La chiesa di San Girolamo è la parrocchiale dell'Arcoveggio, rione di Bologna, nel comune ed arcidiocesi di Bologna.; fa parte del vicariato di Bologna Nord.
Storia L'originario luogo di culto romanico, dipendente dalla chiesa di San Giuseppe di Galliera, fu costruito nel 1338, come riportato su un'epigrafe conservata nell'edificio; successivamente la giurisdizione sulla cappella passò ai frati minimi del convento di San Benedetto.
Nel 1567, su richiesta della popolazione della zona, il tempio fu formalmente eretto dal papa Pio V al rango di parrocchiale, ma allo stesso tempo fu posto alle dipendenze della chiesa di San Savino di Corticella; soltanto nel 1737 l'antico luogo di culto ottenne la piena autonomia, su decisione del cardinale Prospero Lambertini, e nel 1771 divenne sede di arcipretura, su deliberazione del cardinale Vincenzo Malvezzi Bonfioli.
Tra il 1852 e il 1854 l'edificio medievale fu notevolmente ampliato e interamente ristrutturato in forme neoclassiche, su disegno dell'ingegner Tommaso Biagi; i lavori, eseguiti dal capomastro Giuseppe Bianchi, riguardarono successivamente anche le cappelle e, nel 1880, il campanile, che fu completato con la parte sommitale progettata dall'ingegnere e architetto Annibale Bentivoglio.
Verso il 1967 la chiesa fu sottoposta ad alcune opere di restauro, che interessarono gli intonaci; altri interventi furono eseguiti tra il 2000 e il 2006, con la ristrutturazione dell'intero edificio e della torre campanaria.
Descrizione Esterno La facciata a salienti della chiesa, rivolta a occidente, si compone di tre corpi: quello principale presenta il portale d'ingresso architravato e una finestra a lunetta ed è scandito da due lesene tuscaniche sorreggenti la trabeazione e il timpano di forma triangolare, mentre le due ali laterali sono raccordate alla parte centrale mediante volute.
Campanile e campane Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, il cui fusto è abbellito da cornici e specchiature; la cella presenta su ogni lato una monofora ed è coronata dalla guglia poggiante sul tamburo ottagonale.
La torre ospita un concerto di 4 campane in tonalità Fa#3 minore (Fa#3-La3-Si3-Do#4); del concerto originale, fuso nel 1880 da Clemente Brighenti, restano "mezzana" e "mezzanella", mentre "grossa" e "piccola" sono state requisite per la seconda guerra mondiale e e sostituite da due bronzi fusi da Giovan Battista De Poli di Udine nel 1949. Negli anni '60 il concerto è stato completamente elettrificato con bilanciatura delle campane (che ora suonano a "battaglio cadente" rispetto al classico "slancio" tipico del sistema bolognese), e per questo motivo non sono purtroppo più suonabili manualmente dai maestri campanari secondo la tradizione locale, essendo stato radicalmente cambiato il sistema di montaggio in funzione dell'elettrificazione.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano due cappelle laterali per lato introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da paraste sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall'abside di forma semicircolare.
Note
Voci correlate Arcoveggio (Bologna) Arcidiocesi di Bologna Parrocchie dell'arcidiocesi di Bologna Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
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