Sirmio (), l'attuale Sremska Mitrovica in Serbia, fu un'importante città della Pannonia romana lungo il fiume Sava. L'attuale regione della Sirmia ha preso il nome da questa città. Numerose spedizioni militari furono infatti preparate proprio in questa città, spesso utilizzata come quartier generale. Ciò accadde sotto Marco Aurelio (durante le guerre marcomanniche), Massimino il TraceHistoria Augusta - I due Massimini, 13.3; Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 2, 9. e Claudio II (nel 270).Grant, pag. 240.

Storia

I secolo a.C. e I d.C.

Sirmio fu una delle città più antiche d'Europa: le prime tracce di vita umana organizzata reperite dagli archeologi risalgono al 5.000 a.C. La città, fondata nei territori delle tribù celtiche di Scordisci e Amantini nel III secolo a.C., fu conquistata per la prima volta dai Romani nel corso delle campagne dalmato-illiriche (13-9 a.C.) condotte da Tiberio e Marco Vinicio. Un ventennio più tardi, nel corso della rivolta dalmato-pannonica del 6-9, le truppe romane agli ordini di Aulo Cecina Severo riuscirono a difendere l'importante roccaforte (nel 6),Cassio Dione, Storia romana, LV, 29, 3. organizzando per l'anno seguente l'offensiva che portò a rioccupare l'intera valle della Sava, via di comunicazione fondamentale per la vittoria finale romana. E sotto la dinastia dei Flavi, Sirmio raggiunse lo status di colonia romana, mantenendo un importante ruolo strategico nell'area nella nuova provincia romana di Pannonia. È probabile che durante le campagne daciche di Domiziano siano state installate in zona alcune vexillationes della legio II Adiutrix.

Da Traiano all'anarchia militare

Nel 103, una volta terminata la prima fase della conquista della Dacia, la Pannonia fu divisa da Traiano in Pannonia superiore e inferiore, e Sirmio divenne capitale di quest'ultima, almeno fino a quando Adriano la portò ad Aquincum un quindicennio più tardi (costruendovi anche un nuovo palazzo del governatore). Durante le guerre marcomanniche fu anche quartier generale delle armate settentrionali di Marco Aurelio negli anni 174 e 175 durante la prima expeditio germanica e nel 179-180 durante la secunda expeditio germanica. Qui potrebbe essere stata trasportata la salma dello stesso imperatore filosofo, morto il 17 marzo del 180, secondo quanto ci tramanda lo storico cristiano Tertulliano, contemporaneo ai fatti.Tertulliano, Apologeticum, XXV, 5.

Nella città furono insediati numerosi beneficiari consulares della legio II Adiutrix; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; , . e della legio IV Flavia Felix; ; . a partire dalla metà del II secolo fino alla prima metà del III secolo. Non a caso divenne nuovamente "quartier generale" per le nuove campagne di Massimino il Trace negli anni 236-237, quando l'obbiettivo erano gli Iazigi della piana del Tisza.

Massimino, infatti, dopo aver reso sicure le frontiere della Germania, si recò in Pannonia a Sirmium per l'inverno (del 235/236)Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 2.9. e condusse nuove campagne contro i sarmati Iazigi della piana del Tibisco, che avevano provato ad attraversare il Danubio dopo circa un cinquantennio di pace lungo le loro frontiere, ed i vicini Quadi (come sembra testimonino alcune iscrizioni rinvenute in zona Brigetio, , , , ,1.). Egli aveva un sogno: quello di emulare il grande Marco Aurelio e conquistare la libera Germania Magna.S. Mazzarino, p. 498. Il suo quartier generale, posto a Sirmium, era al centro del fronte pannonico inferiore e dacico. Così infatti riporta la Historia Augusta:

Numerose appaiono, infine, le iscrizioni lungo il tratto di limes pannonicus che univa nell'ordine i castra di: Ulcisia Castra,, . Aquincum,, , , ,4-5. Matrica,, . Intercisa,, , , . Annamatia, e . Lussonium,. Alta Ripa,. Ad Statuas,. Sopianae del 237. e Mursa,, . a testimonianza delle campagne militari nell'area sarmatica. In numero inferiore sono invece le iscrizioni lungo il tratto di limes dacicus, come ad esempio nella fortezza legionaria di Apulum. e .

Grazie ai successi ottenuti sul Danubio, l'imperatore poté ottenere i titoli di Dacicus (fine del 236-inizi del 237)Y.Le Bohec, L'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, p.268.; ; ; ; RMD III, 198; sulle monete appare la dicitura "Victoria Germanica" (Southern, p. 212).; ; a; ; .; ; ; ; IScM-5, 250b; RIB 1553; CIL 17-2, 170; CIL 13, 06547 (4, p 100); MiliariHispanico 461; ; ; ; ; ; ; . e Sarmaticus (nel 237).; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; ; Erodiano, Storia dell'Impero dopo Marco Aurelio, VII, 2, 9; VII 8, 4.

Attorno agli anni 245-247 fu istituito un comando militare generale e centralizzato, pririo a Sirmio, per l'intera frontiera del medio e basso Danubio che avrebbe dovuto comprendere, pertanto, le province di Pannonia inferiore, Mesia superiore ed inferiore, oltre alle Tre Dacie. A capo di questo distretto militare fu posto Tiberio Claudio Marino Pacaziano.Mócsy, p. 203-204. E nel 260 potrebbe esserci stato lo scontro decisivo (se non fu invece a Mursa) tra le armate di Gallieno (imperatore legittimo) e quelle dell'usurpatore Ingenuo.Zonara, L'epitome delle storie, XII, 24.

Aureliano, una volta morto Claudio II, fu proclamato imperatore da parte delle truppe di stanza in Pannonia, proprio a Sirmium, poco prima di affrontare gli Iutungi che avevano sfondato il fronte danubiano.Grant, p. 245. E il successivo imperatore Marco Aurelio Probo, nativo della città,Historia Augusta, Probus, 3, 1. qui vi morì nel 282,Historia Augusta, Probus, 21, 2-4. mentre il suo successore Marco Aurelio Caro, era acclamato dalle truppe riunite di Pannonia. La Historia Augusta racconta di due curiosi episodi collegati alla vita dell'imperatore Probo, il quale ordinò di piantare delle viti di ottima qualità sul vicino monte Alma, che si trovava poco a sud della città, dopo aver fatto dissodare il terreno dai soldati;Historia Augusta, Probus, 18, 8. nel 282, decise, invece, bonificare una vasta zona paludosa (anche con la costruzione di un canale di scolo fino alla Sava) per ampliare il territorio della sua città natale a vantaggio dei suoi abitanti, mettendo, però, a lavorare molte migliaia di soldati, tanto che questi ultimi, esasperati, lo uccisero.

Dalla Tetrarchia di Diocleziano a Teodosio I

Nell'ottobre del 293 Diocleziano si recò a Sirmium per organizzare una nuova campagna militare per l'anno successivo, contro i sarmati Iazigi.Umberto Roberto, Diocleziano, Roma 2014, p. 104 L'anno seguente, infatti, ottenne un nuovo significativo successo sulle tribù sarmatiche, tanto da essere acclamato per la terza volta con il titolo di Sarmaticus maximus.Timothy Barnes, Imperial Campaigns, Phoenix 30, 1976, p. 187.

Pochi anni più tardi, nel 296, sempre Diocleziano stabilì una nuova suddivisione territoriale della regione, dividendola in quattro province (Pannonia Prima, Pannonia Valeria, Pannonia Savia e Pannonia Secunda); Sirmio divenne capitale della Pannonia Secunda. Già nel 293, in seguito all'instaurazione della Tetrarchia, l'Impero Romano era stato diviso in quattro parti e Sirmio era diventata una delle quattro capitali al pari di Augusta Treverorum, Mediolanum e Nicomedia. Durante la Tetrarchia la città divenne la capitale dell'imperatore Galerio, mentre con l'introduzione delle prefetture del pretorio nel 318 Sirmio divenne la capitale della prefettura dell'Illyricum.Noel Duval, Sirmium ville impériale ou capitale?, p. 53-90. Tuttavia nel 379 la prefettura dell'Illyricum fu divisa in orientale ed occidentale; quest'ultima, comprendente Sirmio, fu inglobata nella prefettura dell'Italia, mentre la parte orientale mantenne la sua autonomia con capitale Tessalonica.

Negli anni compresi tra il 317 ed il 324, Costantino vi soggiornò più volte, combattendo i Sarmati del tratto di limes pannonicus, ed ottenendo per ben tre volte il titolo vittorioso di Sarmaticus maximus (poco prima del 319, poi nel 323 ed infine nel 334).Iscrizione databile al 319 sulla quale troviamo diversi titoli vittoriosi: Lo stesso Mócsy crede che l'"imperatore cristiano" vi soggiornò quasi ininterrottamente fino al 324 (anno in cui le sue armate mossero contro Licinio), facendone la propria capitale e quartier generale delle armate del Danubio.A.Mócsy, Pannonia and Upper Moesia, p.277.

Anche Horst sostiene che tra le sue residenze imperiali preferite, nel corso degli anni compresi tra il 317 ed il 323, vi fosse Sirmium oltre a Serdica.E.Horst, Costantino il Grande, Milano 1987, p. 214. Durante la fase finale della guerra civile (nel 324), Licinio abbandonò la città alle armate che avanzavano da Occidente di Costantino I.Zosimo, Storia nuova, II, 18.5; 19.1. Alla morte di quest'ultimo (avvenuta tredici anni più tardi, nel 337), i tre figli (Costantino II, Costanzo II e Costante I),Rimanevano ancora in vita due nipoti bambini di Costantino I, Gallo e Giuliano, figli del fratellastro Giulio Costanzo, mentre furono uccisi i fratellastri di Costantino I, Giulio Costanzo, Nepoziano e Dalmazio, alcuni loro figli, come Dalmazio Cesare e Annibaliano, e alcuni funzionari, come Optato e Ablabio. si riunirono a Sirmium, ed il 9 settembre furono acclamati Augusti dall'esercito, spartendosi l'Impero.

Il 15 marzo del 351, sempre a Sirmium, il cugino e cognato di Costanzo II, Gallo, fu nominato Cesare d'Oriente. Poco dopo Costanzo II organizzò e presiedette al concilio di Sirmio, che produsse un credo ariano e condannò Fotino di Sirmio; Costanzo prese atto della condanna e bandì Fotino definitivamente.Hanson, p. 325. In seguito questo imperatore trascorse altri periodi nella sua città natale, come nel corso della campagna contro Magnenzio (con quest'ultimo che tentò invano di assediare la cittàZosimo, Storia nuova, II, 49.2.), durante l'inverno del 351/352 oppure dall'ottobre del 357 al maggio del 359, quando vi pose la sua corte imperiale (ampliando il preesistente palazzo imperialeAmmiano Marcellino, Storie, XXI, 10,1.) ed il suo quartier generale per le campagne militari condotte nella primavera di quello stesso anno contro gli Iazigi e gli alleati, Quadi.Ammiano Marcellino, Storie, XVII, 13, 33; XVIII, 4, 1; XIX, 11, 1; XIX, 17. Il 10 ottobre del 361 le truppe del nipote di Costanzo II, Flavio Claudio Giuliano, sbarcarono a Bononia, da dove giunsero a Sirmium, ancora residenza della corte, che si arrese senza combattere. Qui Giuliano vi trascorse poco tempo,Ammiano Marcellino, Storie, XXI, 10, 1-2; 5-6. organizzando le forze in vista di un possibile scontro con Costanzo II, che non avvenne poiché morì evitando l'inizio di una nuova guerra civile.Zosimo, Storia nuova, III, 10-11. Pochi anni più tardi (fine del 363-inizi del 364), al tempo dell'imperatore Gioviano, Sirmio fu teatro di una rivolta di Batavi, i quali erano stati lasciati a guardia della città.Zosimo, Storia nuova, III, 35.2.