La guerra anglo-irachena del 1941 fu un breve conflitto esploso fra il Regno dell'Iraq e il Regno Unito nel maggio del 1941, nell'ambito della seconda guerra mondiale.
In risposta ad un colpo di Stato che aveva instaurato in Iraq un governo filo-Asse, un contingente britannico invase il paese, sconfiggendo rapidamente le forze irachene ed insediando un governo favorevole al Regno Unito.
Antefatti Le relazioni anglo-irachene Sotto mandato britannico dall'agosto del 1920, l'Iraq aveva acquisito la piena indipendenza il 3 ottobre 1932, in virtù del trattato anglo-iracheno del 1930. Il trattato, oltre a riconoscere l'indipendenza del paese, garantiva al Regno Unito alcuni importanti privilegi militari: le truppe britanniche potevano in ogni momento sbarcare ed attraversare il territorio iracheno (previa comunicazione al governo di Baghdad), e farvi transitare rifornimenti militari di ogni tipo. Inoltre, ai britannici venne riconosciuto il diritto di tenere due basi aeree nel paese: la base RAF Shayba, 24 km a sud di Bassora, e la nuova base RAF Habbaniyya, situata sulle sponde dell'omonimo lago tra Ramadi e Fallūja, 82 km ad ovest di Baghdad. Per difendere queste due basi, il trattato concedeva al Regno Unito la possibilità di reclutare personale locale iracheno (i cosiddetti Iraq Levies), scelto per lo più tra le minoranze etniche degli assiri e dei curdi (le più ostili al governo centrale). Infine, il Regno Unito si impegnava a garantire l'indipendenza e la difesa dell'Iraq da minacce esterne, e una piccola missione militare britannica venne inviata a Baghdad per addestrare l'esercito (Royal Iraqi Army o RIrA) e l'aeronautica irachena (Royal Iraqi Air Force o RIrAF).
L'Iraq rivestiva una notevole importanza per gli interessi britannici; insieme al vicino Iran, il paese forniva tutto il petrolio di provenienza non statunitense importato dal Regno Unito negli anni '30 - '40: gran parte di questo petrolio (estratto dalla Iraq Petroleum Company, una società controllata dal governo britannico) correva lungo l'oleodotto che univa il centro petrolifero di Kirkuk con il porto palestinese di Haifa, attraversando per più della metà della sua lunghezza il territorio iracheno. In secondo luogo, l'Iraq costituiva un'importante tappa intermedia nella rotta aerea che univa l'Egitto con l'India e le colonie britanniche in Estremo Oriente, rotta che era ritenuta dagli ambienti militari britannici di fondamentale importanza in caso di minaccia al Canale di Suez..
Le relazioni anglo-irachene andarono via via peggiorando con il passare degli anni '30: l'Iraq rimaneva un alleato del Regno Unito, ma il controllo di fatto esercitato dai britannici sul paese e sulle sue risorse petrolifere era mal tollerato da diversi ambienti nazionalistici iracheniAlcuni dei quali dettero vita anche ad organizzazioni e movimenti politici ideologicamente allineati con il nazi-fascismo, come il circolo al-Muthannà e la Futuwwa, creata nel 1935 da Sāmī Shawkat sul modello della Gioventù italiana del littorio e della Gioventù hitleriana., ma, ancor di più, dalla generazione più giovane degli ufficiali delle forze armate, che si ritenevano depositarie e paladine dell'orgoglio nazionale iracheno; in particolare, un circolo di quattro alti ufficiali iracheni (soprannominato Quadrato d'oro) iniziò ad esercitare una forte influenza negli ambienti politici del paese, arrivando a condizionare pesantemente l'operato del governo. I sentimenti anti-britannici, ampiamente incoraggiati dall'ambasciatore tedesco a Baghdad Fritz Grobba, crebbero ulteriormente sul finire degli anni '30, quando diversi capi del nascente movimento nazionalistico arabo (tra cui, in particolare, il Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini) trovarono rifugio in Iraq dopo il fallimento della Grande Rivolta Araba in Palestina.
La situazione politica dell'Iraq allo scoppio della seconda guerra mondiale era piuttosto instabile. Il paese era governato dall'emiro Abd al-Ilah, reggente in nome del giovane re Faysal II di appena cinque anni; il Reggente era un fermo sostenitore dell'alleanza con il Regno Unito, ma doveva confrontarsi con il Primo ministro Rashīd ʿĀlī al-Kaylānī, un avvocato nazionalista e violentemente anglofobo, già due volte primo ministro e forte dell'appoggio garantitogli dal "Quadrato d'oro". Il governo iracheno era profondamente diviso sull'atteggiamento da tenere nei confronti dei britannici: nel settembre del 1939, l'Iraq ruppe le trattative diplomatiche con la Germania (in applicazione dell'art. 4 del trattato anglo-iracheno) ma non le dichiarò guerra, mentre nel giugno del 1940 lo stesso Rashīd ʿĀlī si oppose all'interruzione dei contatti diplomatici con l'Italia; l'ambasciata italiana a Baghdad divenne di conseguenza un'attiva centrale di intelligence con cui fomentare i sentimenti anti-britannici nel paese.. Negli ambienti politici iracheni si diffuse ben presto l'idea che la sconfitta del Regno Unito ad opera dell'Asse fosse solo una questione di tempo, e che quindi il paese dovesse assumere una posizione neutrale nel conflitto, adempiendo solo per il minimo necessario agli obblighi previsti dal trattato anglo-iracheno; Rashīd ʿĀlī e i suoi sostenitori propendevano invece per un'esplicita alleanza con Berlino e Roma pur di allontanare dall'Iraq la pervasiva influenza britannica.. Contatti diplomatici tra Berlino ed il governo iracheno vennero stabiliti in segreto sul finire del 1940, per tramite dell'ambasciatore tedesco in Turchia Franz von Papen.
Il colpo di Stato dell'aprile 1941
Le pressioni dei britannici sull'emiro ʿAbd al-Ilāh perché si sbarazzasse di Rashīd ʿĀlī divennero sempre più forti; a metà gennaio del 1941, sfruttando il calo dei sentimenti anti-britannici presso l'opinione pubblica dopo i recenti successi in Africa settentrionale, il Reggente riuscì a costringere Rashīd ʿĀlī alle dimissioni, subito seguito dall'intero consiglio dei ministri. Il Reggente riuscì a piazzare uomini a lui favorevoli presso alcuni ministeri, ma dovette subire dal Quadrato d'oro l'imposizione come primo ministro di Ṭāhā al-Ḥāshimī, un ex-generale che godeva di buona popolarità per il suo passato patriottico. Nonostante il volontario abbandono del potere, Rashīd ʿĀlī continuò a tramare dietro le quinte, ricevendo dai governi di Berlino e Roma molte promesse di aiuti militari e finanziari in caso di scontro con il Regno Unito. Approfittando delle recenti vittorie tedesche in Africa e nei Balcani nel marzo - aprile del 1941, che diedero l'impressione di far nuovamente pendere l'esito del conflitto in favore dell'Asse, tra il 1º ed il 2 aprile 1941 Rashīd ʿĀlī condusse un colpo di Stato con il pieno appoggio delle forze armate e di una parte non indifferente dello schieramento politico iracheno; Ṭāhā al-Ḥāshimī venne destituito, mentre il Reggente riuscì a riparare fortunosamente nella base britannica di Habbaniya, da dove venne portato in aereo a Bassora ed imbarcato sulla cannoniera HMS Cockchafer. Rashīd ʿĀlī si pose alla guida di un "governo di difesa nazionale", procedendo subito all'arresto dei principali politici ed esponenti filo-britannici, anche se molti di questi trovarono rifugio ad Amman, in Transgiordania. Contando sull'aiuto dei paesi dell'Asse, Rashīd ʿĀlī ed i suoi sostenitori puntarono ad esercitare una pressione diplomatica e politica sul Regno Unito per convincerlo ad abbandonare la sua influenza sul paese senza dover ricorrere alle armi.
Il colpo di Stato colse di sorpresa gli ambienti diplomatici e politici britannici, impreparati a far fronte a una simile eventualità. Gli stessi ambienti militari si divisero sulla linea da tenere nei confronti dell'Iraq: il comandante in capo in Vicino Oriente, generale sir Archibald Wavell, si oppose a un'azione militare su larga scala, principalmente perché le forze britanniche erano già duramente impegnate in Libia, in Grecia ed in Africa Orientale, lasciando ben poche truppe disponibili per una simile operazione; secondo Wavell, l'unica linea da tenere era di esercitare una forte pressione diplomatica, magari sostenuta da alcune azioni di rappresaglia con le unità della RAF già presenti nella zona.. Invece, il comandante in capo in India, tenente generale Claude Auchinleck, ed il Viceré dell'India lord Linlithgow, sostenevano apertamente un immediato intervento militare nella regione, per ristabilire a Baghdad un governo favorevole ed allontanare così qualsiasi minaccia alle colonie britanniche in Oriente; a questa linea d'azione aderì anche il comandante delle truppe britanniche in Iraq, il Vice Maresciallo dell'aria Harry George Smart. Dopo un'iniziale titubanza, Winston Churchill ed i capi di stato maggiore britannici si dissero favorevoli ad un intervento militare nella regione per mettere in sicurezza gli impianti petroliferi, e possibilmente abbattere il regime di Rashīd ʿĀlī; l'8 aprile, Churchill chiese l'invio di truppe britanniche dall'India per impadronirsi del porto di Bassora..
La presa di Bassora Un vecchio piano britannico stilato all'inizio della guerra, l'Operazione Sabine, prevedeva, in caso di minaccia all'Iraq ed alla regione del Golfo Persico, l'invio di tre divisioni a Bassora ed Abadan; il piano venne rispolverato e riadattato alle circostanze per divenire la linea guida dell'intervento britannico in Iraq. Il 10 aprile Auchinleck dispose per l'invio a Bassora della 20ª Brigata fanteria indiana (rinforzata con il 3º Reggimento artiglieria campale) al comando del generale Donald Powell, in quel momento dislocata a Karachi in vista di un trasferimento in Malaysia; venne inoltre deciso di inviare anche il resto della 10ª Divisione fanteria indiana (di cui la 20ª Brigata era parte), già in rotta per la Malesia. Il generale William Fraser, comandante della 10ª Divisione, venne nominato il 10 aprile comandante in capo delle truppe di terra britanniche in Iraq, denominate Force Sabine. Anche la Royal Navy decise di rinforzare la sua presenza nel Golfo Persico: alle unità già in zona (la cannoniera HMS Cockchafer, gli sloop HMS Falmouth, HMS Seabelle e HMAS Yarra, e il dragamine HMIS Lawrence) si aggiunsero la portaerei HMS Hermes e gli incrociatori leggeri HMS Emerald e HMNZS Leander.
Il governo di Rashīd ʿĀlī venne colto del tutto di sorpresa quando il 16 aprile l'ambasciatore britannico a Baghdad, sir Kinahan Cornwallis, comunicò formalmente (nel pieno rispetto degli obblighi previsti dal trattato) che truppe anglo-indiane erano in procinto di sbarcare a Bassora. Il giorno successivo, 364 uomini del 1º Battaglione King's Own Royal Regiment (KORR) sbarcarono nella base RAF Shaibah (Shayba) dopo un viaggio di quattro giorni per via aerea da Karachi, in quello che fu il primo ponte aereo strategico delle forze armate britanniche in tempo di guerra.. Partite da Karachi il 12 aprile, le truppe di testa della 20ª Brigata sbarcarono a Bassora il 19 aprile; lo sbarco non incontrò opposizione da parte delle forze irachene, mentre l'unico atto di resistenza venne dai lavoratori civili del porto che scesero in sciopero, obbligando così i soldati indiani a scaricare da soli le navi da trasporto.. La 20ª Brigata si assicurò rapidamente il controllo della zona portuale e del campo di aviazione civile, stabilendo un solido collegamento con la base di Shayba.