I patrimoni dell'umanità del Mali sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Mali, che è divenuto parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 5 aprile 1977.
Al 2026 i siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità sono quattro, mentre quindici sono le candidature per nuove iscrizioni. I primi due siti, le antiche città di Djenné e Timbuctù, sono stati iscritti nella lista nel 1988, durante la dodicesima sessione del comitato del patrimonio mondiale. L'anno successivo, nella tredicesima sessione, la Falesia di Bandiagara (terra dei Dogon) è divenuta il terzo sito maliano riconosciuto dall'UNESCO. Il quarto e più recente patrimonio è costituito dalla Tomba di Askia, inclusa nella lista nel 2004 dalla ventottesima sessione del comitato. Tre siti sono considerati culturali, secondo i criteri di selezione, uno misto. Tre siti, tutti tranne la Falesia di Bandiagara (terra dei Dogon), sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo, due (Timbuctù e la Tomba di Askia) dalla XXXVI sessione del Comitato per il patrimonio dell'umanità il 28 giugno 2012, il terzo (le antiche città di Djenné) dalla XL sessione il 13 luglio 2016 a causa dell'insicurezza dovuta ai conflitti nel paese.
Siti del Patrimonio mondiale FotoSitoLuogoTipo(; criteri)Descrizione Antiche città di Djenné Djenné Culturale(116; iii, iv) 1988 Abitata dal 250 a.C., Djenné divenne un centro di mercato e un importante collegamento nel commercio transahariano dell'oro. Nel XV e XVI secolo fu uno dei centri di propagazione dell'Islam. Le sue case tradizionali, di cui quasi 2000 sono sopravvissute, sono costruite su collinette (toguere) come protezione dalle inondazioni stagionali. Timbuctù Timbuctù Culturale(119; ii, iv, v) 1988 Sede della prestigiosa Università coranica Sankoré e di altre madrase, Timbuctù fu una capitale intellettuale e spirituale e un centro per la propagazione dell'Islam in tutta l'Africa nel XV e XVI secolo. Le sue tre grandi moschee, Djinguereber, Sankore e Sidi Yahia, ricordano l'età d'oro di Timbuctù. Sebbene continuamente restaurati, questi monumenti sono oggi minacciati dalla desertificazione. Falesia di Bandiagara (terra dei Dogon) Bandiagara Misto(516; v, vii) 1989 Il sito di Bandiagara è un paesaggio eccezionale di dirupi e altipiani sabbiosi con alcune belle architetture (case, granai, altari, santuari e Togu Na, o luoghi di incontro comuni). Nella regione convivono diverse tradizioni sociali secolari (maschere, feste, rituali e cerimonie che coinvolgono il culto degli antenati). L'interesse geologico, archeologico ed etnologico, insieme al paesaggio, fanno dell'altopiano di Bandiagara uno dei siti più impressionanti dell'Africa occidentale. Tomba di Askia Gao Culturale(1139; ii, iii, iv) 2004 La spettacolare struttura piramidale di 17 m della tomba di Askia fu costruita da Askia Mohammad I, l'imperatore Songhai, nel 1495 nella sua capitale Gao. Testimonia il potere e le ricchezze dell'impero che fiorì nel XV e XVI secolo attraverso il controllo del commercio transahariano, in particolare di sale e oro. È anche un bell'esempio delle tradizioni monumentali di costruzione in fango del Sahel e dell'Africa occidentale. Il complesso, che comprende la tomba piramidale, due edifici della moschea dal tetto piatto, il cimitero della moschea e il luogo di aggregazione all'aperto, fu costruito quando Gao divenne la capitale dell'Impero Songhai e dopo che Askia Mohammad era tornato dalla Mecca e aveva reso l'Islam religione ufficiale dell'impero.
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