Tantra è un termine sanscrito (in scrittura devanāgarī, तन्त्र: "telaio", "ordito"Vedi Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary : "loom", "warp": "telaio", "ordito".; ma tradotto anche come "principio", "essenza", "sistema", "dottrina", "tecnica"Vedi oltre: aspetti definitori del termine.) per indicare sia un insieme di testiLa datazione dei Tantra non può essere anteriore al 600 d.C., e la maggior parte di questi testi fu probabilmente composta a partire dall'VIII secolo. (Flood, 2006, p. 215). dalla non univoca classificazione, sia un insieme di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche originatesi nelle culture religiose indiane con varianti induiste, buddhiste, giainiste e bönpo, con diramazioni diffuse in Tibet, Cina, Corea, Giappone, Indonesia e molte altre aree dell'Estremo OrienteWhite, 2000, p. 7..Per riferirsi ai diversi insiemi di tradizioni e culture è spesso adoperato come sinonimo anche il termine di tantrismo.
Storia
Le origini sono tutt'oggi discusse e controverse. Da un lato diversi autori fanno notare come alcuni reperti archeologici, precedenti alla Pietra di Gangdhar in Rajasthan risalente al 424 d.C. e considerata la prima iscrizione epigrafica conosciuta contenente aspetti di rituali tantrici, dimostrino che culti tantrici fossero sicuramente esistenti in data antecedente al 400 d.C. Ad esempio tra i reperti della civiltà della valle dell'Indo (III millennio a.C. circa) esistono figure maschili e di divinità femminili in terracotta, le Mātṛkā, di era quindi pre-vedica, che alcuni studiosi riconducono al culto di Śiva e Durgā.Padoux fa notare che, alla luce dei più recenti studi, non risulta affatto dimostrato il culto di divinità femminili a Mohenjodaro o Harappa (Padoux, 2011, p. 30). Vide Foote sostiene di aver trovato egli stesso nell'altopiano del Deccan simboli fallici (linga) tipici di alcune tradizioni tantriche.Vide Foote, Collection of Indian Pre-historic and Proto-historic Antiquities, Madras, 1916.
Alcuni studiosi hanno voluto rapportare le origini del tantrismo allo sciamanesimo centroasiatico, ma tale connessione non è suffragata da alcuna prova storica, né le credenze tantriche hanno, secondo Padoux, caratteri che si possono far risalire allo sciamanesimo. È più probabile, invece, che sia stato il sud dell'India ad aver avuto un ruolo determinante. Accanto al mondo brahmanico, mondo ricordiamo elitario, è probabilmente esistito in India, sin da tempi immemori, un sostrato popolare, legato alle potenze naturali, alla terra. A questo erano associati culti popolari che si svolgevano ai margini del mondo brahmanico, in segreto, e da questi ebbe probabilmente origine il mondo tantrico.Padoux, 2011, pp. 29-32. L'accademico imposta la sua opera (Comprendre le tantrisme, Paris, 2010; Tantra, Torino, 2011) proprio nell'intento di dare dimostrazione di questa ipotesi.
I primi testi di riferimento di queste dottrine e pratiche apparvero in India tra il VI e il VII secolo d.C. e si baserebbero, secondo diversi autori, su tradizioni non scritte molto precedenti (come è per i Veda"I testi vedici furono composti e trasmessi oralmente da maestro a discepolo senza l'uso della scrittura, secondo una linea ininterrotta di trasmissione formalizzata. Ciò assicurò una trasmissione testuale impeccabile, superiore ai testi classici appartenenti ad altre culture; questo metodo può essere paragonabile a una registrazione su nastro effettuata in epoche comprese tra il 1500 e il 500 a.C. circa. È stato così possibile preservare fino al presente non solo le parole ma anche l'accento tonale da lungo tempo perduto (come nel caso dell'antico greco o giapponese). Da una parte i Veda sono stati trascritti soltanto durante l'inizio del secondo millennio dopo Cristo, se alcune sezioni come una collezione delle Upaniṣad, furono forse trascritte soltanto nella metà del primo millennio, alcuni tentativi precedenti senza successo (vi erano in certe Smṛti delle regole che vietavano di trascrivere i Veda) furono fatti attorno alla fine del primo millennio a.C.Comunque, quasi tutte le edizioni stampate si basano su manoscritti tardi, difficilmente più antichi di 500 anni, piuttosto che sulla superiore tradizione orale ancora esistente. La recitazione corretta di molti testi continua in alcune aree tradizionali come il Kerala, il Tamil-Nadu del sud, nella fascia costiera dell'Andhra Pradesh, Orissa, Kathiawar, a Poona o a Benares. Nei pochi decenni passati vi è stato il tentativo da parte di studiosi locali e stranieri di conservare, o almeno di registrare, la tradizione orale. Ciononostante non esiste ancora, fino ad oggi, alcuna completa registrazione audio o video di tutte le recensioni vediche (śākhā) e alcuni testi sono andati perduti persino nel corso dei pochi decenni passati." (Traduzione dall'originale: Michael Witzel, Vedas and Upaniṣads; citato in The Blackwell Companion to Hinduism, a cura di Gavin Flood, Oxford, Blackwell Publishing, 2003).), cosa che quindi non può necessariamente implicare che fu quello il periodo in cui le tradizioni presero inizio:
David Lorenzen sottolinea come ciò che viene comunemente denominato "Tantra" è considerato di origine molto antica e precedente l'espressione in scrittura formale dei primi documenti conosciuti risalenti al V o VI secolo d. C., come ad es. i testi della scuola Kāpālika. David N. Lorenzen, Early Evidence for Tantric Religion in The Roots of Tantra; citato in Harper & Brown, 2002. Anna L. Dallapiccola sostiene invece che il Tantrismo ebbe origine in India e nell'Induismo essendo da considerare il Buddhismo tantrico come successivo, anche se i due fenomeni religiosi interagirono.Secondo Anna L. Dallapiccola il "Tantrismo" ha invece origine nel Buddhismo e da quell'ambito confluisce nell'Induismo. (Anna L. Dallapiccola, Induismom Milano, Bruno Mondadori, 2005, p. 262).
A partire dall'VIII secolo si può ritenere certa la presenza diffusa del fenomeno tantrico in buona parte del subcontinente indiano, in particolare nel Kashmir, zona cruciale per gli sviluppi e dell'induismo e del buddhismo. Dal Kashmir provengono filosofi come Vasugupta (VIII secolo) e Abhinavagupta (X secolo), preceduto quest'ultimo da una serie di profondi pensatori come Somānanda, Bhāskara I, Bhaṭṭa Kallaṭa, eccetera; le maggiori opere religiose e filosofiche indiane vengono da questa parte dell'India, che conservò il suo primato fino al XIII secolo, periodo in cui ebbe inizio l'invasione islamica. Anche il Bengala e il sud dell'India sono da considerarsi importanti, soprattutto per l'architettura religiosa.Padoux, 2011, p. 33.
L'espansione delle tradizioni tantriche si accompagnò con la loro evoluzione e diffusione in quegli ambiti che erano prettamente brahmanici. Sulle interazioni fra brahmanesimo e tantrismo, così sintetizza André Padoux:
Gli aspetti peculiari Secondo l'accademico Padoux è possibile elencare una serie di caratteristiche peculiari dell'universo tantrico in sé, aspetti atti a riconoscere ciò che è "tantrico". Essi sonoPadoux, 2011, p. 27-28.: Immanenza: l'universo e gli esseri umani sono permeati dell'energia divina, la śakti, personalizzata come una dea. Trasmissione: il tāntrika è un iniziato, il che implica la presenza di un maestro, il guru, e una trasmissione della dottrina (saṃpradāya) di maestro in maestro. Segretezza: le dottrine e le pratiche hanno il carattere della segretezza. Pūjā: il rituale di adorazione di una divinità è quello della pūjā, che è sempre tantrica nella sua struttura anche se rivolta a una divinità non tantrica. Maṇḍala: il pantheon, sempre vasto, è organizzato in maṇḍala. Mantra: l'oralità, la parola (vāc), assume un ruolo centrale in tutte le pratiche e riti, i mantra sono onnipresenti; molti di essi altro non sono che la forma fonica di divinità. Yoga: esistenza di uno stretto legame con lo yogaVa precisato sin d'ora che lo Yoga tantrico non è quello classico di Patañjali, ma lo Haṭhayoga, che opera sul corpo yogico nel quale si ritiene presente una potenza umana e divina al contempo, la kuṇḍalinī..
E aggiunge: "Tuttavia si può ammettere che il Tantrismo sia una categoria a parte e lo si può definire in generale come una via pratica ai poteri sovrannaturali e alla liberazione; consiste nell'uso di pratiche e tecniche specifiche (rituali, corporee e mentali), che sono sempre associate a una dottrina particolare."
Sulle peculiarità delle tradizioni tantriche, così altri studiosi: David Gordon White suggerisce che il principio chiave del tantra risieda nel fatto che l'universo che noi sperimentiamo sia la concreta manifestazione dell'energia divina che lo crea e lo mantiene: le pratiche tantriche cercano di contattare e incanalare quell'energia all'interno del microcosmo umano.L'autore, pur osservando la difficoltà di definire rigorosamente una pratica estremamente variegata, dà la seguente definizione operativa: "Tantra è quel corpus asiatico di credenze e pratiche che, partendo dal principio che l'universo da noi sperimentato non sia altro che la manifestazione concreta dell'energia divina che crea e mantiene quell'universo, tenta di appropriarsi e incanalare quell'energia nel microcosmo umano, con maniere creative ed emancipatorie." (White, 2000, p. 9). Lo stesso autore più recentementeWhite, 2005. ha evidenziato come la caratteristica comune delle dottrine e delle pratiche tantriche consista nell'uso di maṇḍala, mantra e pratiche rituali allo scopo di mappare, organizzare e controllare un universo di potenze, impulsi e forze caotiche.Tali dottrine e pratiche emergono in India contestualmente al crollo della dinastia Gupta nel VI secolo, dinastia sostituita da un emergere disorganizzato di poteri non legittimati secondo le autorità dottrinali vediche e che quindi si appoggiavano, per la loro legittimazione, a culti marginali che li investivano proprio mediante l'uso di mantra alla dignità regale. Madeleine Biardeau riassume le dottrine tantriche come "un tentativo di porre kāma, il desiderio, in ogni suo significato, al servizio della liberazione." Madeleine Biardeau, L'Hindouisme. Anthropologie d'une civilisation, Paris, 1981.