Lassedio di Namur si svolse tra il 20 e il 25 agosto 1914, nell'ambito dei più vasti scontri del fronte occidentale della prima guerra mondiale. La città di Namur rappresentava una delle principali piazzeforti fortificate del Belgio, circondata come era da una collana di moderni fortini presidiati da un'intera divisione di truppe regolari. Dopo che i tedeschi ebbero invaso il Belgio il 4 agosto, lo scopo della fortezza divenne quello di rallentare il più possibile la marcia degli invasori in attesa dell'arrivo dei rinforzi della Quinta armata francese.
Un corpo distaccato dalla Seconda armata tedesca, sotto il comando del generale Max von Gallwitz, arrivò davanti Namur il 20 agosto; memori della lezione appresa nel precedente assedio di Liegi, i tedeschi non tentarono di prendere la fortezza con un colpo di mano ma attesero fino al giorno seguente l'arrivo dell'artiglieria pesante d'assedio, comprensiva di quattro batterie di artiglieria super-pesante fornite dall'Impero austro-ungarico. I forti di Namur furono sistematicamente cannoneggiati e demoliti, rendendo agevole l'assalto della fanteria iniziato il 23 agosto. Con la sconfitta riportata dalla Quinta armata francese nella contemporanea battaglia di Charleroi ogni speranza di essere soccorsi svanì e la guarnigione belga decise di abbandonare la città. Gli ultimi forti di Namur capitolarono quindi in mano ai tedeschi il 25 agosto.
Antefatti La situazione strategica Belgio Nell'epoca precedente alla prima guerra mondiale, la pianificazione militare belga si basava sull'assunto che il regno, internazionalmente neutrale in base a quanto disposto dal Trattato dei XXIV articoli del 1839, sarebbe stato difeso dalle potenze firmatarie del trattato qualora fosse stato invaso da una nazione estera; la probabilità di un'invasione da parte dell'Impero tedesco non portava il Belgio a guardare alla Francia e al Regno Unito come alleati, e in generale il governo belga non intendeva fare nulla di più che proteggere la propria indipendenza. La stipula dell'Entente cordiale tra francesi e britannici nel 1904 portò i belgi a percepire un cambio di atteggiamento nei loro confronti da parte del governo di Londra, fino al punto di poter contare su una tacita protezione loro garantita dal Regno Unito. La preparazione militare del Belgio rimase comunque a uno stato poco sviluppato: l'Esercito belga creò un proprio stato maggiore solo nel 1910, ma dopo il ritiro dal servizio del suo primo responsabile, il tenente generale Harry Jungbluth, il 30 giugno 1912 un sostituto venne nominato solo nel maggio 1914 quando il tenente generale Antonin de Selliers de Moranville assunse l'incarico; Selliers de Moranville, ad ogni modo, iniziò una seria pianificazione per la mobilitazione dell'esercito solo il 29 luglio seguente, ormai alla vigilia dello scoppio delle ostilità..
Secondo i piani di mobilitazione, l'Esercito belga doveva ammassarsi nelle regioni centrali del paese all'interno del cosiddetto "Ridotto nazionale", tenendosi pronto a fronteggiare un'invasione da qualunque lato fosse provenuta. La Posizione fortificata di Liegi (Position fortifiée de Liège o PFL) e la Posizione fortificata di Namur (Position fortifiée de Namur o PFN) sarebbero state lasciate indietro per rallentare un esercito invasore proveniente rispettivamente dalla Germania o dalla Francia; all'atto della mobilitazione il sovrano del Belgio avrebbe assunto il comando dell'Esercito e avrebbe poi scelto dove concentrare l'armata campale belga. Data l'interruzione del nuovo piano di riarmo nazionale, i soldati belgi erano disorganizzati e poco addestrati ma potevano sfruttare strategicamente la posizione centrale per ritardare il contatto con un invasore straniero fino all'arrivo degli aiuti delle potenze garanti della neutralità del paese. Questa linea di condotta era però avversata da una scuola di pensiero, che voleva invece l'adozione di uno schieramento delle truppe lungo la frontiera minacciata, in accordo con le teorie dell'offensiva a oltranza in voga all'epoca negli ambienti militari francesi; come compromesso finale, i piani belgi prevedevano di concentrare il grosso dell'armata dietro il corso del fiume Gete ma lasciando un'intera divisione a presidio tanto di Liegi quanto di Namur.
Germania Sin dal 1891, la pianificazione strategica tedesca dava la priorità a una manovra offensiva contro la Francia mentre contemporaneamente veniva adottata una postura difensiva nei confronti del principale alleato dei francesi, l'Impero russo. La pianificazione tedesca era influenzata dall'inferiorità numerica della Germania rispetto ai suoi potenziali nemici, dalla velocità di mobilitazione e concentrazione di cui di coverso godevano i tedeschi e dal vasto aumento della potenza di fuoco delle armi moderne: si riteneva che gli attacchi frontali fossero ora troppo costosi, protratti nel tempo e portatori di successi modesti, in particolare dopo che francesi e russi ebbero modernizzato le loro opere fortificate poste ai confini della Germania. Alfred von Schlieffen, capo dello stato maggiore generale tedesco dal 1891 al 1906, sviluppò quindi un piano per aggirare le fortificazioni di frontiera dei francesi sferrando un'offensiva lungo il fianco settentrionale dello schieramento nemico, la quale avrebbe portato a una superiorità locale delle forze tedesche e quindi a una vittoria rapida e decisiva; tra il 1898 e il 1899 questa manovra (il "Piano Schlieffen") venne sviluppata come una rapida invasione del neutrale territorio del Belgio, nella zona compresa tra Anversa e Namur, con le forze tedesche che avrebbero poi piegato oltre la frontiera franco-belga per arrivare a minacciare Parigi da nord..
Il feldmaresciallo Helmuth Johann Ludwig von Moltke subentrò a Schlieffen nel 1906, e si dimostrò meno sicuro rispetto al suo predecessore del fatto che i francesi si sarebbero conformati ai piani tedeschi. Moltke adattò il piano di schieramento e concentrazione del Deutsches Heer per sviluppare tanto un attacco al centro quanto un attacco avvolgente da entrambi i fianchi come varianti rispetto alla manovra originaria concepita da Schlieffen, spostando divisioni dal fianco destro dello schieramento tedesco a quello sinistro, davanti alla frontiera tra Francia e Germania. La forza principale tedesca sarebbe comunque avanzata attraverso il Belgio per poi attaccare verso sud in Francia, avvolgendo le armate francesi alla loro sinistra e respingendole sui fiumi Mosa, Aisne, Somme, Oise, Marna e Senna, incapaci di ritirarsi nella Francia centrale. Se anche i francesi non fossero stati annientati dalla manovra da nord, questa avrebbe creato le condizioni per la vittoria al centro dello schieramento o in Lorena sul confine comune..
Le fortificazioni di Namur
La valle del fiume Mosa rappresentava una facile via attraverso la quale la Francia o la Germania potevano invadere il Belgio, e dopo gli eventi della guerra franco-prussiana del 1870-1871 il generale Henri Alexis Brialmont decise di fortificarla stabilendo delle piazzeforti a Liegi e Namur, come deterrente da possibili invasioni. La Posizione Fortificata di Namur (PFN) fu realizzata tra il 1888 e il 1892, e consisteva in una catena di forti collocata intorno alla città a circa 7 chilometri dal suo centro, posto a cavallo della confluenza del fiume Sambre con la Mosa; i forti, nove in tutto, consistevano in postazioni standardizzate dalla pianta triangolare o quadrilatera, al fine di ridurre al minimo l'ammontare di batterie d'artiglieria collocate dei loro fossati.. Sul lato sinistro della Mosa, in un arco da ovest a nord-est attorno all'abitato di Namur, si trovavano i forti di Fort de Saint-Héribert e Fort de Malonne (posti a sud del corso della Sambre), Fort de Suarlée, Fort d'Emines, Fort de Cognelée e Fort de Marchovelette; sul lato destro della Mosa, a sud-est della città, si trovavano invece i forti di Fort de Maizeret, Fort d'Andoy e Fort de Dave. L'anziana Cittadella di Namur, ormai obsoleta come postazione fortificata, era conservata solo come posto di comando.
I forti erano realizzati in calcestruzzo non armato, un materiale innovativo per l'epoca; i primitivi sistemi di illuminazione notturna esistenti al tempo obbligavano però a eseguire le operazioni di gettata del calcestruzzo liquido solo nelle ore di luce, il che causava una cattiva interconnessione tra le gettate eseguite in momenti diversi. I forti presentavano una cittadella centrale coperta da 3-4 metri di calcestruzzo; i punti meno vulnerabili della caserma dove alloggiava la guarnigione avevano invece muri in calcestruzzo spessi 1,5 metri, e tutto il forte era circondato da un fossato difensivo ampio 8 metri. L'entrata, rivolta in direzione della città, aveva una lunga rampa di accesso protetta da strutture a tamburo con feritoie per le armi perpendicolari all'ingresso; il portone era protetto da un ponte levatoio che si ritraeva lateralmente sopra una fossa di 3,5 metri di ampiezza, oltre che da una grata metallica e da un cannone da 57 millimetri che sparava lungo l'asse del cancello.. I forti di Namur erano armati in totale con 171 pezzi d'artiglieria pesante, con ciascuna piazzaforte dotata di 5-8 cannoni della Krupp in calibro 120 mm, 150 mm e 210 mm, i pezzi tecnologicamente più moderni disponibili nel 1888; i cannoni erano montati in torrette corazzate retrattili, realizzate in Francia, Belgio e Germania: i forti a pianta triangolare avevano tre torrette, quelli a pianta quadrangolare quattro. I forti avevano poi dei cannoni da 57 mm per la difesa ravvicinata, generalmente per un totale di 6 o 9 pezzi installati in casematte i cui campi di tiro coprivano il fossato..
I forti della PFN furono costruiti in modo da resistere a colpi d'artiglieria in calibro 210 mm, ed erano equipaggiati di generatori di elettricità alimentati a vapore che garantivano il funzionamento di luci, pompe e proiettori da ricerca; il costo totale di costruzione di un singolo forte si aggirava sui 29 milioni di franchi.. I forti avevano un lato debole nella parte posteriore, in modo da consentire a truppe belghe uscite dalla città di ricatturarli con un contrattacco qualora fossero stati invasi dal nemico; le caserme e strutture di supporto della guarnigione erano costruite sul retro del forte, utilizzando il fossato posteriore per l'illuminazione e la ventilazione degli spazi abitativi. Erano stati presi vari accorgimenti per soddisfare le necessità quotidiane delle truppe della fortezza, ma le latrine, le docce, le cucine e l'obitorio erano stati costruiti nella controscarpa, una collocazione che poteva diventare insostenibile se i fumi dei proiettili esplosivi si raccoglievano negli alloggi e nelle aree di supporto mentre i forti erano ventilati naturalmente.. Oltre agli artiglieri dei cannoni, ogni forte aveva assegnato un distaccamento di fanteria incaricato di compiere sortite qualora il nemico si fosse avvicinato tropo alla struttura..
L'assedio Preludio