La volta in folio o volta in foglio, (conosciuta anche come "volta alla siciliana" o "volta alla volterrane"), è un tipo di volta caratterizzata dall'essere normalmente realizzata senza centina, con mattoni leggeri e gesso, incollando i mattoni per i bordi, seguendo una curva predeterminata fino ad ottenere una superficie bombata leggera e autoportante.
Il nome di volta in folio è dovuto al fatto che l'aspetto e il processo costruttivo sono simili a quelli dei tramezzi. In Catalogna e in altre regioni gli vengono attribuiti anche altri nomi locali, sebbene questi non siano appropriati dal punto di vista tecnico.
Storia
Questo tipo di volte ha probabilmente avuto origine nell'architettura islamica, avendo trovato precedenti nella Moschea del Venerdì di Isfahan e nelle Moschea della Kasbah e Qubba Barudiyyin a Marrakech. In Europa, i più antichi esempi conosciuti di volte in folio si trovano nella zauiya sivigliana di Aznalcóllar (della metà del XIII secolo), a Murcia (nei resti archeologici di Siyâza, a Cieza) e nella Comunità Valenciana; cioè, in aree che avevano una significativa popolazione mudéjar durante il Medioevo.
Durante il XIV e il XV secolo la tecnica si diffuse da Valencia all'Aragona e alla Catalogna. Nel XVII secolo Lorenzo de San Nicolás scrisse il primo trattato in spagnolo sulla costruzione di volte piastrellate e un secolo dopo Domingo de Petrés diffuse queste volte nel Vicereame della Nuova Granada, l'attuale Colombia.
Il conte di Espie e Blondel contribuì alla sua diffusione in Francia con il nome di voûtes plâtes.
Manuali come quello di Manuel Fornés y Gurrea furono pubblicati nel XIX secolo e Rafael Guastavino esportò la tecnica in Nord America.
In seguito fu una tecnica ampiamente utilizzata dagli architetti modernisti, in particolare da Gaudí. Tuttavia, la divulgazione del calcestruzzo armato e il progressivo innalzamento del costo della manodopera necessaria alla sua realizzazione ne fecero cessare di essere economicamente competitivi e nel corso del XX secolo l'uso delle volte a tramezzi venne progressivamente abbandonato, anche se architetti come Luis Moya, Eladio Dieste o Le Corbusier, tra gli altri, continuarono ad usarli.
Negli ultimi decenni l'interesse per questo modo di costruire si è rinnovato. Ad esempio, Norman Foster ha progettato un aeroporto di droni in Ruanda sulla base della volta in mattoni, che ha presentato alla Mostra internazionale di architettura di Venezia nel 2016 e che doveva terminare nel 2020.
Aspetti geometrici e costruttivi
Come per ogni tipo di volta, la sua resistenza strutturale dipende dalla sua geometria. Con la tecnica del tramezzo è possibile costruire da superfici semplici come volte a botte, volte a vela e cupole sferiche o ellittiche, come quelle di Guastavino, a superfici rigate e superficie di rotazione più complesse o rinforzabili, come quelle che , per esempio, lo fecero Gaudí e Dieste. Inoltre, possono essere realizzati sia da un unico strato di mattoni che, più spesso, da più.
In ogni caso, il procedimento costruttivo è sempre identico: dopo aver tracciato sulle pareti portanti le direttrice e i generatrice o profilo della superficie da realizzare e, seguendo questi riferimenti, normalmente senza l'utilizzo di falsi manufatti di alcun tipo, si creano file successive di mattoni leggeri e pesanti. di pochissimo spessore che si incollano per i bordi fino a chiudere la superficie nel centro geometrico della zona da ricoprire. Nel primo strato è fondamentale utilizzare gesso come legante, poiché indurisce rapidamente, ma negli strati successivi si utilizzano sempre malte più resistenti alle sollecitazioni e all'umidità, come malta de calce o, modernamente, cemento Portland, posizionando i mattoni in modo che i giunti di ogni strato abbiano un angolo diverso rispetto ai giunti degli strati adiacenti per ottenere un insieme più forte.
In Estremadura (principalmente la provincia di Badajoz e il sud di Cáceres) e la confinante regione portoghese dell'Alentejo, si tratta solitamente di volte a crociera monostrato, con mattoni forati semplici o pieni di piccolo spessore e due archi ellittici (sarebbero davvero due toroidi) che si intersecano al centro della stanza coperta, formando spigoli dagli angoli. Nella Comunità Valenciana sono tipiche le cupole a doppio guscio, quella esterna a sostegno di un tetto e quella interna a scopo decorativo, lasciando un camera d'aria visitabile tra i due. In Catalogna sono frequenti le volte a botte ribassate e, negli edifici modernisti, le forme paraboloide.
Fino a tempi molto recenti era molto comune in quasi tutta la Spagna formare la struttura delle scale a volte in folio, quasi sempre a più strati ea forma di catenaria capovolta, non essendo necessario l'uso di tramezzi, risultando più economico che fare la scala di cemento armato.
Esempi
Note
Bibliografia
Voci correlate Apparecchiatura muraria Elemento architettonico Arco (architettura) Piano d'imposta
Altri progetti
Categoria:Coperture a volta