Sheen ha rifiutato l'offerta: «Non ho i requisiti giusti. Voi scambiate celebrità con credibilità».
L'organizzazione per la protezione della vita marina Sea Shepherd gli ha intitolato una delle sue imbarcazioni.
Premi e riconoscimenti Ha ricevuto sei candidature ai Premi Emmy come "Miglior interprete principale" in una serie televisiva, per il suo ruolo in West Wing - Tutti gli uomini del Presidente, per il quale ha anche vinto un Golden Globe e due SAG Awards.
Vita privata Sheen ha sposato Janet Templeton nel 1961 e con lei ha avuto quattro figli: Carlos (conosciuto come Charlie Sheen), Emilio, Ramón e Renée, dai quali hanno avuto sette nipoti.
Filmografia
Cinema New York: ore tre - L'ora dei vigliacchi (The Incident), regia di Larry Peerce (1967) La signora amava le rose (The Subject Was Roses), regia di Ulu Grosbard (1968) Comma 22 (Catch-22), regia di Mike Nichols (1970) No Drums, No Bugles, regia di Clyde Ware (1972) Pickup on 101, regia di John Florea (1972) La notte del furore (Rage), regia di George C. Scott (1972) When the Line Goes Through, regia di Clyde Ware (1973) Conflict, regia di Jack Gold (1973) La rabbia giovane (Badlands), regia di Terrence Malick (1973) The Legend of Earl Durand, regia di John Patterson (1974) Cassandra Crossing (The Cassandra Crossing), regia di George P. Cosmatos (1976) Quella strana ragazza che abita in fondo al viale (The Little Girl Who Lives Down the Lane), regia di Nicolas Gessner (1976) Apocalypse Now, regia di Francis Ford Coppola (1979) Io, grande cacciatore (Eagle's Wing), regia di Anthony Harvey (1979) Countdown dimensione zero (The Final Countdown), regia di Don Taylor (1980) La scappatoia unico spiraglio (Loophole), regia di John Quested (1981) Gandhi, regia di Richard Attenborough (1982) Correre per vincere (That Championship Season), regia di Jason Miller (1982) Enigma - Il codice dell'assassino (Enigma), regia di Jeannot Szwarc (1983) In the King of Prussia, regia di Emile de Antonio (1983) Un uomo, una donna e un bambino (Man, Woman and Child), regia di Dick Richards (1983) La zona morta (The Dead Zone), regia di David Cronenberg (1983) Fenomeni paranormali incontrollabili (Firestarter), regia di Mark L. Lester (1984) A State of Emergency, regia di Richard C. Bennett (1986) The Believers - I credenti del male (The Believers), regia di John Schlesinger (1987) Siesta, regia di Mary Lambert (1987) Wall Street, regia di Oliver Stone (1987) Da, regia di Matt Clark (1988) Berlino - Opzione zero (Judgment in Berlin), regia di Leo Penn (1988) Marked for Murder, regia di Rick Sloane (1989) Beverly Hills Brats, regia di Jim Sotos (1989) Tramonto di un eroe (Beyond the Stars), regia di David Saperstein (1989) Intrigo mortale (Cold Front), regia di Allan A. Goldstein (1989) Uomini al passo (Cadence), regia di Martin Sheen (1990) JFK - Un caso ancora aperto (JFK), regia di Oliver Stone (1991) Mamma, mi compri un papà? (The Maid), regia di Ian Toynton (1991) Viaggio all'inferno (Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse), regia di Fax Bahr, Eleanor Coppola e George Hickenlooper (1991) Original Intent, regia di Robert Marcarelli (1992) Killing Box (Grey Knight), regia di George Hickenlooper (1993) Occhi per sentire (Hear no Evil), regia di Robert Greenwald (1993) Hot Shots! 2 (Hot Shots!: Part Deux), regia di Jim Abrahams (1993) - cameo non accreditato Gettysburg, regia di Ronald F. Maxwell (1993) Fortunes of War, regia di Thierry Notz (1994) Quando il ramo si spezza (When the Bough Breaks), regia di Michael Cohn (1994) Trigger Fast regia di David Lister (1994) Boca, regia di Walter Avancini e Zalman King (1994) Hits!, regia di William R. Greenblatt (1994) Cento e una notte (Les cent et une nuits de Simon Cinéma), regia di Agnès Varda (1995) - non accreditato Il tesoro di San Pietroburgo (Sacred Cargo), regia di Aleksandr Buravsky (1995) The Bomber Boys - Un'avventura esplosiva! (Captain Nuke and the Bomber Boys), regia di Charles Gale (1995) Running Wild, regia di Dee McLachlan (1995) Dillinger and Capone, regia di Jon Purdy (1995) Gioco, partita, incontro (The Break), regia di Lee H. Katzin (1995) Gospa, regia di Jakov Sedlar (1995) Dollari sporchi (Dead Presidents), regia di Albert Hughes e Allen Hughes (1995) - non accreditato Il presidente - Una storia d'amore (The American President), regia di Rob Reiner (1995) The Elevator, regia di Arthur Borman e Nigel Dick (1996) Conflitti di famiglia (The War at Home), regia di Emilio Estevez (1996) La storia di Dorothy (Entertaining Angels: The Dorothy Day Story), regia di Michael Ray Rhodes (1996) Viaggio senza ritorno (Truth or Consequences, N.M.), regia di Kiefer Sutherland (1997) Spawn, regia di Mark A.Z. Dippé (1997) Stranger in the Kingdom, regia di Jay Craven (1998) Gunfighter, regia di Christopher Coppola (1998) Family Attraction, regia di Brian Hecker (1998) Babylon 5 - Il fiume di anime (Babylon 5: The River of Souls), regia di Janet Greek (1998) Snitch, regia di Ted Demme (1998) A Letter from Death Row, regia di Bret Michaels e Marvin Baker (1998) In fuga col malloppo (Free Money), regia di Yves Simoneau (1998) Codice criminale (No Code of Conduct), regia di Bret Michaels (1998) Ninth Street, regia di Kevin Willmott e Tim Rebman (1999) Lost & Found, regia di Jeff Pollack (1999) Uragano (Storm), regia di Harris Done (1999) Gunfighter, regia di Christopher Coppola (1999) La cantina degli orrori (The Darklings), regia di Jeffrey Reiner (1999) L'orecchio dei Whit (A Texas Funeral), regia di William Blake Herron (1999) O come Otello (O), regia di Tim Blake Nelson (2001) We the People, regia di Rene M. Rigal e Jennifer Stander (2002) Prova a prendermi (Catch Me If You Can), regia di Steven Spielberg (2002) The Commission, regia di Mark Sobel (2003) Milost mora, regia di Jakov Sedlar e Dominik Sedlar (2003) The Departed - Il bene e il male (The Departed), regia di Martin Scorsese (2006) Bobby, regia di Emilio Estevez (2006) Bordertown, regia di Gregory Nava (2006) Parla con me (Talk to Me), regia di Kasi Lemmons (2007) Flatland: The Movie (2007) voce