Hyaenodon , il cui nome significa «dente di iena», è un genere estinto di mammiferi placentati carnivori appartenente alla tribù degli Hyaenodontini, inclusa nella sottofamiglia Hyaenodontinae della famiglia Hyaenodontidae, a sua volta parte dell’ordine estinto Hyaenodonta. Il genere visse in Eurasia e in America settentrionale dall’Eocene medio al Miocene superiore, tra circa 38 e 11,4 milioni di anni fa, con una durata complessiva di circa 26,6 milioni di anni. Si ritiene che Hyaenodon si sia originato in Asia, probabilmente a partire da forme affini a Propterodon.

Attualmente al genere vengono attribuite almeno 40 specie, anche se è probabile che il loro numero effettivo fosse inferiore, poiché alcune differenze interpretate come specifiche potrebbero dipendere dal dimorfismo sessuale o dalla variabilità intraspecifica. Le dimensioni variavano considerevolmente. Hyaenodon filholi pesava circa 2 kg, mentre H. gigas e H. mongoliensis raggiungevano probabilmente dimensioni paragonabili a quelle di Hyainailouros. Le specie più grandi erano verosimilmente superpredatori dei rispettivi ecosistemi. I reperti fossili suggeriscono inoltre che potessero occasionalmente predare carnivori di dimensioni inferiori. Diverse specie di Hyaenodon erano predatori cursoriali, adattati alla corsa, e potevano cacciare mediante agguati oppure con brevi inseguimenti culminanti in un balzo sulla preda. I canini erano compressi mediolateralmente, in modo simile a quelli dei canidi, e probabilmente infliggevano morsi relativamente superficiali. A differenza di canidi sociali come i lupi, gli ienodonti del genere Hyaenodon erano tuttavia probabilmente cacciatori solitari.

Il genere iniziò a declinare tra l’Eocene superiore e l’Oligocene inferiore e nel Miocene sopravvivevano ormai soltanto poche specie. In passato si riteneva che il declino e la successiva estinzione fossero dovuti principalmente alla competizione con i carnivori appartenenti all’ordine Carnivora. Negli ultimi anni, tuttavia, questa ipotesi è stata messa in discussione. Secondo un’interpretazione più recente, la causa principale del declino e della definitiva scomparsa di Hyaenodon potrebbe essere stata la scarsa capacità di adattarsi alla progressiva diffusione degli ambienti aperti.

Classificazione e filogenesi Tassonomia Tribù: †Hyaenodontini Genere: †Hyaenodon †Hyaenodon brachyrhynchus †Hyaenodon chunkhtensis †Hyaenodon dubius †Hyaenodon eminus †Hyaenodon exiguus †Hyaenodon filholi †Hyaenodon gervaisi †Hyaenodon heberti †Hyaenodon leptorhynchus †Hyaenodon lingbaoensis †Hyaenodon minor †Hyaenodon pervagus †Hyaenodon pumilus †Hyaenodon requieni †Hyaenodon rossignoli †Hyaenodon weilini †Hyaenodon yuanchuensis Sottogenere: †Neohyaenodon †Hyaenodon gigas †Hyaenodon horridus †Hyaenodon incertus †Hyaenodon macrocephalus †Hyaenodon megaloides †Hyaenodon milvinus †Hyaenodon mongoliensis †Hyaenodon montanus †Hyaenodon vetus Sottogenere: †Protohyaenodon †Hyaenodon brevirostrus †Hyaenodon crucians †Hyaenodon microdon †Hyaenodon mustelinus †Hyaenodon raineyi †Hyaenodon venturae

Descrizione

Dimensioni Le specie attribuite al genere Hyaenodon presentavano dimensioni molto variabili. La maggior parte era costituita da predatori di taglia piccola o media, mentre alcune specie figuravano tra i più grandi mammiferi carnivori terrestri della loro epoca. Nel genere è stato inoltre riconosciuto un certo grado di dimorfismo intraspecifico, benché il suo significato ecologico rimanga poco chiaro. Hyaenodon crucians, vissuto nell’Oligocene inferiore dell’America settentrionale, avrebbe avuto un peso compreso approssimativamente tra 10 e 25 kg. H. microdon e H. mustelinus, risalenti all’Eocene superiore nordamericano, erano ancora più piccoli e pesavano probabilmente circa 5 kg. Un’altra specie nordamericana di piccole dimensioni, H. venturae, aveva una taglia simile a quella di H. microdon. H. filholi era la più piccola specie europea e, con un peso stimato di circa 2 kg, anche la più piccola dell’intero genere. H. leptorhynchus, la specie tipo, avrebbe invece pesato circa 11 kg.

H. horridus era una delle maggiori specie nordamericane. Le stime ricavate dalle regressioni basate sul primo molare inferiore suggerivano un peso fino a 91,8 kg, ma quelle fondate sulla morfologia degli arti indicano dimensioni inferiori. Gli adulti avrebbero avuto un peso medio di circa 41,4 kg, mentre gli esemplari più grandi probabilmente non superavano i 60 kg. H. megaloides, la maggiore specie nordamericana, poteva essere fino a tre volte più pesante di H. horridus, con stime comprese tra 30 e 120 kg. È stato ipotizzato che la progressiva riduzione delle dimensioni osservata nelle specie nordamericane di Hyaenodon potesse essere collegata alla competizione con i nimravidi. In Europa, la più grande specie conosciuta era H. gervaisi, con un peso stimato di circa 50 kg. Le maggiori specie dell’intero genere erano tuttavia H. gigas e, subito dopo, H. mongoliensis. Entrambe possedevano un cranio lungo circa 60 cm e sarebbero state più grandi di un leone, raggiungendo forse dimensioni paragonabili a quelle di Hyainailouros. Anche H. weilini era una specie di taglia molto elevata, descritta come simile per dimensioni a H. gigas e H. mongoliensis.

Resti postcraniali Sono noti diversi resti postcraniali di Hyaenodon, sebbene la documentazione fossile eurasiatica sia piuttosto scarsa rispetto a quella nordamericana. Il collo era relativamente corto, mentre il tronco e la coda erano allungati. Rispetto a Hyainailouros, la colonna vertebrale di Hyaenodon era più lunga e robusta, caratteristica che suggerisce che l’animale non tenesse il capo altrettanto abbassato. Le vertebre cervicali erano relativamente corte e ricordavano maggiormente quelle dei felidi che quelle dei canidi.

Le spine neurali erano prominenti e inclinate posteriormente, risultando più sviluppate rispetto a quelle dei carnivori. Anche i processi trasversi e le spine neurali delle vertebre toraciche erano più grandi e robusti rispetto a quelli osservabili nei rappresentanti dell’ordine Carnivora. Questa muscolatura assiale più sviluppata avrebbe contribuito a sostenere il grande cranio, probabilmente anche mediante un robusto legamento nucale.

Il femore di Hyaenodon era quasi lungo quanto l’omero. Quest’ultimo era corto e massiccio e sosteneva una grande testa articolare di forma arrotondata. Rispetto ai carnivori, la grande tuberosità dell’omero aveva una conformazione più irregolare ed era orientata anteromedialmente. Essa costituiva probabilmente il punto d’inserzione del muscolo infraspinato, secondo una disposizione non riscontrata nei carnivori moderni. Nonostante queste differenze, l’omero di Hyaenodon presentava alcune somiglianze con quello di lupi e iene. Rispetto alle iene, possedeva una fossa anconea, una flangia brachiale ben sviluppata e una troclea ugualmente allungata. La forma della troclea era tuttavia più simile a quella della volpe rossa.

Rispetto ai lupi, il radio e l’ulna di Hyaenodon erano relativamente corti. La conformazione del radio indica che l’avambraccio aveva probabilmente perduto gran parte della capacità di rotazione. La diafisi del radio non era appiattita come nei carnivori e, in sezione trasversale, aveva una forma quasi quadrangolare; la sua estremità distale era inoltre particolarmente massiccia. L’ulna possedeva un olecrano relativamente lungo, una diafisi robusta e un profondo solco che si estendeva dall’incisura radiale fino al processo stiloideo.

Paleobiologia

Comportamento predatorio I canini di Hyaenodon erano compressi mediolateralmente, in modo simile a quelli dei canidi, e risultavano particolarmente adatti a infliggere morsi taglienti. Questa caratteristica suggerisce che l’animale assestasse alle prede morsi relativamente superficiali e che probabilmente non eseguisse il profondo morso letale tipico dei felidi. Le bande di Hunter-Schreger osservate nello smalto dentario di H. horridus presentano un andamento a zigzag, caratteristica che suggerisce un adattamento all’osteofagia, ossia al consumo di ossa. In H. brevirostris e H. mustelinus, invece, queste bande passano da un andamento ondulato alla base del dente a uno zigzagante presso l’estremità, indicando che tali specie erano meno specializzate nella frantumazione e nel consumo del tessuto osseo. Le tracce di microusura dentaria indicano tuttavia che le specie nordamericane di Hyaenodon avevano un’alimentazione più simile a quella dei leoni, basata soprattutto sulla carne ma comprendente quantità variabili di ossa. La microusura dei denti delle specie europee risultava invece più simile a quella delle iene maculate, suggerendo che la frantumazione delle ossa costituisse una componente importante della loro dieta. L’usura del quarto premolare superiore di H. gigas indica che la funzione principale di questo dente fosse probabilmente quella di spezzare le ossa. Nonostante tali adattamenti, rispetto a Hyainailouros la dentatura di Hyaenodon era maggiormente specializzata nel taglio della carne e meno adatta alla frantumazione del tessuto osseo. Uno studio pubblicato nel 2024 ha inoltre rilevato che, in Hyaenodon, l’efficienza meccanica del morso esercitato dai canini aumentava con il progredire della macrousura dentaria.

Ontogenesi Gli studi condotti su esemplari giovanili di Hyaenodon hanno rivelato un sistema di sostituzione dei denti particolarmente insolito. I giovani impiegavano circa tre o quattro anni per completare l’ultima fase dell’eruzione dentaria, circostanza che implica una fase adolescenziale relativamente prolungata. Nelle specie nordamericane, il primo premolare superiore erompeva prima del primo molare superiore, mentre nelle forme europee era il primo molare superiore a comparire più precocemente.

Locomozione

Inizialmente si riteneva che Hyaenodon avesse un’andatura semiplantigrada, mentre altri studiosi lo hanno interpretato come un animale digitigrado. La presenza di falangi ungueali relativamente diritte, falangi corte, metatarsi di lunghezza intermedia e un olecrano lungo e orientato caudalmente indica che Hyaenodon fosse prevalentemente terrestre. Uno studio del 2003, basato sulla morfologia del gomito, ha concluso che H. horridus fosse un predatore cursorio e, tra i carnivori oligocenici esaminati, quello maggiormente adattato alla corsa. Un’analisi pubblicata nel 2025 ha inoltre suggerito che H. crucians e H. horridus fossero predatori specializzati in brevi inseguimenti culminanti in un balzo sulla preda. Anche H. eminus, H. gigas e H. pervagus sono stati interpretati come predatori cursori. L’analisi del labirinto osseo di H. exiguus indica invece che questa specie fosse almeno parzialmente arboricola.

Pur essendo adattato alla corsa, Hyaenodon probabilmente inseguiva le prede soltanto per distanze relativamente brevi.

Anatomia cerebrale e sensi