Chersodoma Rudolph Amandus Philippi, 1891 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). Il genere Chersodoma è anche l'unico componente della sottotribù (definita provvisoriamente) Chersodominae Pelser et al., 2007..

Etimologia Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Rudolph Amandus Philippi (1808-1904) nella pubblicazione "Anales del Museo Nacional. Santiago de Chile" (Anales Mus. Nac., Santiago de Chile 2(8): 33) del 1891.

Descrizione Habitus. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo erbaceo perenne, oppure arbustivo. Sono presenti specie dioiche. Le superfici delle piante possono essere sia glabre che pubescenti per peli semplici......

Radici. Le radici sono secondarie da rizoma (le radici talvolta sono stolonifere).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie sono disposte in modo alternato e sono picciolate o aubsessili. Il contorno della lamina è intero (le forme variano da deltoidi a ellittiche, lanceolate, oblunghe, orbicolari, ovali o spatolate) con margini dentati o crenati (a volte sono revoluti). La superficie di sotto è tomentosa.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da pochi capolini raccolti in lassi panicoli. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo discoide. Alla base dell'involucro (la struttura principale del capolino) può essere presente (ma non sempre) un calice formato da alcune brattee fogliacee. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da diverse (quattro gamme: 5, 8 -10, 13 -14 e 18) brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee sono disposte in modo più o meno embricato di solito su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo, a volte alveolato, è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è convessa, piatta o conica.

Fiori. I fiori (tre gamme del numero dei fiori per capolino: 10 - 20, 35 - 45 e 50 - 200) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, tubulosi e actinomorfi oppure sono femminili con la parte maschile abortita (antere mancanti) e maschili con la parte femminile abortita (ovario sterile). I fiori sono inoltre omogami.

Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: nella parte inferiore i petali della corolla sono saldati insieme e formano un tubo. In particolare le corolle dei fiori del disco centrale (tubulosi) terminano con delle fauci dilatate a raggiera con cinque brevi lobi più o meno patenti. Il colore delle corolle è giallo, bianco, rosa, purpureo o arancio. Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi. La parte basale del collare dei filamenti cilindrica uniforme. Le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda Lo stilo. Le antere sono senza coda ("ecaudate"). La struttura delle antere è di tipo tetrasporangiato, raramente sono bisporangiate. Il tessuto endoteciale è polarizzato. Il polline è tricolporato (tipo "helianthoid").. Gineceo: lo stilo è biforcato con due stigmi nella parte apicale. La forma degli stigmi varia da subtroncata a rotonda; possono essere ricoperti dorsalmente da minute papille (non sono presenti dei peli apicali). Le superfici stigmatiche sono separate (almeno nella metà basale). L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è oblunga; la superficie è percorsa da diverse coste longitudinali e può essere glabra o talvolta pubescente. Non sempre il carpoforo è distinguibile. Il pappo è formato da 130 - 185 setole snelle, bianche o fulve; inoltre sono persistenti. Dimensione degli acheni: 1,5 a 5 mm. Lunghezza del pappo: da 4,5 a 12 mm.

Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat Le specie di questo genere sono distribuite in Sud America (lato occidentale).

Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi, oppure specie e generi secondo altre fonti. (una delle checklist più aggiornata elenca fino a generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi Il genere di questa voce, tradizionalmente, appartiene alla sottotribù Tussilagininae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). La sottotribù descritta in tempi moderni da Bremer (1994), dopo le analisi di tipo filogenetico sul DNA del plastidio (Pelser et al., 2007) è risultata parafiletica con le sottotribù Othonninae e Brachyglottidinae annidiate al suo interno.

Chersodoma, nell'ambito delle Senecioneae, ha una posizione ambigua: alcuni Autori lo descrivono all'interno della sottotribù Tussilagininae o lo definiscono in posizione politoma tra le sottotribù Tussilagininae, Brachyglottidinae e il gruppo fratello Othonninae - Senecioninae. Altri Autori propongono di segregazionarlo in una specifica sottotribù: Chersodominae; anche in considerazione che da alcune analisi risulta formare un possibile "gruppo fratello" con le Tussilagininae.

Un'analisi di tipo cladistico sui dati morfologici delle varie specie supporta la monofilia del genere e il riconoscimento di due sottogeneri (tradizionalmente già individuati):. subgen Chersodoma contenente tre specie (C. argentina, C. candida, C. jodopappa) con la maggiore diversità nel semiarido altopiano dell'Argentina nordoccidentale e dell'adiacente Bolivia e Cile (Puna de Atacama) subgen Diclinanthus B. Nord., contenente sei specie (C. antennaria, C. arequipensis, C. deltoidea, C. juanisernii, C. glabriuscula e C. ovopedata) con la massima diversità in Perù

I caratteri distintivi del genere Chersodoma sono: il portamento delle specie di questo genere è erbaceo perenne o arbustivo alcune specie sono dioiche le foglie in prevalenza sono tomentose le lamine fogliari sono grandi (più di 5 cm) i capolini sono del tipo discoide i fiori sono colorati di giallo

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 20.

Specie Questo genere comprende 11 specie:

Chersodoma antennaria (Wedd.) Cabrera Chersodoma arequipensis (Cuatrec.) Cuatrec. Chersodoma argentina Cabrera Chersodoma candida Phil. Chersodoma deltoidea Sagást. & M.O.Dillon Chersodoma filifolia M.Zárate Chersodoma glabriuscula (Cabrera) M.O.Dillon & Sagást. Chersodoma helianthemoides (Wedd.) J.Calvo & M.Zárate Chersodoma jodopappa (Sch.Bip.) Cabrera Chersodoma juanisernii (Cuatrec.) Cuatrec. Chersodoma ovopedata (Cuatrec.) Cuatrec.

Note

Bibliografia

Voci correlate Generi di Asteraceae

Altri progetti

Collegamenti esterni Chersodoma Royal Botanic Gardens KEW - Database

Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa descritti nel 1891