Biografia Appartenente all'illustre gens Cornelia, e in particolare all'importante ramo dei Cornelii Lentuli, Cosso era figlio dell'omonimo console ordinario dell'1 a.C., vincitore dei Musulami e dei Getuli (per cui ottenne il cognomen ex virtute Getulico, passato a uno dei figli), amicus di Tiberio e prefetto urbano dal 33PIR2 C 1381 (Groag).R. Syme, The Augustan aristocracy, Oxford 1986, p. 298.W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 8-9.. Fratelli di CossoPIR2 C 1380 (Groag). erano Gneo Cornelio Lentulo Getulico, console ordinario nel 26, legato per matrimonio agli Apronii, connesso con Seiano e in seguito ucciso da Caligola nel 39 in risposta ad una congiura ordita da lui e da Marco Emilio Lepido, con la complicità delle sorelle del princeps Giulia Livilla e Agrippina minore, e Cornelia, moglie del console ordinario del 26 Gaio Calvisio Sabino.

Pur essendo verosimilmente il figlio maggiore, Cosso non sembra aver ereditato il cognomen ex virtute Getulico dal padre, e non molto è noto della sua carriera.

L'amicitia del padre con Tiberio e i legami familiari dei fratelli dovettero promuovere il cursus honorum di Cosso, che raggiunse il consolato ordinario nel 25, verosimilmente mantenendo i fasces per il primo semestre dell'anno insieme a Marco Asinio Agrippa e venendo poi sostituito da Gaio Petronio a luglioFasti Arvalium (Inscr. It. 13, 1, 24)...Cassio Dione, Storia Romana, indice al libro LVII.Tacito, Annales, IV, 34.. Il consolato di Cosso e Agrippa vide la condanna di Cremuzio CordoTacito, Annales, IV, 34-35., la perdita di indipendenza di CizicoTacito, Annales, IV, 36., l'assoluzione di Fonteio Capitone proconsole d'Asia, il rifiuto di Tiberio di accettare un tempio a sé in BeticaTacito, Annales, IV, 37-38. e di concedere a Seiano la mano di LivillaTacito, Annales, IV, 39-41., la concessione a Messene dei diritti sul tempio di Artemide LimnatideTacito, Annales, IV, 43., la richiesta di Segesta a Tiberio di restaurare il tempio di Venere Ericina, la morte di Gneo Cornelio Lentulo l'Augure, di Lucio Domizio Enobarbo e di Lucio AntonioTacito, Annales, IV, 44., e l'assassinio in Spagna Tarraconense del pretore Lucio Calpurnio PisoneTacito, Annales, IV, 45..

Un'epigrafe proveniente da Mogontiacum, nella provincia romana di Germania Superiore., che in precedenza era stata datata sotto Traiano, è stata ora plausibilmente ricostruita: essa sembra attestare qualche onore per Tiberio durante il mandato nella provincia come legatus Augusti pro praetore di Cosso, che mantenne la carica evidentemente tra 26 e 29, quando gli subentrò il fratello Getulico.

Non sappiamo se Cosso sia sopravvissuto all'eliminazione degli affiliati di Seiano dopo il 31, magari grazie all'influenza del padre: le sue tracce scompaiono dalla storia dopo il suo mandato in Germania. In ogni caso, però, la sua stirpe continuò: da una moglie ignota, ebbe Cosso Cornelio Lentulo, console ordinario nel 60.

Note

Bibliografia

PIR2 C 1381 (Edmund Groag, 1936). Werner Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 8-9.

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