Franco e Ciccio è stato un duo comico italiano formato dagli attori Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che ha goduto di particolare notorietà negli anni sessanta e settanta in Italia. Hanno recitato in 112 film, in molti dei quali come protagonisti assoluti, in altri al fianco di attori come Totò, Domenico Modugno, Buster Keaton e Vincent Price.
La loro collaborazione iniziò nel 1954 e si concluse con la morte di Franchi nel 1992. Al cinema la coppia esordì nel 1960 con il film Appuntamento a Ischia, in cui furono lanciati da Modugno che dopo averli visti li volle con sé nel suo film, e rimase attiva fino al 1984 quando girarono il loro ultimo film insieme, Kaos, anche se ci furono delle interruzioni nel 1973 e dal 1975 al 1980.
Nonostante i loro film venissero etichettati come opere minori del cinema italiano dalla critica cinematografica, che non considerava come degni di nota i loro film comici, spesso parodia di film del periodo, venivano premiati da importanti riscontri di pubblico con incassi notevoli; ad esempio I figli del leopardo, parodia del Il Gattopardo. Vi furono comunque eccezioni ai giudizi negativi della critica come quelli di Alberto Moravia e Carmelo Bene.
Recitarono in film realizzati certamente in breve tempo e con pochi mezzi, come quelli girati con il regista Marcello Ciorciolini, arrivando a realizzarne in un anno anche una decina, spesso privi di una vera e propria sceneggiatura e dove spesso improvvisavano sul set; di migliore fattura risultano i tredici film diretti da Lucio Fulci, che fu l'artefice del ribaltamento dei loro ruoli tipici, facendo diventare Ciccio quello serio, la spalla, e Franco quello comico. Lavorarono anche con registi importanti come Comencini, Pasolini, De Sica, Bava e i fratelli Taviani. Considerati da sempre come protagonisti di film trash vennero successivamente rivalutati per la loro comicità e le capacità creative divenendo oggetto di studio. Il grandissimo successo di pubblico è testimoniato dagli incassi che negli anni sessanta rappresentarono il 10% di quelli annuali in Italia.DVD N.9 Lezioni di cinema, Repubblica-L'espresso
Storia Gli inizi a teatro
Nelle vicinanze di piazza Venezia a Palermo - ora rinominata "piazzetta Franco Franchi e Ciccio Ingrassia" -, Franchi si esibiva nella "posteggia", ovvero uno spettacolo all'aperto in cui prima attirava l'attenzione della gente con una grancassa, raccogliendo i soldi con un cappello prima di esibirsi. Franchi cercava di inserirsi nell'ambiente teatrale frequentando un locale dove altri artisti si ritrovavano e dove c'era anche Ingrassia, già attore noto ma ancora povero. Anche Ciccio però ammirava Franco, ritenendolo pieno di buone potenzialità.
Nel 1954 la compagnia teatrale di Pasquale Pinto si spostò da Napoli a Palermo. Un attore, Nino Formicola, si ammalò e il capocomico Giuseppe Pellegrino si doveva occupare di sostituirlo: la scelta cadde su Ciccio. Ingrassia, però, era tornato a lavorare come tagliatore-modellista di calzature e inizialmente rifiutò, proponendo di contattare Franco. Pellegrino non era convinto della scelta, in quanto avrebbe dovuto ingaggiare uno sconosciuto che non era neanche un vero attore, e contropropose a Ciccio di ingaggiarli insieme. A questo punto entrambi furono assunti dalla compagnia.
Avrebbero dovuto semplicemente interpretare la canzone Core 'ngrato, ma Franco propose una variante: Ciccio avrebbe cantato mentre lui lo disturbava. Nella preparazione allo spettacolo, Ingrassia lavorò molto su Franchi, che oltre ad avere delle gravi lacune in lingua italiana non aveva neanche le basi della vera e propria recitazione. Debuttarono al Teatro Costa di Castelvetrano e ne venne fuori uno sketch che ebbe un grande successo tra il pubblico. Il numero, che all'inizio durava circa 5 minuti, negli spettacoli successivi raddoppiò la sua durata e fu anche portato al Salone Margherita di Napoli.
I due iniziarono a realizzare dei dialoghi comici. Inizialmente Ciccio era restio a unirsi a Franco, sia a causa della differenza d'età che li divideva (Ciccio era più vecchio di sei anni), sia per le diverse condizioni artistiche (Ciccio era già capocomico di una compagnia di giro, Franco invece era poco più di un guitto di quartiere). Visto il successo, si decise però a proseguire a lavorare con lui, continuando a fargli da maestro. Dopo i successi in Sicilia, andarono a Napoli, dove recitarono anche per i soldati della NATO e a poco a poco conquistarono una notorietà sempre maggiore.
Nel 1957 furono notati da Giovanni Di Renzo, un capocomico, che li assunse per una tournée in nord Italia; nella compagnia figurava anche il Complesso Calì (di cui faceva parte la futura moglie di Ciccio, Rosaria Calì), tre fratelli e due sorelle cantanti che li avrebbero accompagnati per un paio di anni. Debuttarono a Como e Bergamo con Al Texas Club di Gallucci. Poi Amedeo Sollazzo fornì loro Due in allegria e cinque in armonia, che presentarono inizialmente a Roma. Nel 1959 si trasferirono in Veneto dove Franco, insieme a delle ballerine, rischiò la vita in un teatro di Belluno a causa di un incendio, riuscendo egli stesso a domarlo e mettere tutti in salvo. Quell'anno Franco ottenne il premio Mascotte come rivelazione dell'anno e fu premiato insieme a Ciccio a Roma.
Nel 1960 furono prima a Genova, dove Ciccio si sposò con Rosaria (dalla quale ebbe il figlio Giampiero), e poi in Francia, dove vennero ingaggiati dall'impresario Metz, a cui era piaciuta la commedia Due in allegria e cinque in armonia e che era convinto che i due potessero parlare il francese. I comici palermitani recitarono la prima a Nizza, dove si accorsero che le battute in italiano erano assolutamente inutili perché incomprensibili e, non sapendo assolutamente nulla di francese, si basarono sulla mimica riuscendo a far ridere il pubblico. Il titolo di un giornale fotografò perfettamente la situazione: Nous avons ri, mais nous n'avons rien compris («Abbiamo riso, ma non abbiamo capito niente»).
In seguito si esibirono a Cannes senza il complesso Calì. Alle prove, gli organizzatori furono molto delusi dalla loro impreparazione e disorganizzazione e riservarono al loro numero solo tre minuti prima dell'inizio dello spettacolo vero e proprio, ma riuscirono a conquistare ancora una volta il pubblico. Rientrati in Italia, furono anche sul punto di partire per il Sudamerica per un musical organizzato da Gianni Ravera e Michele Galdieri. Vennero anticipate loro 250.000 lire, ma lo spettacolo non sarebbe stato mai messo in scena. In quel periodo, infatti, a Bivona Franco e Ciccio incontrarono il regista Mario Mattoli, che li avrebbe lanciati nel mondo del cinema.8. Il debutto cinematografico in «BIOGRAFIA (prima parte)» su FrancoCiccio.Altervista.org.
Fu grazie a Domenico Modugno che venne loro concessa una parte nel film-commedia Appuntamento a Ischia (1960), di cui egli era protagonista.. Il cantante li aveva conosciuti nel 1958, durante uno spettacolo a Reggio Calabria, e li aveva chiamati solo per invitarli a formare con lui una compagnia teatrale, ma sul set furono notati dal regista che li mise alla prova chiedendo loro di recitare un'orazione funebre con l'intento di farlo ridere e, riuscendovi, vennero scritturati per il film, dove interpretarono un ruolo secondario, ma sufficiente a convincere Modugno a offrire loro un contratto di cinque anni; i due restituirono l'anticipo a Ravera, rescindendo il contratto che li legava alla tournée in Sudamerica e abbandonando il teatro per lavorare a tempo pieno nel cinema, tranne due pause nel 1961 e nel 1963. Nel 1961 presero parte, facendosi notare (in particolare con la canzone Tre somari e tre briganti) pur in parti secondarie, alla commedia musicale Rinaldo in campo con Domenico Modugno e Delia Scala, che fu un grande successo.
Il cinema
Franchi e Ingrassia iniziarono a comparire in una lunga serie di produzioni cinematografiche inizialmente in ruoli di secondo piano. Esordirono come protagonisti in L'onorata società, il cui discreto successo (oltre 300 milioni di incasso) mostrò le potenzialità commerciali della coppia. Al film prese parte anche Vittorio De Sica, che accettò di partecipare a patto di avere la coppia nel suo film Il giudizio universale; nonostante il notevole cast il film si rivelò un flop, tanto che la distribuzione corse ai ripari tentando allora di spacciare il film per una pellicola con Franco e Ciccio protagonisti, pubblicizzandolo con lo slogan "Ciccio e Franco nel giudizio universale, il film più comico dell'anno".
Il vero successo arrivò con I due della legione - diretto da Lucio Fulci agli esordi e che dirigerà poi altri dodici film della coppia -: la Titanus spese per la produzione circa 100 milioni di lire e ne incassò oltre 430. Il successo valse a Franco e Ciccio l'appellativo di "coppia d'oro". Nel 1963 il produttore Edmondo Amati, che aveva a disposizione alcuni filmati di repertorio di spogliarelli realizzati nei night-club parigini e avrebbe voluto renderli più interessanti aggiungendo la presenza comica di Franchi e Ingrassia, propose al regista Giorgio Simonelli di firmare la pellicola, dal titolo provvisorio Due siciliani a Parigi; il regista però convinse il produttore a cambiare il soggetto, riuscendo a ritagliare uno spazio centrale alla loro comicità; da questo cambio di registro nacque una serie che ebbe grande successo sia in Italia che all'estero con film come I due mafiosi, parodia del Mafioso di Lattuada e che incassò quasi un miliardo di lire, seguito da Due mafiosi nel Far West, Due mafiosi contro Goldginger (entrambi sopra il miliardo) e 2 mafiosi contro Al Capone (oltre settecento milioni).
Nel 1963 la coppia sciolse il contratto con Modugno accettando di comparire gratis al suo film d'esordio da regista, Tutto è musica, e iniziò la collaborazione con l'agente Alfredo Adami. Per tutti gli anni sessanta gli incassi si mantennero alti (sui 500-800 milioni di lire a film), spesso con tempi ristretti di produzione (si arrivò anche ad appena tre settimane per Don Franco e don Ciccio nell'anno della contestazione del 1970).
Un problema che dovettero affrontare e inizialmente non riuscirono a calcolare fu quello della risposta del pubblico all'umorismo. A teatro le battute possono essere inframmezzate da pause più o meno lunghe, ovviamente secondo la risposta del pubblico in termini di applausi o risate. Nel cinema, invece, manca una risposta immediata e sta al regista stabilire come e quando mettere delle pause. La condizione di Franco e Ciccio, che erano solitamente mal diretti, impose loro di trovare una soluzione: per questo parteciparono a molte prime in mezzo al pubblico, fino a quando non riuscirono a trovare i tempi giusti.
Entrambi, comunque, preferivano i teatri ai cinema. Se Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini (uno dei successi teatrali più importanti del Novecento, detenendo il record di incassi per molti anni) li lanciò sul proscenio nazionale, Franchi e Ingrassia riuscirono a concedersi una pausa dal set cinematografico per apparire in Tommaso d'Amalfi di Eduardo De Filippo, che non ebbe altrettanto successo.
Tra la metà degli anni sessanta e l'inizio dei settanta toccarono il massimo del loro successo. Franco raccontò che una volta girarono tre film nello stesso giorno, e ciò rende chiara la frenesia del loro lavoro. Al cinema si aggiunsero altri impegni: la televisione, con la partecipazione a varietà come I due nel sacco, Cantatutto e Partitissima, la musica, con la pubblicazione di vari singoli 45 giri, i caroselli e la radio; addirittura la coppia fu protagonista di una serie di fumetti, con 16 albi pubblicati tra il 1967 e il 1968.