L'iconografia di Beatrice d'Este, duchessa di Milano, riguarda l'insieme delle opere pittoriche, scultoree e incisorie che la raffigurano, sia coeve sia postume.

Fortuna iconografica Al personaggio di Beatrice d'Este è stato dedicato il primo studio di iconografia storica pubblicato nella rivista di Domenico Gnoli e Adolfo Venturi nel 1890: "L'Archivio Storico dell'Arte",. da parte di Giuseppe Coceva.Archivio storico dell'arte, Gnoli, Domenico, 1838-1915, p. 264. Un ulteriore studio le è dedicato nel secondo volume della grande enciclopedia sforzesca di Francesco Malaguzzi Valeri: La corte di Lodovico il Moro: gli artisti Lombardi..

Nel corso del XIX i personaggi della corte sforzesca, e specialmente Ludovico il Moro e la moglie Beatrice, divengono oggetti di culto rappresentativo: eventi come il profondo dolore di Ludovico per la tragica morte della moglie Beatrice d'Este, il presunto avvelenamento del duca Gian Galeazzo, la chiamata dei francesi in Italia e l'usurpazione del ducato di Milano, la presenza di artisti del calibro di Leonardo da Vinci, furono fonte d'ispirazione ad artisti e letterati, specialmente appartenenti alla nuova corrente del Romanticismo.

Ritratti coevi In proporzione ad altri nobili della sua epoca, numerosi sono i ritratti che di Beatrice ci sono pervenuti. Ciò è dovuto sia al mecenatismo di cui ella e il marito si facevano promotori, sia alla sua disponibilità a farsi ritrarre. La maggior parte di questi ritratti sono di certa identificazione, o perché ne riportano il nome o per via dei tratti distintivi del soggetto, quali l'acconciatura a coazzone.

Ritratti certi I più celebri rimangono il busto realizzato probabilmente da Gian Cristoforo Romano attorno al 1490, oggi conservato al Museo del Louvre, il monumento funebre di Cristoforo Solari alla Certosa di Pavia e la Pala Sforzesca della Pinacoteca di Brera. Nota tuttavia Malaguzzi Valeri che come il Solari non si preoccupò di riprodurre i veri tratti di Beatrice, dovendo la statua essere collocata al sommo di un monumento e dunque vista dal basso e da lontano, così l'ignoto e grossolano pittore della Pala Sforzesca alterò la fisionomia della donna rispetto ai raffinati disegni originari di Ambrogio de Predis, indurendo i lineamenti del volto sino a renderlo quasi irriconoscibile: «egli ha preferito curare con monotonia infinita gli accessori dell'abito, talché la duchessa, più che persona viva, appare una bambola troppo adornata». +RitrattoTitoloAutore e dataNoteRitratto di Beatrice d'EsteCosmè Tura (?), 1485Primo ritratto noto di Beatrice, realizzato nell'autunno del 1485 all'età di dieci anni come regalo di Natale per il promesso sposo Ludovico il Moro.. Si possono notare qui già tutti i tratti distintivi di Beatrice da adulta: il coazzone, le ciocche di capelli sfuggenti e la predilezione per le perle, nonché, sul petto, quello che parrebbe essere l'anello diamantato degli Este, stemma personale del padre Ercole, che Beatrice mostra anche nel busto scultoreo realizzato prima delle nozze. Il dipinto andò smarrito nel corso del Novecento al mercato antiquario di Parigi, ma se ne conserva una fotografia in bianco e nero nel Catalogo della Fondazione Zeri.Busto di Beatrice d'EsteGian Cristoforo Romano (?), 1490 circaSecondo alcune ipotesi, un busto realizzato poco prima delle nozze, poiché l'iscrizione indica Beatrice ancora come figlia di Ercole d'Este e non come moglie del Moro.1492 ca.Busto di Beatrice nel portale d'ingresso della Canonica di Sant'Ambrogio a Milano.Giovanni Pietro Birago, 1494.La miniatura più famosa, opera di Giovanni Pietro Birago, è contenuta nel diploma di donazione del 28 gennaio 1494, oggi conservato alla British Library di Londra, col quale il marito la infeudava di numerose terre. "Non è più la fanciulla che ci ha fatto conoscere il suo busto, è la duchessa di Bari, moglie di Ludovico il Moro, l'imperiosa rivale della duchessa di Milano. Ella è lì, vista di profilo, dritta, rigida, arrogante e fiera, i suoi lunghi capelli sono divisi in due fasce tenute scoperte da una rete e da un ferro; come nel busto, cadono da dietro con un'ampia torsione; una collana di perle circonda il colletto scoperto; l'abito in velluto scuro è impreziosito da ricami e finiture in tessuto chiaro. Non è la solita Beatrice, allegra, sbadata forse, ma affascinante di giovinezza ed entusiasmo, è la principessa, la politica, la vera reggente dei milanesi che presto farà appello a tutte le sue facoltà di energia e di saper fare per sostenere e consigliare suo marito in circostanze gravi". (Gustave Clausse)Béatrix d'Este duchesse de Milan, Gustave Clausse, Erneste Leroux Editeur, 1907, p. 33.Pala SforzescaMaestro della Pala Sforzesca, 1495-1495"È sempre la stessa donnina, magra, con il petto stretto, il mento rotondo, le labbra forti, i capelli abbondanti raccolti e ricadenti fino a terra in una forte treccia dietro di lei, ma il movimento della testa è imperioso, in dallo sguardo dei suoi occhi castani leggiamo la fermezza del suo carattere". (Gustave Clausse)Béatrix d'Este duchesse de Milan, Gustave Clausse, Erneste Leroux Editeur, 1907, pp. 37-38.Ritratti dei duchi di Milano nella Crocifissione di Donato MontorfanoLeonardo da Vinci, 1495-1498Da Leonardo era stata "divinamente" ritratta, come scrive il Vasari, sull'affresco della Crocifissione di Donato Montorfano nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, tuttavia la tecnica a secco dell'artista si deteriorò in maniera tale da essere oggi a stento distinguibile.Portale della stanza del lavaboUltimo decennio XV secoloBusti delle duchesse di Milano nel Portale della stanza del lavabo, Certosa di Pavia, fine XV secolo. L'effigie di Beatrice è la seconda al centro sulla sinistra, speculare a quella della suocera Bianca Maria Visconti, mentre sul lato destro si trovano quelle di Isabella d'Aragona e Bona di SavoiaAntonio GrifoSi è notata una certa somiglianza tra la fisionomia di Beatrice e quella "un po' impertinente" della Laura del canzoniere marciano di Antonio Grifo. Sono senz'altro Ludovico e Beatrice la coppia che, nel Canzoniere Queriniano miniato dal Grifo, al folio 119 r. fa da guida alle altre. Potrebbe essere stata raffigurata, sempre dal Grifo, in un capolettera miniato al folio 182 v. dell'incunabolo della Divina Commedia presso la Casa di Dante in Roma.1495-1496Niello raffigurante Beatrice inginocchiata dinanzi alla Vergine. L'iscrizione indica che la sua realizzazione risale a quanto ella era già duchessa di Milano.1495-1496Ut supra. Raccolte d'arte applicate del Castello Sforzesco di Milano.1497Subito dopo la sua morte, Ludovico fece coniare un testone con l'effige propria da un lato e della moglie dall'altro. Si tratta di uno dei primi esempi di monetazione di questo tipo, testimonianza di grande amore e ammirazione nei confronti della consorte.Cenotafio di Ludovico il Moro e Beatrice d'EsteCristoforo Solari, 1497-1499Lunetta di Beatrice d'EsteBernardino Luini, inizi del XVI secolo Fa parte della serie di lunette del Palazzo degli Atellani a Milano raffiguranti i principali membri della casa Sforza, oggi nei musei del Castello Sforzesco.1495 circaAltra sua miniatura si trova nel Messale Arcimboldi della Biblioteca capitolare del Duomo di Milano, nella scena dell'investitura ducale del marito. La fanciulla bionda sulla destra è forse la figliastra Bianca Giovanna.

Ritratti presunti +RitrattoTitoloAutore e dataNoteRitratto di Beatrice d'EsteCerchia di Leonardo da VinciN. 209, Galleria degli Uffizi.La dama di Rothschild o Ritratto di giovane donna di profiloConsiderato opera della cerchia di Leonardo da Vinci, e precisamente di Bernardino de' Conti.Ritratto di giovane donna di profilo Attribuito ad Ambrogio de Predis.Ritratto di giovane donnaCerchia di Leonardo da Vinci.La duchesse de BarAnonimo francese, 1494-95 ca.Miniatura dal manoscritto Les dictz des femmes de diverses nations: una giovane donna in sella a un mulo, con un vistoso cappello piumato, un vestito a righe orizzontali, una bacchetta in mano e un pugnaletto cinto al fianco.Catalogue de la bibliothèque des ducs de Bourbon en 1507 et en 1523, précédé d'une notice sur les anciens seigneurs de ce nom, Di Le Roux de Lincy, 1850, p. 91. La scritta recita: "Per portamento fiero e volto allegro / Costume sontuoso nel nuovo stile / Per gentile benvenuto e scelta bellezza / Non c'è nessuno nella memoria / che abbia mai così tanto compiaciuto Carlo il re di Francia."“Pour haultain port pour gaye contenance / Riche acoultrure en nouuelle ordonnance / Pour bel acueil et beaulte prinse au chois / Nulle nen est dont on a souuenance / Qui tant pleust onc a Charles roy francoys” Riferendosi alle sontuose accoglienze milanesi ad Asti e alla sua effettiva esuberanza nel vestire, che tanto colpì i visitatori francesi, lo storico René Maulde-La-Clavière identificò questa duchesse de Bar proprio con Beatrice.. In effetti il marito Ludovico era anche detto "duc de Bar" in francese,Giornale ligustico di archeologia, storia e letteratura, Volumi 7-8, 1881, p. 376; Annuaire-bulletin de la Société de l'histoire de France, Volume 288, 1863, p. 43. e Carlo stesso si rivolgeva a lui con questo titolo: "notre trés cher et trés amé cousin, le seigneur Ludovic, duc de Bar".Lettres de Charles VIII, roi de France, Numero 313, Di Charles VIII (King of France), Société de l'histoire de France · 1903, pp. 5, 9, 88, 96. L'identificazione sarebbe confermata dal fatto che Luigi d'Orléans chiamasse inequivocabilmente Beatrice "la duchesse de Bar". I duchi di Borgogna: studi su lettere, arti e industria durante il XV secolo e più in particolare nei Paesi Bassi e nel Ducato di Borgogna, Volume 3, Léon marchese di Laborde, Plon frères, 1852, pp. 438-439.Ultimo decennio XV sec.Bassorilievo probabilmente raffigurante Beatrice. Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco, inv. 1236.Affresco della Sala del Tesoro Attribuito a Benvenuto Tisi da Garofalo, 1503-1506Il volto delle due sorelle, Beatrice e Isabella, è stato riconosciuto nelle due spettatrici che, teneramente abbracciate, si affacciano dall'affresco di Benvenuto Tisi da Garofalo nel soffitto della Sala del Tesoro di Palazzo Costabili a Ferrara. Poiché risalente agli anni 1503-1506, esso costituirebbe un omaggio degli Este alla congiunta ormai defunta.Ritratto di Barbara PallavicinoAttribuito ad Alessandro Araldi.La ragione della proposta identificazione, oltre che su una certa somiglianza fisica, si basa sulla collana indossata dalla donna, la quale corrisponde alla descrizione fatta dalla duchessa Eleonora d'Aragona sul dono di nozze mandato da Ludovico alla figlia: "una bella collana cum perle grosse ligate in fiori d'oro et uno bello zoglielo da atachare a dicta collana, nel quale è uno bellissimo smiraldo de grande persona, et uno balassovarietà di rubino di colore rosso acceso tendente al violaceo, molto apprezzata nel Medioevo et una perla in forma de un pero". A.Luzio - R.Renier, Delle relazioni d'Isabella d'Este Gonzaga con Lodovico e Beatrice Sforza, Milano, 1890, p. 87Belle FerronnièreLeonardo da VinciBeatrice è una delle possibili candidate per l'identificazione con la Belle Ferronnière.Ritratto di signora in rossoAttribuito a Bernardino ZaganelliAnche qui la collana sembra corrispondere alla descrizione fatta da Eleonora sul dono di nozze mandato da Ludovico alla figlia, inoltre il motivo dei nodi vinciani sul corpetto rimanda a una donna di casa Sforza.Bassorilievo di gentildonnaAttribuito a Matteo CivitaliEnrico Ridolfi notò la somiglianza di questo bassorilievo (oggi al Museo del Bargello di Firenze) con alcuni altri ritratti di Beatrice.Archivio storico italiano: periodico trimestriale; ossia raccolta di opere e documenti finora inediti o divenuti rarissimi risguardanti la storia d'Italia, Volume 4, Olschki, 1889, p. 215.

Il ritratto di dama dell'Ambrosiana