La East Indiaman Nieuw Haerlem era una nave mercantile olandese. Andò persa per naufragio il 25 marzo 1647 nella baia della Tavola, in Sudafrica..

Storia La East Indiaman Nieuw Haerlem, appartenente alla Compagnia olandese delle Indie Orientali (VOC) dislocava circa 500 tonnellate, e fu costruita nel cantiere navale di Amsterdam della compagnia tra il 1642 e il 1643. La nave completò con successo tre viaggi di andata e ritorno verso le Indie orientali olandesi.. Il quarto e ultimo viaggio di andata iniziò il 15 maggio 1646, quando la nave lasciò l'isola di Texel. Dopo una sosta a São Tiago, Isole di Capo Verde, la nave raggiunse Batavia il 2 novembre dello stesso anno, e due mesi e mezzo dopo, il 16 gennaio 1647, la nave ripartì dalla rada di Batavia in compagnia di altre due navi. A bordo della Nieuw Haerlem vi erano 120 persone e un carico per Amsterdam del valore di 183.018,18 fiorini..

Intorno a mezzogiorno di domenica 25 marzo, la nave entrò nella baia della Tavola, in Sudafrica, dove si trovava all'ancora un'altra nave. In assenza di vento venne calata una scialuppa e il primo ufficiale insieme ad alcuni membri dell'equipaggio vennero inviati ad identificare la nave. Verso le 17:00 si alzò un vento da sud-est che poi girò soffiando da est. Con la velavicino al vento, il nostromo Pietersz cercò di virare quando fu raggiunta una profondità dell'acqua di 8 braccia, ma la Nieuw Haerlem non cambiò la sua rotta. La nave si trovava già vicino alla riva e lottò contro il mare mosso. Alcune delle vele di prua presero il vento e portarono la nave ancora più vicino alla riva, e la Nieuw Haerlem urtò la terra poco dopo le 17:00 arenandosi. Venne subito calata un'ancora per impedire alla nave alla nave di arenarsi ancora di più, ma fu inutile, in quanto le enormi onde ruppero il cavo. L'equipaggio a bordo sparò immediatamente con quattro cannoni e mise a poppa delle lanterne accese per richiedere assistenza all'altra nave che si trovava all'ancora.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz... . 1647, Journael No. 2, 2, in data 25 March 1647. Nel diario del mercante Junior Leendert Jansz, che è in parte sopravvissuto, alla data del 26 marzo 1647 egli afferma che la posizione della nave si trova a 1 ½ miglia olandesi (circa 7157 m, cioè 4 ½ miglia inglesi)Si deve tuttavia tenere presente che le distanze fornite sono stime approssimative e che un miglio olandese è in realtà circa tre miglia inglesi e può essere fino a quattro sulla terraferma. dalle strada e registra la nave come arenata su una spiaggia sabbiosa.

Il giorno successivo si riscontrò che la nave era saldamente piantata nella sabbia, e nel frattempo il primo ufficiale che era stato mandato a identificare l'altra nave ritornò indietro riferendo che si trattava della Witte Olifant che era arrivata il 22 marzo. Subito dopo il nostromo della Witte Olifant, Cornelis Claesz Spranck, arrivò con due piccole imbarcazioni, uno skiff e una scialuppa lunga, che insieme a quelle imbarcate sulla Nieuw Haerlem furono utilizzate nel tentativo di liberare la nave, ma senza successo.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz... 1647, Journael No. 2, 3–4, in data 26 March 1647. Lo skiff della Nieuw Haerlem fu issato a bordo, ma le due barche lunghe più grandi non poterono avvicinarsi a causa del forte moto ondoso e dovettero essere ancorate. Nel frattempo la Nieuw Haerlem sembrò avvicinarsi sempre di più alla riva, e le persone presenti a bordo temettero che il mare grosso rompesse lo scafo. La scialuppa della Witte Olifant che era stato legata al fianco della Nieuw Haerlem venne liberata e rimase gravemente danneggiata quando fu gettata sulla spiaggia. Nel tentativo di recuperare lo skiff della sua nave, mastro Sprack salì a bordo dello skiff della Nieuw Haerlem, ma questa piccola imbarcazione quasi si capovolse a causa della forte risacca, causandogli gravi lesioni alle braccia e alle gambe.

Il giorno successivo, 27 marzo 1647, alcune munizioni e dei vestiti furono inviati a un piccolo gruppo di persone che era riuscito a raggiungere la riva. A questo scopo, il piccolo skiff della Nieuw Haerlem e alcune botti furono collegate alla nave con delle funi per essere trainati di nuovo a bordo in caso di incidente, o se lo skiff e le botti fossero state portate a terra, così le persone a bordo avrebbero avuto un mezzo per mettersi in salvo. Verso mezzogiorno, la scialuppa della Nieuw Haerlem venne mandata alla spiaggia insieme al primo ufficiale Cornelis Wallis e ad alcuni altri uomini, compresi due falegnami con i loro attrezzi, per costruire una tenda. A causa del mare mosso la barca venne sommersa e gli uomini dovettero saltare fuoribordo per salvarsi la vita, mentre uno dei falegnami, che non sapeva nuotare, perì annegato. Quello stesso giorno si iniziò il trasferimento di parte del carico dal relitto alla riva, e verso sera vennero osservate due navi inglesi che non riuscirono a raggiungere la rada a causa dei venti avversi da sud.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz, JournaelNo. 2, 4, in data 27 March 1647.

Durante la mattina del giorno successivo le navi inglesi, che provenivano da Banten, nei pressi Batavia, si misero all'ancora e il vice comandante Reijnier van ’t Zum inviò loro una richiesta di assistenza fornendo alcune più piccole navi per il trasporto di merci e persone e per imbarcare 40 membri dell'equipaggio della Nieuw Haarlem per l'isola di Sant'Elena, dove dovevano aspettare lì altre navi della VOC.

Il 29 marzo arrivarono due scialuppe delle navi inglesi e la scialuppa della Witte Olifant che si affiancarono alla nave e trasferirono parte del carico, 82 balle di canfora e circa 80 balle di cannella sulla Witte Olifant in due viaggi. Il 30 marzo le due navi inglesi salparono portando con sé circa 40 membri dell'equipaggio della Nieuw Haerlem, e verso le 12:00 un'altra nave si avvicinò alla riva, ma a causa di un vento avverso dovette gettare l'ancora fuori dalla rada. Il giorno successivo il tempo volse al bello, ma le condizioni del mare peggiorarono tanto che fu impossibile usare le barche più piccole, e vice comandante van 't Zum sbarcò a riva su due tini vuoti. Dopo aver raggiunto la spiaggia si riunì ad alcuni membri dell'equipaggio della Witte Olifant al fine di assistere nella costruzione di un fortificazione in cima a una piccola collina nelle vicinanze della nostra nave.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz, Journael No. 2, 5, in data 31 March 1647. Questa fortificazione doveva ospitare alcune delle persone dell'equipaggio della Nieeuw Haerlem, il cui compito principale era quello di recuperare le merci dal relitto. Il 1 aprile, la nave non identificata che era apparsa da due giorni in precedenza risultava essere la Schiedam, che aveva lasciato Batavia in compagnia della Witte Olifant e della Nieuw Haerlem alcuni mesi prima, e gli ufficiali delle tre navi tennero un'assemblea generale, o Consiglio ampio. Durante questo incontro venne deciso che il mercante Junior Leendert Jansz, il primo ufficiale Claes Winckels, e altri 60 membri dell'equipaggio sarebbero rimasti indietro..Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz, Journael No. 2, 5, in data 25 March 1647.

In quello stesso giorno iniziarono i lavori di costruzione di Forte Zandenburch su una collina vicino alla nave, ad opera degli equipaggi della Nieuw Haerlem e della Witte Olifant, che scavarono li vicino un profondo pozzo per l'acqua dolce. Il giorno dopo arrivarono a dare una mano alla costruzione anche alcuni uomini della Schiedam e si recuperarono dei sacchi di pepe che erano stati gettati in mare dalla corrente.. Nel frattempo vennero posizionate due tende per ospitare i beni recuperati così come le persone che lavoravano a terra, mentre il 5 aprile dal relitto fu portato a terra e messo in postazione un cannone di ferro. Successivamente i membri degli equipaggi della Witte Olifant e della Schiedam rientrarono a bordo delle rispettive navi, in quanto si prevedeva che la fortificazione potesse essere completata dall'equipaggio della Nieuw Haerlem.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz, Journael No. 2, 5-7, in data 1-5 April 1647. Durante la prima metà dell'aprile 1647 proseguirono sia i lavori di costruzione della fortificazione che il trasferimento di merci e persone. Il 12 aprile sia la Witte Olifant che la Schiedam, al comando di Jeremias van Vliet, partirono per la Repubblica delle Sette Province Unite, portando con sé alcuni dei beni recuperati dalla Nieuw Haerlem.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz. Journael No. 2, 7-8, in data 8-12 April 1647. Nei giorni successivi alla partenza delle altre navi furono recuperate altre merci, tra cui tessuti orientali, pepe, indaco, zucchero e porcellana. A causa del maltempo, che provocò forti mareggiate, il relitto della Nieuw Haerlem fu spinto sempre più vicino alla riva e rischiava seriamente di spezzarsi, con le pompe di sentina a bordo presidiate giorno e notte per tenere a galla lo scafo. Nella notte tra il 17 e il 18 aprile la nave venne sollevata su un banco di sabbia e depositata in acque molto basse, lasciando solo 3 piedi d'acqua sotto il bompresso con la bassa marea.Western Cape Archives and Records Service, Cape Town, South Africa, Verbatim Copies (VC) 284, Journal and letters of Leendert Jansz, Journael No. 2, 7-8, in data 12-18 April 1647.