Il serpentario o uccello segretario (Sagittarius serpentarius ) è un grande uccello rapace prevalentemente terrestre. Endemico dell'Africa centro-meridionale, questo uccello abita prevalentemente le praterie aperte e le savane della regione sub-sahariana. John Frederick Miller descrisse la specie nel 1779. Sebbene sia un membro dell'ordine Accipitriformes, che comprende anche molti altri rapaci diurni come nibbi, poiane, avvoltoi e albanelle, questo uccello rappresenta l'unica specie vivente del genere Sagittarius, e della famiglia Sagittariidae.

Il serpentario è un uccello iconico, immediatamente riconoscibile per il suo aspetto inusuale ed elegante. Il corpo non è dissimile da quello di un'aquila, ma le zampe sono lunghe e sottili più simili a quelle di un trampoliere, che danno a questo uccello un'altezza massima di 1,30 metri. Il serpentario non mostra dimorfismi sessuali accentuati. Gli adulti hanno il volto glabro color rosso-arancio, becco giallo con la punta grigio chiaro, ed un piumaggio bianco sporco, con una cresta di penne nere sulla nuca, penne remiganti e piume delle cosce nere.

L'accoppiamento può avvenire in qualsiasi periodo dell'anno, ma tende ad essere più frequente a stagione secca inoltrata. Il nido viene costruito sulla chioma degli alberi, dove viene deposta la covata, che in genere contiene 1-3 uova. Se il cibo è abbondante, tutti e tre i pulcini possono sopravvivere all'involo. Il serpentario caccia e cattura le sue prede a terra, spesso calpestandole e calciandole fino alla morte. La sua dieta comprende soprattutto insetti e piccoli vertebrati.

Sebbene l'areale del serpentario sia molto vasto, i risultati delle indagini localizzate suggeriscono che la popolazione totale stia subendo un rapido declino, probabilmente a causa del degrado dell'habitat. La specie è quindi stata classificata come in Pericolo dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Il serpentario appare sugli stemmi del Sudan e del Sudafrica.

Descrizione

Il serpentario è un uccello immediatamente riconoscibile per il suo aspetto inusuale ed elegante. Il corpo non è dissimile da quello di un'aquila, ma le zampe sono lunghe e sottili più simili a quelle di un trampoliere, il che gli conferisce un'altezza di circa 1,30 metri. Un esemplare adulto può raggiungere una lunghezza compresa tra i 112 e i 150 centimetri, per un'apertura alare compresa tra i 191 e i 215 centimetri. Il peso varia da 3,74 a 4,27 kg, con una media di 4,05 kg. Il tarso è lungo in media 31 centimetri e la coda piumata può raggiungere anche i 57-85 centimetri; entrambi contribuiscono a rendere questo uccello più alto e più lungo di qualsiasi altra specie di rapace. Il collo non è particolarmente lungo e l'animale è in grado di abbassarlo solamente fino all'articolazione intertarsale, oltre al quale l'animale deve chinarsi per raggiungere il suolo.

Durante il volo il collo viene disteso in avanti, come nelle cicogne, e dalla coda si estendono due lunghe penne centrali che si estendono oltre i piedi. Il piumaggio del corpo, del collo, della testa, le parti superiori e le copritrici inferiori e mediane delle ali sono di colore bianco sporco o grigio-blu, mentre le parti inferiori e le copritrici sottostanti sono di un grigio più chiaro o grigio-bianco. La cresta è costituita da lunghe piume nere che spuntano dalla nuca. Il piumaggio scapolare, le penne remiganti primarie e secondarie, la groppa ed il piumaggio che ricopre le cosce sono neri, mentre le copritrici della coda sono di colore bianco, anche se in alcuni individui possono essere barrate di nero. La coda è a forma di cuneo e di colore grigio marmorizzato e nera alla base, su cui sono presenti due larghe bande nere, una alla base e l'altra all'estremità, mentre le punte delle penne sono bianche.

Non vi sono particolari dimorfismi tra i sessi, sebbene il maschio tenda ad avere penne della coda più lunghe, più pennacchi sulla nuca, una testa più corta e un piumaggio tendente al grigio-blu. Gli uccelli adulti hanno il volto glabro, privo di piume, e di un colore rosso-arancio vivo, con iridi marrone chiaro, e la cera gialla. Le gambe e i piedi sono di colore grigio rosato, mentre le cosce sono ricoperte di piume nere, su tutta la loro lunghezza, come fossero pantaloncini. Le dita sono corte - circa il 20% della lunghezza di quelle di un'aquila della stessa taglia - e robuste, rendendo l'animale incapace di afferrare oggetti con le zampe. Il primo dito delle zampe (il dito rivolto posteriormente) è piccolo, mentre le tre dita rivolte in avanti sono collegate alla base da una leggera palmatura. I giovani hanno un piumaggio brunastro, volti gialli che si inscuriscono con l'età, penne della coda più corte e iridi grigiastre piuttosto che marroni.

Gli adulti sono solitamente silenziosi, ma possono emettere un profondo gracidio gutturale durante le esibizioni nuziali o quando sono nei loro nidi. I serpentari emettono questo suono quando salutano i propri compagni di ritorno al nido, o durante un'esibizione di aggressività quando combattono contro altri uccelli, a volte gettando la testa all'indietro allo stesso tempo. Quando allarmato, il serpentario può emettere un gracido acuto. Quando sono nel nido le coppie emettono leggeri schiamazzi o fischi. I pulcini emettono un suono acuto, simile ad un "chee-uk-chee-uk-chee-uk", nei loro primi 30 giorni.

Biologia

Il serpentario è un uccello prevalentemente solitario, ad eccezione delle coppie e della loro prole. Questi uccelli dormono e nidificano sugli alberi del genere Acacia, Balanites, e anche sui pini introdotti in Sudafrica. La loro giornata inizia 1-2 ore dopo l'alba, generalmente dopo essersi lisciati e puliti il piumaggio. Le coppie dormono insieme nello stesso nido o sullo stesso posatoio, ma cacciano perlopiù separatamente per coprire un maggiore territorio, sebbene restino sempre in vista l'una dell'altra. A terra questi uccelli camminano ad una velocità di 2,5-3 km/h, facendo in media 120 passi al minuto. Dopo aver trascorso gran parte della giornata a terra, i serpentari tornano al nido al tramonto, spostandosi prima sottovento per poi volare controvento. Gli esemplari solitari sono perlopiù maschi scapoli, e generalmente il loro territorio si trova in aree con poche risorse. Al contrario, gruppi che possono contare fino a 50 individui possono essere avvistati in un'area con risorse localizzate, come una pozza d'acqua in un'area asciutta o un'abbondanza di roditori o cavallette in fuga da un incendio.

I serpentari volano con le loro penne primarie aperte per gestire meglio le turbolenze. Come la maggior parte dei rapaci in volo sbattono raramente le ali, facendo invece uso delle correnti termiche. Durante il giorno, usano le correnti ascensionali per salire fino a 3.800 metri di quota.

Si pensa che la durata media della vita per questi uccelli si aggiri intorno ai 10-15 anni in natura.

Alimentazione

Insieme al caracara, il serpentario è l'unico rapace che caccia le sue prede prevalentemente a terra, utilizzando le lunghe zampe artigliate. Gli adulti cacciano in coppia e, talvolta, come branchi familiari sciolti, per coprire un maggior territorio. La loro dieta è composta da insetti, come locuste e scarafaggi, piccoli mammiferi, come topi, lepri e manguste, granchi, lucertole, serpenti, tartarughe, piccoli uccelli, uova, e talvolta piccoli animali morti negli incendi. Nutrendosi primariamente di piccoli animali i serpentari non attaccano gli erbivori più grandi, sebbene alcune fonti riportino di attacchi da parte di serpentari a giovani gazzelle e cuccioli di ghepardo. L'importanza dei serpenti nella dieta di questi uccelli è stata esagerata in passato, sebbene i serpentari possano essere localmente importanti per il controllo delle popolazioni di serpenti velenosi, come vipere e cobra, predati regolarmente da questi uccelli. I serpentari non si nutrono di carogne.

I serpentari cacciano spesso nell'erba alta, calpestando la vegetazione circostante per far uscire allo scoperto i piccoli animali che vi si nascondono. Durante la caccia, le piume della cresta vengono sollevate, il che può servire sia per spaventare le prede sia per fornire ombra al viso. Una volta individuata la sua preda, l'uccello la inseguirà con le ali spiegate per poi ucciderla colpendola con rapidi calci e colpi d'artiglio. Il becco non viene usato durante la caccia, se non per prede molto piccole, come le vespe che vengono catturate in volo dall'animale direttamente con il becco. Alcuni rapporti affermano che una volta catturata una preda, l'animale spicchi il volo con quest'ultima per poi lasciarla cadere per finirla, anche se tale comportamento non è mai stato documentato o verificato. Anche con le prede più grandi, la preda viene generalmente inghiottita intera grazie alla considerevole apertura del becco di questi uccelli. Occasionalmente, come altri rapaci, le prede vengono fatte a pezzi con il becco mentre vengono tenute ferme con le zampe.

Il cibo che non può essere digerito viene rigurgitato sotto forma di borra di 40-45 millimetri di diametro e 30-100 millimetri di lunghezza. Le borre vengono rigurgitate a terra, solitamente nei pressi del nido o del posatoio dove gli uccelli passano la notte. Il serpentario ha un tratto digerente relativamente corto rispetto a quello dei grandi uccelli africani con diete più generaliste, come l'otarda kori. L'apparato digerente anteriore è specializzato per il consumo di grandi quantità di carne, non avendo necessità di decomporre meccanicamente il cibo. Il gozzo è dilatato e il ventriglio non è molto muscoloso, come in altri uccelli carnivori. L'intestino crasso presenta un paio di cechi vestigiali, inutilizzati in quanto non devono digerire la fermentazione di materiale vegetale.

I serpentari sono specializzati nel calpestare le loro prede fino a quando quest'ultima non viene uccisa o immobilizzata. Questo metodo di caccia è comunemente applicato alle lucertole e ai serpenti. Le lunghe zampe sono ricoperte da squame dure che proteggono l'uccello dai morsi dei serpenti velenosi. Si è scoperto che un maschio adulto addestrato a colpire un serpente di gomma su una piastra per la misurazione della forza, può colpire con una forza pari a cinque volte il proprio peso corporeo, con un periodo di contatto di soli 10-15 millisecondi. Questo breve periodo di contatto suggerisce che questi uccelli facciano affidamento su un targeting visivo superiore per determinare la posizione precisa della testa della preda. Sebbene si sappia poco del suo campo visivo, si presume che sia ampio, frontale e binoculare. I serpentari hanno gambe insolitamente lunghe (quasi il doppio degli altri uccelli terrestri della stessa massa corporea), un adattamento per il metodo di caccia unico e sorprendente di questo uccello. Tuttavia, questi arti così lunghi sembrano anche ridurre la sua efficienza nella corsa. L'ecofisiologo Steve Portugal e colleghi hanno ipotizzato che gli estinti uccelli del terrore, della famiglia Phorusrhacidae, attuassero una strategia di caccia simile a quella di questi uccelli, vista la loro anatomia simile, sebbene non siano strettamente correlati.

I serpentari entrano raramente in conflitto con altri predatori, tranne nel caso delle aquile fulve, che rubano spesso le loro prede. Queste aquile rubano principalmente le prede più grandi, attaccando sia gli uccelli singoli che le coppie. Talvolta le coppie di serpentari riescono a scacciare le aquile e possono persino abbatterle e inchiodarle a terra.