La storia economica del Canton Appenzello Esterno va dalla formazione del cantone nel 8 novembre 1597 dalla divisione del Canton Appenzello fino ai giorni nostri.

Dalla formazione del cantone alla Repubblica Elvetica

Demografia

Nonostante le numerose epidemie di peste, già nel XVI secolo il Canton Appenzello Esterno aveva conosciuto una forte crescita della popolazione.. Tra il 1597 e il 1794 il numero degli abitanti raddoppiò, passando da a . L'aumento della popolazione riguardò soprattutto i comuni posti sulla destra della Sitter, che fino alla fine del Medioevo avevano invece visto una minore concentrazione demografica. Nuove epidemie negli anni 1611-1635 provocarono cali demografici, che furono tuttavia compensati dalla forte eccedenza di nascite registrata prima del 1600.

Grazie allo sviluppo della produzione e del commercio delle tele di lino, dal 1667 al 1734 il tasso medio di crescita annuo della popolazione raggiunse la quota eccezionale dell'8,3‰. Dal 1734 al 1794, a causa delle annate difficili intorno al 1740 e della carestia del 1771, l'incremento annuo della popolazione subì una notevole flessione e si assestò intorno al 2,2‰, per quanto vi fosse stato un miglioramento economico dovuto alla fioritura del settore cotoniero. Questa evoluzione, caratterizzata da un forte incremento demografico nei secoli XVII-XVIII e pertanto anomala rispetto alla maggioranza delle regioni svizzere, va dunque ricondotta alla protoindustrializzazione. A partire dal 1700 si accompagnò a un aumento della mobilità interna, tale per cui, in alcuni comuni, la quota dei dimoranti (gli abitanti provenienti da altri comuni) già verso il 1800 aveva raggiunto il 30%. Poco numerosi erano invece gli immigrati da altri cantoni, che erano esclusi dall'acquisto di terreni e tenuti a pagare una forte tassa per ottenere la cittadinanza. Vere e proprie ondate migratorie si verificarono solo in tempi di crisi: se si eccettua la spedizione per l'America del 1736, in maggioranza gli emigranti che lasciavano Appenzello Esterno si dirigevano nelle regioni germanofone fra Alsazia e Prussia. Verso il 1800 Appenzello Esterno era il cantone svizzero con la maggiore densità demografica.

Economia

Durante lancien régime, Appenzello Esterno era integrato in una regione economica di cui facevano parte le città e gli Stati intorno al lago di Costanza, caratterizzata da strette interrelazioni e dalla ripartizione geografica delle attività. L'abolizione dei vincoli feudali attraverso il riscatto, nel XVI secolo, degli oneri fondiari e personali, e l'assenza di dazi interni, imposte, limitazioni del diritto di domicilio (per i cittadini del cantone) e di rigide regolamentazioni nei settori artigianale o agricolo si rivelarono importanti fattori propulsivi per una precoce industrializzazione, che venne ulteriormente favorita dalla prossimità di una città come San Gallo.

Agricoltura e silvicoltura

Nel settore agricolo, la conversione dalla cerealicoltura, già poco diffusa, all'allevamento del bestiame e alla coltivazione del lino accrebbe la dipendenza della regione dall'importazione di cereali dalla Svevia. Nel Vorderland, se si eccettuano le aziende viticole del Kurzenberg, dominava l'economia di sussistenza praticata dai piccoli contadini. L'agricoltura commerciale, molto presto orientata verso l'allevamento di bestiame da ingrasso e la produzione lattiera e contraddistinta da una particolare divisione del lavoro tra contadini e alpigiani, era invece diffusa specialmente nell'Hinterland. Un terzo dei contadini era in grado di produrre per il mercato (ingrasso di vitelli acquistati nel Vorarlberg e vendita di capi da macello e latticini a San Gallo). Una certa importanza avevano anche la vendita di legname da costruzione, di potassa e di carbone di legna e l'estrazione di salnitro.

Artigianato e commercio

Gli artigiani, fra i quali si distinguevano per la loro non comune maestria i carpentieri, si concentravano nei villaggi, dall'economia molto fiorente nel XVIII secolo. Polo principale dell'artigianato locale era Herisau, che dal 1680 conobbe un notevole sviluppo: nella località vi erano sette corporazioni di mestiere, oltre a molti artigiani che esercitavano la loro professione liberamente. Il numero e la durata dei mercati aumentò grazie alla concessione di nuove autorizzazioni e all'introduzione di nuove fiere dei tessili a Trogen (1667), Herisau (1706) e Speicher (1750) e di mercati di granaglie e di filati. Mercati settimanali e fiere annuali furono creati a Heiden nel 1685 e a Teufen nel 1728. Fiere annuali vennero inoltre introdotte a Urnäsch, Trogen, Hundwil nel 1726, a Wolfhalden/Tobel nel 1727, a Gais nel 1754, a Bühler nel 1777 e a Schwellbrunn nel 1793.

Settore tessile

Nel XVI e XVII secolo il commercio delle telerie, settore dominante dell'economia della regione, era interamente controllato da mercanti sangallesi, ma a partire dal 1670 circa la campagna appenzellese acquisì una crescente importanza rispetto alla città, grazie all'incremento della produzione, all'apertura di nuove fiere e ai primi commercianti locali di tessili prodotti a domicilio. Attorno al 1740 in tutto Appenzello Esterno si diffuse la lavorazione del cotone e l'industria a domicilio conobbe un notevole sviluppo: questa attività segnò l'inizio di una nuova fase di espansione economica, che favorì l'integrazione della regione nel mercato europeo e l'introduzione di nuovi settori di produzione, come la ricamatura a mano e la stampa di tele indiane. Fino alla comparsa della filatura meccanica su telai inglesi, nel 1790 circa, la produzione tessile locale si basò quasi interamente sul lavoro manuale svolto a domicilio. Nella misura in cui l'industria tessile si andava progressivamente sviluppando, il servizio mercenario perse importanza.

Società

Lo sviluppo economico fu accompagnato da mutamenti sociali. Lélite economica dominò comunque sempre anche la vita politica: se fino al 1650 il potere era detenuto da alcuni gruppi di Herisau, Gais, Urnäsch e Trogen, che avevano avuto un ruolo importante in campo militare, alla fine del XVII secolo esso passò al gruppo dei commercianti di telerie. Lo sviluppo del ramo cotoniero consentì l'ascesa sociale di nuove figure, legate alla produzione e al commercio di stoffe, e favorì pertanto la formazione di un'''élite allargata e proveniente dalle diverse regioni del cantone.

Alla vigilia della Rivoluzione elvetica il ceto alto di Appenzello Esterno era costituito da ricchi mercanti e fabbricanti, uomini di mondo abituati a viaggiare e proprietari di sontuose dimore. Del ceto superiore facevano parte anche alcuni grandi contadini, piccoli commercianti, maestri artigiani, mugnai, medici e osti. Il ceto medio comprendeva piccoli fabbricanti, lavoratori indipendenti, artigiani, personale sanitario, pastori riformati, allevatori proprietari di un'azienda propria (Hämet) e alpigiani che possedevano numerosi capi di bestiame.

Il ceto inferiore era composto quasi esclusivamente da persone che lavoravano in ambito tessile: al vertice vi erano piccoli contadini e operai (soprattutto tessitori) dotati di piccole proprietà, mentre la fascia inferiore, il gruppo più numeroso in assoluto, comprendeva le famiglie di tessitori che possedevano solo una casa modesta, i lavoratori a domicilio, senza abitazione propria e interamente dipendenti dal lavoro salariato, un gran numero di domestici e infine gli operai degli opifici addetti alla rifinitura dei prodotti tessili.

Dal XIX al XX secolo

Demografia Nel 1836 Appenzello Esterno contava abitanti, grosso modo la medesima cifra registrata nel 1794.. In questo arco di tempo furono determinanti i disordini dell'Elvetica, la crisi economica del biennio 1810-1812, la gravissima carestia del 1816-1817 e un'ondata di rincaro (1830-1831). Successivamente alcuni comuni, grazie all'immigrazione, registrarono una crescita accelerata. L'andamento demografico negli anni fra il 1840 e il 1940 fu in gran parte determinato dalle congiunture dell'industria tessile: i periodi di sviluppo furono contraddistinti da alti tassi di matrimoni e di natalità, quelli di crisi dall'emigrazione o da cali nelle eccedenze dei nati sui morti. Fino al 1850 circa gli emigranti si diressero soprattutto verso l'Alsazia, precocemente industrializzata in campo tessile. Dopo due fasi temporanee di partenze per la Russia (1817, 1834), dal 1846 acquisì importanza l'emigrazione verso l'America.

L'incremento demografico, costante e ben distribuito sul territorio, si attenuò dopo il 1860: fra il 1865 e il 1885 si registrò una fase discendente già in sei dei 20 comuni, fra cui la vecchia capitale, Trogen. Una fase di sviluppo riguardò invece soprattutto il Vorderland e Herisau, che si stava trasformando in centro industriale. Fino al 1910, anno in cui la popolazione di Appenzello Esterno raggiunse il suo massimo, si registrarono tassi annui di crescita nel complesso leggermente inferiori rispetto alla media svizzera: 2,9‰ dal 1805 al 1850, 6,3 dal 1850 al 1888, 3,2 dal 1888 al 1910. Nella successiva fase di calo demografico (1920-1941), mentre la popolazione anziana in genere non lasciò il cantone, migliaia di giovani lavoratori furono costretti dalla lunga crisi a emigrare in altre regioni della Svizzera o all'estero. Tra il 1887 e il 1938 emigrarono oltremare persone. Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale le mete europee più importanti rimasero Francia e Germania, dove molti garzoni e domestiche di Appenzello Esterno trovavano lavoro nell'agricoltura.

Negli anni 1939-1948 fecero ritorno in Svizzera circa Appenzellesi emigrati all'estero, ma continuò la migrazione interna verso l'Altopiano: nel 1941 solo il 40% dei cittadini di Appenzello Esterno viveva ancora nel cantone. Fra il 1941 e il 1980, con una crescita annua dell'1,6‰, Appenzello Esterno figurò al terzultimo posto nella graduatoria demografica della Svizzera orientale, davanti solo ad Appenzello Interno e Glarona. In seguito alla crescente integrazione nella regione economica di San Gallo e Rorschach, nel dopoguerra si sviluppò un forte pendolarismo in uscita verso le regioni vicine: gli Appenzellesi che lavoravano nel canton San Gallo passarono da 1876 nel 1950 a 4761 nel 1980. Nello stesso arco di tempo si modificò anche la distribuzione confessionale, specialmente a causa della migrazione interna e dell'aumento in percentuale degli stranieri (4,4% nel 1950, 14,7% nel 1970).

Un vecchio articolo del Codice cantonale, che autorizzava chiunque a costruire secondo il proprio desiderio sulle sue proprietà, rimase in vigore in quasi tutte le località fino a XX secolo inoltrato, se si eccettuano alcune restrizioni, come la legge sulle strade e sulle assicurazioni e le ordinanze antincendio. Mentre dopo il 1800 il numero degli insediamenti isolati registrò un debole aumento, fra il 1860 e il 1915 villaggi e frazioni conobbero un intenso sviluppo edilizio, cui corrispose un calo del tasso di occupazione. Dal 1960 mostrano un dinamismo straordinario, in questo senso, in particolare i comuni vicini a San Gallo.Evoluzione degli edifici abitati dal XIX al XX secolo Economia