L'Olocausto in Belgio si riferisce agli eventi legati all'espropriazione sistematica, alla deportazione e all'assassinio di ebrei e rom nel Belgio occupato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Su un popolazione di circa 66.000 ebrei presenti nel maggio 1940, si stima che 28.000 persone furono assassinate durante l'Olocausto.

All'inizio della guerra, la popolazione in Belgio era prevalentemente cattolica. Gli ebrei rappresentavano la più grande popolazione non cristiana del paese, con un numero compreso tra 70.000 e 75.000 persone su una popolazione complessiva di 8 milioni, per lo più residenti nelle città di Anversa, Bruxelles, Charleroi e Liegi. La maggior parte era immigrata da poco in Belgio per sfuggire alle persecuzioni in Germania e nell'Europa orientale; di conseguenza, solo una piccola minoranza era effettivamente in possesso della cittadinanza belga.

Poco dopo l'invasione nazista del maggio 1940, il governo militare approvò una serie di leggi anti-ebraiche. Il Comitato dei Segretari Generali belga rifiutò fin dall'inizio di cooperare nell'approvazione di qualsiasi misura anti-ebraica, anche il Governo Militare non sembrò disposto ad approvare ulteriori leggi in materia. Il governo tedesco iniziò a sequestrare le attività di proprietà degli ebrei e li costrinse a lasciare le posizioni negli uffici civili. Nell'aprile 1941, senza ordini espliciti dalle autorità tedesche, i collaborazionisti fiamminghi saccheggiarono due sinagoghe ad Anversa e bruciarono la casa del rabbino capo della città durante il pogrom di Anversa.

I tedeschi crearono uno Judenrat nel paese, noto come "Associazione degli ebrei in Belgio" (Association des Juifs en Belgique, AJB), a cui tutti gli ebrei dovettero aderire. Nel 1942 iniziarono le operazioni della soluzione finale, per questo motivo aumentarono le azioni violente nei confronti degli ebrei belgi.

Dal maggio 1942 gli ebrei furono costretti a indossare i distintivi gialli con la stella di David per essere meglio riconoscibili in pubblico. Grazie alla compilazione dei registri da parte dell'AJB, i tedeschi iniziarono a deportare gli ebrei nei campi di concentramento in Polonia. Le persone selezionate dalle liste dovevano presentarsi presso il campo di transito di Mechelen appena istituito; furono poi deportati in treno nei campi di concentramento dell'est, principalmente ad Auschwitz. Tra l'agosto 1942 e il luglio 1944 furono deportati dal Belgio circa 25.500 ebrei e 350 rom e di questi più di 24.000 furono uccisi prima che i campi fossero liberati dagli Alleati.

Dal 1942 crebbe l'opposizione tra la popolazione contro il trattamento riservato agli ebrei in Belgio. Al termine dell'occupazione, era nascosto oltre il 40% della popolazione ebrea in Belgio: molti di loro furono nascosti dai gentili, in particolare sacerdoti e suore cattolici; alcuni furono aiutati dalla Resistenza organizzata, come il Comité de Défense des Juifs (CDJ; "Comitato di difesa ebraica"), che fornì cibo e rifugio agli ebrei nascosti. Nell'aprile 1943, i membri del CDJ attaccarono il convoglio ferroviario n° 20 diretto ad Auschwitz, riuscendo a salvare alcuni dei deportati.

Contesto storico Religione e antisemitismo

Prima della guerra la popolazione del Belgio era prevalentemente cattolica. Circa il 98% della popolazione era battezzata e circa l'80% delle cerimonie nuziali si erano svolte secondo la tradizione cattolica, mentre politicamente il paese era governato dal Partito Cattolico.

La popolazione ebraica del Belgio era relativamente esigua: su una popolazione di circa 8 milioni di persone, solo 10.000 ebrei erano presenti nel paese prima della prima guerra mondiale.. Il periodo tra le due guerre vide una considerevole immigrazione ebraica in Belgio: nel 1930 la popolazione salì a 50.000 persone e nel 1940 era compresa tra 70.000 e 75.000. La maggior parte dei nuovi immigrati ebrei arrivò dall'Europa orientale e dalla Germania nazista, per sfuggire all'antisemitismo e alla povertà dei loro paesi d'origine. La popolazione rom presente in Belgio nello stesso periodo era di circa 530 persone. Pochi dei migranti ebrei richiesero la cittadinanza belga e molti non parlavano né francese né olandese. Le comunità ebraiche si svilupparono a Charleroi, Liegi, Bruxelles e, soprattutto, ad Anversa, dove viveva più della metà degli ebrei in Belgio.

Il periodo tra le due guerre vide anche l'aumento del consenso per i partiti fascisti: l'Unione Nazionale Fiamminga (Vlaams Nationaal Verbond, VNV) e l'Unione Nazionale di Solidarietà (abbreviata in Verdinaso) nelle Fiandre e il Partito Rexista (abbreviato in Rex) in Vallonia. Entrambi i partiti fiamminghi sostenevano la creazione di un Dietse Natie, un "Grande Stato olandese" etnicamente germanico, dalla quale gli ebrei sarebbero stati chiaramente esclusi.. Il Partito Rexista, la cui ideologia si basava sul fascismo cristiano, si rivelò particolarmente antisemita, ma oltre ad esso anche il VNV fece uso di slogan antisemiti per le elezioni del 1938.. Tali posizioni furono ufficialmente condannate dalle autorità belghe, ma figure di spicco, tra cui il re Leopoldo III, furono sospettate di avere atteggiamenti antisemiti. Dal giugno 1938, gli immigrati clandestini ebrei arrestati dalla polizia belga furono deportati in Germania, almeno fino agli eventi della notte dei cristalli del novembre 1938.. Tra il 1938 e l'inizio della guerra, con l'influenza dei partiti fascisti in Belgio in declino, il paese iniziò ad accettare più rifugiati ebrei, inclusi i 215 del transatlantico St. Louis a cui era stato rifiutato il visto altrove..

Invasione e occupazione tedesca Nel periodo tra le due guerre, il Belgio seguì una politica rigorosamente neutrale. Sebbene l'esercito belga fosse stato mobilitato nel 1939, il paese fu coinvolto nella guerra solo dal 10 maggio 1940, quando subì l'invasione della Germania nazista. Dopo una campagna durata 18 giorni, l'esercito belga si arrese il 28 maggio assieme al suo comandante in capo Leopoldo III.

Il Belgio, insieme alla provincia francese del Nord-Passo di Calais, fu raggruppato sotto l'Amministrazione militare del Belgio e della Francia del nord (Militärverwaltung in Belgien und Nordfrankreich) e sottoposto al controllo della Wehrmacht invece che delle autorità del partito nazista o delle SS. Nel luglio 1944, l'amministrazione militare fu sostituita con l'amministrazione civile, la Zivilverwaltung, che durerà fino alla liberazione alleata avvenuta nel settembre 1944, e comporterà una notevole crescita del potere del partito nazista e delle SS, più radicali rispetto all'esercito.

L'Olocausto 1940-1941: prime discriminazioni e persecuzioni

Il 23 ottobre 1940 l'amministrazione militare tedesca adottò per la prima volta una legislazione antiebraica. Queste leggi, simili alle leggi di Norimberga adottate in Germania nel 1935, coincisero con l'adozione di leggi simili nei Paesi Bassi e in Francia. Le nuove norme vietarono agli ebrei di esercitare alcune professioni e istituirono l'obbligo di registrarsi presso il loro comune di appartenenza; nel contempo, l'amministrazione tedesca rese nota la definizione giuridica di chi era considerato ebreo.

I negozi e le attività commerciali di proprietà ebraica dovevano essere contrassegnati da un cartello posto in vetrina e dovettero essere registrati anche i beni economici di proprietà ebraica. A Liegi, già dal giugno 1940 fu stilato un elenco delle imprese ebraiche.

Nel 1940, il governo tedesco iniziò a liquidare le imprese ebraiche secondo il processo dell'arianizzazione: circa 6.300 aziende furono liquidate prima del 1942 e 600 furono arianizzate. Dai sequestri furono raccolti circa 600 milioni di franchi belgi, una quantità comunque minore del previsto. Complessivamente, tra il 28 ottobre 1940 e il 21 settembre 1942, l'amministrazione militare emise 17 ordinanze antiebraiche.

Association des Juifs en Belgique La Association des Juifs en Belgique (AJB) fu uno Judenrat creato dai nazisti con lo scopo di amministrare e controllare la popolazione ebraica del Belgio dal novembre 1941. L'AJB fu gestita da ebrei, ma rimaneva sottoposta al controllo tedesco e agì come una sorta di "ghetto organizzativo", consentendo ai nazisti di trattare gli ebrei belgi in blocco.

L'AJB svolse un ruolo significativo nella registrazione degli ebrei arrivando a contare 43.000 ebrei. Questo numero rappresenta solo la metà della popolazione ebraica complessiva, riflettendo la sfiducia della comunità nei confronti dell'organizzazione; fu la cifra che Adolf Eichmann presentò come il numero complessivo di ebrei in Belgio durante la Conferenza di Wannsee nel gennaio 1942.

Durante le deportazioni, furono arrestati circa 10.000 ebrei affiliati nell'AJB. L'AJB, strettamente controllata da Sicherheitspolizei e Sicherheitsdienst, fu anche responsabile dell'amministrazione del campo di transito di Mechelen, rivestendo un ruolo importante nel persuadere gli ebrei a presentarsi volontariamente per la deportazione. Dal 1942, in seguito all'assassinio di Robert Holzinger, un leader dell'AJB, la fiducia nell'associazione andò scemando sempre più e fu guardata con sempre maggiore sospetto. Nel dopoguerra, i leader dell'AJB furono processati e assolti dall'accusa di complicità nell'Olocausto.

1941-1942: radicalizzazione e pogrom di Anversa

Il 14 aprile 1941, dopo aver visto il film di propaganda tedesco L'ebreo errante (in tedesco: Der Ewige Jude), i paramilitari fiamminghi del Volksverwering, del VNV e delle Algemeene-SS Vlaanderen fomentarono un pogrom nella città di Anversa. La folla, armata di sbarre di ferro, attaccò e incendiò due sinagoghe della città buttando in strada i rotoli della Torah, e prese di mira la casa del rabbino capo Marcus Rottenburg. La polizia e i vigili del fuoco furono allertati ma le autorità tedesche vietarono loro di intervenire.

Come nel resto dell'Europa occupata, fu imposto l'obbligo di usare la stella di David dal 27 maggio 1942. La versione belga raffigurò una lettera nera "J" (per Juif in francese e Jood in olandese) al centro della stella, il simbolo doveva essere esposto in modo ben visibile sugli indumenti in pubblico, pena dure sanzioni nel caso non lo si facesse. Il decreto suscitò l'indignazione pubblica in Belgio. Le autorità civili belghe a Bruxelles e Liegi si rifiutarono di distribuire il distintivo facendo guadagnare tempo utile a molti ebrei per nascondersi.

Le autorità tedesche ad Anversa tentarono di imporre l'uso dei distintivi già nel 1940, ma tale scelta fu abbandonata quando i cittadini non ebrei protestarono e indossarono essi stessi i distintivi.

1942-1944: deportazione e sterminio

Dall'agosto 1942, i tedeschi iniziarono a deportare gli ebrei usando come pretesto il "reclutamento per lavoro" (Arbeitseinsatz) nelle fabbriche tedesche. Temendo i rastrellamenti, già iniziati da fine luglio, circa la metà degli ebrei si autodenunciò presentandosi alle autorità tedesche. Più tardi durante la guerra, i tedeschi fecero sempre più affidamento sulla polizia per arrestare o radunare forzatamente gli ebrei..

Il primo convoglio dal Belgio trasportò gli ebrei apolidi il 4 agosto 1942, dal campo di transito di Mechelen verso Auschwitz. Ad esso presto seguirono altri convogli destinati ai campi di sterminio nell'Europa orientale.

Tra l'ottobre 1942 e il gennaio 1943 le deportazioni furono temporaneamente sospese. A quella data erano state deportate 16.600 persone su 17 convogli ferroviari. Tra i deportati di questa prima ondata non vi erano stati cittadini belgi, grazie all'intervento della regina Elisabetta presso le autorità tedesche. Nel 1943 ripresero le deportazioni verso i campi di sterminio, ma quasi 2.250 ebrei belgi erano già stati deportati per essere impiegati ai lavori forzati da parte dell'Organizzazione Todt per la costruzione del Vallo Atlantico nel nord della Francia.