Fu Jam Sahib dal 1906 al 1923 e Maharaja di Nawanagar dal 1923 al 1933. Considerato come uno dei migliori battitori di tutti i tempi, fu descritto da Neville Cardus come "il sogno di una notte di mezza estate del cricket". Non ortodosso nella tecnica e con una reazione veloce, portò avanti un nuovo stile che rivoluzionò completamente il gioco del cricket, in particolare in India. Inventò il leg glance che lo rese popolare a livello internazionale. Ancora oggi, in India, il torneo di cricket Ranji Trophy è dedicato in suo onore. Suo nipote Duleepsinhji seguì i suoi passi nel mondo del cricket.
Oltre al cricket, visse una vita di lusso e di spese senza criterio , e fu un pessimo amministratore dello stato che gli venne affidato in governo; inoltre fu cancelliere della Camera dei Principi indiani, rappresentando lo stato indiano alla Lega delle Nazioni.
Biografia I primi anni La nascita Ranjitsinhji Jadeja nacque il 10 settembre 1872 a Sadodar, un villaggio nello stato di Nawanagar, nella provincia indiana di Kathiawar. Era il primo figlio di un agricoltore, Jiwansinhji, e di una delle sue mogli.Wilde, 1999, p. 13 Il suo nome significava "il leone che conquista in battaglia", e sin da bambino soffrì di frequenti malattie e disagi. La famiglia di Ranjitsinhji era imparentata con la famiglia regnante dello stato di Nawanagar tramite suo nonno, capo della sua famiglia, Jhalamsinhji. Questi era cugino di Vibhaji, jam sahib di Nawanagar; i biografi successivi di Ranjitsinhji raccontarono che il suo antenato aveva mostrato grande coraggio in battaglia combattendo al fianco di Vibhaji,Ross, 1983, p. 23 ma lo studioso Simon Wilde ipotizzò che tale invenzione potesse essere stata elaborata proprio da Ranjitsinhji per dare maggior lustro alla sua famiglia.Wilde, 1999, pp. 12-15
Erede al trono e disconoscimento Nel 1856 nacque il figlio di Vibhaji, Kalubha, e divenne erede al trono del padre. Crescendo, Kalubha diventò una persona violenta e tirannica, che tentò di avvelenare il padre e compì stupri e violenze ai danni della popolazione.Wilde, 1999, pp. 12, 24 Di conseguenza, Vibhaji dovette prendere la decisione di diseredare il figlio nel 1877. Non avendo altri eredi disponibili, per il bene dello stato Vibhaji decise di adottare come suo figlio ed erede un membro di un ramo collaterale della sua famiglia, che aveva appena sei mesi di vitaWild, 1934, p. 12 e divenne da subito oggetto delle invidie della madre di Kalubha, che probabilmente riuscì ad avvelenarlo.Kincaid, 1931, p. 12Ross, 1983, p. 24 La seconda scelta di erede, nell'ottobre del 1878, ricadde su Ranjitsinhji. Vibhaji lo prese con sé e lo portò a Rajkot per assicurarsi l'approvazione delle autorità inglesi, ed il giovane visse là per i successivi 18 mesi prima di recarsi a studiare al Rajkumar College, sempre supportato da Vibhaji.Wilde, 1999, pp. 13-14 Vibhaji però , scoraggiato dalle ambizioni della famiglia di Ranjitsinhji e dalla condotta di Jiwansinhji, non completò mai la procedura di adozione del giovane principe e continuò a sperare di avere un proprio erede.Wild, 1934, pp. 14-15 E nell'agosto del 1882 una delle mogli di Vibhaji diede alla luce un figlio maschio, Jaswantsinhji, facendo cessare le speranze di successione per Ranjitsinhji.Wilde, 1999, p. 9
Secondo il biografo Roland Wild, l'adozione di Ranjitsinhji avvenne effettivamente, ma in segreto, per paura di una vendetta da parte delle mogli di Vibhaji. Secondo Wild, "il padre e il nonno del bambino presenziarono alla cerimonia ufficiale, come pure personalità del governo indiano e del governo di Bombay"Ross, 1983, p. 9 Ma non vi sono notizie ufficiali relative a questo importante avvenimento per il regno, e pertanto lo storico Simon Wilde affermò che "in conclusione, si può dire che non sia mai avvenuto."Wilde, 1999, p. 16 Roland Wild e Charles Kincaid, che scrissero un libro biografico del maharaja nel 1931, pure dissero che Jaswantsinhji non era un erede legittimo e che forse non era nemmeno figlio di Vibhaji o che sua madre non fosse legalmente moglie di Vibhaji (che si trattasse di una prostituta a corte) anche se tali affermazioni non sono corroborate da notizie in merito.Wilde, 1999, pp. 11-12 Quando le autorità britanniche vennero a sapere che quello che era stato loro presentato come il futuro erede al trono non era stato ufficialmente adottato, inizialmente tentarono di persuadere Vibhaji a far allevare Ranjitsinhji come suo erede, ma il maharaja disse che Jaswantsinhji sarebbe stato il suo successore. Nell'ottobre del 1884, il governo indiano riconobbe infine Jaswantsinhji quale erede al trono di Vibhaji, ma il viceré Lord Ripon ritenne comunque che Ranjitsinhji meritasse una compensazione per il ruolo perduto.Wilde, 1999, pp. 16-19
L'educazione Pur non ritenendo più Ranjitsinhji suo erede Vibhaji continuò a sostenerlo, ma passò la responsabilità della sua educazione alla presidenza di Bombay. Ranjitsinhji studiò così al Rajkumar College, distinguendosi ben presto tra gli altri alunni.Wilde, 1999, pp. 19-21
All'età di 10-11 anni fu introdotto al gioco del cricket, militando nella squadra della sua scuola nel 1883 e divenendone capitano nel 1884; poi mantenne tale posizione sino al 1888.Wilde, 1999, p. 24 Le prospettive erano quello di consentirgli di spostarsi in Inghilterra per studiare all'Università di Cambridge dove infatti giunse nel marzo del 1888.Wilde, 1999, p. 25 In quegli anni visse con la famiglia del reverendo Louis Borrisow, all'epoca cappellano del Trinity College, Cambridge, che fu anche il suo tutore ed al quale rimase legato per tutta la vita.Wilde, 1999, pp. 27-29 Secondo Roland Wild, Borrisow reputava Ranji "pigro e irresponsabile"Wilde, 1999, p. 29 nonché ossessionato da attività che lui giudicava superflue come il cricket, il tennis, il biliardo e la fotografiaRoss, 1983, p. 38, non applicandosi invece agli studi come avrebbe dovuto. Forse proprio per queste cause, Ranjitsinhji non riuscì ad essere ammesso all'esame d'ingresso al Trinity College del 1889, venendovi alla fine comunque ammesso in considerazione alla sua posizione. Concentrandosi più sugli sport che sugli studi, Ranjitsinhji non arrivò mai a laurearsi.Ross, 1983, p. 31 Fu massone, e si affiliò alla Isaac Newton University Lodge.
Nel giugno del 1892, Ranjitsinhji lasciò i Borrisow e andò a vivere in una casa propria nella città di Cambridge, vivendo nel lusso e nello spreco.Wilde, pp. 43-44. Secondo lo scrittore Alan Ross, Ranjitsinhji non riuscì comunque ad avere degli amici in questo periodo, cadendo spesso vittima di razzismo e pregiudizi, problematiche che cercò di superare con la generosità.Ross, 1983, p. 41 Ranjitsinhji visse spesso oltre le proprie possibilità, trovandosi anche in difficoltà finanziarie, e risolvendosi infine a scrivere a Vibhaji perché gli fornisse altro denaro; Vibhaji gli rispose che gli avrebbe dato altro denaro a condizione che fosse tornato in India.Wilde, 1999, p. 43 Si trovò pertanto costretto a lasciare gli studi nella primavera del 1894, ma non lasciò ancora l'Inghilterra.Wilde, 1999, pp. 48-50
La carriera come crickettista Ranjitsinhji aveva ormai un nutrito gruppo di creditori che lo pressavano, e per quel problema si rivolse oltre che a Vibhaji anche ai rappresentanti dell'India britannica, cercando di convincerli a prestargli del denaro per coprire le spese sostenute.Wilde, 1999, pp. 50-51 Sempre più appassionato al gioco del cricket e con discreti successi totalizzati sul campo, strinse ancor più amicizia con Billy Murdoch e con C. B. Fry che lo indussero ad iscriversi al Sussex County Cricket Club.Wilde, 1999, pp. 51-52 Murdoch, capitano della squadra del Sussex, prese Ranhitsinhji a giocare nella propria squadra come crickettista di prima classe, offrendogli nel contempo anche un compenso per questa sua attività, risolvendo almeno in parte i suoi problemi finanziari e consentendogli di rimandare ancora il suo ritorno in India.Wilde, 1999, pp. 52-53 Ranjitsinhji ebbe poi modo di distinguersi in uno scontro col Marylebone Cricket Club (MCC).Wilde, 1999, p. 53
Malgrado questi compensi, i debiti di Ranhitsinhji continuarono ad aumentare significativamente,Ross, 1983, p. 53 ma lui continuò a credere nella sua carriera sportiva, guadagnandosi anche l'affetto del pubblico alle partiteWilde, 1999, p. 54 in particolare in incontri importanti come quelli contro il Middlesex ed il Nottinghamshire.Wilde, 1999, pp. 58-60
Poco prima dell'inizio di una nuova stagione, Vibhaji morì; il dodicenne figlio Jaswantsinhji ufficialmente gli succedette al trono il 10 maggio, mentre Ranjitsinhji rimase in Inghilterra. Le autorità britanniche nominarono un amministratore per reggere il trono di Jaswantsinhji sino a quando lui non avesse raggiunto l'età adatta per governare autonomamente.Wilde, 1999, p. 55 Ranjitsinhji, che pure aveva cercato di mantenere sempre un certo anonimato, non riuscì a sfuggire ai giornalisti che, col crescere della sua fama, erano alla sempre più affannosa ricerca di notizie sul suo conto. Attorno a lui si creò un alone di mistero, e lo stesso Ranjitsinhji iniziò a far circolare voci sul suo conto, periodicamente confermate o smentite.Wilde, 1999, p. 62
La disputa sulla successione
A partire dal 1896 le notizie che circolarono sul conto di Ranjitsinhji indicarono un suo interesse per la politica, come altri giovani indiani dell'epoca. Il principe aveva creato una serie di ottimi rapporti per supportare la propria posizione nella successione al trono del principato di famiglia in India.Wilde, 1999, pp. 79-81 Alle celebrazioni per il giubileo della regina Vittoria, ad esempio, conobbe Pratap Singh, reggente di Jodhpur, ed iniziò a raccontare fosse suo zio, anche se non era vero. Ranjitsinhji poi decise di fare ritorno in India per perorare lui stesso la sua causa per la successione al trono, disputandola con un nipote di Vibhaji, Lakhuba. I debiti rimanevano ancora un problema pressante nella sua vita e per quello scrisse a Willoughby Kennedy, l'amministratore inglese di Nawanagar, chiedendogli del denaro ma senza ricevere risposta.Wilde, 1999, pp. 81-82 La sua situazione finanziaria gli causò una profonda depressione che lo confinò in casa, e per svagarsi scrisse un libro sul cricket, su invito di un editore che ne promise la pubblicazione; Ranjitsinhji realizzò sette capitoli dell'opera, altri autori completarono il libro che venne pubblicato nell'agosto del 1897 col titolo di The Jubilee Book of Cricket, rivelandosi un successo sia commerciale che di critica.Ross, 1983, p. 88 Ma verso la fine del 1897 il giovane principe era di nuovo sull'orlo della bancarotta.Wilde, 1999, p. 86
La sua carriera iniziò ad entrare in crisi, non solo a causa dell'asma che lo affliggeva, ma anche perché distratto dal suo interesse per la successione al trono di Nawanagar.
Il tour in Australia Ranjitsinhji venne prescelto per un tour in Australia con la squadra di Andrew Stoddart durante l'inverno del 1897-98, ma la squadra uscì sconfitta dagli incontri per la superiorità tattica degli avversari, anche se Ranjitsinhji ebbe comunque l'occasione di distinguersi.Wild, 1934, p. 87 Intanto le sue condizioni di salute peggiorarono ed ebbe un ascesso peritonsillare che minacciò di compromettere la sua carriera di sportivo.Wilde, 1999, pp. 88-89
Ci fu un aspetto controverso del tour di Ranjitsinhji, causato da una serie di articoli che egli scrisse per una rivista australiana. Per quanto molto critico nei confronti di sé stesso in questi articoli, criticò anche il comportamento del pubblico (lamentandosi spesso delle imprecazioni provenienti dagli spalti nei suoi confronti) e di alcuni giocatori avversari sul campo.Wilde, 1999, pp. 95-96
Il ritorno in India