Biografia Nato da Antonio Lazzari, cittadino d'Urbino, e da Angella Mattei, figlia di Flavia Speranza nobile di Fossombrone, dopo gli studi a Urbino in teologia presso il collegio dei padri delle scuole pie con Camillo Simi, si laureò in diritto civile e canonico col prevosto Venturucci.
Per le sue capacità nelle belle lettere fu chiamato a occupare la cattedra di eloquenza nel seminario di Jesi e poi al seminario di Pesaro, dove divenne anche rettore. Alla morte di mons. Barsanti fece ritorno a Urbino dove nel 1785 divenne arciprete della pieve di San Martino e nel 1794 prevosto alla chiesa di Santo Spirito, ove operò dal 1795 al 1816.
Fu membro di importanti accademie, fa le quali l'Arcadia, la Ducale, e la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Fu dottore di collegio presso l'Università di Urbino. Sotto papa Pio VI ebbe i maggiori riconoscimenti nella carriera ecclesiastica: eletto nel 1797 deputato a Roma dalla Comunità di Urbino e Montefeltro, divenne protonotario apostolico, cappellano segreto, cameriere segreto e, nel 1805, prelato domestico del Pontefice.
Particolarmente rilevanti furono i suoi studi sulla storia urbinate, le raccolte epistolari, e le biografie di personalità (fra le quali quelle su Ludovico Antonio Muratori e gli illustri professori delle belle arti, e de' valenti mecanici). Influenzato dall'illuminismo settecentesco, Lazzari si occupò della storia romana di Urbino con un approccio rigoroso e scientifico. Alcuni dei suoi scritti furono inclusi nella fondamentale opera del Colucci di trenta volumi sulle Antichità Picene. Lo stesso Colucci lo descrisse così in introduzione al terzo volume:
Lazzari fu anche fra le fonti ampiamente usate da Gaetano Moroni per redigere il suo Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica.
Morì nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 1831, a settantasette anni. Nella città di Nociglia gli è stata dedicata una via del centro cittadino.
Opere
Note
Bibliografia