Lavialibera è una rivista bimestrale di inchieste e approfondimenti fondata nel 2020 da Libera e Gruppo Abele. Vi è associato anche un sito web. Si dedica soprattutto ai temi di mafia e corruzione , ma dedica sezioni specifiche anche a migrazioni, periferie, ecologia e movimenti sociali. Da gennaio 2023 ospita una rubrica dell'associazione Antigone, dedicata alle carceri, un altro dei temi portanti della rivista.

Storia editoriale Sostituisce il mensile Narcomafie, fondato da don Luigi Ciotti nel 1993 a Torino, mantenendo la stessa vocazione editoriale. Il primo numero è stato presentato a Roma, presso la Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) il 28 gennaio 2020.

Secondo i dati del primo bilancio sociale, nel 2020 sono stati distribuiti sul territorio nazionale quasi 15 mila abbonamenti annuali. Nel 2021, Lavialibera ha prodotto 373 articoli tra carta e online e raggiunto oltre 1 milione di persone sui social network.

Lavialibera aderisce alla coalizione Stampa libera per il clima, promossa da Greenpeace Italia nel 2023. Vi aderiscono le testate che hanno scelto di impegnarsi per una "corretta informazione sul clima, libera dai finanziamenti (e dai condizionamenti) delle aziende dei combustibili fossili".

Nel 2024 è entrata a far parte di Sojo Europe, programma di formazione, sovvenzioni e tutoraggio (sostenuto da Journalism Fund, Transition e altri partner) per incentivare un giornalismo più mirato alle soluzioni (solution journalism). Le giornaliste e i giornalisti de Lavialibera aderiscono inoltre a a tutti i principi della Global Charter of Ethics for Journalists, la Carta che definisce diritti e doveri etici di giornalisti e giornaliste, basandosi sulla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Premi e riconoscimenti

Nel 2024 al giornalista Antonio Mira è stato assegnato il Premio carta stampata per il suo articolo pubblicato nel 2023 sul nr. 23 de Lavialibera “Cercarla anche se non è facile” nell'ambito del Premio giornalistico Paolo Osiride Ferrero. Il progetto è nato per valorizzare il lavoro di sensibilizzazione sui temi della disabilità, inclusione e partecipazione sociale e "premiare chi si è distinto nella propria attività giornalistica e autoriale grazie a un linguaggio e a un approccio di indagine o di denuncia, capaci di far progredire realmente la società civile su argomenti così centrali".

Sempre nel 2024, la redazione ha ricevuto il Premio nazionale per l'impegno civile Marcello Torre, intitolato al sindaco di Pagani ucciso dalla Camorra l'11 dicembre 1980, per "l’impegno al servizio della verità e della giustizia, della libertà e della dignità dell’uomo, per la difesa della democrazia e contro ogni forma di ingiustizia e di sopraffazione”.

Il 24 marzo 2026 i giornalisti redattori di Lavialibera Paolo Valenti e Natalie Sclippa hanno vinto il Premio Laganà per la categoria video. È un riconoscimento riservato a giornalisti e giornaliste Under 30 a cui vengono dati tutti gli strumenti per realizzare un’inchiesta giornalistica sui temi di biodiversità, sostenibilità e benessere animale.

Direzione, comitato scientifico e collaborazioni Il direttore editoriale della rivista è don Luigi Ciotti, la direttrice responsabile è Elena Ciccarello. Sono membri del comitato scientifico Rosy Bindi, Fabio Cantelli Anibaldi, Alessandra Dino, Lorenzo Frigerio, Leopoldo Grosso, Monica Massari, Toni Mira, Mirta da Pra Pocchiesa e Alberto Vannucci. Curano rubriche per lavialibera Rosy Bindi, Francesco Remotti, Alberto Vannucci, Antonello Pasini e Carlo Lucarelli.

Nel maggio del 2022, lavialibera ha pubblicato "Trent'anni dopo", un numero speciale in occasione del trentennale delle stragi di Capaci e via d'Amelio, a cui hanno contribuito anche Roberto Saviano, Giancarlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Augusto Cavadi, Federico Cafiero De Raho, Enrico Deaglio e Isaia Sales. Nel novembre del 2023 è uscito un altro numero speciale, "Cos'è la felicità?", in cui rispondono alla domanda anche Vasco Rossi, Alessandro Cattelan, Romano Madera, Enrica Tesio e Antonio Staglianò.

La giornalista Laura Fazzini ha collaborato in un'inchiesta europea coordinata da Le Monde, The Forever Lobbying Project durata oltre un anno e conclusasi nel 2025. L'inchiesta, che ha coinvolto 46 giornalisti e giornaliste di oltre 30 testate, ha indagato su quali azioni di lobby siano state messe in atto in Europa affinché le aziende produttrici di Pfas potessero continuare a operare sul mercato. Nel 2026 il team è stato inserito tra i finalisti dello European Press Prize nella categoria Innovation Award.

Note

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