Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in Fa maggiore K 413 fu composto da Mozart a Vienna tra il 1782 e il 1783.
Storia Mozart scrisse il concerto insieme al K 414 e al K 415, tra il 1782 e il 1783, all'indomani del suo trasferimento da Salisburgo.
In una lettera al padre del 28 dicembre 1782, il compositore rivela le sue idee su questi tre concerti, concepiti appositamente per il vario pubblico viennese:
In effetti questi concerti sembrano quasi segnare un passo indietro nello stile compositivo mozartiano rispetto al precedente n. 9 Jeunehomme Konzert, ma molto probabilmente il musicista era piuttosto circospetto nel proporre le sue composizioni a un nuovo pubblico, preferendo presentare lavori non troppo innovativi..
Il concerto, unitamente agli altri due K 414 e K 415, venne eseguito alla presenza dell'imperatore Giuseppe II in prima assoluta al Burgtheater di Vienna il 22 marzo 1783 ottenendo un grande successo. Pianista e direttore fu lo stesso Mozart. A testimonianza della calorosa accoglienza che il pubblico viennese riservò a questo gruppo di concerti, il Cramers Magazin riportava questa recensione, datata 22 marzo 1783:
Struttura e analisi Il Concerto K 413 è strutturato nei canonici tre movimenti: Allegro (3/4, Fa maggiore) Larghetto (4/4, Si bemolle maggiore) Tempo di Menuetto (3/4, Fa maggiore)
Dopo lAllegro iniziale segue un Larghetto tipicamente rococò e quindi un Tempo di Menuetto conclusivo. Il Concerto è stato scritto per piccola orchestra con uno stile che si avvicina alla musica da camera.
Il movimento iniziale si apre con l'orchestra ed è caratterizzato dalla presenza di temi molto semplici, con struttura armonica lineare, senza difficoltà tecniche per il pianista, in cui evidente è l'adesione allo spirito musicale di J.C. Bach o a opere di Johann Samuel Schroeter. Unico rilievo è dato alla prima entrata del solista, per la quale Mozart riserva una struttura che si inserisce in una sorta di canone degli archi, concludendo così l'esposizione dell'orchestra. Una cadenza scritta dallo stesso Mozart porta a conclusione il primo tempo.
Il secondo movimento rievoca motivi di carattere rococò, per la presenza di una melodia sviluppata su un basso continuo, e presenta sonorità affini allo stesso movimento della Sonata K 322. È un brano dall'aspetto sereno con la melodia principale affidata ai primi violini; il motivo è tratto dall'opera seria di Johann Christian Bach Alessandro nell'Indie e si può considerare come un omaggio fatto da Mozart a un amico che era da poco scomparso. Il pianoforte assume qui un ruolo predominante, chiudendo il brano con una cadenza.
All'ultimo movimento, che riprende il vecchio modello di Tempo di minuetto, è affidato l'inserimento di nuovi episodi tematici: se generalmente nei concerti di Mozart il minuetto finale si evolve in un rondò, in questo caso questa forma musicale è sviluppata per 32 battute (con alternanza tra pianoforte e orchestra) che nella riesposizione diventano 84, attraverso l'inserimento di motivi diversi. Il brano è molto aggraziato con interventi vivaci del pianoforte che presenta arpeggi brillanti; il solista ripropone quindi il tema principale in un dialogo con gli oboi che porta a conclusione il movimento.
Note
Bibliografia Gian Paolo Minardi, I Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, Pordenone, Studio Tesi, 1990 ISBN 88-7692-245-8
Rattalino, Piero. Il concerto per pianoforte e orchestra, Firenze, Giunti Ricordi, 1988 ISBN 88-09-20117-5 Chiara Bertoglio, Voi suonate, amici cari: La musica di Mozart fra palcoscenico e tastiera, Torino, Marco Valerio Edizioni, 2005, EAN: 9788875470180
Collegamenti esterni
Pianoforte n. 11 Mozart, Wolfgang Amadeus n. 11