LImpero Khmer ebbe centro in quella che oggi è la Cambogia e in alcuni periodi estese la sua influenza su buona parte degli odierni territori di Thailandia, Laos e Vietnam meridionale.
Il centro del suo potere e splendore fu la pianura alluvionale a nord del lago Tonle Sap, dove giace l'eredità più grande che ci ha lasciato: Angkor, nell'odierna provincia di Siem Reap. Il sito archeologico, uno dei più vasti e importanti dell'Asia, ospitò diverse capitali del regno e testimonia lo splendore e la ricchezza dell'Impero Khmer.
L'inizio dell'era angkoriana della storia khmer è fissata convenzionalmente nell'anno 802, anno in cui Jayavarman II si fece proclamare cakravartin (monarca universale), a sanzione rituale dell'indipendenza del proprio dominio. Allo stesso modo la sua fine viene posta al 1431, anno in cui l'invasione thailandese, peraltro non la prima, pose il sigillo a una fase di declino e spopolamento della regione portando allo spostamento del centro politico ed economico verso sud-est, lungo il Mekong.
Storia Le fonti Problema rilevante nel delineare la storia khmer è la mancanza di fonti: le uniche tracce scritte pervenute sono infatti iscrizioni su pietra. Le più antiche finora ritrovate risalgono ai primi decenni del VII secolo, all'epoca del regno (o meglio dei regni) di Chenla, quando il processo cosiddetto di "indianizzazione" era già avvenuto. Iscrizioni apparentemente indirizzate agli dei, che elogiano azioni di re e aristocratici come la fondazione di templi (offrendo datazioni spesso certe), offerte, genealogie e vittorie militari, sono redatte in versi in sanscrito. Le iscrizioni in khmer sono invece in prosa e riguardano questioni più pratiche, come registrazioni dettagliate sull'attività, i beni o la manodopera dei templi.
L'odierna conoscenza storica della civiltà Khmer deriva quindi principalmente da: scavi archeologici, ricostruzioni e indagini; iscrizioni su stele e su pietra nei templi (gli unici edifici sopravvissuti, in quanto costruiti in pietra); bassorilievi che raffigurano eventi bellici, vita di palazzo, miti ed, in alcuni casi, anche la vita di tutti i giorni; resoconti e cronache di diplomatici, mercanti e viaggiatori, perlopiù cinesi.
Prodromi
Jayavarman II - il fondatore di Angkor La ricostruzione storiografica della fondazione di Angkor è basata principalmente sull'interpretazione delle iscrizioni presenti sulle steli di fondazione dei templi. In particolare l'iscrizione «K.235» del tempio di Sdok Kok Thom, datata al 1053, descrive due secoli e mezzo di storia khmer dal punto di vista della famiglia patrona del tempio, i cui membri prestavano servizio come religiosi shivaiti di alto rango presso la corte.
Secondo una prima interpretazione di essa da parte di studiosi francesi come George Coedès, Jayavarman II era un principe che viveva presso la corte dei Sailendra, nell'allora potente Regno di Giava, probabilmente come ostaggio. Ritornato in patria nell'anno 800 come loro vassallo, vi importò l'arte e la cultura giavanesi. Aumentò rapidamente la propria influenza sui vari regni e principati che costituivano il regno di Chenla, in un'area compresa tra il Tonle Sap e il Mekong. Dalla sede originale del suo potere, Indrapura, si spostò quindi nella fertile area a nord del grande lago, in una successione di sedi diverse tra le quali è stata inclusa anche Hariharalaya O'Reilly, Dougald J.W. Early Civilizations of Southeast Asia. Rowman & Littlefield Pub Inc. 2006. ISBN 978-0-7591-0279-8. pp.123-124. Nell'802 si fece proclamare Chakravartin ("Re del Mondo", secondo un rito della tradizione indù) sul monte Mahendra, identificato come l'odierno Phnom Kulen, attestando contemporaneamente l'indipendenza del regno da Giava.
Le interpretazioni più moderne (Jacques, Vickery) legano Jayavarman ai vicini Cham, con i quali i Khmer interagirono a volte pacificamente a volte violentemente per gran parte della loro storia. Secondo queste ipotesi, la carriera politica di Jayavarman iniziò in un'area della Cambogia orientale confinante con i Cham, il regno di Vyadhapura, e molti dei templi Khmer più antichi (come Aram Rong Cen e Prasat Thmar Dap, sul Phnom Kulen) mostrano influenze Cham e Giavanesi., pp.44-47 Jayavarman II morì nell'834.
Yasodharapura - la prima città di Angkor
Il successore di Jayavarman II continuò ad allargare i confini del regno di Kambuja. Indravarman I (re nel periodo 877-889) riuscì a espandere il regno senza intraprendere guerre e iniziò vari progetti di edifici, grazie alla ricchezza acquisita con il commercio e l'agricoltura. Le opere più importanti furono il tempio di Preah Ko e i lavori di irrigazione. Dopo di lui regnò il figlio Yasovarman I (re nel periodo 889-915), che fondò una nuova capitale Yasodharapura, la prima città di Angkor.
Il tempio centrale della città fu costruito a Phnom Bakheng, una collina che si eleva per 66 metri al di sopra della piana su cui giace Angkor. Sotto Yasovarman I fu costruito anche il Baray orientale, un enorme serbatoio d'acqua di 7,5 × 1,8 km.
All'inizio del decimo secolo il regno si divise. Jayavarman IV fondò una nuova capitale a Koh Ker, circa 100 km a nord est di Angkor. Solo con Rajendravarman II (che regnò nel periodo 944-968) il palazzo reale ritornò a Yasodharapura. Egli rivitalizzò gli estesi schemi costruttivi dei re che lo avevano preceduto e costruì una serie di templi nell'area di Angkor; non ultimo fu il Mebon orientale, posto su un'isola nel mezzo del baray orientale, e diversi templi e monasteri buddisti. Nel 950 scoppiò la prima guerra a oriente tra la Kambuja e il regno di Champa (nella parte centrale dell'odierno Vietnam).
Dal 968 al 1001 regnò Jayavarman V, il figlio di Rajendravarman II. Dopo essersi affermato come nuovo re sopra gli altri principi, governò per un lungo periodo di pace, segnato da prosperità, crescita culturale e tolleranza religiosa: il Buddhismo Mahāyāna aumentò la sua influenza, malgrado Jayavarman V professasse la fede induista (in particolare era un adoratore di Shiva). Fondò una nuova capitale a Jayenanagari vicino a Yashodharapura. Alla corte di Jayavarman V vivevano filosofi, letterati e artisti. Furono anche costruiti nuovi templi: i più importanti sono quelli di Banteay Srei, considerati tra i più belli e artistici di Angkor, e di Ta Keo, il primo tempio di Angkor interamente costruito in pietra arenaria, ma lasciato incompiuto a seguito di un evento infausto avvenuto durante la costruzione.
Dopo la morte di Jayavarman V seguì un decennio di conflitti. I diversi re duravano pochi anni, ed erano spodestati con la violenza dai successori, finché Suryavarman I (che regnò nel periodo 1010-1050) non salì al trono. Il suo governo fu segnato da ripetuti tentativi dei suoi oppositori di spodestarlo e dalle sue conquiste militari. A occidente estese i territori khmer sottomettendo i Mon del Regno di Lavo, l'odierna Lopburi nella Thailandia Centrale. A sud-ovest si espanse verso l'istmo di Kra a seguito di un'alleanza con la dinastia indiana dei Chola, la cui invasione di Sumatra e della penisola malese ridusse l'influenza marittima dell'Impero Srivijaya e impose la suzeraineté khmer sul Regno di Tambralinga.. Sotto il regno di Suryavarman I cominciò la costruzione del Baray occidentale, il secondo serbatoio d'acqua di 8 × 2,2 km, ancora più grande del precedente Baray orientale.
Suryavarman II - Angkor Wat L'undicesimo secolo fu un periodo di conflitti e di lotte per il potere spesso brutali. Solo con Suryavarman II, che regnò dal 1113 al 1150, l'impero venne unificato e ampliato. Durante il suo governo fu costruito Angkor Wat, il più grande tempio di Angkor, dedicato al dio Visnù. Suryavarman II conquistò a nord-ovest diversi territori dei mon di Dvaravati. Dopo aver definitivamente preso il controllo del Regno di Lavo, che si era reso indipendente dai khmer, Hindus in Thailand , agamahindu.com attaccò invano l'altro regno mon di Haripunjaya, Hennequin, Laurent: George Cœdès' Chronology of the Kingdom of Haripunjaya , documento PDF su journal.su.ac.th l'attuale Lamphun nella Thailandia del Nord. Conquistò altri territori a ovest, verso il confine con i birmani del Regno di Pagan, a sud, nella penisola malese, ripristinò la suzeraineté Khmer sul regno di Tambralinga (corrispondente più o meno all'odierna provincia thailandese di Nakhon Si Thammarat), a oriente si impadronì di diverse province del Champa, mentre a nord si espanse fino ai confini meridionali dell'odierno Laos.
La fine di Suryavarman II non è stata chiarita. L'ultima iscrizione che accenna al suo nome è del 1145 in relazione a un'invasione pianificata del Regno Champa. Probabilmente morì durante una spedizione militare tra il 1145 e il 1150. Seguì quindi un altro periodo in cui molti re regnarono brevemente e furono rovesciati con la violenza dai successori. Le armate dei Chăm approfittarono dell'instabilità creatasi nel 1177, sconfiggendo la Kambuja in una battaglia navale sul lago Tonle Sap e annettendola come provincia del Regno Champa.
Jayavarman VII - Angkor Thom Il re Jayavarman VII (che regnò dal 1181 al 1219) fu già un condottiero militare sotto i precedenti re. Dopo che il Regno Champa conquistò Angkor, riunì un'armata e riguadagnò la capitale Yasodharapura. Nel 1181 salì al trono e continuò la guerra contro il vicino regno orientale per altri 22 anni, finché i Khmer non sconfissero il Champa nel 1203 e conquistarono gran parte del suo territorio.
Jayavarman VII fu l'ultimo dei grandi re di Angkor, non solo per la guerra vinta contro il Champa, ma anche perché non regnò come un tiranno (come avevano invece fatto i suoi immediati predecessori) ed unificò l'impero, e soprattutto per i progetti di costruzione portati avanti sotto il suo governo. Fu costruita una nuova capitale e fu chiamata Angkor Thom (letteralmente "Grande Città"). Al suo centro, il re (seguace del Buddhismo Mahāyāna) costruì il tempio di Bayon, le cui torri avevano ai 4 lati il viso del bodhisattva Avalokiteśvara, alto diversi metri e scavato nella pietra. Altri templi importanti costruiti sotto Jayavarman VII furono Ta Prohm, Banteay Kdei e Neak Pean, così come il serbatoio di Srah Srang. Accanto a tutto questo fu costruita una fitta rete di strade che collegavano ogni città dell'impero. Lungo queste strade furono costruite 121 "alberghi" per mercanti, ufficiali e viaggiatori. Fece costruire anche 102 ospedali.
Zhou Daguan - l'ultimo periodo fiorente Alla morte di Jayavarman VII, suo figlio Indravarman II (che regnò dal 1219 al 1243) salì al trono. Era buddista come suo padre, e terminò una serie di templi da lui iniziati. Non ebbe altrettanto successo come guerriero. Nel 1220 i Khmer si ritirarono da molte province precedentemente conquistate dal Champa. A ovest, i sudditi thai si ribellarono, fondando il primo regno siamese a Sukhothai e spinsero indietro i Khmer. Nei 200 anni che seguirono i siamesi divennero i rivali più importanti della Kambuja.
A Indravarman II succedette Jayavarman VIII (dal 1243 al 1295). Al contrario dei suoi predecessori, era un induista ed un forte oppositore del buddismo. Fece distruggere la maggior parte delle statue di Buddha dell'impero (gli archeologi stimano che fossero più di 10000, delle quali rimangono solo poche tracce), e trasformò i templi buddisti in templi induisti. L'impero fu minacciato nel 1283 dai Mongoli guidati da Sagatu, un generale di Kublai Khan. Il re evitò la guerra con il potente rivale, che a quel tempo governava tutta la Cina, pagandogli un tributo annuale. Verso la fine del suo regno, i siamesi del Regno di Sukhothai posero fine all'egemonia khmer sulla penisola malese e su Tambralinga, che durava da oltre 150 anni. Nel 1295 Jayavarman VIII abdicò in favore del genero Srindravarman, che regnò fino al 1309. Il nuovo re impose come religione di Stato il Buddhismo Theravada, una scuola di buddhismo che era giunta nel Sud-est asiatico dallo Sri Lanka, e che in quel periodo si affermò in tutta la regione.