Biografia I primi anni Mahmud Shah nacque nel 1769 dal sovrano Timur Shah Durrani e da una delle sue mogli, una donna della tribù degli Yusufzai. Mahmud venne cresciuto coi suoi fratelli, in particolare con Zaman Shah Durrani e con Shah Shuja Durrani. Mahmud Shah venne nominato a 8 anni al ruolo di governatore di Herat.Noelle-Karimi, 2014, p.127
La morte di Timur Shah Timur Shah morì il 20 maggio 1793 e questo attivò una crisi di successione nell'Impero durrani. Mahmud, governatore di Herat,Drahm, 2020, p.155 si era allineato a suo fratello Humayun, governatore di Kandahar, contro un altro loro fratello, Zaman Shah Durrani, nominato suo successore da Timur Shah. Zaman Shah aveva ad un certo punto convenuto di incontrare tutti i rivali al trono a Kabul, rinchiudendo poi i suoi oppositori per cinque giorni nelle segrete del palazzo a pane e acqua sino a quando questi non lo riconobbero come legittimo sovrano, cosa che alla fine tutti fecero, incluso Mahmud Shah.
Malgrado l'alleanza di Mahmud Shah con Humayun, quando Zaman Shah inviò Shah Shuja Durrani a fronteggiare Humayun, Mahmud Shah decise di non assisterlo. A Mahmud Shah bastava di continuare a governare Herat, anche sotto la sovranità del fratello, ma quest'ultimo tentò più volte di minacciare l'integrità dei suoi possedimenti, che a suo parere ostacolavano l'unità e la sicurezza dell'impero.Drahm, 2020, p.158
L'invasione di Herat da parte di Zaman Shah Zaman Shah, vedendo le continue minacce dei persiani, nel 1794 aveva chiesto al fratello di cedergli le terre di Herat, Mashad e Balkh per creare una frontiera forte contro i persiani; Mahmud Shah gli ricordò allora i patti stabiliti, ma Zaman non era intenzionato a rispettarli e si scontrò col fratello a Ghirisk, sconfiggendolo. Zaman Shah andò quindi ad assediare Herat, ma la città resistette e i due vennero ad un accordo. Mahmud Shah riconobbe la sovranità di Zaman Shah, ma in cambio quest'ultimo riconobbe Mahmud Shah come governatore di Herat. Nessuno però informò dell'accordo il figlio di Mahmud, Kamran Mirza, che quando vide le armate di Zaman ritirarsi le inseguì coi propri uomini. Ma il comandante della guarnigione, Timuri Khan, quando vide Kamran uscire dalla città con i propri uomini (che difendevano la città), si ribellò al suo comandante e aprì i cancelli a Zaman Shah. Quello fu il motivo per cui poco dopo sia Mahmud Shah che Kamran dovettero fuggire a Tehran, alla corte persiana.Drahm, 2020, p.159
Il ritorno di Mahmud Shah
Durante le campagne militari di Zaman Shah nel Punjab contro i sikh, gli inglesi videro le armate Durrani come una minaccia e pertanto fornirono la somma di 10.000 rupie allo scià di Persia perché proseguisse la sua guerra contro gli afghani e impedisse loro di sbordare in India.Frahm, 2020, p.160 Cogliendo questa occasione, Mahmud Shah, assieme a suo fratello Firoz Mirza, mobilitò un esercito col quale marciare su Farah ed Herat. Lo scià fomentò i due fratelli così da non entrare in conflitto diretto con i potenti vicini. I due principi catturarono la città di Farah e sconfissero Qaizar Mirza, figlio di Zaman Shah, giungendo ad assediare Herat. Zaman Shah abbandonò la sua campagna nel Punjab e tornò a Peshawar, mentre i sikh ripresero il controllo di Lahore.Drahm, 2020, p.160 Malgrado Herat supportasse le mosse di Mahmud Shah, Qaizar continuò a mantenerne saldamente il controllo. Nel tentativo di minare l'alleanza con la Persia, il visir di Qaizar inviò una lettera all'alleato di Mahumd Shah, Mir Ali, e gli offrì del denaro per assassinare Mahmud. Le spie di Mahmud ad ogni modo intercettarono questo messaggio e, col figlio, riuscì a fuggire. Il mattino seguente, vedendo che l'attentato era fallito, Qaizar riuscì comunque a vincere l'esercito che assediava Herat.Drahm, 2020, p.161 A seguito di questa vittoria, Zaman Shah tornò nel Punjab e riprese il controllo di Lahore, ponendovi a governatore Ranjit Singh, nel tentativo di dividere i sikh, e fece ritorno a Peshawar.
Il secondo ritorno di Mahmud Shah Dopo l'esecuzione di Payandah Khan Barakzai, suo figlio passò alla corte persiana, giurando fedeltà a Mahmud Shah e persuadendo a prendere le armi una seconda volta contro Zaman Shah. Quando Zaman Shah si portò a Lahore nella primavera del 1800 per fronteggiare il ribelle Ranjit Singh, Mahmud ed i suoi, insieme a Fateh Khan, marciarono su Ghirishk, avendo a disposizione diverse migliaia di uomini nelle loro armate, in particolare Barakzai, marciando poi su Kandahar.Drahm, 2020, p.162 Zaman Shah si fece ulteriori nemici con la rivolta del governatore del Kashmir che proprio in quel frangente decise di ribellarsi, ma venne giocato dal sovrano che lo invitò a Peshawar per negoziare, facendolo invece giustiziare. Quando il fratello di Zaman Shah, Saidal Khan, comandante delle difese di Kandahar, seppe ciò che Zaman aveva fatto, aprì i cancelli di Kandahar a Mahmud Shah ed ai suoi. Mahmud Shah riconsolidò il suo esercito e marciò su Ghazni contro Mahmud Shah. Zaman Shah tornò a Kabul, lasciando però il grosso del suo esercito e della sua artiglieria a Peshawar. Mahmud Shah e Zaman Shah si scontrarono a Muqur, a metà strada tra Kandahar e Ghazni. Prima dell'inizio dello scontro, Ahmad Khan, lasciò l'esercito di Zaman e si unì a quello di Mahmud. I ghilzais attorno a Ghazni pure si schierarono con Mahmud e molti degli uomini di Zaman, spaventati, passarono al nemico, costringendolo alla fuga, chiedendo asilo al mullah Ashiq, un pir locale. Ashiq accondiscese ad ospitare il sovrano, ma segretamente inviò un messaggero a Mahmud. Quando Zaman tentò di convincere Ashiq a schierarsi anche militarmente con lui, offrendogli denaro e titoli, questi rifiutò. Realizzando la situazione nella quale si trovava Zaman Shah tentò di delegittimare Mahmud dicendo che si era appropriato illegittimamente del diamante Koh-i-Noor, uno dei simboli del potere Durrani, nascondendolo in realtà in un muro della Qal'a dove rimase sino a quando, anni dopo, non venne ritrovato da Shah Shuja Durrani. Zaman venne catturato ed accecato per ordine del nuovo sovrano.Drahm, 2020, p.163
Il primo regno di Mahmud
Mahmud Shah hmarciò su Kabul, dove venne proclamato imperatore dell'Impero Durrani nel 1801. Zaman Shah venne confinato nella parte alta della Bala Hissar (Kabul).
Lo stato e la ribellione di Al-Rahim All'epoca dell'ascesa di Mahmud al trono, l'impero si trovava in grave crisi, con continue e pesanti divisioni al suo interno. Zaman Shah era riuscito nel frattempo a fuggire di prigione e a riunirsi a suo fratello Shuja col quale aveva ripreso le armi a Peshawar, tentando di rimuover ancora una volta Mahmud dal trono. Le forze di Mahud erano in vantaggio e sconfissero la coalizione. L'emiro di Bukhara tentò anch'egli di invadere Balkh, ma anche questa invasione venne vinta dalle forze di Mahmud Shah. In tutto questo, Al-Rahim, un discendente di Mirwais Hotak, si rivoltò contro Mahmud Shah, occupando Kandahar, ed assediando Ghazni. Una seconda armata marciò su Kabul. Entrambe le battaglie si svolsero nello stesso giorno: nella battaglia di Shewaki, l'esercito di Mahmud Shah massacrò i Ghilzais Tokhi e creò una piramide di teschi per celebrare la sua vittoria sul nemico. La seconda battaglia ebbe luogo a Pul-i-Sangi, a metà strada tra Ghazni e Kabul, che si concluse con la mote di Al-Rahim e la repressione della rivolta dei ghilzais.
Instabilità e guerra civile Nel 1801, venne sottoscritto il trattato anglo-persiano sulla base del quale si intendeva prevenire l'espansione degli afghani nel Punjab. Nel 1803 i persiani colpirono Mashhad, capoluogo durrani nel Khorasan.Drahm, 2020, p.164 La notizia della perdita della città risvegliò l'animo di diversi capi religiosi sunniti a Kabul, che incitarono all'attacco dei qizilbash. Le rivolte vennero utilizzate come scusa per tentare di ridurre il potere dei qizilbash che avevano una notevole influenza nell'impero all'epoca. I membri della corte Durrani ed il consiglio di stato ritenevano inoltre che qizilbash fossero persiani, per quanto essi etnicamente fossero di stirpe turca. I sunniti e i durrani intesero che l'obbiettivo dei persiani era quello di colpire Herat, dove sapevano che i loro compatrioti sarebbero insorti in aiuto.
Nella prima settimana dell'anno 1803, mentre Fateh Khan ed i qizilbash erano impegnati a Kandahar nel tentativo di mantenere la stabilità dell'impero, il mullah Mukhtar Al-Daula si fece forte della sharia per definire i propri nemici come "eretici"Drahm, 2020, p.165 e premette per l'espulsione di tutti i qizilbash dalla capitale. Questo fatto portò a degli scontri a Kabul con i qizilbash. Il venerdì successivo, durante le preghiere tradizionali, la popolazione iniziò a saccheggiare le case dei qizilbash. Lo scià Mahmud venne terrorizzato da questo fatto e si barricò nella fortezza di Bala Hisar, richiamando Fateh Khan ed i suoi soldati qizilbash da Kandahar. Quando Mukhtar e Khawaja si accorsero che l'imperatore Mahmud non stava sopprimendo la rivolta, iniziarono a richiamare ulteriori sostenitori che si spostarono dalla città di Kabul sino alla cittadella di Chindawal. L'assedio continuò per un mese con un nulla di fatto sino a quando lo scià Mahmud alla fine non convenne di arrestare Mukhtar e altri capi ribelli. Una delle figure più note del movimento, Sher Mohammad Khan, ad ogni modo, era riuscito a fuggire per tempo.
La deposizione ad opera di Shah Shuja
Sher Muhammad Khan fuggì dalle grinfie di Mahmud Shah e si portò a Peshawar per incontrarsi col fratello dell'imperatore, Shah Shuja Durrani.Drahm, 2020, p.166 Questi si offrì di aiutare Shuja a deporre Mahmud in cambio della sua nomina a visir. Shuja concordò nell'idea e coi suoi uomini marciò in direzione di Kabul, ed il 12 luglio 1803 sconfisse Mahmud, sostenuto dai disertori e dai sostenitori di Khwaja Khanji. Il giorno dopo la sua vittoria, Shah Shuja entrò nella Bala Hissar, accompagnato da Sher Muhammad Khan. Zaman Shah Durrani venne liberato dal carcere.Drahm, 2020, p.167 Dopo che Shuja ebbe restaurato l'ordine nella capitale, venne proclamato nuovo sovrano.
Il regno di Shah Shuja Dal 1807 al 1808, Shuja enne coinvolto in una serie di campagne militare con la minaccia dei persiani su Herat. Cogliendo l'occasione per l'assenza dell'imperatore, Mukhtar Al-Daula e Khwaja Khanji si rivoltarono nella regione del Sindh.Drahm, 2020, p.169 Anche il Kashmir insorse in rivolta ed anche il visir Fateh Khan disertò e si dichiarò dalla parte di Shah Qaisar. L'armata dei ribelli venne ad ogni modo sconfitta il 3 marzo 1808 appena fuori Peshawar, e molti capi vennero uccisi nello scontro. Khwaja e Qaisar fuggirono a Kohistan, mentre Mahmud tornò con Fateh Khan a Kandahar.Drahm, 2020, p.170 Kabul cadde nelle mani di Shah Shuj, ed egli sconfisse nuvoamente Mahumd presso Qalati Ghilji. Invece di inseguire i suoi nemici ed attaccare Kandahar, Shah Shuja tornò a Peshawar per incontrarsi con una missione diplomatica della Compagnia britannica delle Indie orientali.
Il ritorno di Shah Mahmud
Shah Shuja non si fidava dei suoi collaboratori, ed in particolare di Akram Khan che egli credeva essere in contatto con il suo rivale, Mahmud Shah Durrani. Akram Khan era infatti stato impiegato nella repressione della rivolta del Kashmir, anziché nello scontro diretto con Mahmud a Kabul, temendo che potesse passare al nemico. La campagna militare del Kashmir si concluse in un disastro, dal momento che gli alleati del sovrano, i mutawalli di Muzaffarabad, fecero passare gli uomini da passi montuosi scoscesi e percorsi difficoltosi.Drahm, 2020, p.174 La situazione peggiorò per Shah Shuja dal momento che Mahmud riuscì ad occupare Kabul. Shah Shuja prese con sé il resto del suo esercito ed a giugno del 1809 si portò fuori da Jalalabad per confrontarsi con Mahmud in battaglia. Mahmud Shah sconfisse il suo rivale e lo costrinse alla fuga, riuscendo così a riprendere il trono.Drahm, 2020, p.175
Il secondo regno