Il teatro femminista nasce dall'esperienza delle avanguardie artistiche, del teatro sperimentale e del teatro politico,Negli Stati Uniti vi fecero parte i cosiddetti "Guerrilla theatres" che si esibivano nelle strade, gruppi come l'Open Theatre, il National Black Theatre, il Living Theater, Firehouse Theatre, Performance Group, il San Francisco Mime Troupe, El Teatro Campesino, The Bread and Puppet Theatre. Cfr.: .Più della metà delle donne attive nell'Open Theatre avrebbe contribuito in modo sostanziale ai teatri femministi affermatisi dopo il 1970. Cfr.: . del teatro di strada femminile e dei gruppi agit-prop degli anni sessanta e dei primi anni settanta del Novecento,. a loro volta maturati nel contesto dei movimenti del 1968, diffusi in diversi continenti, dagli Stati Uniti all'Europa, portatori di una forte carica di contestazione contro gli apparati di potere dominanti, il sistema sociale e le sue ideologie. Durante quel periodo, in un'ampia varietà di modi, in differenti spazi pubblici – dalle strade, alle aule accademiche – vennero affrontati i temi dei diritti civili, della politica culturale e della sessualità, e venne affermato il bisogno di far uscire il teatro dai suoi luoghi di rappresentazione tradizionali, di portarlo fra la gente comune sovvertendone i contenuti, organizzando gruppi teatrali alternativi, mentre anche il movimento delle donne aumentava la sua presenza, promuovendo e diffondendo la critica alla società patriarcale, ai suoi stereotipi e ai ruoli sociali e sessuali imposti..

Tra il 1968 e il 1971 furono organizzate negli Stati Uniti e nel Regno Unito le prime manifestazioni femministe contro i concorsi di Miss Mondo e Miss America, ritenuti offensivi per gli standard imposti alla bellezza femminile e per il trattamento riservato alle donne, viste come oggetti sessuali; molte di queste proteste assunsero la forma di spettacoli pubblici, di performance teatrali e si innestarono nella realtà già attiva di decine di gruppi teatrali di strada femminili.Wandor ha osservato che "fin dall'inizio l'autoespressione teatrale faceva parte dei movimenti femministi e gay" e cita ad esempio le proteste durante i concorsi di bellezza del 1970 e 1971. Cfr.:

Nei primi anni settanta, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, sarebbero formalmente nati i primi gruppi teatrali femministi, fra cui i più noti furono New Feminist Theatre, The Women's Street Theatre Group, Women’s Theatre Council (1972) e Monstrous Regiment (1975)..

Sia il femminismo che il teatro femminista si sono presentati come "contro-culturali", proponendo valori e definizioni alternativi che comprendono la centralità assegnata all'esperienza vissuta dalle donne, la volontà di superare gli stereotipi di genere, la scelta di modalità di lavoro collettive e non gerarchiche, l'importanza attribuita all'interazione pubblico-attori, l'uso di tecniche sperimentali..

Più che di teatro femminista, tuttavia, si dovrebbe parlare di molteplici teatri femministi, in relazione ai differenti contesti geografici, culturali e generazionali, alle teorie e alle pratiche femministe assunte a riferimento, alle personali esperienze o convinzioni di donne coinvolte a vario titolo, in termini pratici e/o teorici, in questo contesto artistico..

Variabilità del termine

Non esiste una definizione univoca né definitiva di "teatro femminista", una delle sue caratteristiche risiede nella sua "ambigua identità".. Teatro femminista "sembra significare qualcosa di diverso per quasi ogni praticante, critica, accademica e spettatrice (o membro del pubblico)", acquista un'accezione diversa a seconda del paese, della classe o cultura di provenienza, dell'appartenenza generazionale, dell'orientamento sessuale delle donne coinvolte.Se negli anni settanta c'era un accordo sul significato di "teatro femminista", perché fondato su una teoria femminista ritenuta valevole e unificante per tutte le donne, individuata nella categoria dell'esperienza personale, del vissuto inteso come attività politica di presa di coscienza dell'ordine patriarcale,. dalla fine degli anni ottanta, in particolare con la crescente influenza del femminismo accademico e delle teorie post strutturaliste, critiche nei confronti della condizione di "verità" dell'esperienza, della sua definizione stabile, omogenea e universale, questo accordo si è perso...

Nella raccolta di definizioni del termine "femminista" richiesta ad autrici ritenute di riferimento per questo tipo di produzione teatrale, Lizbeth Goodman ha rilevato come l'ampia – a volte divergente – varietà di significati proposti (ora intesa a precisare la "tipologia" del femminismo - radicale, socialista, culturale - ora a negare la rilevanza stessa dell'etichetta "femminista") dimostrasse la diversità di opinioni sulla relazione tra "femminismo" e lavoro delle donne nei teatri contemporanei..

Drammaturghe come Caryl Churchill, Pam Gems, Louise Page e Olwen Wymark hanno accettato di definirsi "femministe"; Timberlake Wertenbaker non vuole essere etichettata come "femminista radicale", sostenendo di non credere che le persone possano conoscere il significato di questo termine..

Negli anni settanta Megan Terry definiva il teatro femminista con un concetto ampio, ma positivo e coinvolgente: "tutto ciò che dà fiducia alle donne, le mostra a sé stesse, le aiuta a iniziare ad analizzare se si tratta di un'immagine positiva o negativa, è nutriente"; circa vent'anni più tardi Sarah Daniels, nell'Introduzione a Plays: One nel 1991 avrebbe affermato: "Il femminismo è ora, come la pancera, una parola molto imbarazzante. Una volta visto come liberatorio, ora è considerato restrittivo, superato e indesiderabile da indossare. Non ho deciso di promuovere la causa del femminismo. Tuttavia, sono orgogliosa se alcune delle mie commedie hanno contribuito alla sua influenza".

Per consentire una diversità di approcci, alla fine del suo libro Contemporary feminist theatres, Lizbeth Goodman ha proposto una definizione "flessibile" di teatro femminista: "teatro che mira a ottenere una rivalutazione positiva dei ruoli delle donne e/o a realizzare un cambiamento sociale, e che è influenzato in questo progetto da idee femministe in senso ampio", comprendendo in queste ultime tutte le diverse scuole di pensiero e pratica femminista..

Teatro femminista e Teatro delle donne All'interno del dibattito questi due termini sono stati spesso contrapposti. Susan Bassnett, ad esempio, ha assegnato al primo un significato "generico", basato sulla condivisione di "comuni esperienze"; al secondo, "teatro femminista" un valore specificamente politico, cui farebbero capo obbiettivi e finalità che il movimento delle donne organizzato si è dato a partire dagli anni settanta, da lei riassunti in sette rivendicazioni: parità retributiva; pari opportunità di istruzione e di lavoro; asili gratis funzionanti H24; contraccezione gratuita e aborto libero; indipendenza economica e giuridica; fine della discriminazione nei confronti delle lesbiche e diritto a definire la propria sessualità; libertà dalla violenza e dalla coercizione sessuale.

La distinzione fra queste due definizioni sarebbe inoltre rafforzata dalla considerazione che non tutte le donne coinvolte nella creazione, produzione e (ri)produzione del teatro femminista si riconoscono come femministe, né tutte le compagnie composte da donne sono teatri femministi: gruppi come Compass Theatre, Kuku Ryku Theatre Laboratory, Little Flags Theatre Collective e Omaha Magic Theatre, sebbene comprendano donne, scelgono ad esempio di non identificare il loro teatro come femminista, sebbene ammettano di esserlo le singole componenti..

Storia

Dalla fine degli anni sessanta-inizio degli anni settanta in poi il rapporto tra teatro e femminismo ha conosciuto diverse espressioni, riassumibili in tre filoni: il recupero e la valorizzazione, in campo teatrale, delle donne dimenticate dalla storia e dei loro contributi; la rilettura dei classici, in chiave femminista (ermeneutica femminista); la produzione di un teatro "politico" volto a migliorare la situazione delle donne (teoria femminista)..

Tra i primi libri con una prospettiva femminista basata sulla storia per dimostrare che le donne, cancellate dalle narrazioni ufficiali scritte da gli uomini, avevano contribuito molto al teatro, sono da annoverare Rosamond Gilder (1891-1986) con Actress: The First Women in the Theater (1931), Karen Malpede con Women in Theatre (1983), Helen Krich ChiInoy e Linda Walsh Jenkins con Women in American Theatre (1981).Grande importanza nel sostegno di questi studi, e più in generale, dell'interpretazione della letteratura e dell'arte occidentale come riflesso del sistema patriarcale, è stata attribuita al libro ''Sexual Politics'' (1970) della scrittrice e attivista statunitense Kate Millett, uno dei classici della seconda ondata femminista. Cfr.: .

Fra gli scopi dichiarati in quest'ultimo libro viene indicata la ricerca, nella storia, del ruolo svolto dalle donne nel teatro, la necessità di individuare una "rete femminile", di trovare un senso di "noi-coscienza”, in un momento in cui la nuova consapevolezza acquisita dal movimento portava ad indagare sul significato di "essere una donna", e a cercare una collocazione all'interno di una "tradizione femminile" per poter meglio comprendere i problemi del presente e "pianificare il futuro".

Il filone dell'ermeneutica femminista – sulla scia degli studi di teoriche e critiche cinematografiche innovative, come Linda Mulvey e Teresa de Lauretis – si avvicinò ai testi canonici, in primis Shakespeare, per reinterpretarli da un punto di vista femminista, sovvertendo i ruoli originariamente assegnati ai personaggi, invertendone il genere, mettendo in discussione le convenzioni esistenti e i sistemi di valori di riferimento..

Il terzo filone della critica femminista si è basato sulla teoria post-strutturalista e sul rifiuto della posizione essenzialista, in nome del genere come costruzione sociale, contestando le opposizioni binarie tra maschile e femminile. Rappresentanti di questo filone sono Gayle Austin con Feminist Theories for Dramatic Criticism (1990), Sue-Ellen Case con Feminism and Theatre (1988), Jill Dolan con The Feminist Spectator as Critic (1988), Lynda Hart con Making a Spectacle: Feminist Essays on Contemporary Women's Theatre.

In alcuni casi lo sviluppo degli stili nel teatro femminista ha attraversato fasi piuttosto definite: "dall'agit-prop e dalle manifestazioni di strada, al realismo sociale e al docu-dramma, a una serie di approcci contemporanei"..

Negli anni '70 e '80 si sono formati vari teatri femminili, sullo stimolo dell'attivismo politico e sociale di quei decenni, anticipato negli anni sessanta dall'esperienza, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dei "Guerrilla Street Theatres", compagnie che utilizzavano il teatro di strada per diffondere le proprie opinioni politiche..

Dagli anni novanta, nel periodo postfemminista, la centralità assegnata al vissuto delle donne e alla denuncia del sistema patriarcale ha lasciato il posto a indagini sulla natura dell'arte, a dibattiti sull'uso della terminologia "femminile/femminista" e sull'esistenza di un'estetica femminista.

Gli inizi All'interno del panorama del femminismo contemporaneo, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono stati i primi paesi in cui hanno preso avvio e si sono diffusi maggiormente i teatri femministi, anche se in seguito l'espansione del movimento delle donne ha portato alla diffusione di questo fenomeno politico e artistico in molte altre parti del mondo..

Stati Uniti