Aniara - Rotta su Marte è un film svedese del 2018 diretto da Pella Kågerman e Hugo Lilja, basato sul poema fantascientifico Aniara di Harry Martinson.

Trama

Svezia, prossimo futuro. La gigantesca astronave Aniara è in partenza per Marte. Tra passeggeri ed equipaggio le persone a bordo sono circa . L'arrivo sul Pianeta Rosso è previsto dopo tre settimane.

Il veicolo è attrezzato con tutti i comfort possibili: ristoranti, piscine, cinema, sale da ballo. A bordo si trova anche una sofisticata intelligenza artificiale, MIMA, in grado di procurare bellissimi sogni a ciascun passeggero, facendoli sdraiare bocconi appoggiando la faccia su un cuscino speciale. Una donna, Mimaroben detta MR, è incaricata ogni giorno di radunare le persone che lo desiderano nel salone dove opera MIMA.

Una settimana dopo la partenza succede un disastroso imprevisto: i piloti, per tentare di evitare dei detriti spaziali, devono eseguire una virata d'emergenza, durante la quale il reattore nucleare viene colpito, rendendo necessaria l'espulsione di tutte le barre di propellente dei motori per evitare l'esplosione della nave. Aniara esce completamente dalla sua rotta, senza possibilità di correzioni: molti dei viaggiatori si accorgono ben presto che l'astronave sta andando alla deriva, malgrado le rassicurazioni del personale secondo il quale, entro due anni al massimo, incontreranno un corpo celeste la cui gravità consentirà loro di tornare sulla traiettoria corretta con una fionda gravitazionale.

Le richieste dei servigi di MIMA aumentano considerevolmente, tanto che MR è costretta a chiedere al comandante di assegnarle altro personale da istruire per quella mansione. Ma anche l'intelligenza artificiale inizia a risentire della situazione, e per molti i bellissimi sogni cominciano a trasformarsi in orribili incubi. MIMA è disperata per questo, al punto di decidere di autodistruggersi.

Passano gli anni e nessun corpo celeste si profila all'orizzonte, ormai tutto l'equipaggio ed i passeggeri sanno che la deriva è irreversibile e la vita potrà forse continuare, ma solo sulla nave, con le risorse di energia, acqua e cibo che riescono a produrre con fatica. E infatti Aniara continua più o meno a funzionare anche se alla deriva ma, dopo l'autodistruzione di MIMA, a bordo le persone non reggono più la situazione e succede di tutto: isterismi, attacchi di panico, suicidi, orge. Alcuni fondano un culto religioso che divinizza MIMA e si rifugiano nella preghiera. Un'assistente pilota, Isagel, benché lesbica e convivente con la protagonista MR, resta incinta durante un'orgia. Mette al mondo un bimbo, che viene cresciuto con amore dalle due donne.

Durante il quinto anno dalla partenza viene avvistata una struttura aerospaziale che, secondo il comando, potrebbe essere una sonda di soccorso, con la quale potranno entrare in contatto in circa un anno, e quindi tornare in rotta per la destinazione. La cosa ovviamente pompa nuova linfa vitale a bordo e galvanizza l'equipaggio ed i passeggeri. Purtroppo la struttura avvistata e poi agganciata si rivela un'illusoria ancora di salvezza, perché non è affatto una sonda di soccorso, ma un misterioso mezzo spaziale sconosciuto: lo trascinano a bordo con l'idea di smantellarlo per recuperare la fonte di energia propulsiva, ma non riescono a individuare neppure il materiale di cui è composto, probabilmente alieno, e tantomeno riescono a ricavarne alcunché.

Intanto Isagel, sempre più depressa e dedita a droghe, si suicida nell'appartamento dove vive con MR, dopo aver tolto la vita al figlio affogandolo nella vasca da bagno. MR nel frattempo costruisce uno "specchio a raggi" che ricrea intorno alla nave le immagini naturalistiche terrestri che produceva MIMA, così da dare sollievo ai passeggeri superstiti, che intanto continuano a diminuire di numero. Inoltre, un'improvvisa onda d'urto proveniente dallo spazio profondo provoca una sorta di "terremoto" a bordo, falciando ulteriormente vittime ovunque e riducendo notevolmente il numero delle persone sulla nave.

L'anno 24 dalla partenza vede i sopravvissuti, tra cui MR, sempre più emaciati e disperati, che trovano nella preghiera del culto di MIMA l'unica consolazione a bordo della grande nave sempre più fatiscente, deserta e sempre più simile ad un sarcofago.

Nella sequenza finale, l'astronave giunge nella costellazione della Lira, nei pressi di un pianeta che sembra molto simile alla Terra. La didascalia dice che sono passati anni.

Riconoscimenti Nel 2019 il film ha vinto il premio Asteroid quale Miglior Film Internazionale al Science+Fiction Festival di Trieste.

Pella Kågerman con Hugo Lilja, Emelie Garbers e Bianca Cruzeiro per questo film hanno vinto nel 2020 il Guldbagge Award, rispettivamente per miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista.

Accoglienza Aniara ricevette recensioni generalmente favorevoli alla sua uscita. I critici sottolinearono la credibilità del suo mondo visivo e la sua eleganza nonostante il basso budget. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 70% basato su 50 recensioni, con un voto medio di 7 su 10; il consenso critico del sito recita: "Abbagliante, ma un po' noioso, l'impeccabile scenografia di ANIARA è indebolita dalla sua deludente riflessione filosofica." Su Metacritic il film ha un punteggio del 61% basato su 16 recensioni.

Norman Wilner del NOW Toronto scrisse che il film "abbraccia le possibilità esistenziali del cinema di fantascienza". The Guardian, in due recensioni separate, assegnò alla pellicola quattro stelle, definendola rispettivamente una "strabiliante parabola ecologica fantascientifica" e una "inquietante e affascinante odissea nello spazio". Teo Bugbee del The New York Times definì Aniara "deprimente", ma affermò anche che "l'impegno verso la desolazione è artisticamente ammirevole". Hollywood Reporter, d'altro canto, dichiarò: "Ma sebbene i temi siano chiari, il dramma è pericolosamente assente."

Note

Voci correlate Harry Martinson Aniara (poema fantascientifico)

Collegamenti esterni

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