Biografia Piacentino di nascita, ha vissuto a San Donato Milanese dal 1961 al 2003, anno della sua morte. Si laurea in ingegneria elettrotecnica presso il Politecnico di Milano, ma con l’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale è costretto a interrompere i suoi studi, che concluderà dopo la fine della guerra.

Ruolo nella resistenza Italiana

Chiamato sotto le armi, viene mandato dapprima a Palermo e poi a Pavia, dove frequenta il corso ufficiali. Alla fine del corso sceglie di essere inviato a Bolzano, per l’arruolamento nel Genio Alpini. Il giorno successivo all'annuncio dell’armistizio dell'8 settembre 1943, viene catturato dai tedeschi e da lì deportato nei campi di concentramento nazisti (stalag e oflag) di Częstochowa, Cholm, Deblin Irena e Przemysl in Polonia e di Sandbostel e Moosburg in Germania.

Dopo otto mesi di prigionia, viene liberato e decide di combattere con le brigate partigiane cattoliche in Val Trebbia (VII e III brigata), fino alla fine della guerra raggiungendo il grado di comandante di compagniadichiarazione ANPI (Comitato Provinciale di Piacenza) del 2 dicembre 1946 di partecipazione alle formazioni partigiane del piacentino ( Ia Divisione e IIIa Brigata) e riconoscimento dalla commissione Regionale Nord Emilia di "Partigiano Combattente" con il grado di Comandante di Compagnia (e vice comandante di brigata) della III brigata Paolo (intitolata ad Alberto Araldi "Paolo") alle dipendenze della Divisione partigiana "Giustizia e Libertà", poi divenuta "Divisione Piacenza" guidata da Fausto Cossu, che faceva parte del Corpo Volontari della Libertà.

Conclude la propria esperienza di partigiano il 28 aprile 1945 con la liberazione di Piacenza. A fronte della sua partecipazione alla guerra di liberazione, gli verrà riconosciuto il Certificato al Patriota (“brevetto Alexander”) e la "Croce al merito di guerra" dell'esercito italiano.

Formazione e attività lavorativa Dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica, trova impiego presso la società Montecatini e consegue una ulteriore specializzazione in ingegneria chimica (nel 1954 presso il Politecnico di Milano, con Giulio Natta docente in chimica industriale). Nel 1958, voluto da Enrico Mattei, entra nella nascente Snamprogetti, società di ingegneria del gruppo Eni, entro cui proseguirà interamente la sua carriera.

Alla fine degli anni '50 e primi anni '60, svolge un ruolo di collegamento tra Snamprogetti, la società di progettazione impiantistica, e la società di costruzione e gestione dei nuovi impianti petrolchimici di Eni (Anic), per la quale coordina la realizzazione dei nuovi impianti petrolchimici realizzati in quegli anni (nella squadra di Ugo Mampreso con Gabriele Cagliari):Eni, ordine servizio Snamprogetti del 1959 e ordine servizio Anic del 1963 (n°230) dall’impianto gomme (SBR e CIS-4) di Ravenna al Petrolchimico di Gela.

In Snam, nella seconda metà degli anni '60 coordina la progettazione, organizzazione e la realizzazione del Rigassificatore di Panigaglia (SP), di cui poi assunse la direzione, per la ricezione del gas naturale liquefatto dalla Libia (prima importazione in Italia di gas naturale).

È autore di due pubblicazioni internazionali per i “congressi mondiali del gas” di Budapest nel 1967 e LNG di Parigi nel 1970.

Con la Snam, inoltre, collabora agli inizi degli anni 80 nella scrittura di una serie di testi relativi alla tecnologia del gas naturale (studio e progettazione gasdotti, costruzione ed avviamento gasdotti e esercizio e manutenzione gasdotti) relativi a un corso di addestramento e perfezionamento per il proprio personale tecnico.

Storico della matematica In parallelo, coltiva una passione per la storia della matematica (era stato professore di matematica presso il liceo scientifico Respighi di Piacenza mentre studiava in Università nel primo periodo del dopoguerra), credendo nell’importanza della divulgazione. Nel 1977 pubblica il libro Sul Numero e la sua storia, edito da Feltrinelli, che ottiene un grande successo. Prosegue negli studi di storia della scienza, divenendo un esperto di matematica medioevale.

In questi anni inizia anche la sua collaborazione con la rivista Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, per la quale cura la pubblicazione del Quaderno delle Scienze n. 18 “Uomini e Numeri” e per la quale scriverà numerosi articoli, e la collaborazione con il giornale Il Giorno nell'ambito della rivista Scienza e Società, per la quale, in particolare, scrive articoli su Pitagora.

La pubblicazione di questi testi e di altri studi (ad esempio traduzioni e commenti di codici e trattati medievali in particolare come uno dei maggiori storici di Leonardo Pisano detto il Fibonacci) lo introducono in un ambiente internazionale, e fino agli ultimi anni coltiva rapporti di collaborazione coi maggiori studiosi del campo e con i principali atenei europei e mondiali. Parecchi suoi studi vengono inoltre tradotti e pubblicati all’estero.

A San Donato Milanese, dove abitava, si dedica anche ad attività culturali che includono cicli di conferenze sulla storia della scienza presso la locale sede Eni e nelle locali scuole medie e superiori.

Muore a San Donato Milanese il 25 aprile 2003. È sepolto nel cimitero di Monticello.

Onorificenze

Opere

Note