Lincidente ferroviario di Tempe è stato un grave scontro ferroviario avvenuto il 28 febbraio 2023 tra un treno passeggeri e un treno merci presso la valle di Tempe, in Tessaglia, in Grecia centro-orientale, pochi chilometri a nord della città di Larissa. Nell'incidente persero la vita 57 persone e almeno 85 rimasero ferite. È considerato il peggiore incidente ferroviario della storia ellenica.
Contesto Il treno passeggeri Intercity 62, trainato dal locomotore elettrico Siemens Mobility 120-022, partì da Atene per Salonicco (direzione da sud a nord) con a bordo circa trecentocinquanta passeggeri, tra cui molti studenti che avevano approfittato del weekend lungo di carnevale (lunedì era un giorno festivo in Grecia). Il treno merci proveniente da Salonicco e diretto a Larissa (direzione da nord a sud), anch'esso trainato da una locomotiva elettrica della serie E 120, procedeva sulla linea di sinistra, normale senso di marcia. Il treno passeggeri, arrivato a Larissa con ritardo, partì dalla stazione di Larissa alle 23.00, istradato nella linea di sinistra, cosicché entrambi i treni si trovarono a viaggiare sullo stesso binario, in direzione opposta.
La collisione avvenne alle ore 23:22 sulla linea Atene-Salonicco, gestita dalla società Hellenic Train, che dal 14 settembre 2017 è entrata a far parte del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. La Hellenic Train fornisce i servizi di trasporto merci e passeggeri e i servizi di logistica mentre la manutenzione e la gestione della rete ferroviaria è nelle mani dell’azienda statale greca OSE (e ERGOSE). Il tratto su cui avvenne l'incidente è a doppio binario, ma privo di sistemi di sicurezza moderni in funzione e con via libera telefonica (quindi passibile di errore umano).
Collisione Il treno passeggeri e il treno merci si scontrarono frontalmente nei pressi del villaggio di Evangelismós, alle 23:22. La collisione provocò un'esplosione e un successivo incendio che consumò interamente le due carrozze anteriori del treno passeggeri e fece deragliare la maggior parte delle successive carrozze. L’incidente provocò la morte di cinquantasette persone e il ferimento di ottantacinque, di cui diverse in terapia intensiva in condizioni critiche. Tra i morti, otto erano dipendenti delle ferrovie, tra cui i due macchinisti del treno merci e i due macchinisti del treno passeggeri.
Conseguenze Sul posto intervennero diciassette autopompe e centocinquanta vigili del fuoco per domare le fiamme. Le operazioni di soccorso furono rapidamente messe in atto, dispiegando sul posto quaranta ambulanze e più di trenta agenti di polizia. Nelle operazioni di soccorso i vigili del fuoco utilizzarono delle autogru per sollevare due carrozze e la carrozza ristorante, per poi rimuovere i componenti metallici in modo graduale per cercare di recuperare morti e feriti. Le condizioni in cui operarono i soccorritori furono difficoltosi, poiché parti del treno non avevano più forma vista la violenza dell'impatto e dell’incendio.
Duecentocinquanta passeggeri sopravvissuti vennero evacuati dal luogo dell'incidente con autobus diretti a Salonicco, compresi quelli con ferite lievi. All'ospedale di Larissa giunsero i parenti delle vittime provenienti da molte regioni del paese. I parenti dovettero fornire un campione di DNA, poiché questo era l'unico modo per completare il processo di identificazione dei corpi, perlopiù carbonizzati.
In seguito all'incidente fu organizzata una riunione di emergenza del governo greco. Il Presidente della Repubblica, Katerina Sakellaropoulou, interruppe la sua visita ufficiale in Moldavia per accorrere sul luogo dell’incidente. Sul posto si recarono il Primo Ministro, Kyriakos Mitsotakis e il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Kostas Karamanlis (che si dimise nel pomeriggio del 1º marzo), il leader dell'opposizione Alexīs Tsipras, il presidente del PASOK-KINAL Nikos Androulakīs e il segretario generale del KKE, Dīmītrios Koutsoumpas. Il primo ministro Kyriákos Mitsotakis dichiarò tre giorni di lutto nazionale. Il direttore generale dell'OSE, Spyros Pateras, e il direttore generale dell'ERGOSE, Christos Vinis, si dimisero dopo l'incidente ferroviario.
La polizia interrogò I due ferrovieri operanti nel momento dell’incidente alla stazione di Larissa, da dove il treno passeggeri era partito. In seguito, il capostazione di Larissa fu arrestato nell'ambito dell'indagine sull'incidente, accusato di omicidio colposo per negligenza. Il presidente del sindacato dei macchinisti delle ferrovie elleniche denunciò la mancanza di sicurezza sulla linea, con il sistema di circolazione dei treni ancora regolato telefonicamente dai capi stazione, che danno il via libera al passaggio dei convogli. I rappresentanti sindacali avevano avvertito il governo dei guasti della rete e della mancanza di personale, ma non erano stati ascoltati.
Anche se in un primo momento il primo ministro greco aveva parlato di un tragico errore umano successivamente riconobbe le "debolezze croniche" del sistema ferroviario greco e i ritardi nella modernizzazione delle ferrovie come origine di questo incidente. Alcuni lo descrissero come il risultato dello stato fatiscente di una rete ferroviaria trascurata per decenni, soprattutto dopo la crisi economica (2010-2018) e le misure di austerità imposte dall'Unione europea che, nel 2017, portarono alla privatizzazione della compagnia ferroviaria greca TrainOSE (ora Hellenic Train).
Nei giorni successivi all'incidente vi furono marce di protesta organizzate da sindacati, associazioni studentesche e altre organizzazioni ad Atene, Pireo, Larissa, Salonicco, Patrasso e altre città della Grecia. Il motto più diffuso tra i manifestanti era "chiamami quando arrivi" (frase tipica di un genitore rivolta al figlio in viaggio).
Note
Voci correlate Hellenic Train Ferrovia Pireo-Atene-Platy
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