LAssociazione Calcio Reggiana 1919, meglio nota come Reggiana, è una società calcistica italiana della città di Reggio Emilia. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.

Rifondata nell'agosto del 2018 come Reggio Audace Football Club, eredita la tradizione sportiva dellAssociazione Calcio Reggiana, estromessa al termine del campionato di Serie C 2017-2018 per motivi finanziari e successivamente sciolta, e a sua volta creazione del lodo Petrucci. Vanta la 41ª migliore tradizione sportiva in Italia: .

Anche nota col soprannome di Regia, ha per colore sociale il granata, gioca le partite casalinghe al Mapei Stadium - Città del Tricolore. Promossa per la prima volta nella massima serie italiana (a gironi) nella stagione 1920-1921, conta in questa categoria 7 apparizioni, l'ultima delle quali nella stagione 1996-1997, annoverando come miglior piazzamento il 14º posto della stagione 1993-1994; a livello nazionale, nel suo palmarès la società vanta un campionato di Serie B e uno di Serie C a girone unico, nonché una Supercoppa di Serie C2.

Storia Dagli anni 10 agli anni 40: gli inizi e l'esperienza in massima serie LAssociazione Calcio Reggiana venne fondata il 25 settembre 1919 a seguito della fusione tra il Reggio Foot-Ball & Cricket Club e lAudace Reggio, ove tra i fondatori storici figurava Severino "Umberloun" Taddei. La neonata formazione riprese lo storico colore sociale del Reggio, il granata (nonostante le fugaci prime uscite furono verosimilmente in maglia nera,. tinta ereditata dalla Juventus Reggio a sua volta oggetto di una precedente fusione), e andò a giocare sul campo dell'Audace, il Mirabello.

Appena nata, viene subito ammessa al campionato emiliano di Promozione e dalla stagione successiva a quello di Prima Categoria, all'epoca il massimo campionato, seppur pletorico (88 partecipanti, di cui 64 nel settentrione) e strutturato in eliminatorie regionali. Dopo due stagioni in cui non riesce a superare la fase regionale mancando dunque la qualificazione al campionato nazionale propriamente detto, nell'estate del 1922 una riforma dei campionati relega la Reggiana in Seconda Divisione. Il 27 luglio 1924, vincendo per 2-0 lo spareggio con l'ex aequo Olympia di Fiume, la Reggiana conquista la promozione nella Prima Divisione, la massima serie dell'epoca ridotta per il Nord a sole 24 squadre suddivise in due gironi subnazionali, dove rimane per un biennio affrontando squadre competitive come Genoa, Torino, Inter, Juventus, Milan e Pro Vercelli. Nei primi due campionati di massima serie si segnalarono, oltre al grande Felice Romano, gli austriaci Powolny e Huber, quest'ultimo richiamato in patria dopo sole tre gare. Dopo la retrocessione del 1926, la Reggiana tornò subito in massima serie grazie al portiere e allenatore Vilmos Zsigmond, cecoslovacco, ma anche al goleador Stefano Aigotti, che passerà al Milan e sarà l'unico rossonero a segnare tre gol in un derby all'Inter. Poi due campionati deludenti, il primo con le retrocessioni bloccate e il secondo segnato dalla retrocessione in B. Per i successivi sessant'anni, rimarrà questo il massimo traguardo della storia granata. Proprio in quel periodo Felice Romano fu il primo, e finora unico, calciatore del club a vestire la maglia azzurra della Nazionale A. Nel 1930 la Reggiana conosce una nuova retrocessione in Serie C, dove la squadra granata rimarrà fino al 1940, quando sotto la guida di János Vanicsek e con Satiro Lusetti (Gatto magico) in porta, il terzino Lucio Duo, il mediano Vittorio Malagoli (Scheggia), agguantò la cadetteria. Due anni di B, segnati dal ritorno di Alcide Cèna Violi, e poi nel 1942 ancora Serie C.

Anni 50 La storia "moderna" della Reggiana incominciò nell'immediato periodo postbellico, nei primi anni 50. Nel secondo dopoguerra la Reggiana milita per molti anni nel campionato di Serie B, sfiorando in varie occasioni la promozione nella massima categoria (che veniva sempre a mancare nelle battute conclusive) lanciando numerosi giovani calciatori e rivitalizzando "vecchie" glorie (ricordiamo fra gli altri Amleto Frignani e Guido Vincenzi (entrambi nazionali), Martiradonna e Greatti, che vinceranno lo scudetto col Cagliari, Dante Crippa, il dottore Lamberto Boranga, Flaviano Zandoli, Roberto Mozzini, Francesco Romano, Andrea Carnevale, Giancarlo Corradini e Giovanni Francini).

Nella stagione 1952-1953 la Reggiana conoscerà il momento più buio della sua storia, fu infatti retrocessa in IV Serie per un presunto illecito sportivo denunciato dai dirigenti del Parma al termine di una sfida contro la squadra crociata vinto dalla Reggiana; non furono addotte mai prove convincenti, ma tanto bastò a un dirigente nazionale della Lega Calcio parmense per disporre la retrocessione dei granata. Dall'episodio della retrocessione combinata nacque una forte rivalità tra i tifosi granata e quelli del Parma, ancora oggi molto sentita, che si acuisce anche nel secolare campanilismo che perdura tra le due città e che ha sua espressione nel derby dell'Enza. La squadra granata impiegherà ben tre anni per rimediare al torto subito e ritornare in terza serie, collezionando anche magre figure nei campetti di provincia di mezza Italia. Alla fine la squadra, capeggiata da un allenatore, per ironia della sorte parmense, Luigi Del Grosso ritornerà in Serie C nella stagione 1955-1956 dopo gli spareggi di Bolzano. Luigi Del Grosso siederà in panchina ancora per qualche anno e diverrà anche direttore sportivo della Reggiana, contribuendo a rafforzare la squadra nel campionato di cadetteria da lui conquistata nella stagione 1957-1958. La "vendetta" granata arriverà (sempre per mano di Del Grosso) nel campionato cadetto 1958-1959 con la vittoria dei granata in entrambi gli incontri disputati contro i crociati che costrinsero il Parma a un'affannosa lotta per la salvezza che giunse solo nel finale del torneo e ancora nella stagione 1959-1960 replicando i derby vittoriosi dell'anno precedente.

Anni 60 e 70: mancate promozioni e sofferte salvezze Gli anni 60 e 70 scivolarono via tra mancate promozioni in Serie A – una costante nella lunga storia granata – alternate da qualche retrocessione in C ma per lo più vissuti in buoni campionati di Serie B. Rimarranno a lungo nei ricordi dei tifosi reggiani le promozioni in massima categoria mancate nelle stagioni 1960-1961, 1968-1969 e 1971-1972; nel '61 la Reggiana giunge quarta a tre punti al Palermo (quando vi era a pari merito a due giornate dal termine), nel '69 la compagine granata ripeté il piazzamento, stavolta a un solo punto dal (complici tre pareggi nelle ultime quattro partite), mentre nel '72 sono due sconfitte alla terz'ultima e alla penultima di campionato a pregiudicare il sogno della promozione ai granata.

Da quell'annata dal triste epilogo la Reggiana non combatterà più per la Serie A per i successivi diciassette anni che vivrà tra salvezze sofferte in B e lotte per la promozione in Serie C. La Reggiana retrocede con largo anticipo dalla cadetteria nella stagione 1975-1976 dopo che nei due anni precedenti era giunta la salvezza all'ultima giornata ad (1973-1974) e nello spareggio contro l'Alessandria a San Siro (1974-1975). Non riesce ai granata il ritorno immediato in Serie B sebbene nei primi tre anni di C, che nel frattempo si divide in C1 e C2, ci vada vicino per ben due volte nel 1978 e nel 1979, con un terzo e un quarto posto.

Anni 80: la risalita L'inizio degli anni 80 coinciderà con una nuova promozione in Serie B. La Reggiana, guidata in panchina da Romano Fogli, vinse il campionato di C1 per poi salvarsi nella successiva stagione cadetta, grazie a un pareggio 0-0 ottenuto all'ultima giornata in casa del Pisa. In quella Reggiana si misero in luce molti giocatori di talento tra i quali Gianfranco Matteoli e Andrea Carnevale. Nel 1982 si verificò un cambio della guardia ai vertici società granata: a prendere le redini della Reggiana fu Giovanni Vandelli, imprenditore ceramico, che diverrà uno dei presidenti più amati dai tifosi, nonostante i suoi anni di presidenza coincidano con risultati non esaltanti. Vandelli non lesinò in passione e investimenti eppure la squadra retrocedette in C1 e iniziò a mettere in fila una serie di stagioni mediocri durante i restanti anni della sua presidenza.

Il 1988 sarà l'anno di un nuovo cambio societario, con la nuova proprietà che guiderà la Reggiana tra la fine del decennio e i primi anni 90, e che porterà alla scrittura della miglior pagina di storia granata. Quegli anni infatti coincideranno con il periodo più glorioso della lunga storia granata, il club, in cui militarono Fabrizio Ravanelli, Michele Zanutta, Walter De Vecchi, Andrea Silenzi, Giuseppe Scienza, Fernando De Napoli, Dario Morello, Francesco Antonioli, Eugenio Sgarbossa, Maurizio Neri e Luca Bucci, prima ottenne una promozione dalla C1 alla B, per poi sfiorare per due campionati l'approdo in Serie A. Il ciclo che portò più lustro sportivo alla Reggiana ebbe inizio alla fine degli anni 80, con l'acquisizione da Giovanni Vandelli della maggioranza della società da parte della finanziaria Finsport (creata dal senatore Walter Sacchetti e compartecipata dagli industriali Veroni e Morini) e con la presidenza di Ermete Fiaccadori, e si concluse all'inizio del decennio successivo, a promozione in massima serie ottenuta, con la cessione della maggioranza azionaria agli imprenditori friulani Franco Dal Cin e ai fratelli Fantinel.

Anni 90 L'appuntamento con la Serie A per la Reggiana arrivò finalmente nella primavera del 1993 al Manuzzi col , al termine di un campionato che si concluse con la vittoria della Serie B 1992-1993. Il vecchio Mirabello e tutta la città esplosero in una grande festa del popolo granata nella quale non furono lesinati grandi festeggiamenti e ovazioni ai propri beniamini per il ritorno nella massima serie nazionale, a ben sessantaquattro anni di distanza dall'ultima apparizione. Allenatore di quella storica compagine fu Giuseppe Marchioro, il quale sedeva sulla panchina granata dalla Serie C1 1988-1989, e che scrisse con la promozione in Serie A dei granata una pagina gloriosa nella storia della Reggiana. Al termine di questa stagione così importante per la storia granata si verificò anche un clamoroso passaggio societario tra la finanziaria locale Finsport e il sodalizio imprenditoriale friulano composto da Franco Dal Cin e dai fratelli Fantinel. Dal Cin, personaggio discusso e inviso al tifo organizzato granata, rimarrà a capo della Reggiana fino all'avvento di Cimurri e Foglia nei primi anni 2000.

Il ritorno nella massima serie dopo 64 anni All'esordio nel campionato di Serie A 1993-1994 a girone unico, la formazione emiliana schierò un gruppo affiatato di giocatori tra i quali spiccavano il fuoriclasse portoghese Paulo Futre e alcuni talentuosi giocatori quali Michele Padovano, Massimiliano Esposito, Gianluca Cherubini, il veterano Luigi De Agostini nonché il giovane portiere Cláudio Taffarel il quale, alla fine della stagione, si laureò campione del mondo con il Brasile. Fu proprio quest'ultimo a contribuire in modo determinante alla salvezza della squadra, che avvenne il 1º maggio 1994 a San Siro contro il Milan di Fabio Capello: la Reggiana infatti si impose vincendo per la prima volta nella sua storia contro la compagine meneghina con il risultato di 0-1 (gol di Massimiliano Esposito). La squadra granata terminò quel campionato al tredicesimo posto, appaiata all'Inter, sia in termini di punti totali (31), che di punti e di reti negli scontri diretti (Inter-Reggiana 2-1, Reggiana-Inter 1-0), ma con una peggiore differenza reti complessiva, salvandosi a discapito del Piacenza. Da parte piacentina vi furono notevoli polemiche, ma la Reggiana vinse con merito contro un Milan determinato a non perdere tra le mura amiche.