La Ars et Labor Ferrara è una società calcistica italiana con sede nella città di Ferrara. Prosegue de facto la tradizione sportiva della storica società cittadina denominata S.P.A.L. (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor).
Fondata nel 1907 come circolo religioso-culturale Ars et Labor, divenne in breve tempo polisportiva, affiliando la propria sezione calcistica alla FIGC nel 1910. con la denominazione Ferrara Foot-Ball Club.Erroneamente chiamato Unione Sportiva Ferrarese da «La Gazzetta dello Sport», cfr. . Il ramo sportivo si separò dal circolo il 15 marzo 1913 costituendosi come Società Polisportiva Ars et Labor., con la squadra di calcio che si allineò a tale denominazione a partire dal 1919.
È il sodalizio più prestigioso della città di appartenenza: nella sua storia ha preso parte a 24 edizioni del massimo campionato italiano, di cui 19 della moderna Serie A a girone unico, ottenendo come miglior risultato il 5º posto al termine della stagione 1959-1960.. Si colloca al 26º posto nella classifica perpetua della Serie A (calcolata assegnando due punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2021-2022). e al 29º posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club calcistici italiani secondo i criteri della FIGC., è stata insignita dal CONI della Stella d'oro al merito sportivo nel 1974 e del Collare d'oro al merito sportivo nel 2019. Nel palmarès annovera due campionati di Serie B vinti nelle stagioni 1950-1951 e 2016-2017, la Coppa Italia Serie C 1998-1999 e una Supercoppa di Lega Pro vinta nel 2016; in ambito internazionale si è aggiudicata l'ultima edizione della Coppa dell'Amicizia, nel 1968. Ha inoltre raggiunto la finale della Coppa Italia 1961-1962.
Dal 1928 gli Estensi disputano le partite interne allo stadio Comunale, intitolato nel 1982 all'ex presidente Paolo Mazza. I colori sociali sono il bianco e l'azzurro, mutuati dallo stemma dei Salesiani di San Giovanni Bosco.
Storia Le origini: dal Circolo Ars et Labor alla S.P.A.L. Le più antiche tracce del calcio a Ferrara risalgono al 1896, con la costituzione di una squadra nell'ambito della Palestra Ginnastica Ferrara. Questa parteciperà più volte al campionato nazionale di calcio organizzato dalla Federazione Ginnastica d'Italia: una competizione tuttavia mai riconosciuta come ufficiale dalla FIF (l'odierna FIGC, sorta nello stesso anno), poiché non disputata secondo le regole del gioco del calcio dell'IFAB, ma con quelle della variante italiana nota come calcio ginnastico. A seguire, agli inizi del Novecento sorsero in città numerose altre formazioni, tra cui Unione Sportiva Ferrarese, Pro Juventus Ferrara, Audax Ferrara, Ferrara Football Club ed Eridania Football Club.
Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la Società Polisportiva Ars et Labor vide la luce nel marzo 1907 per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, all'epoca direttore dell'oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale denominato Ars et Labor (in latino "Arte e Lavoro") che nel giro di un paio d'anni divenne Circolo Ars et Labor, dando mandato a don Pastorino, padre catechista del seminario, di aggiungere alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente limitate ad atletica, ginnastica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il bianco e l'azzurro, mutuati dallo stemma della Società Salesiana di San Giovanni Bosco.. Il ramo sportivo del Circolo Ars et Labor divenne indipendente da quello artistico il 15 marzo 1913, costituendosi autonomamente come Società Polisportiva Ars et Labor. La sezione calcistica fu istituita nel maggio 1910: inizialmente la squadra di calcio assunse la denominazione di Ferrara Foot-Ball Club, abbandonandola nel 1919 con la fine della prima guerra mondiale, allorché anche la sezione calcistica uniformò il suo nome a quello della polisportiva. Il debutto della denominazione Società Polisportiva Ars et Labor avvenne in occasione di una partita interna disputata contro la il 16 giugno 1919, persa per 1 a 4; la prima vittoria della formazione estense giunse il 18 agosto del medesimo anno, a spese della stessa Triestina, per 1 a 0..
Alcune pubblicazioni e ricerche storiche d'archivio attestano la nascita ufficiale della società al 1913., facendo inoltre risalire la nascita della sezione calcistica al 1919. Secondo fonti dell'epoca nella primavera del 1919 la SPAL giocò una partita a Castel Maggiore contro una squadra di militari inglesi stanziati attorno a Bologna; nella prima metà di giugno vennero disputati altri incontri prima della precitata sfida contro la Triestina: con una squadra mista composta da giocatori dell'Unione Sportiva Bolognese e del , con il , con la squadra del 3º Reggimento Batteria Contraerei e con la squadra del 219º Reggimento Artiglieria d'Assedio. La SPAL disputò il suo primo campionato sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio nella stagione 1919-1920, venendo inserita nel girone emiliano della Promozione (secondo livello calcistico dell'epoca) e riuscendo a qualificarsi nella massima divisione per la stagione successiva.
Dagli anni 1920 al periodo bellico
Tra il 1920 e il 1925 la SPAL militò nella massima serie del tempo, la Prima Categoria (ridenominata Prima Divisione a partire dal 1922-1923, conseguentemente al Compromesso Colombo). Nella stagione 1921-1922 gli estensi raggiunsero la semifinale del campionato nazionale, venendo sconfitti dalla per 2-1 nello spareggio disputato a Milano con in palio la finale. La rosa biancazzurra in quella partita era composta da: Canova, Ticozzelli, Fini, Manfredini, Sgarbi, Giuseppe Preti, Dabbene, Olivieri, Zanoli, Ilario Preti e Vassarotti.. Retrocessa in Seconda Divisione, quattro anni dopo fu assegnata al neonato campionato di Serie B a girone unico..
Il campo da gioco di Piazza d'Armi, risalente al 1919, venne sostituito dal nuovo stadio Comunale nel 1928. Da quel momento la società andò incontro a un decennio difficile, veleggiando tra la Serie B e la Serie C; contestualmente dal 1939 sino al termine della seconda guerra mondiale cambiò denominazione da Società Polisportiva Ars et Labor ad Associazione Calcio Ferrara, adottando maglie a strisce bianco-nere (in omaggio ai colori civici della città estense).. Tra gli anni 1920 e gli anni 1940 lanciò comunque diversi giocatori poi approdati in Serie A: Bruno Bertacchini, Elvio Banchero, Abdon Sgarbi (il quale vestirà la maglia della Nazionale), gli attaccanti Mario Romani (maggiore goleador della storia spallina, con 129 reti in 189 apparizioni) e Aldo Barbieri (entrambi ceduti al ), Archimede Valeriani, Savino Bellini, Otello Badiali e Albano Luisetto..
L'arrivo di Paolo Mazza e il secondo dopoguerra
Al termine del secondo conflitto mondiale, nel 1945 la squadra riadottò i colori bianco-azzurri e il nome SPAL. Sotto la gestione del nuovo presidente (ed ex allenatore della squadra negli anni 1930) Paolo Mazza, la società ferrarese tornò in Serie B e puntò alla promozione in Serie A.. Tra gli affari significativi conclusi in quegli anni dal massimo dirigente spallino spiccarono le cessioni del centravanti Mario Astorri alla (prelevato per lire dallo e venduto per due milioni ai bianconeri nel 1946.), della mezzala Egisto Pandolfini alla (prelevato dai viola per 3 milioni nel 1947 e rivenduto agli stessi per sedici milioni l'anno successivo.), dell'attaccante Attilio Frizzi al (capocannoniere della Serie B 1948-1949 con 25 reti, acquistato dai granata all'indomani della tragedia di Superga) e della coppia di punte Domenico De Vito-Giovanni Ciccarelli (ceduti alla per 35 milioni nel 1950).
Gli anni 1950 L'approdo in Serie A
Nella stagione 1950-1951 la SPAL allenata da Antonio Janni e guidata in campo dal capitano Giovanni Emiliani vinse il campionato di Serie B, accedendo per la prima volta alla Serie A a girone unico. La formazione-tipo di quell'anno era composta da: Bertocchi, Guaita, Carlini, Emiliani, Macchi, Nesti, Trevisani, Colombi, Biagiotti, Bennike e Fontanesi, cui si aggiungevano anche Dini, Patuelli e Rosignoli.. L'anno della promozione coincise inoltre con l'inaugurazione del rinnovato stadio Comunale, ricostruito completamente in sostituzione del vecchio impianto risalente al 1928. La stagione di esordio in Serie A si concluse con il nono posto in classifica; l'anno seguente i biancazzurri si piazzarono ancor più in alto, chiudendo il torneo in ottava posizione.
Il ventennio successivo vide la SPAL ottenere i suoi migliori risultati, mantenendo la categoria ininterrottamente dal 1951 alla prima retrocessione in B del 1964. Gli estensi tuttavia ottennero la salvezza tramite spareggio battendo per 2-1 il nel 1954 (con le reti di Bernardin e Olivieri), mentre nel 1955 la squadra venne ripescata nella massima serie insieme alla , a seguito delle sanzioni per illecito sportivo comminate al termine del campionato a e .. Il calciatore più rappresentativo degli anni in Serie A fu il centrocampista argentino Oscar Massei, il quale vestì la maglia biancazzurra per nove stagioni, dal 1959 al 1968, segnando 52 reti.
Valorizzazione dei giocatori
Negli anni 1950 e 1960 vari giocatori militanti nelle file della SPAL ebbero occasione di mettersi in luce: tra essi il portiere Bugatti (convocato in Nazionale e successivamente venduto al ), Alberto Fontanesi (poi passato alla ), Fulvio Nesti, Antonio Nuciari, Domenico De Vito, Armando Picchi, Franco Zaglio, Costanzo Balleri, Beniamino Di Giacomo ed Egidio Morbello (ceduti all'), Giorgio Bernardin (passato prima all'Inter e poi alla ), Sergio Carpanesi e Gennaro Olivieri (a loro volta passati alla Roma), Carlo Novelli (acquisito dal Napoli), Orlando Rozzoni (passato prima all' e poi alla Lazio), Fabio Capello (poi ingaggiato da Roma, e ), Albertino Bigon (al Milan e poi al Napoli), Gianfranco Bozzao, Adolfo Gori, Luigi Pasetti e Carlo Dell'Omodarme (alla Juventus), Saul Malatrasi (all'Inter, poi alla e infine al Milan), Gianni Bui (prima al , poi al Milan e infine al ), Carlo Facchin (al Torino, quindi alla Lazio), Ernesto Galli (al ), Giuliano Bertarelli e Dante Micheli (alla Fiorentina), Edoardo Reja (al ) e Luigi Delneri (all'Udinese). Altri giocatori promettenti dovettero interrompere o ridimensionare la propria carriera a seguito di infortuni: fu il caso di Giovanni Ferraro, Osvaldo Riva, Arturo Bertuccioli, Maurizio Moretti, Eugenio Bruschini e Gianfranco De Bernardi.
In quegli anni arrivarono a Ferrara anche calciatori più esperti, tra cui Sergio Cervato, Giovanni Mialich, Onorio Busnelli, Battista Rota, Angelo Villa, Enzo Matteucci, Manlio Muccini, Gianni Corelli, Ottavio Bianchi, Carlo Mattrel, Osvaldo Bagnoli, Vincenzo Gasperi, Giancarlo Vitali, Pietro Broccini, Sergio Sega, Silvano Trevisani, Giulio Pellicari, Alberto Orlando, Glauco Tomasin, Enrico Muzzio, Edoardo Dal Pos e Aulo Gelio Lucchi, gli argentini José Montagnoli e Oscar Massei, i brasiliani Carlos Heidel Feresin, Wilson Sorio e Carlos Cezar de Souza, il tedesco Erwin Waldner, gli ungheresi Árpád Fekete e Jenő Vinyei, il turco Aziz Esel Bülent, i danesi Niels Bennike e Dion Ørnvold, gli svedesi Dan Heiner Ekner, Sigvard Löfgren e Nils-Åke Sandell.
Il miglior piazzamento in Serie A con Oscar Massei