Dopo una modesta carriera da calciatore, dove ha vestito la maglia dell', nella prima metà degli anni 1990 ha esordito sulla panchina del , squadra a cui ha legato il suo nome nei primi anni da allenatore. Nel suo palmarès può vantare la vittoria di tre titoli con il : una Coppa Italia (1998-1999), una Coppa UEFA (1998-1999) e una Supercoppa italiana (1999).

È, a pari merito con Carlo Mazzone e Marco Giampaolo, l'allenatore che si è seduto su più diverse panchine nella storia della Serie A, allenando in tutto 11 club.

Biografia È nato nel quartiere veronese di San Michele Extra. Sposato, dal matrimonio ha avuto due figlie: Giulia e Valentina.

Amante del buon vino, ha comprato un terreno a Verona in cui nel 2003 ha fondato l'azienda agricola La Giuva, con la quale, avvalendosi della collaborazione di un amico enologo, ha prodotto Valpolicella e Amarone.Il Secolo XIX, 3 aprile 2012, pag. 42 Il nome dell'azienda derivava dall'insieme dei nomi delle figlie e dal riferimento all'uva. All'inizio del 2023 vende l'azienda agricola e si ritira definitivamente a vita privata.

Caratteristiche tecniche Giocatore Era un centrocampista con buon senso tattico. Il suo rendimento era limitato a causa della scarsa velocità di movimento.

Allenatore Ha utilizzato per molto tempo il modulo 3-4-3, con gioco offensivo.Ecco Alberto Malesani, l'uomo del 3-4-3 Palermo24.net Successivamente è passato al 4-3-1-2 e al 4-3-3.

Le sue squadre giocavano con una mentalità offensiva, affidando la gestione della palla in larga parte ai centrocampisti, mentre i difensori coprivano i primi 30-40m. Tale modo di impostare il gioco era ispirato a quello dell'olandese Louis van Gaal, innovativo e lungimirante rispetto alla scuola tattica italiana di cui è principale esponente.

Carriera Giocatore Cresciuto nelle giovanili della squadra veronese , formazione del suo quartiere di nascita, militò poi per un periodo relativamente breve nella Primavera del , al termine del quale fece ritorno nella sua vecchia formazione dove ebbe modo d'esordire in prima squadra. La sua carriera da calciatore fu breve: dopo aver vinto un campionato di Serie D nel 1976-1977 con la squadra rossonera, decise di ritirarsi.

Allenatore Gli inizi, Chievo

Dopo il ritiro da calciatore trovò lavoro nella sezione logistica della multinazionale del settore ottico Canon.

Dopo aver guidato gli allievi dell', squadra dilettantistica, la sua carriera di allenatore cominciò nel 1990, quando venne chiamato dalla squadra Primavera del . Lasciato il lavoro alla Canon per dedicarsi al calcio a tempo pieno, si occupò nel primo periodo anche della campagna abbonamenti e dei contratti dei giocatori. Divenuto vice della prima squadra, nel 1993 fu promosso alla guida dei clivensi in Serie C1, portandoli subito alla prima, storica promozione in Serie B e gettando le basi per quello che in futuro verrà denominato miracolo Chievo.Gli "ex" delle panchine Palermocalcio.it Con la squadra disputò poi tre stagioni tra i cadetti, arrivando rispettivamente al 13º, al 14º ed al 7º posto.

Fiorentina Nel 1997 si spostò alla , dove firmò un contratto annuale con opzione per anno seguente.

Presentato insieme alla squadra a luglio, ricevette l'approvazione della tifoseria. A Firenze completò il processo di trasformazione di Rui Costa da fantasista a regista di centrocampo, proseguendo il lavoro del precedente allenatore Claudio Ranieri. L'esordio in campionato fu positivo, con vittoria alla prima giornata.

Nelle giornate seguenti la squadra viola subì alcune sconfitte (3 consecutive) e spesso il gioco espresso non fu all'altezza delle aspettative, tanto che a inizio dicembre incominciarono i primi screzi con il presidente Vittorio Cecchi Gori, in occasione dei quali il tecnico fu comunque difeso dalla squadra ed anche della tifoseria. In seguito la Fiorentina conquistò risultati utili consecutivi (vittorie con e ), esprimendo gioco positivo e difesa solida.

In seguito sorsero problemi con il neo acquisto Edmundo, il quale non accettava di essere relegato in panchina da Malesani, che sfociarono in un nuovo diverbio con Cecchi Gori, il quale si rifiutò di rinnovare il contratto al tecnico veronese finché non fosse stata raggiunta la qualificazione in Coppa UEFA; ancora una volta spogliatoio (in particolare Rui Costa e Gabriel Batistuta) e città erano invece schierati dalla sua parte. Ad aprile l'allenatore si accordò per il passaggio al . Concluse il campionato con la squadra viola al 5º posto, con qualificazione in Coppa UEFA.

Parma Passato al Parma dell'ambizioso presidente Calisto Tanzi, nel 1999 lo portò a vincere Coppa Italia, Supercoppa italiana e Coppa UEFA. Il rapporto tra Malesani, tifoseria e società fu conflittuale: la società voleva vincere il campionato e allestì una squadra che Tanzi considerava la più forte d'Italia, ma alla fine chiuse il campionato al 4º posto, risultato che fu messo in discussione da società e tifoseria.Malesani-Parma: non è stato solo amore ricerca.gelocal.it Alla fine del 1999 si classificò terzo, dietro a due leggende come Alex Ferguson e Valerij Lobanovs'kyj, nella classifica dei migliori allenatori UEFA.

Nella stagione 1999-2000 giunse 5º in campionato e ai quarti di Coppa italia. Nel campionato 2000-2001 fu esonerato dopo la 13ª giornata, l'8 gennaio 2001, nella quale il Parma fu sconfitto in casa 2-0 dalla . Nel frattempo, l'11 novembre del 2000, fu vittima di un terribile incidente stradale in cui il tecnico rischiò la vita, mentre era di rientro a Parma per andare a far visita in un ospedale. Fortunatamente ne uscì in condizioni buone, salvandosi per miracolo. Malesani fu il primo allenatore esonerato al Parma dalla famiglia Tanzi, proprietaria dell'azienda alimentare Parmalat e, attraverso di essa, azionista di maggioranza della squadra emiliana dal 1990. Tifoseria e società gli imputarono lo scarso rapporto con la città ed il fatto di non essere mai riuscito in tre anni a lottare per vincere lo scudetto nonostante avesse avuto a disposizione una squadra forte.

Verona Il 4 luglio 2001 Malesani tornò nella sua città, firmando questa volta con il . Nella prima parte di stagione la squadra ottenne gioco e risultati positivi, tra cui la vittoria contro la sua storica ex squadra, il Chievo, nel derby veronese, in cui l'allenatore venne aspramente criticato per la sua esultanza al termine della partita, in particolare dai tifosi clivensi. A febbraio il contratto gli fu rinnovato con la squadra al 7º posto in classifica. L'allenatore ha rivelato anni dopo che in quel periodo, visti i buoni risultati con la squadra scaligera, era stato contattato per allenare il nella stagione successiva, a condizione che avesse ripetuto le buone prestazioni dell'andata nel girone di ritorno. A partire da questo momento, una serie negativa di risultati portò l'Hellas a lottare per evitare la retrocessione. All'ultima giornata, nonostante un pareggio fosse sufficiente per rimanere nella massima serie, i veneti persero 3-0 contro il e retrocessero in Serie B. La retrocessione del 2002 con il Verona è considerata lo spartiacque negativo nella carriera di Malesani, il quale ha ammesso di essere stato segnato profondamente da tale evento, sia a livello professionale che a livello personale.

Malesani restò alla guida della squadra in B. Viste le difficoltà economiche della squadra, che aveva venduto alcuni giocatori, il tecnico decise personalmente di decurtarsi lo stipendio del 40%. Un negativo inizio di campionato mise in dubbio la continuazione del rapporto con la società veneta. La vittoria nel derby regionale contro il Vicenza permise a Malesani di mantenere la panchina. Concluse il campionato al 13º posto terminando l'esperienza al Verona, conquistando una salvezza inizialmente creduta quasi impossibile.

Modena Per il campionato successivo fu chiamato a guidare, in Serie A, il , con contratto annuale. La stagione incominciò positivamente, con la squadra al 5º posto in classifica dopo sei giornate; al termine del girone di andata il Modena subì una flessione di risultati ed a marzo, dopo la sconfitta con il , cominciarono a circolare voci su un probabile licenziamento del tecnico veronese. Nacquero problemi e polemiche tra la squadra e Malesani, che non riusciva a gestire lo spogliatoio, apparso rassegnato ed in scarsa condizione fisica. La società, che non aveva mai difeso Malesani, lo esonerò il 22 marzo dopo la sconfitta in casa subìta dalla Reggina nello scontro diretto per la salvezza (26ª giornata), sostituendolo con Gianfranco Bellotto, con la squadra in quart'ultima posizione che aveva vinto una volta nelle ultime 18 giornate.

Panathinaikos Dopo essere rimasto inattivo per quasi un anno, Malesani diede inizio alla sua unica esperienza all'estero, firmando un contratto biennale con la società greca del , di cui aveva già rifiutato una proposta nel luglio 2001. L'allenatore prese le redini della squadra il 16 febbraio 2005 e la guidò al 2º posto in campionato, a un punto dall', conquistando la qualificazione ai preliminari di Champions League.

La stagione seguente, nella massima competizione europea, dopo aver eliminato ai preliminari il , la squadra greca venne inserita nel girone con , e . Inizialmente Malesani guidò la squadra a una vittoria con i tedeschi e a un pareggio con gli spagnoli, seguiti da tre sconfitte consecutive che ne decretarono l'eliminazione. In campionato, la prima parte dell'anno fu negativa, con la squadra che perse anche contro Olympiakos e .

I tifosi fischiarono il tecnico veronese e la situazione si complicò ulteriormente dopo la sconfitta rimediata a inizio dicembre con l', che mise a rischio la panchina di Malesani. Proprio in questo periodo, precisamente il 15 dicembre 2005, in seguito al pareggio interno con l', Malesani tenne una conferenza stampa destinata ad entrare nella storia del calcio, nella quale si definì una persona che lavora «24 ore al giorno, tutti i giorni» e si infuriò con i tifosi e con i giornalisti greci, i quali, a suo giudizio, anziché sostenere la squadra, la criticavano soltanto per creare sterili e inutili polemiche ai danni del tecnico.Malesani, una furia scatenata Gazzetta.it Nella seconda parte di stagione si riavvicinò alla testa della classifica, concludendo il campionato al terzo posto. A fine aprile annunciò che sarebbe tornato in Italia per ragioni familiari, interrompendo a fine stagione il rapporto con la squadra greca.

Udinese Dopo alcuni mesi di inattività, il 16 gennaio 2007 venne chiamato alla guida dell', in Serie A, al posto dell'esonerato Giovanni Galeone. Il contratto prevedeva che il tecnico veneto sarebbe dovuto rimanere alla guida del club friulano fino al 2008, ma alla fine la sua esperienza terminò alla conclusione del campionato. Malesani modificò subito l'impronta tattica della squadra, adottando un modulo con difesa a tre uomini e dalla propensione offensiva, e all'esordio riuscì a cogliere la vittoria, ottenendo giudizi positivi riguardo al gioco espresso dalla squadra. Dopo alcuni risultati senza vittorie, l'Udinese tornò ai tre punti con il . Nel frattempo il tecnico ebbe uno scontro a distanza con il suo predecessore Galeone, del quale aveva fortemente criticato l'operato. Alla penultima giornata la sua squadra batté il Milan e ottenne il decimo posto in campionato. Pochi giorni più tardi venne annunciato l'ingaggio da parte dell'Udinese del nuovo tecnico Pasquale Marino, che prese il suo posto.

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