Biografia Non si conosce nulla del primo periodo della vita di Florasio, appartenente all'ordine francescano, presumibilmente nato a Vicenza. Le prime notizie su Florasius de Vicentia risalgono agli anni 1262 e 1263, quando è attestato come inquisitore francescano operante soprattutto in Veneto.Mariano da Alatri, Inquisitori veneti del Duecento, in Id., Eretici e inquisitori in Italia. Studi e documenti, I, Il Duecento, Roma, 1986, p. 144. A Verona si vide strappare forzatamente dalle sue mani una donna catara, che aveva catturato per essere condotta in prigione.Mariano da Alatri, Inquisitori veneti del Duecento, in Id., Eretici e inquisitori in Italia. Studi e documenti, I, Il Duecento, Roma, 1986, p. 132. Il suo atteggiamento intransigente lo spinse ad un passo dal lanciare l'interdetto contro Venezia e il suo doge perché si erano rifiutati di inserire negli statuti cittadini le leggi antieretiche dell'epoca.
Fu probabilmente a causa di quest'insuccesso, che dovette abbandonare il Veneto e trasferirsi nella Curia romana dove ricoprì vari incarichi. Le prime attestazioni di questo suo nuovo ruolo "romano" sono datate 1263 e lo vedono protagonista delle lotte nella diocesi di Rieti tra i sostenitori del partito ghibellino di Manfredi di Sicilia e i guelfi. Su mandato pontificio, nei primi mesi dell'anno aveva scomunicato diversi reatini, perché avevano eletto podestà Offreduccio della Miranda; fu insultato e un suo cursore venne percosso.Mariano da Alatri, L'inquisizione francescana nell'Italia Centrale del Duecento, Istituto Storico dei Cappuccini, 1996, p. 60. L'11 aprile 1263 papa Urbano IV concesse al vescovo Tommaso di Rieti di assolvere questi reatini dalla scomunica in cui erano intercorsi, e comminata da fratrem Florasium de Vicentia Ordinis Minorum. Bullarium Franciscanum Romanorum Pontificum, tomus II, Romae, 1761, nº LVI, pp. 462-463.
Il 16 settembre 1263, fu destinatario di un breve di Urbano IV, intestato al Dilecto filio Fratri Florasio Ordinis Minorum Cappellano nostro, Bullarium Franciscanum Romanorum Pontificum, tomus II, Romae, 1761, nº XCIII, pp. 506-508. a cui il papa dette l'ordine di scomunicare Crasso, capitano del popolo di Rieti, ghibellino e sostenitore di Manfredi.Michele Michaeli, Memorie istoriche della città di Rieti e dei paesi circostanti dall'origine all'anno 1560, vol. III, Rieti, 1898, pp. 40 e seguenti.
Ancora nel 1263, Fratre Florasio de Vicentia cappellano nostro, fu nominato da Urbano IV visitatore apostolico e inquisitore nel monastero di Subiaco, per indagare sull'operato dell'abate Enrico, accusato di vari soprusi. Chronicon Sublacense (AA. 593-1369), a cura di Raffaello Morghen, Bologna, , p. 40, nota 3. Di questi fatti riferisce il pontefice nella lettera scritta il 5 novembre a Gottifredo di Raynaldo, cardinale di San Giorgio in Velabro. Bullarium Franciscanum Romanorum Pontificum, tomus II, Romae, 1761, nº CIV, pp. 524-525.
Il 17 luglio 1264, il dilectus filius Frater Florasius Ordinis Minorum Cappellanus noster fu nominato da Urbano IV amministratore dell'abbazia di San Paolo fuori le mura, dopo la deposizione dell'abate Federico. Bullarium Franciscanum Romanorum Pontificum, tomus II, Romae, 1761, nº CLXI, pp. 570-571. Florasio è ancora documentato in un atto notarile del 1º ottobre 1264 fatto da quest'abbazia a favore di Santa Balbina. Bullarium Franciscanum Romanorum Pontificum, tomus III, Romae, 1765, pp. 144-149.
Non si hanno più notizie di Florasio fino al 22 settembre 1279 quando papa Niccolò III, che nella lettera di nomina dice di conoscerlo familiaris experientia,Oliger, I penitenzieri francescani a San Giovanni in Laterano, p. 521. lo scelse come vescovo di Sutri, al posto di un altro francescano, Giovanni di Amelia, che era stato eletto dal capitolo dei canonici di Sutri. Konrad Eubel, Hierachia catholica, vol. I, p. 470 e nota. Jules Gay, Les Registres de Nicolas III, 1277-1280, vol. I, Paris 1898, p. 244, nº 573.
Poco si conosce dell'operato di Florasio come vescovo di Sutri. È noto in particolare per una controversia riguardante la chiesa di Santa Fortunata di Sutri, che, fin dal X secolo, dipendeva dall'abbazia dei Santi Andrea e Gregorio al Celio di Roma.Sutri nel medioevo. Storia, insediamento urbano e territorio (secoli X-XIV), a cura di Marco Vendittelli, Roma, 2008, pp. 46-51. La questione fu risolta con un accordo stipulato l'8 novembre 1280.Alberto Gibelli, L'antico monastero de' santi Andrea e Gregorio al clivo di scauro sul Monte Celio. I suoi abati, i castelli e le chiese dipendenti dal medesimo, Faenza, 1892, p. 86. Giovanni Benedetto Mittarelli, Anselmo Costadoni, Annales Camaldulenses Ordinis Sancti Benedicti, Appendix tomi V, Venetiis, 1760, coll. 255-257.
Non è nota la data esatta della morte di Florasio, che Ughelli indica nel 1282. Ferdinando Ughelli, Italia sacra, vol. I, seconda edizione, Venezia, 1717, col. 1275.
Note
Bibliografia Livario Oliger, I penitenzieri francescani a San Giovanni in Laterano, Studi francescani, 1926, p. 521 Sutri nel medioevo. Storia, insediamento urbano e territorio (secoli X-XIV), a cura di Marco Vendittelli, Roma, 2008, pp. 46-51
Collegamenti esterni Florasio – Vescovo (Sec. XIII), www.gentedituscia.it/florasio Bishop Florasio, www.catholic-hierarchy.org
Categoria:Vescovi di Sutri Categoria:Vescovi francescani Categoria:Francescani italiani