La seconda guerra boera (Afrikaans: Tweede Boereoorlog, più spesso denominata Tweede Vryheidsoorlog, "seconda guerra per la libertà"), chiamata anche grande guerra boera, guerra sudafricana o seconda guerra anglo-boera fu un conflitto militare combattuto tra l'11 ottobre 1899 e il 31 maggio 1902 dall'Impero britannico contro le due repubbliche boere indipendenti, la Repubblica del Transvaal e lo Stato Libero dell'Orange.

La guerra, originata soprattutto dalle mire imperialistiche ed economiche britanniche, fu caratterizzata da alcuni inattesi successi iniziali dei boeri che misero in forte difficoltà le guarnigioni britanniche. Dopo l'arrivo di numerosi rinforzi e del nuovo comandante in capo, il feldmaresciallo Frederick Roberts, l'esercito britannico passò all'offensiva, invase le repubbliche boere ed entro la metà dell'anno 1900 occupò Bloemfontein e Pretoria.

La guerra non terminò però dopo la conquista delle capitali boere, ma si trasformò in una lotta logorante caratterizzata dalla guerriglia dei commando boeri che, guidati da abili capi, inflissero ripetute sconfitte ai britannici. Il nuovo comandante in capo, il generale Horatio Kitchener, ricorse ai metodi spietati dei rastrellamenti, della deportazione dei civili, delle distruzioni del territorio e dei campi di concentramento per vincere la resistenza boera.

La guerra, che rovinò in parte il prestigio internazionale dell'Impero britannico, terminò dopo trattative dirette nel 1902 con l'annessione ufficiale delle repubbliche boere che tuttavia mantennero la loro identità nazionale.

Il contesto storico Le Repubbliche boere e l'Impero britannico

Dopo la fondazione nel 1652 di uno scalo navale nei pressi del Capo di Buona Speranza da parte della Compagnia olandese delle Indie orientali, l'insediamento si era lentamente sviluppato con l'arrivo di coloni olandesi, di emigrati tedeschi protestanti e francesi ugonotti. Questa popolazione europea, gli afrikaner ("popolo dell'Africa"), sviluppò un suo stile di vita con una propria lingua, lafrikaans, una variante dell'olandese. I trekboer, o boeri ("agricoltori erranti") erano i coloni più poveri che si trasferivano progressivamente all'interno del territorio abbandonando la fascia costiera..

Nel 1806, durante le guerre napoleoniche, la Gran Bretagna si impadronì della colonia del Capo per farne una base strategica di collegamento sulla via dell'India; tuttavia l'emigrazione di coloni britannici fu limitata negli anni seguenti e gli afrikaner rimasero la maggioranza; nuovi sviluppi si verificarono nel 1834 quando il governatore britannico Benjamin d'Urban decretò l'emancipazione degli schiavi neri nella colonia del Capo; in opposizione a questa decisione, circa boeri decisero il Grande Trek. I cosiddetti voortrekker, "pionieri", risoluti e intransigenti, abbandonarono i loro stanziamenti del Capo e costituirono, dopo sanguinose lotte contro le tribù indigene, nuovi stanziamenti all'interno, oltre i fiumi Orange e Vaal, costituendo una società basata sulle fattorie agricole, sulle milizie e sulla rigida segregazione razziale di neri e sangue misti..

L'Impero britannico, sotto la direzione del nuovo governatore Harry Smith, in un primo momento contrastò l'indipendentismo dei boeri; nel 1843 venne annesso alla colonia del Capo il territorio del Natal, abitato principalmente da zulu, quindi il governatore decise di espandere il dominio britannico anche oltre l'Orange e il Vaal e sconfisse i boeri nella battaglia di Boomplaats. Il governo britannico tuttavia non approvò l'aggressiva politica di Smith; il governatore venne richiamato, le sue conquiste vennero annullate e furono concluse nel 1852 e 1854 le convenzioni del Sand River e di Bloemfontein che riconobbero l'indipendenza delle due repubbliche boere: la Repubblica del Transvaal e lo Stato Libero dell'Orange..

Nei decenni successivi la colonia britannica del Capo conobbe una forte espansione favorita dalla scoperta nel 1870 a Kimberley, ai confini con lo Stato Libero d'Orange, del più grande giacimento di diamanti del mondo; furono sviluppate le ferrovie e le attività economiche, aumentò l'emigrazione bianca dalla Gran Bretagna, la colonia ottenne nel 1872 l'autonomia di governo alla pari del dominion del Canada, del Newfoundland, della Nuova Zelanda e delle cinque colonie australiane. Dal 1877 il governatore Henry Bartle Frere sviluppò quindi, con l'autorizzazione di Londra, un nuovo ambizioso progetto per unire le due repubbliche boere, in quel momento in grave crisi finanziaria, alle due colonie britanniche in una grande confederazione bianca dell'Africa del Sud sotto il controllo dell'Impero.. I piani britannici sembrarono favoriti dalla situazione di difficoltà delle repubbliche boere che erano minacciate dall'espansionismo degli zulu di Cetshwayo; i boeri chiesero aiuto alla Gran Bretagna e sembrarono favorevoli alla confederazione bianca; l'esercito britannico entrò nel Transvaal e nel 1879 vinse, dopo alcune sconfitte iniziali, la guerra zulu..

Contrasti politici tra i partiti britannici fecero però fallire i progetti di Bartle Frere; i liberali, capeggiati da William Gladstone, si opposero all'annessione delle repubbliche boere e furono bloccati i programmi di sviluppo economico del Sud Africa; inoltre risorse l'opposizione nazionalistica dei dirigenti boeri che nel 1880, sotto la guida di Paul Kruger, decisero di ribellarsi all'occupazione britannica del territorio e di combattere per l'indipendenza delle repubbliche afrikaner. La prima guerra boera si concluse con la dura sconfitta britannica nella battaglia di Majuba del 27 febbraio 1881 sul confine del Natal; Gladstone, tornato al governo in Gran Bretagna, decise di rinunciare alla rivincita, fece richiamare le forze britanniche di rinforzo inviate in Africa e decise di concedere l'indipendenza alle due repubbliche boere, purché fosse conservato ufficialmente il controllo britannico sulla loro politica estera. Kruger e gli altri capi boeri preferirono accettare questo compromesso proposto da Gladstone che venne sancito con la convenzione di Pretoria del 1881 e confermato, in senso più favorevole ai boeri, con la convenzione di Londra del 1884..

La spedizione di Jameson

Nel 1886 la scoperta dei giganteschi giacimenti di oro del Witwatersrand nella Repubblica del Transvaal cambiò completamente la situazione economica e politica in Sud Africa. In breve tempo il Transvaal divenne il primo produttore di oro del mondo e la nazione più ricca della regione; soprattutto si verificò il continuo e massiccio afflusso di immigrati principalmente britannici nella repubblica boera. In pochi anni i cosiddetti uitlanders, "stranieri", divennero la maggioranza della popolazione del Transvaal superando numericamente i boeri, assunsero la gestione delle miniere e fondarono la nuova città di Johannesburg, la capitale mondiale dell'oro in continua espansione.. I giacimenti consentirono enormi guadagni alle compagnie capitalistiche britanniche che controllavano le miniere; in particolare Alfred Beit e Julius Wernher assunsero un ruolo di predominio economico in collegamento con altre società minerarie, le cosiddette goldbugs, le "cimici dell'oro".. In Sud Africa queste società monopolistiche ricevettero potenti appoggi politici dal primo ministro britannico del Capo, lo spregiudicato e ambizioso miliardario dei diamanti Cecil Rhodes.

Il presidente del Transvaal Paul Kruger considerava con crescente preoccupazione il continuo arrivo degli uitlanders nella repubblica boera; il Transvaal riscuoteva enormi diritti di estrazione dai capitalisti stranieri delle miniere ma l'immigrazione bianca rischiava di minare la coesione nazionale e di togliere il predominio politico boero sulla repubblica. Kruger quindi e i nazionalisti afrikaner si rifiutarono di concedere i pieni diritti politici agli uitlanders che, pur essendo maggioranza nella popolazione bianca, non ottenevano, sulla base di una legge restrittiva sul suffragio promulgata nel 1888, il diritto di voto se non dopo quindici anni di residenza..

Nel 1895 Cecil Rhodes ritenne giunto il momento di organizzare un colpo di forza per scuotere la solidità della Repubblica del Transvaal e favorire una nuova annessione all'impero britannico. Sembra ormai accertato che Rhodes fosse in contatto con i capitalisti del Witwatersand, soprattutto con la Wernher-Beit, e che anche il ministro delle Colonie britannico Joseph Chamberlain fosse al corrente dei suoi piani di azione che egli tacitamente approvò.. I piani di Rhodes prevedevano di provocare una sollevazione dei coloni uitlander del cosiddetto "comitato di riforma" appena costituito a Johannesburg, attraverso un'audace incursione di una improvvisata colonna mobile guidata da Leander Starr Jameson e da alcuni ufficiali britannici.. La spedizione di Jameson si concluse con un disastro; i presunti cospiratori di Johannesburg non entrarono in azione, gli uitlander non si sollevarono affatto, e la colonna di Jameson venne intercettata dai commando boeri guidati dal generale Piet Cronje, accerchiati e costretti facilmente alla resa a Doornkop vicino a Johannesburg il 2 gennaio 1896.. Il fallito raid ebbe importante conseguenze; Kruger venne rieletto presidente del Transvaal e rafforzò il predominio degli afrikaner nazionalisti sugli uitlander; Rhodes fu costretto a dimettersi a causa dello scandalo provocato dai retroscena della vicenda; lo stesso ministro delle Colonie Chamberlain rischiò di essere travolto; il governo britannico dovette temporaneamente seguire una politica di pacificazione.. Inoltre la crisi del raid suscitò complicazioni internazionali; il Kaiser Guglielmo II di Germania inviò un telegramma di felicitazioni al presidente Kruger e appoggiò diplomaticamente le repubbliche boere; l'opinione pubblica britannica insorse contro le interferenze tedesche e le relazioni anglo-tedesche peggiorarono..

Alfred Milner al Capo

Nel 1897 venne inviato al Capo come nuovo alto commissario della colonia l'abile e ambizioso Alfred Milner; egli era un convinto assertore della necessità di sviluppare l'Impero britannico, di favorire la supremazia della razza bianca e di risolvere in modo radicale e definitivo la controversia con le repubbliche boere, riprendendo i programmi di annessione all'interno di un'Africa del Sud imperiale. Nonostante il governo britannico e il ministro Chamberlain sembrassero intenzionati ad evitare nuove complicazioni in Sud Africa e avessero affermato il loro interesse alla pace, Milner al contrario era deciso a svolgere una politica aggressiva per "suscitare una crisi"..

Milner riteneva che, a differenza delle opinioni dei politici londinesi, il tempo avrebbe favorito il definitivo consolidamento del regime di Kruger; egli quindi intendeva portare avanti rapidamente il suo progetto imperialista ricercando l'accordo con i coloni lealisti del Capo, coordinando la sua azione con il ministero delle Colonie, favorendo, grazie alle sue importanti amicizie nell'''establishment britannico, un atteggiamento favorevole alle sue istanze da parte dell'opinione pubblica dei due partiti.. Nel novembre 1898 Milner tornò in patria dove illustrò i suoi progetti al ministro Chamberlain; egli affermò che Kruger era "più autocratico che mai", e che era importante ottenere con adeguate pressioni concessioni decisive da parte dei boeri nei riguardi dei diritti degli uitlander. Il ministro Chamberlain consigliò la prudenza e la pazienza, ma Milner era deciso a proseguire "di testa propria" e cercare di mettere in difficoltà Kruger insistendo sulla questione dei diritti civili degli stranieri bianchi del Transvaal..