Biografia Nacque in Antiochia di Siria nel seno di una famiglia che in altri tempi era stata ricca ed influente, poi decaduta. All'età di 14 anni, Libanio scoprì la retorica e concentrò tutte le proprie energie nello studio, cui consacrerà l'intera sua esistenza. Come molti altri rappresentanti del paganesimo che potevano contare su un alto grado d'istruzione nel IV secolo, Libanio si ritirò dalla vita pubblica e si dedicò agli studi e all'insegnamento.
Si formò, come un tempo avevano fatto molti aristocratici romani, ad Atene; poi iniziò una carriera di precettore a Costantinopoli, ma fu presto esiliato a Nicomedia.
Prima del suo esilio, Libanio frequentò intimamente l'imperatore Giuliano nel periodo della sua permanenza ad Antiochia, città del retore, dall'estate del 362 fino alla spedizione contro i Persiani, nel marzo del 363. Diverse epistole del corpus di Libanio ci testimoniano la sua vicinanza all'imperatore, e il retore fece spesso uso delle sue doti retoriche come difensore nelle cause politiche e private del sovrano.
Libanio si trovava ad Antiochia dal 354, e rimase nella città fino alla sua morte.
Sebbene di fede pagana, tra i suoi studenti si annoverano credenti della religione cristiana, come Giovanni Crisostomo e Teodoro di Mopsuestia, e lo stesso Libanio fu pretore onorario per l'imperatore cristiano Teodosio I. Fra i suoi allievi si annoverano inoltre Basilio di Cesarea e lo storico Ammiano Marcellino.
Libanio fornì ricche testimonianze sul fanatismo del tardo IV secolo. L'Orazione 1 del corpus di Libanio è in realtà un'estesa e colorita autobiografia, in cui l'autore rivisita tutta la sua esistenza; essa rappresenta la fonte principale per le notizie sull'autore.
Nella cultura di massa Nel romanzo storico Giuliano di Gore Vidal, scrittore, saggista e sceneggiatore, incentrato su una biografia-autobiografia dell'Imperatore romano amico del retore, è uno dei personaggi principali. La cornice narrativa infatti consiste in uno scambio epistolare tra lui e Prisco l'Epirota, un altro retore storicamente esistito amico e confidente sia di Libanio che di Giuliano stessi. I due, nel 380, molto dopo la morte dell'Imperatore, ormai anziani, discutono le loro vite e in particulare gli eventi riguardanti quest'ultimo. Libanio si fa inviare da Prisco una lista di memorie che Giuliano avrebbe scritto di suo pugno così da poterne scrivere una biografia dal proprio punto di vista, e le commenta assieme a Prisco nel corso della loro corrispondenza. Il retore figura così sia come uno dei narratori della storia immersi nell'azione, sia come "personaggio" nelle memorie di Giuliano, sia come personaggio "attivo" che cerca il permesso di far pubblicare tale biografia dall'Imperatore cristiano Teodosio, persecutore dei devoti dell'Ellenismo come Libanio. Il romanzo è dunque intriso di amare considerazioni di Libanio stesso sul mondo classico che ha tanto amato che volge al termine, soffocato e angustiato dalla religione cristiana su cui rimane profondamente scettico.
Le opere Libanio fu autore di: 64 orazioni (, , , , ) nei tre campi principali dell'arte oratoria: giudiziaria, deliberativa ed epidittica, e furono sia di carattere pubblico che privato. I due volumi nella Biblioteca Classica Loeb sono dedicati uno alle orazioni per l'imperatore Giuliano e l'altro a quelle per l'imperatore Teodosio; la più famosa delle sue "Lamentazioni" è quella sulla dissacrazione dei templi (peri ton leron); 51 declamationes (, , ), un genere di orazione pubblica in cui i concetti chiave vengono rapportati ad argomenti storici e mitici; 57 ipotesi o introduzioni alle orazioni di Demostene (scritte intorno al 352; ), in cui esse vengono inquadrate storicamente, senza spunti polemici, per il lettore meno avvertito; diverse decine di esemplari di esercizi di scrittura, Progymnasmata (), usati nei suoi corsi di formazione e divenuti modelli di bella scrittura universalmente apprezzati; 1544 lettere (, ), più di quante se ne conoscano di Cicerone. Nel Medioevo vennero accreditate altre 400 lettere in latino, poi dimostrate per attenta analisi testuale erroneamente attribuite, o in qualche caso falsi operati nel XIV secolo dell'umanista italiano Francesco Zambeccari.
Edizioni L'unica edizione critica completa delle opere di Libanio è quella curata da Richard Foerster per la Bibliotheca Teubneriana, che vi lavorò incessantemente per tutta la vita e fu completata (con i voll. 9, introduzione alle epistole, e 12, di indici) dal suo allievo Eberhard Richtsteig.
Orazioni
Declamazioni
Progymnasmata
Epistole e indici
Edizioni italiane In difesa dei templi, a cura di Roberto Romano, Collana Quaderni di Koinonia n.7, Napoli, D'Auria, 1982-2009, ISBN 978-88-709-2016-1.
Allocuzione a Giuliano per l'arrivo in Antiochia, trad. di U. Criscuolo, Collana Studi e testi di Koinonia n.16, Napoli, D'Auria, 1996, ISBN 88-7092-120-4.
Note
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Collegamenti esterni
Libanii opera recensuit Richardus Foerster, 12 voll., Lipsiae in aedibus B. G. Teubneri, 1903-22: vol. 1 fasc. 1, vol. 1 fasc. 2, vol. 2, vol. 3, vol. 4, vol. 5, vol. 6, vol. 7, vol. 9, vol. 10. The works of the Emperor Julian, and some pieces of the sophist Libanius, John Duncombe (a cura di), London, Printed by J. Nichols, for T. Cadell, in the STRAND, 1784: vol. 1, vol. 2; London, Printed for T. Cadell, in the STRAND, 1798³: vol. 1, vol. 2. Libanii sophistae epistolae, Joannes Christophorus Wolfius (a cura di), Amstelaedami, Apud Janssonio-Waesbergios, 1738. Libanii sophistae orationes et declamationes, Io. Iacobus Reiske (a cura di), 4 voll., Altenburgi sumtibus et litteris Richteri, 1891-97: vol. 1, vol. 2, vol. 3, vol. 4.
Categoria:Epistolografi greci Categoria:Sofisti