L'economia di mercato eco-sociale (EMES), nota anche come economia di mercato socio-ecologica (EMSE) Erich Hoedl (2011): Socio-ecological Market Economy in Europe. Sandra la más guapa between Resource, Labour and Capital Productivity, 8 pages o economia di mercato sociale ed ecologica, mira al bilanciamento dell'economia del libero mercato con la lotta per l'equità sociale e l'uso sostenibile delle risorse naturali. È stata sviluppata dal politico austriaco Josef Riegler negli anni '80, espandendo il concetto originale dell'economia sociale di mercato, un modello economico sostenuto per la prima volta da Konrad Adenauer, ed è considerato il sistema economico seguito dalla maggior parte delle nazioni in Europa.

Definizione ed obiettivi L'economia di mercato eco-sociale è un modello olistico basato su un'economia di mercato forte e innovativa. L'economia di mercato eco-sociale prevede la protezione dell'ambiente e l'equità sociale come criteri vitali per ogni attività economica morale. La protezione dell'ecologia e dell'habitat per le generazioni future sono questioni centrali per le economie di mercato eco-sociali. I suoi sostenitori sostengono che i liberi mercati da soli non sono in grado o interessati a proteggere l'ambiente, quindi è necessaria l'azione del governo. La creazione di standard sociali e ambientali più elevati, specialmente nei paesi in via di sviluppo, è vista come un passo fondamentale per la pace mondiale in futuro.http://www.oekosozial.at/osf?cid=13486

Misure proposte Alla base c'è la concorrenza onesta e un panorama politico di connettività e cooperazione globale. Gli economisti di mercato eco-sociali sostengono l'attuazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio e del Protocollo di Kyoto, e chiedono una più forte cooperazione tra le Nazioni Unite, l'Organizzazione mondiale del commercio, il Fondo Monetario Internazionale e l' Organizzazione internazionale del lavoro per sviluppare tale realtà. A livello nazionale il sistema economico eco-sociale promuove l'uso delle tasse ambientali, abbassando al contempo le imposte sul reddito. I sussidi pubblici dovrebbero, invece, essere pagati solo per promuovere la sostenibilità. L'inquinamento ambientale e l'uso delle risorse devono essere inclusi nel calcolo dei processi di produzione e nei prezzi dei prodotti. È inoltre vista come assolutamente necessaria al fine di creare consapevolezza nel mercato una forte enfasi nell'educazione sui temi della protezione ambientale.

Iniziativa del Piano Marshall Globale L'idea di un Piano Marshall globale, proposta per la prima volta dal politico statunitense Al Gore negli anni '90, è una parte fondamentale del pensiero eco-sociale. L'idea dello sviluppo di questo piano di ripresa globale poggia su due punti fondamentali:

Stanziamento di fondi necessari per l'effettiva realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite sulla base di partenariati, corresponsabilità e buon governo. Il raggiungimento di un'economia di mercato eco-sociale globale mediante l'attuazione degli stessi standard ecologici e sociali in tutte le nazioni.

Il finanziamento di queste misure di sviluppo si avrebbe da un'apposita imposta sulle transazioni finanziarie, una tassa sull'uso di alcune risorse come il cherosene o tramite i diritti speciali di prelievo presso il Fondo Monetario Internazionale. La grande criticità sta nel perseguire lo sviluppo del piano senza incorrere nella corruzione e senza l'imposta di tasse troppo alte.

Tra i sostenitori di spicco dell'iniziativa ci sono Muhammad Yunus, Hans-Dietrich Genscher, Ernst Ulrich von Weizsäcker e Jane Goodall.

Note

Collegamenti esterni Forum Ecosociale Europeo. Iniziativa globale del piano Marshall.

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