In araldica la salamandra simboleggia la costanza, la resistenza al male e ai nemici, il valore militare, perché si riteneva che potesse resistere in mezzo alle fiamme. Per tale motivo è rappresentata simile a una lucertola, con collo lungo, lingua e coda che termina a freccia, posta sempre di profilo e appoggiata su tizzoni ardenti da cui si sprigionano fiamme. Spesso presenta la testa rivoltata che vomita una fiamma. Raramente viene rappresentata la salamandra al naturale, ovvero nella sua forma reale. Nell'araldica francese si usa il termine salamandre dans sa patience ("salamandra nella sua pazienza") per indicarla quando posta sui tizzoni ardenti.

Caso illustre della salamandra come simbolo araldico è quello di Francesco I, re di Francia, che scelse appunto questo animale come suo simbolo associandola al motto, in lingua latina, Nutrisco et extinguo, che riprende una delle caratteristiche leggendarie dell'animale, il quale era ritenuto capace di alimentare il "fuoco buono" e spegnere quello "cattivo". Rappresentazioni di tale emblema si trovano in numerosi castelli nella zona della Loira di epoca cinquecentesca, ad esempio a Blois, Chambord o Azay-le-Rideau.Louis Charbonneau-Lassay, Il bestiario del Cristo, vol. II, Ed. Arkeios, Roma, 1995, ISBN 88-86495-02-1. p. 466.

Impresa della Salamandra

Il motto gonzaghesco Quod huic deest me torquet dipinto ad affresco di Giulio Romano e allievi nel Palazzo Te a Mantova nella "Sala delle Imprese", e replicato in altre camere, fa riferimento allImpresa della Salamandra, simbolo personale di Federico II Gonzaga, duca di Mantova.Caravaggio, Giordano Bruno e l'invisibile natura delle cose.

In araldica, il riferimento è alla salamandra di resistere al fuoco dell'amore, dote che mancava a Federico, per l'amata Isabella Boschetti.

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Note

Voci correlate Salamandra (mitologia)

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