Natura 2000 è una rete di siti di interesse comunitario (SIC) e di zone di protezione speciale (ZPS) creata dall'Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell'Unione europea.

I siti appartenenti alla Rete Natura 2000 sono considerati di grande valoreNel testo istituendo la creazione della rete Natura 2000, la direttiva europea "Habitat Fauna Flora" parla di siti naturali "d'interesse comunitario", con riferimento "al valore patrimoniale" degli habitat. Nel settore della conservazione dalla natura, si possono distinguere gli habitat, la fauna e la flora secondo la loro rarità: gli habitat "d'interesse regionale" possono essere rari in una regione, ma essere presenti altrove in abbondanza. Lo stesso per gli habitat "d'interesse nazionale” e "d'interesse europeo". La rete Natura 2000 si applica dunque a proteggere i siti ecologici rari a livello europeo, e rappresentativi del patrimonio naturale degli Stati membri dell'Unione europea. in quanto habitat naturali, in virtù di eccezionali esemplari di fauna e flora ospitati.Più precisamente, la direttiva Habitat dalla quale è derivata la rete Natura 2000, mira alla protezione degli habitat naturali, della fauna e della flora. Benché queste tre nozioni siano indissociabili (proteggere un habitat naturale permette di proteggere la fauna e la flora che ci si trovano), sarebbe inutile proteggere un habitat naturale senza prendersi cura delle specie che ci vivono, e viceversa, garantire la conservazione di questa o quella specie senza preoccuparsi dello stato dell'habitat naturale che le ripara. Le zone protette sono istituite nel quadro della cosiddetta "Direttiva Habitat", che comprende anche le zone designate nell'ambito della cosiddetta "Direttiva Uccelli".

La costituzione della rete ha l'obiettivo di preservare le specie e gli habitat per i quali i siti sono stati identificati, tenendo in considerazione le esigenze economiche, sociali e culturali regionali in una logica di sviluppo sostenibile. Mira a garantire la sopravvivenza a lungo termine di queste specie e habitat e a svolgere un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell'Unione europea.

Cronistoria Natura 2000 è una rete europea istituita dalla Direttiva 92/43/CEE (cosiddetta "direttiva Habitat") sulla conservazione degli habitat naturali della fauna e della flora selvatiche, del 21 maggio 1992. La costituzione della rete è ancora in corso e dovrebbe permettere di realizzare gli obiettivi fissati dalla Convenzione sulla diversità biologica, adottata durante il Summit della Terra tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992 e ratificata dall'Italia il 12 febbraio 1994.

La formazione della rete era inizialmente prevista per il giugno 2004.Fonte: Notiziario Natura 2000 n°1, pubblicata dall'Unione europea, nel maggio 1996 Gli Stati membri dell'Unione dovevano scegliere sul loro territorio i siti naturali che dovevano formare la rete, e fornire prima del giugno 1995 un elenco nazionale dei siti sottoposti alla formazione della rete Natura 2000. Nel giugno 1998 doveva esser completata la seconda fase di costituzione di Natura 2000, dalla selezione definitiva dei siti di importanza comunitaria (SIC), che sarebbero in seguito integrati alla rete Natura 2000 sotto la designazione finale di Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Ma la designazione dei siti ha subito ritardi in numerosi paesi. Ad esempio, la rete di siti francesi è stata convalidata soltanto nel 2007, dopo numerosi scambi con la Commissione europea ed un contenzioso per "designazione insufficiente di siti ai sensi della direttiva Habitat-Fauna-Flora". La Polonia ha anche ricevuto nel 2006 dei richiami da parte della Commissione.BBC News. 2006. "EU warns Poland over environment." 11 agosto 2006.

Decreto n°2001-1031 dell'8 novembre 2001, relativo alla procedura di designazione dei siti Natura 2000 e modifica del codice rurale (articoli R. 214-15 a R. 214-22); Decreto n° 2001-1216 del 20 dicembre 2001 relativo alla gestione dei siti Natura 2000 e modifica del codice rurale (articoli R. 214-23 a R. 214-39).

Funzionamento della rete Due tipi di zone protette La politica europea di costruzione della rete si appoggia sull'applicazione della direttiva 79/409/CEE del 1979 riguardante la conservazione degli uccelli selvatici e della direttiva Habitat (1992). Con queste due direttive gli Stati membri dispongono di un quadro comune d'intervento a favore della conservazione delle specie e degli habitat naturali.

Esistono due tipi di siti nella rete Natura 2000: le zone di protezione speciale (ZPS) e le zone speciali di conservazione (ZSC).Parallelamente alla designazione dei siti che si fa normalmente da ogni Stato membro, la Commissione europea può, se constata che un sito potenziale non è integrato alla rete Natura 2000 da uno Stato, iniziare una procedura di concertazione bilaterale con il suddetto Stato per classificare eventualmente questo sito (articolo 5.1 della direttiva Habitat). I siti sono normalmente scelti dai singoli Stati membri ma la Commissione può essere all'origine di una procedura di consultazione bilaterale se constata che un sito importante non è stato inserito nella rete Natura 2000 (articolo 5.1 della direttiva Habitat).

Zone di protezione speciale (ZPS) La direttiva 79/409/CEE (sostituita dalla Direttiva 2009/147/CE) chiedeva agli Stati membri dell'Unione europea di designare delle ZPS ossia dei territori idonei per numero, estensione e/o localizzazione geografica alla conservazione delle specie di uccelli minacciate, vulnerabili o rare citate nell'allegato I della direttiva. Il progetto "Important Bird Areas" (IBA) di BirdLife International serve come riferimento per istituire le ZPS. Le zone scelte sono dei luoghi di riproduzione, di alimentazione o di migrazione e sono quindi considerate particolarmente importanti per la conservazione degli uccelli. La designazione delle ZPS è relativamente semplice e si fa a livello nazionale senza dialogo con la Commissione europea visto che le ZPS derivano direttamente dalle IBA.

Zone speciali di conservazione (ZSC) Le Zone Speciali di Conservazione, instaurate dalla Direttiva Habitat nel 1992, hanno come obiettivo la conservazione di questi siti ecologici: habitat naturali o semi-naturali d'interesse comunitario, per la loro rarità, o per il loro ruolo ecologico primordiale (la lista degli habitat è stabilita nell'allegato I della Direttiva Habitat); le specie di fauna e flora di interesse comunitario, per la rarità, il valore simbolico o il ruolo essenziale che hanno nell'ecosistema (la cui lista è stabilita nell'allegato II della Direttiva Habitat).

La procedura di designazione di un sito come ZSC è più lunga rispetto a quella per le ZPS. Ogni stato procede inventariando i siti potenziali sul proprio territorio, proponendoli poi alla Commissione Europea sotto forma di pSIC (proposta di Sito d'Interesse Comunitario).Formulario standard di dati, con nota esplicativa, per i dati nei siti ecologici trasmessi dagli Stati membri alla Commissione. Dopo l'approvazione da parte della Commissione europea, il pSIC viene iscritto come Sito d'Interesse Comunitario per l'Unione europea e integrato nella rete di Natura 2000.

Natura 2000 in mare La maggior parte degli stati membri possiede una frontiera litorale; essi devono perciò designare una rete coerente e sufficiente di habitat naturali e di specie d'interesse comunitario presenti nello spazio marittimo, prima della metà del 2008. Per aiutarli, la Commissione europea ha pubblicato una "guida d'applicazione di Natura 2000 in mare"(in inglese) che precisa: gli aspetti giuridici e politici (direttiva-quadro sull'acqua, politica marittima europea, convenzione regionali ed internazionali, etc...); le definizioni e censimento (per ogni paese) degli habitat e delle specie d'importanza comunitaria; gli elementi che permettono di localizzare, valutare e scegliere i siti; le misure di gestione da proporre; i legami con la politica comunitaria di pesca.

In Francia, i préfets hanno lanciato, nel novembre 2007Circolare del 20 novembre 2007 indirizzata ai préfets, su basi scientifiche, le procedure di designazione con le Direzioni Regionali dell'Ambiente (DIREN) e gli attori del mare, per 96 settori considerati pertinenti dal Museo Nazionale di Storia Naturale, con un obiettivo triplo: prendere in considerazione lo spazio biologicamente necessario alla conservazione degli habitat e delle specie, giustificando ogni sito e considerandolo come "unità ecologicamente funzionale"; prevedere l'unità di gestione per un taglio coerente dei siti, vigilando sul rispetto delle esigenze scientifiche, che ogni sito rappresenterà un'unità di gestione, nei confronti delle norme fissate dal Codice dell'Ambiente francese; circondare la definizione dei perimetri dei siti di tutte le competenze e della concertazione, nel rispetto delle esigenze scientifiche fissate dalle direttive comunitarie.

La gestione deve in seguito tenere conto delle esigenze economiche, sociali e culturali in gioco; la Commissione impegna anche gli Stati membri a colmare le loro lacune scientifiche e a migliorare ulteriormente la rappresentatività della rete marina.

La gestione dei siti La Direttiva habitat non imponeva un metodo in particolare per scegliere un sito o per gestirlo. Ogni Stato membro era libero di utilizzare il metodo che preferiva. Così, la regolamentazione varia da uno Stato all'altro:

strategie di acquisto di terreni (Danimarca, Paesi Bassi) piani di gestione che rendono obbligatori dei lavori di restauro (Belgio in Vallonia) piani di gestione che regolamentano il traffico durante certi periodi dell'anno (Belgio nella regione fiamminga) gestione che necessita l'utilizzo di permessi per la realizzazione di alcune attività (Finlandia).

È interessante notare che la maggior parte dei paesi cercano di utilizzare le misure agro-ambientali per le attività agricole nel perimetro dei siti Natura 2000, completate in alcuni paesi da un approccio contrattuale.

Solo la Francia ed il Regno Unito hanno sviluppato un approccio esclusivamente contrattuale per la totalità delle attività presenti nei perimetri.

La gestione può essere centralizzata, come ad esempio in alcuni paesi dell'Europa del nord, o decentrata, come in Francia o nel Regno Unito, dove la gestione è affidata a delle agenzie regionali per l'ambiente, o dei comuni (è il caso della Svezia). La Grecia ha adottato una strategia particolare creando delle entità private ma controllate dallo Stato per gestire i suoi siti.Fonte: Stéphanie Aulong, direttiva Habitat e l'attuazione della rete Natura 2000 in Europa: analisi comparativa, stazione biologica della Tour du Valat.

In Germania In Germania, la messa in opera di Natura 2000 è organizzata attorno ai Länder, che dispongono delle loro leggi in materia.Dottor Axel Ssymank del Office federale per la protezione della natura in Germania, interrogato da Nathalie Galiri dell'Assemblée permanente delle camere d'agricoltura, "Natura 2000 in Germania" , 17 marzo 2006. Consultato il 16 dicembre 2007 Un elenco iniziale di siti è elaborato dai Länder, che avviano una prima discussione. Quest'elenco è in seguito trasmesso al livello federale, che garantisce in particolare un ruolo di consiglio scientifico, e dove un secondo dibattito ha luogo tra i vari ministeri. Le osservazioni fatte durante questi dibattiti tornano allora ai Länder, che prendono le decisioni sulla scelta dei siti. Una volta designati, la scelta del tipo di gestione dei siti dipende ancora dai Länder, che possono scegliere un metodo regolamentare, contrattuale, o misto.

In Francia: COPIL e DOCOB