Questa pagina tratta la storia della nazionale di calcio dei Paesi Bassi.

La nazionale dei Paesi Bassi (in lingua olandese Nederlands voetbalelftal, in italiano letterale "undici di calcio dei Paesi Bassi"), spesso indicata come nazionale di calcio dell'Olanda, gioca in tenuta arancione, motivo per il quale i suoi componenti sono detti oranje. Ha vinto il campionato europeo nel 1988 e ha raggiunto la finale del campionato mondiale per tre volte, di cui due consecutive (1974 e 1978) e una trentadue anni dopo, nel 2010, venendo sconfitta in tutte le occasioni. Ha raggiunto la finale anche nella prima edizione della UEFA Nations League (2018-2019), uscendone sconfitta.

In dieci partecipazioni al campionato mondiale è arrivata tra le prime quattro posizioni per ben cinque volte. Tra le nazionali che hanno disputato almeno tre finali della Coppa del mondo e sono arrivate almeno cinque volte tra le prime quattro, quella olandese è l'unica a non avere vinto il trofeo. Al campionato europeo ha ottenuto cinque piazzamenti nei primi quattro posti (1976, 1988, 1992, 2000, 2004) su dieci partecipazioni complessive alla fase finale.

Prime comparse al mondiale e periodo buio

La nazionale olandese fece la sua prima apparizione ai campionato del mondo nell'edizione del 1934 in Italia, per poi qualificarsi anche al campionato mondiale del 1938 in Francia. Bisognerà aspettare gli anni settanta per vedere gli oranje riaffacciarsi sul palcoscenico dell'élite mondiale, un'attesa durata fino al campionato del mondo 1974, disputatosi in Germania Ovest.

Il calcio totale I Paesi Bassi di Cruijff (mondiale 1974 ed europeo 1976) Da qualche anno emblema del calcio totale, con Ajax e Feyenoord vincitori di molti trofei nelle coppe europee, condotta da Johan Cruijff, calciatore di grande qualità tecnica, ritenuto tra i migliori della storia del calcio, la nazionale olandese fu la rivelazione del campionato del mondo 1974. L'accesso alla fase finale fu, però, molto sofferto, con la squadra che si presentò all'ultima gara del gruppo 3 di qualificazione a pari punti con il , opposto agli oranje nella sfida decisiva del 18 novembre 1973 a Rotterdam. Negli ultimi minuti dell'incontro l'arbitro Pavel Kazakov annullò un gol al Belgio per un fuorigioco inesistente, così la gara finì 0-0 e per la miglior differenza reti si qualificarono gli olandesi.

Nella fase finale del mondiale del 1974 gli olandesi vinsero agevolmente il girone eliminatorio, battendo all'esordio l' per 2-0, pareggiando a reti bianche contro la la seconda gara e battendo per 4-1 la nell'ultima. Al secondo turno, anch'esso a gironi, gli arancioni sconfissero per 4-0 l', per 2-0 la e per 2-0, dopo una partita nervosa e molto fallosa, il campione del mondo uscente. In tutte queste partite la nazionale nederlandese diede prova di un'eccellente tenuta atletica e di notevoli qualità tecniche in alcuni suoi giocatori, esprimendo un brillante gioco offensivo a tutto campo e dimostrando una netta superiorità sui vari avversari.

In finale, però, i Paesi Bassi non confermarono completamente le loro qualità; i nederlandesi si trovarono di fronte i padroni di casa della , una squadra esperta, fisicamente preparata e dotata di giocatori di qualità. Passati in vantaggio dopo un minuto grazie a un rigore per atterramento in area di Cruijff, trasformato da Johan Neeskens, gli uomini allenati da Rinus Michels subirono la reazione della Germania, che ribaltò la situazione entro il primo tempo, prima con il pareggio di Paul Breitner, anch'esso su rigore, e poi con un gol in mischia da distanza ravvicinata dell'abile centravanti tedesco Gerd Müller. Nella ripresa, dopo aver in due occasioni rischiato di subire il terzo gol, gli olandesi imposero il loro forcing offensivo, sfiorando con vari tentativi il pareggio. Ciononostante fu tutto inutile e gli oranje, considerati favoriti alla vigilia, persero il mondiale, proprio come lo perse vent'anni prima l' contro la stessa Germania Ovest. La direzione di gara dell'arbitro Jack Taylor, apparentemente ineccepibile, sembrò invece innervosire in particolare Cruijff e venne criticata dai nederlandesi per un presunto atteggiamento di fondo benevolo verso i padroni di casa.

Al liti interne allo spogliatoio tra Cruijff e Willem van Hanegem danneggiarono irrimediabilmente l'affiatamento della squadra, che ottenne un terzo posto considerato deludente a fronte alle aspettative iniziali.

Mondiale 1978 Al mondiale argentino del 1978 i Paesi Bassi raggiunsero nuovamente la finale, seppur con molta fatica, essendo anche privi di Cruijff, il quale aveva deciso di lasciare la nazionale. Nel girone iniziale la squadra si trovò ad affrontare , e . Vinta la gara contro l'Iran, il pareggio per 0-0 con il Perù costrinse gli olandesi a giocarsela con la nella terza partita (anche se, contando su una vittoria del Perù contro l'Iran, era sufficiente anche una sconfitta per 3-0). Malgrado la vittoria della Scozia per 3-2, a qualificarsi al secondo turno furono i Paesi Bassi, grazie alla miglior differenza reti.

Nel girone di semifinale gli arancioni trovarono , e . Sconfitta per 5-1 l'Austria e ottenuto un pareggio (2-2) nella ripetizione della finale '74 con i tedeschi occidentali, gli uomini di Ernst Happel batterono per 2-1 ed eliminarono l'Italia, ancora in corsa per la finale, in una partita dominata dagli azzurri nel primo tempo, beffandoli a un quarto d'ora dalla fine con un tiro di Haan da quasi quaranta metri.

Nell'atto conclusivo, ancora una volta la formazione olandese si trovò di fronte i padroni di casa, e a Buenos Aires, contro l', in un infuocato clima di fervente nazionalismo, fu sconfitta nuovamente. L'Argentina si impose per 3-1 dopo i tempi supplementari, grazie alle reti di Kempes (doppietta) e Bertoni, a fronte del momentaneo pareggio siglato dall'attaccante di riserva Dick Nanninga. Furono grandi comunque i rimpianti per i Paesi Bassi, a causa di un palo colpito al 90' da Rensenbrink. Gli olandesi, inoltre, lamentarono il gioco duro e il presunto atteggiamento ostruzionistico degli argentini, il clima ostile in campo e sugli spalti e la direzione di gara dell'arbitro italiano Sergio Gonella, ritenuta imprecisa e troppo tollerante con i padroni di casa.

La crisi del decennio 1978-1988 Dopo il campionato mondiale 1978, a causa del declino della generazione dei grandi campioni degli anni settanta, i Paesi Bassi imboccarono la strada di una crisi decennale. Qualificatisi alla fase finale del campionato d'Europa 1980, gli oranje furono eliminati prima delle semifinali, perdendo la partita decisiva contro la , poi vincitrice della manifestazione.

Negli anni successivi vennero mancati altri obiettivi importanti quali le qualificazioni ai campionato mondiale 1982 e 1986 e al campionato europeo 1984.

La vittoria dell'europeo

A partire dalla metà degli anni ottanta una nuova generazione di campioni si affacciò sulla scena internazionale. I Paesi Bassi, allenati dallo stesso Rinus Michels, già timoniere al tempo della finale mondiale del 1974, conquistarono il loro primo alloro europeo vincendo il campionato d'Europa 1988, disputatosi in Germania Ovest.

Inseriti nel gruppo B insieme a , e , gli olandesi partirono subito male, perdendo 1-0 con i sovietici di Lobanovs'kyj. Le due vittorie successive con Inghilterra ed Irlanda permisero comunque al gruppo di Michels di passare in semifinale come seconda classificata nel girone. In semifinale si trovarono di fronte alla padrona di casa. Dopo un combattuto match, vinto per due reti ad uno con gol decisivo all'88' di Marco van Basten, gli oranje poterono accedere alla finale contro l'Unione Sovietica, nazionale da cui erano stati battuti nella gara d'esordio.

Il 25 giugno, a Monaco di Baviera, la vittoria arrivò grazie ad un 2-0 firmato da Ruud Gullit e da Marco van Basten. Di quella squadra vincente facevano parte campioni del calibro di Marco van Basten, Ruud Gullit, Frank Rijkaard (il trio olandese del Milan di Sacchi), Ronald Koeman, Gerald Vanenburg e il portiere Hans van Breukelen.

Anni novanta: il quarto posto al mondiale 1998 Negli anni novanta il miglior risultato per i Paesi Bassi fu il raggiungimento della semifinale a campionato d'Europa 1992, mentre l'avventura agli campionato d'Europa 1996 si concluse ai quarti di finale.

Le partecipazioni della squadra arancione ai mondiali 1990 e 1994 furono meno brillanti. A Italia '90 la nazionale arancione si presentò da campione d'Europa in carica, ma fu eliminata agli ottavi dalla Germania (vera bestia nera degli olandesi), che poi avrebbe vinto il titolo. Al mondiale statunitense del '94 i Paesi Bassi, trascinati da Dennis Bergkamp, come quattro anni prima furono sconfitti dai futuri campioni del mondo: raggiunti i quarti di finale, furono, infatti, estromessi dalla competizione dal Brasile, vittorioso per 3-2.

Nella rassegna mondiale del 1998, con Guus Hiddink come CT, la squadra arrivò tra le prime quattro a distanza di vent'anni dall'ultima volta. Facevano parte di quella nazionale fuoriclasse come Dennis Bergkamp, Marc Overmars, Phillip Cocu, Edgar Davids, Frank de Boer, Ronald de Boer, Clarence Seedorf e Patrick Kluivert. Gli olandesi avanzarono sino alla semifinale e furono sconfitti ai rigori sempre dal . Nella finale per il terzo posto furono poi battuti per 2-1 dalla sorprendente .

Anni duemila: la doppia semifinale europea Congiuntamente al vicino Belgio, i Paesi Bassi ospitarono il . Vinta la prima fase a punteggio pieno (con anche un successo, per 3-2, sui campioni mondiali della Francia), nei quarti rifilarono un 6-1 alla Jugoslavia. Il cammino terminò in semifinale, contro l'Italia: in vantaggio di un uomo per gran parte della sfida, la squadra di casa fallì due rigori nei 120 minuti di gioco, venendo poi battuta nella sequenza finale dei tiri dal dischetto, per l'ottima prestazione del portiere azzurro Toldo.

Mancata la qualificazione al , nella successiva edizione del torneo continentale gli olandesi replicarono il raggiungimento della semifinale, stavolta con l'eliminazione causata dal . Nel luglio 2004 il CT Advocaat si dimise dopo aver ricevuto minacce alla propria persona. Fu sostituito da Van Basten, che ottenne la qualificazione ai campionato mondiale 2006 da imbattuto.

Per la fase finale del mondiale tedesco, gli oranje vennero inseriti nel girone C che superarono insieme all'Argentina, prima in classifica per differenza reti. L'ostacolo maggiore si rivelò, nuovamente, il Portogallo, che fermò la selezione negli ottavi in una gara con ben venti provvedimenti disciplinari tra ammonizioni ed espulsioni.

Nelle qualificazioni al campionato d'Europa 2008, la cui fase finale si svolse in Austria e Svizzera, la selezione olandese, con ventisei punti totalizzati, raggiunse il secondo posto nel gruppo G dietro alla . Gli otto successi, i due pareggi e le due sconfitte furono risultati sufficienti per accedere alla fase finale della manifestazione continentale.

Nella fase finale la squadra ebbe un brillante avvio, esprimendo un calcio piacevole. Inserita nel girone C con , e , batté nettamente i campioni del mondo in carica dell'Italia per 3-0 e i vice-campioni del mondo della Francia per 4-1, qualificandosi, così, ai quarti di finale come prima classificata del girone C con una partita di anticipo. Nella terza partita del girone, pur essendo già qualificata, batté anche la Romania per 2-0, impedendo ai romeni di vincere e ottenere la qualificazione ai quarti, qualificazione conseguita, invece, dall'Italia. Il cammino dei Paesi Bassi, tuttavia, si concluse ai quarti di finale, con la sconfitta per 3-1 dopo i tempi supplementari ad opera della , guidata dall'ex CT dei Paesi Bassi Guus Hiddink. Alla fine del torneo, come peraltro era noto da tempo, Van Basten lasciò l'incarico di CT.

Anni duemiladieci