Biografia Laureata in psicologia presso l'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1994 con tesi dal titolo Il processo di vittimizzazione secondaria in reati di violenza sessuale, conseguì il dottorato di ricerca presso la stessa università nel 1998 con la tesi Approccio sociale per la comprensione del fenomeno del bullismo scolastico.
Nel 2002 conseguì un secondo dottorato di ricerca presso l'Istituto di Criminologia dell'Università di Cambridge, sotto la supervisione di David P. Farrington. Vincitrice della borsa postdottorale Marie Curie, si perfezionò presso la Vrije Universiteit (Libera Università di Amsterdam).
Nel 2005 diventò professoressa associata e nel 2017 professoressa ordinaria di psicologia sociale, forense e legale, insegnando presso l'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, l'Università LUMSA di Roma e l'Università Cattolica di Milano. Fu docente di vittimologia, metodologia delle scienze sociali, psicologia di comunità e psicologia sociale, forense e legale.
La sua improvvisa morte ha destato un profondo cordoglio da parte della comunità scientifica e della stampa italiana.
Attività accademica e sociale Nel corso della sua carriera accademica, ha assunto diversi incarichi di consulenza in materia di violenza contro le donne e i bambini, presso le Nazioni Unite, l'OSCE, la NATO, il Consiglio d'Europa, le Forze dell'Ordine, l'Autorità Giudiziaria, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Fu fondatrice e responsabile del Cesvis (Centro Studi Vittime SARA) di Caserta e dello sportello anti-stalking Astra del Centro per Donne in Difficoltà della Provincia di Roma gestito dall'Associazione Differenza Donna. Ha collaborato con la casa delle Donne di Roma e con la Rete dei centri antiviolenza D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza).
La sua attività di ricerca su temi come il bullismo, il cyberbullismo, la violenza di genere e la vittimizzazione, la resero una tra le più conosciute esperte nazionali e internazionale in questi ambiti.
Curò la validazione italiana del protocollo SARA (Spousal Assault Risk Assessment - Valutazione del rischio di recidiva) per la valutazione del rischio di violenza coniugale, uno strumento utilizzato dalle operatrici/operatori dei centri antiviolenza che lavorano con donne vittime di abusi, con l’obiettivo di impedire la recidiva dei soggetti violenti. Fu anche attiva nel progetto di ricerca Femicide across Europe, condotto da un panel di studiosi internazionali, i quali, con prospettiva interdisciplinare, hanno analizzato i programmi di prevenzione e raccolto dati quantitativi e qualitativi, proponendo l'istituzione di un Osservatorio Europeo sul FemminicidioPrevention of femicide, Anna Costanza Baldry and Marie José Magalhães, in Femicide Across Europe: Theory research prevention, Policy Press, 2018.
Altro interesse fu verso la tutela e la difesa dei minori, in particolare quella di bambini ed adolescenti coinvolti in dinamiche di prevaricazione e ciberbullismo; lavorò infatti allo sviluppo di progetti e programmi di prevenzione cross-culturali, come il Tabby (Threat Assessment of Bullying Behaviors among Youngesters), programma Internet sviluppato inizialmente nel 2010 e implementato nel 2011-2013 in Italia e in altri quattro paesi dell'UE (Bulgaria, Grecia, Cipro e Ungheria), per essere poi implementato in altri tre paesi dell'UE (Spagna, Francia e Polonia). Il programma è stato sviluppato sulla base di quanto noto nella comunità scientifica in merito alla riduzione del ciberbullismo e alla diffusione nei minori della consapevolezza dei rischi informatici e realizzato grazie al supporto del Programma Sicurezza e Giustizia dell'Unione Europea "Daphne" per la riduzione della violenza contro donne e bambini.
Con la pubblicazione nel 2017 del libro Orfani speciali: chi sono, dove sono, con chi sono: conseguenze psicosociali su figlie e figli del femminicidio, volle attirare l’attenzione su un tema non adeguatamente affrontato dalla politica e dall'opinione pubblica: la tutela materiale e psicologica delle centinaia di orfane e orfani nei casi di femminicidio (dal 2000 al 2014 sono stati 1600 circa coloro che hanno perso la madre per mano omicida del padre). In un terzo dei casi sono orfani anche di padre, poiché suicida e nei restanti due terzi interrompono il contatto con quest'ultimo in quanto spesso condannato e recluso. La ricerca fu realizzata grazie al progetto europeo Switch-off e svolto in cooperazione con la rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza). Fu tra le ispiratrici della legge 11 gennaio 2018, n. 4 (Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici). Tale legge, prevede per gli orfani speciali l’accesso al gratuito patrocinio e ai servizi sanitari e psicologici, nonché la possibilità di cambiare cognome e altre tutele ancora. Tuttavia, i fondi stanziati dai vari governi succedutisi per finanziare gli interventi previsti dalla legge sono sempre stati insufficienti.
Premi intitolati alla memoria di Anna Costanza Baldry Premio Anna Costanza Baldry istituito dal Coordinamento Italiano dei Servizi contro l’abuso e il maltrattamento all’Infanzia – CISMAI e Terre des Hommes, con il patrocinio dell’Agenzia Nazionale Giovani (ANG).
Presenza sui media Fu spesso ospite come opinionista nella trasmissione di Rai Tre Amore Criminale.
Rai Tre ha trasmesso mercoledì 30 gennaio 2019 una puntata di Nuovi Eroi, interamente dedicata a Anna Costanza Baldry.
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Note
Voci correlate Femminicidio Violenza contro le donne Colpevolizzazione della vittima
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