I Cati sono stati una famiglia nobile minore, ma tra le 34 più antiche di Ferrara. Nel XVI secolo ottennero il titolo di conti palatini del Sacro Romano Impero.

Storia Il capostipite della famiglia fu Cato de Lendinara. Figlio del pellicciaio Benvenuto, si trasferì a Ferrara per esercitare come notaio; il primo atto che porta la sua firma è datato 1308. La sua professione lo portò al servizio del marchese Aldobrandino II d'Este, di cui fu cancelliere.

I discendenti furono vicini alla casa d'Este, per la quale furono ministri e ambasciatori. Nel XVI secolo ottennero dall'imperatore Carlo V la concessione l'uso dell'aquila nera in campo oro sul loro stemma e dall'imperatore Massimiliano II il titolo di conti palatini del Sacro Romano Impero.

Membri illustri

Carlo Cati, professore di medicina dello "Studio di Ferrara", come era anticamente chiamata l'istituzione universitaria degli Studi di Ferrara Lodovico Cati, legale, ambasciatore e uomo politico oltre ad aver insegnato all'Università di Ferrara. Inviato presso la corte dell'imperatore Carlo V, da cui ricevette diversi privilegi Giovanni Cati, vescovo titolare di Sebastea nel 1520 Renato Cati, figlio di Ludovico di cui seguì la professione nell'insegnamento del diritto universitario in più facoltà oltre quella di Ferrara. Giurista e latinista, volse anche incarichi politici e importanti incarichi diplomatici Sigismondo Cati, giurista e accademico, seguì come consigliere il cardinale Ippolito d'Este nel suo viaggio diplomatico in Francia e poi presso la Repubblica di Siena Ercole Cati, segretario personale e ambasciatore degli Este presso varie corti, traduttore e filologo, in particolare riguardo alla filosofia politica

Arma Inquartato; nel 1° e 4° d'oro all'aquila coronata di nero; nel 2° e 3° fasciato di 4 pezzi di nero e di argento; la 1^ fascia d'argento caricata di una croce ricrocettata di nero; la 2^ di due crescenti di nero in palo e rivolti; la 2^ fascia di nero caricata di due crescenti d'argento in palo e rivolti.

Note