È stato uno dei più famosi illusionisti ed escapologi della storia, divenuto celebre grazie alle sue fughe impossibili.

Biografia L'infanzia Nato nel 1874, all’età di quattro anni Houdini si trasferì con la famiglia, di fede ebraica e originaria dell'Ungheria, negli Stati Uniti; in tale occasione i nomi furono modificati al fine di renderli più americani: il nome del bambino passò quindi da Erik Weisz a Ehrich Weiss. I Weiss dapprima vissero ad Appleton, in Wisconsin, dove il padre Mayer Samuel Weiss prestava servizio nella locale congregazione ebraica riformata in qualità di rabbino. In seguito, nel 1887, Mayer si trasferì con il figlio a New York, dove vissero in una pensione sulla 79ª strada, fino a quando la famiglia non fu in grado di riunirsi in un alloggio definitivo.

La carriera

Nel 1891 Ehrich divenne un illusionista professionista, riscuotendo però poco successo. La fama arrivò quando iniziò ad esibirsi come escapologo, scegliendo il nome d'arte di Harry Houdini come tributo al mago francese Jean Eugène Robert-Houdin. Nel 1913 riuscì a farlo diventare il suo nome legale. Agli inizi la sua carriera di incantatore non riscosse un grande successo, ma gli fece incontrare nel 1893 Wilhelmina Beatrice "Bess" Rahner, anch'ella illusionista, che sposò dopo un corteggiamento durato tre settimane. Bess divenne la sua assistente di scena per tutto il resto della sua carriera.

Houdini inizialmente si applicò ai giochi di carte e alle altre arti di prestigio tradizionali - autoproclamandosi il re delle carte - ma cominciò presto a sperimentare le sue evasioni. La sua grande occasione venne nel 1899, quando incontrò lo showman Martin Beck che, impressionato dal numero di Houdini con le manette, gli consigliò di concentrarsi sulle evasioni e lo inserì nel circuito di spettacoli di vaudeville dell'Orpheum. Nel giro di pochi mesi si esibì nei teatri di vaudeville più rinomati degli Stati Uniti e nel 1900 andò ad esibirsi in Europa. Al suo ritorno negli Stati Uniti, quattro anni dopo, era diventato una leggenda.

Nei primi vent'anni del XX secolo Houdini si esibì con grande successo in tutti gli Stati Uniti. Era capace di liberarsi da manette, catene, corde e camicie di forza, spesso penzolando da una corda o immerso nell'acqua e sotto gli occhi del pubblico. Nel 1913 presentò quello che per molti è il suo numero più famoso, la cella della tortura cinese dell'acqua, in cui rimaneva sospeso a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d'acqua e chiusa a chiave.

Svelò alcuni dei suoi trucchi nei libri scritti negli anni venti: molti lucchetti e molte manette potevano venire aperti solo applicandovi una forza sufficiente in un modo particolare, mentre altri potevano venire aperti con l'aiuto delle stringhe delle scarpe. A volte usava chiavi o bastoncini opportunamente nascosti. Era in grado di fuggire da un barile per il latte riempito d'acqua il cui tappo era legato ad un collare da lui indossato perché il collare poteva essere staccato dall'interno. Quando era legato da corde o da una camicia di forza, riusciva a crearsi uno spazio per muoversi dapprima allargando spalle e torace, poi allontanando le braccia dal corpo e disarticolando le spalle. Il suo numero della camicia di forza fu inizialmente eseguito dietro un sipario, da cui lui balzava fuori nuovamente libero, ma poi Houdini scoprì che senza il sipario, il pubblico era molto più affascinato dal vederlo lottare per liberarsi.

Benché non fosse facile, l'intero spettacolo di Houdini, evasioni comprese, era eseguito anche dal fratello Theo Weiss ("Dash") con lo pseudonimo di Hardeen. La più grande differenza tra i due era nel numero della camicia di forza: mentre Houdini disarticolava entrambe le spalle per uscirne, Hardeen era in grado di disarticolarne una sola.

Smascheratore di spiritismo Negli anni venti, dopo la morte dell'amata madre, Houdini iniziò a dedicarsi al tentativo professionale di smascherare i vari medium e spiritisti della sua epoca, un'attività da lui perseguita accanitamente, e che verrà poi proseguita ai nostri giorni, tra gli altri, dal prestigiatore James Randi e dalla coppia Penn & Teller. La preparazione tecnica di Houdini nelle arti della prestidigitazione gli permetteva infatti di svelare frodi che potevano facilmente ingannare spettatori e persino scienziati e accademici di fama, ma ignari dei trucchi dell'illusionismo.

Divenne un membro del comitato di Scientific American, che offriva un premio in denaro a chiunque avesse saputo dimostrare di possedere capacità soprannaturali, ma poiché tutti i casi investigati da Houdini furono da lui accusati di imbroglio, il premio non fu mai ritirato. A mano a mano che la sua fama di "acchiappafantasmi" cresceva, Houdini iniziò a frequentare sedute spiritiche in incognito, accompagnato da un reporter e da un ufficiale di polizia.

La più famosa medium che cercò di smascherare fu Mina Crandon, nota con il nome di Margery. Houdini seppe riprodurre gli effetti delle sedute della Crandon, ma lo smascheramento di alcuni aspetti delle sedute di quest'ultima rimase ignoto e controverso. Per esempio, nessuno ha mai saputo spiegare con esattezza il metodo che permetteva la comparsa della seconda mano 'teleplasmica' della Crandon Milbourne Christopher Mediums, Mystics, & the Occult. New Revelations about Psychics and their Secrets, New York, Crowell, 1975. ISBN 0-690-00476-1 (poi da altri riconosciuta essere composta di tessuto animale).

Anzi Margery e i suoi sostenitori accusarono Houdini di aver nascosto lui stesso un righello dentro la cassa dell'esperimento in cui lei si trovava, righello da lui addotto come prova di imbroglio per incastrarla artificialmente ed impedire che lei superasse il test. Per questo fu accusato più volte di non cercare la verità, ma solo la frode a tutti i costi, e di inventarla pur di salvare la propria reputazione.

Quest'attività costò a Houdini l'inimicizia di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), il creatore di Sherlock Holmes. Nonostante Holmes fosse un razionalista che rifiutava il soprannaturale, il suo creatore Doyle era un fervente credente nello spiritismo e si oppose pubblicamente a Houdini, rifiutandosi di credere ai suoi resoconti.

In base ad alcune lettere che Houdini gli inviò privatamente, peraltro, costui avrebbe lasciato intendere l'autenticità di alcuni fenomeni medianici da lui negata in pubblico, come quelli manifestati da Erastus Davenport, e Doyle stesso attribuiva a Houdini delle potenti capacità medianiche, riferendosi ad alcuni segreti che lui avrebbe tenuto nascosti persino alla moglie.

Esistono inoltre documenti e biografie come The Secret Life of Houdini, che suggeriscono che Houdini abbia lavorato come spia per i servizi segreti britannici (MI5) e americani durante i suoi tour internazionali all'inizio del Novecento.

La morte

Houdini morì di peritonite, in seguito alla rottura dell'appendice, nella notte di Halloween del 1926, all'età di cinquantadue anni. Solo due settimane prima aveva subìto un colpo all'addome da uno studente di boxe della McGill University a Montréal, il quale, andandolo a trovare nel suo camerino, volle mettere alla prova i leggendari muscoli addominali di Houdini dandogli dei pugni, cosa che lui normalmente permetteva, ma quella volta, colto di sorpresa, non ebbe il tempo di prepararsi a ricevere i colpi.

A dispetto della più diffusa opinione, comunemente accettata dal pubblico, la morte non sarebbe stata provocata dal solo colpo, ma da allora iniziarono anche a circolare sospetti di un suo avvelenamento a causa delle inimicizie che si era attirato tra gli spiritisti.

Ai funerali, tenutisi il 4 novembre a New York, parteciparono oltre duemila persone. È stato sepolto al Machpelah Cemetery, nel quartiere del Queens, con il simbolo della Society of American Magicians scolpito nella pietra; la sua tomba si trova accanto a quella della madre. La Society of American Magicians continua a tenere ogni anno una cerimonia in sua memoria il giorno dell'anniversario della sua morte, che comprende anche una seduta spiritica per cercare di evocare il suo spirito. L'illusionista, prima di morire, disse infatti: "Se è veramente possibile a qualcuno tornare dall'aldilà, Harry Houdini lo farà".

Houdini fu membro della loggia massonica "St. Cecile Lodge N. 568" di New York City.

L'eredità Houdini lasciò un'ultima lancia nelle mani degli oppositori dello spiritismo: poco prima di morire fece un patto con la moglie Bess, dicendole che se fosse stato possibile l'avrebbe contattata tramite un messaggio in codice convenuto tra loro due ("Rosabelle, rispondi, parla, prega, rispondi, guarda, parla, rispondi, rispondi, parla"). Ogni notte di Halloween, per i successivi dieci anni, Bess tenne una seduta spiritica per verificare il patto.

Nel 1936, dopo un'ultima fallimentare seduta sul tetto del Knickerbocker Hotel di Los Angeles, Bess si arrese e spense la candela dicendo: "Anche la mia ultima speranza se ne è andata. Non credo che Houdini possa tornare da me o da chiunque altro. Ho mantenuto viva la fiamma accanto alla fotografia di Houdini per dieci anni, ma è giunto il momento di spegnerla. Buona notte Harry". Tuttavia, il medium Arthur Ford riferì che la comunicazione del "codice Houdini" alla moglie Beatrice sarebbe avvenuta nel 1928 dopo alcune sedute spiritiche.

Houdini e il cinema Sulla figura di Houdini, che nella sua carriera è stato anche attore e regista, sono stati girati alcuni film, tra cui si ricorda

Il mago Houdini (1953), biografia romanzata con Tony Curtis nei panni dell'illusionista. Quando il film uscì nelle sale cinematografiche, diede corpo a molti degli equivoci legati alla vita e alla morte di Houdini. Ad esempio, nel film, il protagonista muore nella cassa della tortura cinese dell'acqua e non per la più prosaica peritonite (anche se in realtà il finale è ambiguo, perché nell'ultima scena il mago è ancora vivo, anche se malconcio); nel 2007 la regista australiana Gillian Armstrong ha realizzato Houdini - L'ultimo mago, con Guy Pearce, Catherine Zeta-Jones e Saoirse Ronan. Il film, uscito nelle sale italiane il 24 aprile 2009, è ambientato negli anni venti e ripercorre uno spaccato della vita del celebre illusionista; nel 2014 Adrien Brody è stato il protagonista della miniserie in due puntate Houdini, che ricostruisce in maniera più verosimile la vita dell'illusionista.

Houdini e la letteratura Anche se non ne è il protagonista, la figura di Houdini è più volte citata nel racconto lungo Diabelli di Hermann Burger. Qui il nome d'origine del mago è scritto Erick Weiß e viene definito il re delle manette e [...] l'uomo dalle mille vite, che dopo il pensionamento si specializzò nello smascheramento delle buffonate pseudomedianiche, stimolato dal gabinetto degli spiriti dei fratelli Devenport.

Filmografia

Attore Scherzo tragico (The Grim Game), regia di Irvin Willat (1919) The Master Mystery, regia di Harry Grossman e Burton L. King - serial cinematografico (1920) L'isola del terrore (Terror Island), regia di James Cruze (1920) The Man from Beyond, regia di Burton L. King (1922) Haldane of the Secret Service, regia di Harry Houdini (1923)

Regista The Soul of Bronze (1921) Haldane of the Secret Service (1923)

Sceneggiatore e Produttore The Man from Beyond, regia di Burton L. King - soggetto e direttore di produzione (1922)

Consulente tecnico The Mysteries of Myra, regia di Leopold Wharton e Theodore Wharton - serial cinematografico (1916)

Film e documentari con Houdini Thrills of Yesterday, con Harry Houdini (filmati d'archivio) (1931) The Old Bus, con Harry Houdini (filmati d'archivio) (1934) Flicker Flashbacks No. 7, Series 5, di Richard Fleischer (1948) Emozioni e risate, documentario di Robert Youngson (1961) Houdini: Unlocking His Secrets, tv (filmati di repertorio) (1995) Houdini, documentario di Gene M. Gamache (1996) Heroes of Magic, documentario di Tom Atkinson (2000) Magic, miniserie tv (2004)